Le spintriae: tessere romane con raffigurazioni erotiche morepublished in "La Donna Romana. Immagini di vita quotidiana" (Atti del Convegno di Atina, 7 marzo 2009), Atina 2009, p. 43-96 |
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Alberto Campana
Definizione
Le cosiddette spintriae sono tessere, del diametro di 20-23 mm, caratterizzate da varie raffigurazioni erotiche su un lato (diritto, coniato con il conio di incudine), accompagnate sull’altro lato (rovescio, coniato con il conio di martello) da un numerale romano, generalmente da I a XVI, o dalla leggenda AVG. Il metallo impiegato nella maggior parte degli esemplari noti è oricalco, una lega di bronzo con significative tracce di zinco1, adoperato anche per alcune emissioni di monete in zecche ufficiali (soprattutto sesterzi e dupondi) da Augusto a Nerone. Il termine spintria ha etimologia incerta2 e fu sempre usato dai Latini in riferimento a persone, soprattutto a giovinetti omosessuali passivi3. Secondo Tacito, questo termine compare per la prima volta al tempo di Tiberio e deriva dall’oscenità della positura dei giovinetti sottomessi sessualmente dall’imperatore4. In realtà il termine spintria fu impiegato per la prima volta da Petronio5 e poi usato anche da Svetonio per indicare i giovani coinvolti da
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Cfr. più avanti, § “Analisi metallografiche delle spintriae”, a pag. 49. Cfr. E. Forcellina e F. Corradini, Lexicon totius Latinitatis, Patavii, 1864-1926 (ristampa Forni), s.v. lascivus. Resta incerta la sua derivazione dal greco “σπινδρηα”, ossia scintilla, in termini di scintilla per accendere la libidine (cfr. S.W. Stevenson, A dictionary of Roman Coins, London, 1889, p. 758-759). E. Canterella, Secondo Natura. La bisessualità nel mondo romano, Roma 1992, p. 206. Tacito, Ann., VI, I: “Cn. Domitius et Camillus Scribonianus consulatum inierant, cum Caesar tramisso quod Capreas et Surrentum interluit freto Campaniam praelegebat, ambiguus an urbem intraret, seu, quia contra destinaverat, speciem venturi simulans. et saepe in propinqua degressus, aditis iuxta Tiberim hortis, saxa rursum et solitudinem maris repetiit pudore scelerum et libidinum quibus adeo indomitis exarserat ut more regio pubem ingenuam stupris pollueret. nec formam tantum et decora corpora set in his modestam pueritiam, in aliis imagines maiorum incitamen tum cupidinis habebat. tuncque primum ignota antea vocabula reperta sunt sellariorum et spintriarum ex foeditate loci ac multiplici patientia; praepositique servi qui conquirerent pertraherent, dona in promptos, minas adversum abnuentis, et si retinerent propinquus aut parens, vim raptus suaque ipsi libita velut in captos exercebant”. Petronio, Satyr., 113, 11: “ANCILLA TRYPHAENAE AD ENCOLPIUM: "Si quid ingenui sanguinis habes, non pluris illam facies, quam scortum. Si vir fueris, non ibis ad spintriam”.
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Tiberio nei suoi festini erotici a Capri6. Inoltre ancora Svetonio riporta che Caligola decretò l’espulsione da Roma di spintriae dediti a piaceri aberranti7 e che Vitellio, che aveva passato l’infanzia a Capri alla corte di Tiberio, era soprannominato spintria8.
Storia degli studi numismatici
A causa della particolare rappresentazione erotica, tali tessere furono ampiamente collezionate fin dal tempo del Rinascimento, come testimoniato dalla presenza di alcuni esemplari, ora soprattutto nella Bibliothéque Nationale di Parigi, che recano intarsiata in argento una minuscola aquiletta degli Estensi, Duchi di Ferrara, Modena e Reggio9. Quasi sicuramente molti esemplari furono imitati sia in epoca romana sia al tempo rinascimentale e post-rinascimentale, rendendo assai difficile stabilire una sicura autenticità delle spintriae (Fig. 1).
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Svetonio, Tib., 43: “Secessu vero Caprensi etiam sellaria excogitavit, sedem arcanarum libidinum, in quam undique conquisiti puellarum et exoletorum greges monstrosique concubitus repertores, quos spintrias appellabat, triplici serie conexi, in vicem incestarent coram ipso, ut aspectu deficientis libidines excitaret. Cubicula plurifariam disposita tabellis ac sigillis lascivissimarum picturarum et figurarum adornavit librisque Elephantidis instruxit, ne cui in opera edenda exemplar imperatae schemae deesset. In silvis quoque ac nemoribus passim Venerios locos commentus est prostantisque per antra et cavas rupes ex utriusque sexus pube Paniscorum et Nympharum habitu, quae palam iam et vulgo nomine insulae abutentes "Caprineum" dictitabant”. Svetonio, Cal., 16: “Spintrias monstrosarum libidinum aegre ne profundo mergeret exoratus, urbe submovit”. Svetonio, Vit., 3, 2; “A. Vitellius L. filius imperator natus est VIII. Kal. Oct., vel ut quidam VII. Id. Sept., Druso Caesare Norbano Flacco cons. Genituram eius praedictam a mathematicis ita parentes exhorruerunt, ut pater magno opere semper contenderit, ne qua ei provincia vivo se committeretur, mater et missum ad legiones et appellatum imperatorem pro afflicto statim lamentata sit. Pueritiam primamque adulescentiam Capreis egit inter Tiberiana scorta, et ipse perpetuo Spintriae cognomine notatus existimatusque corporis gratia initium et causa incrementorum patri fuisse”. Simile notizia è riportata anche su Cassio Dione, 63, 4, 2. È più probabile che si tratti dell’aquiletta degli Estensi che non dei Gonzaga di Mantova; L. Reggiani, De l’“aquiletta estense”, Annotazioni Numismatiche, 8, 1992, p. 160-164; contra R. Riva e B. Simonetta, “Aquiletta” estense o “Aquiletta” Gonzaga, Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche, VIII, 1979, p. 359-373; Idem, Ancora sull’aquiletta Gonzaga e non estense, Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche, XII, 1983, p. 333-341). È possibile che non pochi di questi esemplari provenissero a loro volta dalla collezione privata del pittore Giulio Romano (1499?1546), artista prediletto di Raffaello, il quale incise i famosi “Modi”, ossia le differenti posizioni di sedici coppie durante l’amplesso, probabilmente ispirate dalle stesse spintriae (B. Talvacchia, Figure lascive per trastullo de l’ingegno, in Giulio Romano, Milano 1989, p. 277 ss.).
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Il primo autore ad occuparsi delle spintriae dal punto di vista numismatico fu Spanheim, nel 1664, il quale fece capire che l’argomento era stato discusso dagli “antiquarii” anche in precedenza10. Secondo Spanheim le spintriae dovevano essere equiparate ad altre tessere d’ingresso “teatrali”. Successivamente il sommo studioso Eckhel, nel 1798, fece ampio riferimento a Spanheim e confermò che le spintriae dovevano essere tessere d‘ingresso ai Giochi Florali o a giochi “clandestini”11.
Fig. 1 -
Esempio di tessera spintria con aquila degli Estensi (vedi freccia nel particolare), ma probabile imitazione rinascimentale (da asta Lanz 125/2007, n. 1266).
Una diversa opinione fu espressa in un’opera del 1784, a proposito di incisioni presenti nella collezione del Duca d’Orleans, nella quale gli autori collegarono queste tessere ai giochi erotici di Tiberio, immaginando che l’imperatore avesse fatto costruire un teatro di libertinaggio rotondo, diviso in cubicoli numerati, e la tessera servisse alla coppia ad assumere la posizione descritta dalla raffigurazione ivi riportata12. La vecchia ipotesi di Spanheim continuò ad essere sostanzialmente accettata nel XIX secolo da Cohen,13, da Lenormant14 e ancora da Stevenson15.
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E. Spanheim, De nummis vulgo Spintriis Tiberi, in Dissertatio de praestantia et usu Numismatum antiquorum, Romae, apud Deversin et Cesarettum, 1664, p. 285. Io. Eckhel, Doctrina numorum veterum, Vindobonae, Typis Kurtzbekianis, vol. VIII, 1798, p. 315. Lachau G. l'abbé de, Le Blond l'abbé, Description des principales pierres gravées du cabinet de S.A.S. Monseigneur le Duc d’Orleans, Paris 1780/84. H. Cohen, Description historique des monnaies frappées sous l’empire romain, Paris, vol. I, 1859, p. XXII. Egli, nel volume VIII, introdusse il primo tentativo di classificare le varie tessere romane, in almeno 6 categorie: 1). Tessere imperiali; 2). Tessere mitologiche; 3). Tessere dei giochi; 4). Tessere erotiche; 5). Tessere commemorative; 6). Tessere mistiche. Tuttavia, a differenza delle altre categorie, egli non si degnò di descrivere le tessere erotiche, per motivi “puritani”. J. Lenormant, La monnaie dans l’antiquité, Paris, 1878-1879, Tome I, p. 63.
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Mowat, nel 1898, invece introdusse una nuova ipotesi, ritenendo che le spintriae fossero tessere lusorie, ossia destinate a intrattenimento di tipo ludico, e auspicò un serio studio, alla stessa stregua di normali monete antiche16. Alcuni anni dopo venne pubblicata la fondamentale opera di Rostowzew sulle tessere in piombo, fra le quali sono annoverate anche quelle a sfondo erotico, probabilmente di impiego esclusivo nei lupanari17. Tali tessere non vanno confuse con le spintriae in oricalco e presentano una differente resa stilistica. Invece Nadrowski non accettò la datazione delle spintriae all’epoca di Tiberio, ma le portò a quella di Domiziano e ritenne che esse fossero tessere d’ingresso nei lupanari. Sostenne poi una sostanziale differenza tra quelle in cui il numerale è preceduto da una A, che identificò con l’iniziale di Amor, e quelle in cui questo manca. Le prime porterebbero numeri da I a VI, le altre da VII a XXX e il numerale indicherebbe “il modo in cui questo desiderio è destinato a indulgere”. Solamente le spintriae con A sarebbero autentiche, mentre le altre sarebbero tutte imitazioni rinascimentali18. Contemporaneamente il Gnecchi mise in evidenza come il numerale posto al rovescio arrivi, salvo casi eccezionali, a un massimo di 16, che corrisponde anche al numero degli assi che costituisce un denario in argento, concludendo che il numerale indica semplicemente il valore in assi da attribuire ad ogni singola tessera19. Anni dopo lo stesso autore ha ribadito lo stesso concetto, indicando che la lettera A, presente in alcune delle più antiche spintriae, è l’iniziale di Asses20. Da allora l’ipotesi che le spintriae dovessero servire a pagare le “prestazioni” nei lupanari divenne la prevalente e ancora oggi la più accreditata. Tuttavia la funzione delle spintriae non può essere disgiunta da quelle di altre tessere in oricalco o bronzo, non erotiche, ma recanti pure esse al R/ un numerale racchiuso entro un cerchio di perline e/o una corona di alloro, ed al diritto una effige “imperiale” o altra scena di argomento mitologico o ludico.
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S.W. Stevenson, A dictionary of Roman Coins, London, 1889, p. 758-759. R. Mowat, Contremarques sur des tessères romaines de bronze et de plomb. Les spintriennes, Rivista Italiana di Numismatica, 11, 1898, p. 21. M. Rostowzew, Römische Bleitesserae, Leipzig, Ed. Dieterich, 1905. In particolare egli ha annoverato una categoria di “Tesserae Privatae”, detta “Lupanaria” (p. 114-117, n. 905-933). La maggior parte delle tessere erotiche in piombo riporta al diritto un fallo. Solo due (n. 912 e 913) reca una scena di rapporto sessuale (simile alla presente Serie 1) accompagnata da numerali (rispettivamente II entro corona e AI). R. Nadrowski, Welchen Zweck hatten die römischen Spintrien?, Berliner Münzblätter, 52, April 1906, p. 287. A. Gnecchi, I numeri I-XVI nelle tessere di bronzo, Rivista Italiana di Numismatica, XX,1907, p. 515-516. A. Gnecchi, Monete Romane, Milano, ed. Hoepli, 1935, p. 323-324.
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Già sia Buttrey21 sia Göbl22 hanno evidenziato come il conio usato per il R/ sia talvolta il medesimo nelle tessere erotiche ed in quelle non erotiche e di conseguenza si deve ipotizzare non solo una unicità della zecca, ma anche una certa analogia di funzioni. Due esempi dell’impiego di un medesimo conio di R/ in differenti emissioni di tessere, incluse le spintriae, sono riportate nelle Fig. 2 (con il numerale VIIII = 9) e 3 (con il numerale XIII = 13).
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Fig. 2 – Un conio per il numerale VIIII usato in comune in almeno 5 differenti emissioni di tessere: a) asta Kuenker 115/2006, 402; b) Copenhagen, Nationalmuseen Reutze 2095; c) Milano 38; d) Vienna, MK-32741/b; e) asta Gorny 100/1999, n. 658 = asta Hess 1912, n. 545.
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Fig. 3 – Un conio per il numerale XIII usato in comune in almeno 5 differenti emissioni di tessere: a) asta CNG 66/2004, n. 1351; b) Londra, British Museum R4454; c) Vienna, MK-32.752; d) asta Hess 1912, n. 541; e) asta NAC 33/2006, n. 413.
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T.V. Buttrey, The Spintriae as a Historical Source, Numismatic Chronicle, 1973, p. 5263. R. Göbl, Antike Numismatik. München, 1978, vol. I, p. 31; vol. II, p. 130 and tav. 8.
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Il Buttrey ha tentato una prima sistemazione delle tessere con numerale, elencando 40 spintriae (di cui 15 al British Museum) in 13 distinti tipi contro 81 tessere non erotiche (di cui 37 al British Museum) in 26 distinti tipi e ha ritenuto tutte datate al periodo compreso tra il 22 e il 37 d.C. Successivamente Simonetta e Riva hanno redatto l’opera finora più esaustiva sulle spintriae, distribuendo 184 esemplari noti in 3 gruppi principali e 15 tipi o scene erotiche23. Secondo questi autori le spintriae dovevano risalire al tempo di Domiziano24 e, per la presenza di cifre espresse in assi, costituivano una particolare categoria di monete destinate al pagamento delle prostitute25. Più recentemente sono comparsi importanti contributi, a cura di Bateson26 e soprattutto di Martini27 e di Jacobelli28,29, con nuove interessanti argomentazioni riguardanti soprattutto l’aspetto iconografico e la funzione delle tessere, che saranno meglio analizzate di seguito.
Dati di rinvenimento e diffusione delle spintriae
I dati di rinvenimento a disposizione sono molto scarsi, ma permettono di trascurare definitivamente l’ipotesi di una datazione domiziana e di riportare a un’epoca anteriore, al tempo di Augusto e di Tiberio. Il più importante dato è fornito dal rinvenimento di una spintria (cfr. Catalogo, Serie 14, D29 con numerale V) nell’intatta tomba 151 di una ne23
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B. Simonetta e R. Riva, Le tessere erotiche romane (spintriae), Lugano, Ed. Franco Chiesa, 1981. Tre anni dopo hanno aggiunto altre 16 spintriae e ulteriori informazioni, senza modificare le loro conclusioni (B. Simonetta e R. Riva, Nuovo contributo alle nostre conoscenze sulle spintriae, Gazzetta Numismatica Svizzera, 136, 1984, p. 88-92). Cfr. più avanti, § “Cronologia delle spintriae” a pag. 48. Cfr. più avanti, § “Funzioni delle tessere con numerale” a pag. 52. J.D. Bateson, Roman Spintriae in the Hunter Coin Cabinet, in Ermanno A. Arslan studia dicata, Milano, p. 385-394. R. Martini, Tessere numerali bronzee romane nelle Civiche raccolte numismatiche del comune di Milano (Tessere con ritratti imperiali, Spintriae, tessere con raffigurazioni diverse). Parte I. Considerazioni numismatiche – Catalogo, Annotazioni Numismatiche, Supplemento IX, 1997, p. 1-28. L. Jacobelli, Tessere numerali bronzee romane nelle Civiche raccolte numismatiche del comune di Milano (Tessere con ritratti imperiali, Spintriae, tessere con raffigurazioni diverse). Parte II. Considerazioni storico-artistiche – Serie iconografiche, Annotazioni Numismatiche, Supplemento X, 1997, p. 1-28. L. Jacobelli, Spintriae e ritratti gulio-claudii. Significato e funzione delle tessere bronzee numerali imperiali. Parte 1. Spintriae e scene diverse: l’impianto iconografico. Iconografica, 4, 2000, p. 1-40.
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cropoli di Mutina (Modena)30. La tomba era una sepoltura a cremazione diretta, entro una fossa a pianta sub-rettangolare, provvista di un corredo con elementi deposti contestualmente al rogo funebre e altri collocati successivamente nella fossa, tra i resti ossei e la terra di rogo. Il materiale fittile ivi rinvenuto (olla, lucerne e vasellame potorio) e i balsamari in vetro si riferiscono alla prima metà del I secolo d.C. e la deposizione pare riferirsi all’età claudia-neroniana. La stessa sepoltura conteneva anche una spintria, che però appare essere piuttosto una fedele riproduzione delle originali spintriae, di poco anteriori, mediante fusione in rame, con tracce di doratura, assieme a 4 monete: denario di Augusto (RIC 207, con Caio e Lucio stanti togati, datato al 2 a.C.-4 d.C.); bronzo di Corinto del tempo di Tiberio (RPC 1154, con busto di Livia/Tempio esastilo, datato al 32-33 d.C.); dupondio in oricalco di Caligola (RIC 56, a nome del Divo Augusto, datato al 37-41 d.C.); asse di rame di Claudio I (RIC 113, con Libertas, datato al 42-43 d.C.). L’insieme delle monete rivela l’intento del defunto di avere con sé una piccola raccolta di monete che richiamano alla famiglia imperiale giulia-claudia e conferma la datazione della sepoltura non più tardi dell’inizio del regno di Nerone. Gli altri dati di rinvenimento documentato di spintriae sono più frammentari e non decisivi per un’attribuzione cronologica e possono essere qui di seguito riassunti, seguendo la distribuzione geografica da ovest a est. a) Un esemplare (Serie 14, D29 con VIIII) rinvenuto sulle sabbie del Tamigi, in Chelsea31. Tale tessera può essere pervenuto sulle rive del fiume in occasione della prima avanzata imperiale romana in Britannia, avvenuta nel 43 d.C. al comando di Aulo Plauzio sotto il regno di Claudio I, oppure, in alternativa, al tempo della sconfitta romana ad opera della regina Boadicea che riuscì nel 61 d.C. a riconquistare temporaneamente Londra. L’ultima datazione possibile è quella dell’occupazione della Britannia fino ai suoi confini con la Scozia ad opera di Gneo Giulio Agricola tra il 78 e l’80 d.C. b) Un esemplare (Serie 5, D9 con I) rinvenuto a Argenton sur Creuse, nella Francia centrale (valle del Loira), purtroppo senza contesto archeologico32. c) Un esemplare (Serie 7, D16 con VII) rinvenuto isolatamente in strato del periodo romano a Sallèles, nella Francia meridionale, poco a nord di Narbonne33.
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F. Benassi, N. Giordani, C. Poggi, Una tessera numerale con scena erotica da un contesto funerario di Mutina, Numismatica e Antichità Classiche, Quaderni Ticinesi, XXXII, 2003, p. 249-273. Da Numismatic Circular, November 1979, n. 10129, con cenni del suo rinvenimento. Grazie a comunicazione personale del prof. Jean Claude Richard.
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d) Un esemplare (di tipo non precisato) da Saalburg, in Germania, ma senza sicura provenienza34. e) Un esemplare (Serie 11, D24 con VII, forato) trovato nel 1967 sull’ isoletta croata di Majsan (S. Massimo) tra Korcula (Curzola) e Orebic alla profondità di 0,30 metri35. f) Un esemplare (Serie 14, D29 con VIII) rinvenuto nel 1978 a Narona (attuale Vid, presso la croata Metkovic), che fu colonia augustea e fiorente per tutto il tempo dell’impero romano36. g) Un esemplare (di incerta identificazione, forata), rinvenuto sporadicamente a Cesarea Maritima, in Palestina37. Da notizie, purtroppo non ufficiali e non verificabili, sembra che la maggior parte delle spintriae sia stata rinvenuta in Italia38. Tuttavia è da rilevare che non è stata rinvenuta alcuna spintria nei vari e numerosi scavi condotti a Pompei ed Ercolano.
Cronologia delle spintriae
Come già accennato, in precedenza alcuni autori, come Nadrowski e soprattutto Simonetta e Riva, avevano attribuito le spintriae al tempo di Domiziano. Tale ipotesi era basata essenzialmente sul noto epigramma di Marziale39, che fu scritto in occasione dei giochi indetti per celebrare il trionfo di questo imperatore sui Daci (88-89 d.C.) oppure in occasione delle Feste Septimonziali, nello stesso periodo40. Marziale ha menzionato dei lasciva
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Grazie a comunicazione personale del prof. Jean Claude Richard, che curerà la pubblicazione del suddetto rinvenimento. Cfr. Die Fundmünzen der römischen Zeit in Deutschland (FMRD), V, Band 1,1, 1994, p. 577, n. 1655. I. Mirnik, Nalazi novca s Majsana (Coins found at Majsan), Vjesnik Arheoloskog muzeja u Zagrebu, XVIII, 1985, p. 87-96 (la tessera è illustrata a pag. 90, n. 3, tav. I, 3). Non è definito il contesto cronologico. Da gentile segnalazione di I. Mirnik, senza ulteriori dettagli in quanto apparentemente destinato al mercato numismatico. Cfr. Martini, op. cit. 1997, p. 7 nota 15, che cita come fonte una gentile segnalazione di Arie Kindler, della Kadman Numismatic Pavilion, in Israele. Cfr. anche Bateson, op. cit., p. 386. Marziale, VIII, 78: “nunc veniunt subitis lasciva nomismata nimbis, nunc dat spectatas tessera larga feras”. Svetonio, Dom., 4. In particolare a 4,5: “Congiarium populo nummorum trecenorum ter dedit atque inter spectacula muneris largissimum epulum Septimontiali sacro, cum quidem senatui equitique panariis, plebei sportellis cum obsonio distributis initium vescendi primus fecit; dieque proximo omne genus rerum missilia sparsit, et quia pars maior intra popularia deciderat, quinquagenas tesseras in singulos cuneos equestris ac senatorii ordinis pronuntiavit”.
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nomismata, che sarebbero gettate dall’imperatore sulla folla che assisteva ai giochi come vere monete. In realtà nulla si sa della reale natura di questi oggetti e la prevalente ipotesi attuale è che fossero invece delle sorta di tavolette, come le tessere frumentarie, che permettevano ai possessori di ricevere vari regali e non prestazioni sessuali41. Grazie allo studio del Buttrey, che ha esaminato congiuntamente i due insiemi di tessere numerali, quelle erotiche e quelle non erotiche, con la scoperta di conii del rovescio in comune tra i diversi tipi di tessere, è possibile accomunarle in ragione della medesima zecca di origine e della simultaneità della loro produzione. La datazione proposta dallo studioso inglese, dal 22 al 37 d.C., risulta dal confronto fra i ritratti imperiali presenti sulle tessere e quelli presenti su emissioni monetarie recanti i ritratti di Augusto, Tiberio e Germanico. L’autore resta dubbioso circa l’esistenza di reali ritratti di Caligola sulle tessere, mentre reputa giustamente false le tessere con ritratto di Claudio42. Martini sostanzialmente concorda con Buttrey, allargando un poco l’arco cronologico, dal 10 d.C. sino al regno di Claudio43. Personalmente preferisco la cronologia più corta del Buttrey e reputo che la maggior parte delle emissioni di spintriae abbia avuto luogo durante il regno di Tiberio.
Analisi metallografiche delle spintriae
Come accennato all’inizio, la maggior parte delle spintriae note sembra essere coniata in oricalco, la cui caratteristica colorazione quasi dorata risulta evidente negli esemplari spatinati, come in quelli rinvenuti nei fiumi. Tuttavia molti esemplari presentano patine più o meno spesse, che sono indistinguibili da quelle rilevate con la normale lega di bronzo, rendendo quindi difficile stabilire ad occhio la natura della lega adoperata, a meno di non ricorrere a un’analisi metallografica. Il Martini ha sottoposto alcuni esemplari della collezione pubblica di Milano a un metodo di analisi non distruttiva, detto Fluorescenza a raggi X
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C. Virlouvet, Tessera Frumentaria. Les prcédures de la distribution du blé public à Rome, Roma, 1995, p. 336 ss; D. Foraboschi, recensione a Virlouvet, op. cit., Rivista Italiana di Numismatica, 98, 1997, p. 299. Buttrey, op. cit., p. 55. Martini, op. cit., 1997, p. 12-13, cronologia poi ribadita da R. Martini, Cesar Augustus. Collezione Veronelli di monete di bronzo: catalogo critico, Milano, 2001, p. 175. Anche la Jacobelli, op. cit., sulla base di confronti stilistici con altri materiali antichi, rimanda all’età giulia-claudia.
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(XRF)44. Questo metodo non è particolarmente attendibile in quanto interessa solo parti molto limitate della superficie dell’oggetto e quindi presenta notevoli limitazioni quando una lega è composta da metalli non mischiati in modo omogeneo e quando ci sono patine e/o incrostazioni molto spesse e compatte. Il migliore metodo di analisi non distruttiva per una moneta antica nella sua globalità è quello per via dell’attivazione dei neutroni rapidi del ciclotrone, ma si tratta di una analisi molto costosa e allo stato attuale può essere effettuata per i materiali archeologici solo dal ciclotrone di Orléans. Pur con le limitazioni sopramenzionate, con l’analisi XRF è stato possibile rintracciare i principali elementi della lega adoperata in alcune spintriae. La seguente tabella è tratta dal suddetto studio di Martini, adattandola con i riferimenti delle Serie descritte nel presente Catalogo.
Tab. I – Risultati delle analisi metallografiche delle spintriae (dalla coll. Musei Civici di Milano) Catalogo Cu Zn Pb Ag Serie 1 78,0% 11,5% 9,1% (Martini 9)* Serie 1 98,4% 0,4% 0,4% (Martini 10)° Serie 4 77,4% 21,0% 0,6% 0,1% (Martini 12) Serie 5 81,2% 18,2% 0,3% (Martini 18) Serie 5 84,3% 14,6% 0,4% (Martini 16) Serie 7 84,4% 15,0% 0,4% (Martini 25) Serie 8 87,1% 11,3% 0,7% (Martini 32) Serie 11 84,1% 11,9% 2,0% (Martini 22) Serie 11 83,8% 6,5% 7,7% 0,1% (Martini 23)° Serie 14 84,6% 13,4% 0,5% (Martini 34) Serie 15 90,0% 9,1% 0,5% (Martini 29)° * Esemplare di fusione antica ? ° Esemplari con pesante patina e/o sedimenti superficiali
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Fe 0,3% 0,4% 0,3% 0,1% 0,3% 0,2% 0,7% 1,4% 0,8% 1,4% 0,4%
Au 0,3% 0,4% 0,3% 0,5% -
Sn 1,0% 0,2% 0,1% 0,2% 0,2% 0,2% 0,6% 0,1% 0,1%
Martini, op. cit. 1997, p. 7-10. Il metodo della tecnica di XRF si basa sulla possibilità di espellere un elettrone dagli orbitali più interni di un atomo qualora esso venga colpito da un fascio di fotoni (raggi-X o gamma) o di particelle cariche di sufficiente energia. L’espulsione di un elettrone interno lascia l’atomo eccitato. Tale eccitazione è seguita da un processo di riassestamento energetico mediante il salto di un elettrone da un orbitale più esterno a quello in cui si è creata la vacanza. In seguito al riassestamento energetico si ha emissione di fotoni-X caratteristici, con frequenza correlata al numero atomico dell’atomo bersaglio. È possibile quindi impiegare i raggi-X per risalire alla composizione dei singoli elementi chimici tramite l’analisi della radiazione emessa.
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
I dati relativi a tessere non erotiche non appaiono molto difformi ed è pertanto possibile confermare che le tessere con numerale in genere sono state coniate in oricalco, anche se le percentuali di zinco possono talvolta apparire piuttosto basse, specialmente in presenza di spessa patina e/o incrostazione (come evidenziato dagli esemplari contrassegnati con °).
Frequenza dei numerali presenti nelle spintriae
Seppure in maniera preliminare, dai dati desunti dall’annesso Catalogo è possibile riassumere nella seguente tabella II la frequenza di esemplari che recano uno specifico numerale (riunendo i conii usati in ogni singola Serie).
Tab. II – Frequenza dei numerali sulle spintriae Num. 1 I II III IIII V VI VII VIII VIIII X XI XII XIII XIIII XV XVI XVII XVIII XXV AVG 1 2 2 6 3 3 3 1 7 4 2 3 2 2 1 2 2 2 6 2 2 1 1 1 1 1 1 2 1 3 2 2 6 13 1 4 3 1 1 3 2 4 1 1 2 1 6 2 3 1 1 1 1 1 4 4 3 1 2 3 4 5 12 2 2 1 3 1 1 3 2 6 7 2 1 Serie 8 9 10 4 4 3 2 2 11 2 1 3 1 2 3 5 1 3 3 3 4 3 4 5 1 1 2 1 2 2 1 2 1 1 1 3 1 3 3 3 4 1 2 1 1 1 1 1 1 2 2 4 12 1 10 1 13 14 15 2 2 2 1 1 3 2 2 2 23 37 14 17 14 15 18 19 16 13 20 20 17 28 23 11 1 1 1 3 7,4 11,9 4,5 5,5 4,5 4,8 5,8 6,1 5,1 4,2 6,4 6,4 5,5 9,0 7,4 3,5 0,3 0,3 0,3 1,0 Tot. %
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I risultati dimostrano una distribuzione abbastanza uniforme dei numerali usati, con la sola lieve predominanza del numerale II, dovuta soprattutto alla particolare Serie 1. Le serie sembrano arrestarsi al numero XV o, meno frequentemente, al numero XVI. I numerali oltre XVI (XVII, XVIII e XXV) sono noti in unici, sporadici esemplari e probabilmente sono successive invenzioni. La leggenda AVG è molto rara e presente solo in due Serie, ma è attestata anche su alcune tessere non erotiche. L’orientamento dei conii è generalmente casuale.
Funzioni delle tessere con numerale
Si è molto discusso circa le possibili funzioni delle tessere erotiche e sono state formulate svariate ipotesi. La disparità delle opinioni deriva dal fatto che gli autori latini parlano molto raramente di queste tessere e in modo tale da non poter identificare incontestabilmente la loro funzione, confermando indirettamente la loro rarità. Come già visto nel paragrafo dedicato alla storia degli studi numismatici, in precedenza sono state formulate le seguenti tre ipotesi: tessere d’ingresso ai Giochi Florali o a giochi “clandestini”; tessere lusorie; tessere d’ingresso ai lupanari45. Analogamente le altre tessere non erotiche e munite di numerale dovevano servire a pagare l’ ingresso negli spettacoli pubblici o potevano essere convertite in denaro contante. Queste ipotesi sono basate sulla convinzione che il numerale indicherebbe comunque il valore in assi da attribuire ad ogni singola tessera. Una recente ipotesi è stata poi formulata da Martini, il quale ha voluto porre l’accento sull’ufficialità della produzione (impiego di un metallo di pertinenza imperiale come l’oricalco e quindi presso una zecca ufficiale, compatibile anche con la cura stilistica spesso notevole) per riferire le tessere numerali, sia erotiche che non erotiche, all’ambito militare, forse particolari
45
L’ipotesi dell’uso specifico delle spintriae nei lupanari è basato su un passo di Svetonio (Tib., 58) ove si dice che nelle latrine e nei bordelli l’imperatore proibì l’uso di monete e di anelli recanti l’effige imperiale: nummo vel anulo effigem impressam latrinae aut lupanari intuisse. Comunque non esistono altre fonti a confermare l’applicazione pratica di tale divieto. Esiste piuttosto un’altra notizia di Svetonio (Calig., 40-41) che riferisce che Caligola, allo scopo di aumentare le entrate imperiali, avrebbe fatto versare dalle prostitute all’erario la cifra corrispondente al guadagno di un incontro sessuale giornaliero, che l’imperatore avesse istituito sul Palatino un proprio bordello e che egli avesse concesso anche prestiti contro interesse ai visitatori dei bordelli. Inoltre è da rilevare che la tariffa media di una prestazione sessuale, come riscontrato dalle numerose epigrafi rinvenute a Pompeii ed Ercolano, è piuttosto bassa in rapporto all’economia sociale e varia in genere da 1 asse a 16 assi, prevalentemente 2 assi (cfr. T. A. J. McGinn, The economy of prostitution in the Roman World. A Study of Social History and the Brothel, Ann Arbor, 2004; B. E. Stumpp, Prostitution in der römischen Antike. Akademie Verlag, Berlin, 2001, p. 177 ss.).
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donazioni46 più o meno mirate in occasione dei congiaria47, che gli imperatori tenevano anche privatamente almeno fino al regno di Nerone. Tuttavia è da rilevare che la quantità degli esemplari finora pervenuti è molto esigua e che nessun esemplare è stato finora rinvenuto nei numerosi accampamenti militari lungo il limes reno-danubiano, soggetti a sistematiche campagne di scavo archeologico. A mio parere l’ipotesi più verosimile riconduce le tessere a un ambito lusorio in occasioni di trionfi militari, per la frequente presenza del bordo coronato sia su tessere erotiche che in quelle non erotiche, che starebbe a indicare la “corona triumphalis”, una corona di alloro che termina, in alto, con una borchia di dimensioni più o meno marcate. Simile corona si trova impiegata solo su poche emissioni monetali di Augusto e confermerebbe comunque un collegamento delle tessere con l’ambiente militare48. Le prime tessere, le spintriae delle Serie 1-3 come anche alcune tessere non erotiche, sono ancora prive della “corona triumphalis” e sono anche le uniche che recano l’iniziale A davanti al numerale e conferiscono una chiara idea di una diretta conversione in denaro contante (i numerali finora noti con A sono tutti rapportabili a nominali in uso in termini di assi al tempo di Augusto). Successivamente, con la comparsa della “corona triumphalis”, sparisce l’iniziale A e resta unicamente il numero, che, con rarissime eccezioni, arriva fino a XV o, più raramente, a XVI o alla leggenda AVG, rendendo assai meno immediata l’idea della diretta conversione in assi. Se consideriamo insieme la notevole rarità delle tessere con numerale, la commistione di tessere erotiche e non erotiche accomunate da medesimi conii del rovescio, l’impiego di oricalco e la presenza, nella maggior parte delle tessere, della corona trionfale, l’ipotesi più ovvia e semplice è quella di considerarle come sorta di gettoni impiegati in un gioco attualmente a noi sconosciuto. Tale ipotesi bene si concilia con la ben nota passione dei Romani per i giochi a tavolo49, in questo caso effettuati in determinati ambienti
46
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Martini, op. cit., 1997, p. 14. È interessante osservare che l’abaco utilizzato per i diversi computi svolti durante la distribuzione era composto da XVI fori variamente disposti sulla superficie dello strumento di computo. In alternativa Martini, op. cit, 1997, p. 13, ha evidenziato come il numero delle legioni romane al tempo di Augusto fosse pari a 16 a partire dal 9 d.C. dopo la damnatio delle legioni XVII, XVIII e XIX in seguito alla disfatta di Publio Quintilio Varo nella foresta di Teutoburgo. Il congiarium era una elargizione fatta a discrezione dell’imperatore, soprattutto per tacitare masse disoccupate e il termine deriva da congius, un volume di olio e di vino pari a 6 sextarii. R. Martini, Una tessera numerale bronzea con ritratto di Augustis in collezione privata. “Tessera triumphalium(?)”: note per una discussione, in: AA.VV., Scritti in ricordo di Valentino Candellieri, Annotazioni Numismatiche, Supplemento XIII, 1998, p. 12-15. Cfr. L. Jacobelli, Le pitture erotiche delle terme suburbane di Pompei, Roma (Soprintendenza Archeologica di Pompei, Monografie 10), 1995, p. 72.
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militari altolocati in occasione di particolari momenti, come appunto i trionfi al tempo soprattutto di Tiberio e poi, per qualche ragione, rapidamente caduti in disuso, forse già ai tristi tempi di Caligola, per essere poi dimenticati al tempo di Claudio50. È possibile che le tessere con A e numerale (2, 4, 8 e 16) avessero una diversa connotazione di gioco (forse più come fiches che come pedine) rispetto alle successive tessere senza A e con corona trionfale, che presentano un maggiore numero di cifre riportate. L’impiego particolare e limitato nel tempo di tali gettoni potrebbe spiegare l’assenza della loro specifica menzione in antiche fonti letterarie.
Catalogo preliminare delle spintriae
Allo stato attuale sono stati raccolti i dati relativi a 322 esemplari (almeno 2/3 circa degli esemplari attualmente esistenti), desunti da collezioni pubbliche e da cataloghi di asta o listini. Mancano ancora dati riguardanti gli esemplari in alcune collezioni pubbliche (es. Vaticano, Roma, Napoli), ma il quadro definitivo non dovrebbe discostarsi in maniera significativa dal presente catalogo, che comunque deve essere inteso ancora preliminare e si rimanda a uno studio più approfondito nel quale venga illustrata ogni combinazione dei conii, comprendendo anche le tessere non erotiche. In particolare si deve ancora effettuare l’analisi dei conii del rovescio, spesso non agevole e che talvolta sono in comune tra differenti tessere (come già accennato nelle Fig. 2 e 3)51 Viene definita serie un’associazione di emissioni accomunate da una determinata tipologia del diritto. La reale disposizione e sequenza delle 15 serie può essere meglio definita solo dopo il completamento dell’esame e confronto dei singoli conii del rovescio. Ogni serie viene aperta dalla visualizzazione dei conii del diritto utilizzati per quella serie, sia con ingrandimento 2:1 sia 1:1.
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Già Benassi et al, op. cit., p. 259-262, avevano ipotizzato un impiego delle tessere con numerale per un gioco, forse simile a duodecim scripta, un gioco da praticarsi con due dadi e quindici pedine per parte (proprio il numero massimo che si riscontra più spesso nelle Serie note), che ebbe grande successo in tutto il mondo romano e al quale derivano varie versioni moderne come il tric-trac o backgammon. Questi autori ipotizzano anche che l’impiego dell’oricalco (o del rame rivestito con oro) serviva per dare maggiore preziosità ai gettoni e che l’evidente contrasto tra tessere erotiche e quelle non erotiche potrebbe essere voluto per distinguere le pedine di ognuno dei giocatori in assenza di una diversa colorazione. Per una esaustiva rassegna sui giochi romani, cfr. U. Schädler, XII Scripta, Alea, Tabula – New Evidence for the Roman History of “Backgammon”, in: Alexander J. De Voogt (ed.), New Approaches to Board Games Research, IIAS Working Papers Series III, Leiden 1995, pp. 73-98. A tale riguardo è importante stabilire un corretto orientamento dei numerali, specie quelli simmetrici (come ad es. I, II, III, IIII), ponendo quando possibile in alto la borchia della corona, per agevolare il riconoscimento dei conii.
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Con un progressivo numero del conio del diritto in neretto viene indicato ogni conio noto del diritto, designato dall’abbreviazione D. Si rimanda al lavoro definitivo il numero progressivo di ogni conio del rovescio. Seguono per ogni conio del diritto i principali riferimenti bibliografici e l’elenco di tutti gli esemplari a me noti. Per i primi sono state prescelte le opere del Simonetta-Riva e di Buttrey, anche se bisogna rilevare che il primo non è esente di errori. Nell’elenco degli esemplari noti sono riportati il numerale riportato al rovescio, il numero degli esemplari finora noti e l’ intervallo ponderale e la provenienza. Quest’ultima è descritta con le abbreviazioni riportate nell’elenco delle collezioni e dei cataloghi riportato nell’ Appendice A. Nel caso che un esemplare sia comparso in più cataloghi, esso viene citato in ordine cronologico a partire dal più recente. L’asterisco indica che l’esemplare in questione è illustrato accanto all’immagine ingrandita del conio del diritto. In coda al catalogo di ogni serie sono riportati commenti, tesi a illustrare i principali aspetti iconografici e numismatici di quella serie. SERIE 1
D1 (x2) D1
Fig. 4
Coppia eterosessuale posta su un letto (cubiculares), con alta spalliera e con piedi torniti, rappresentata nell’atto di un coitus a tergo. La donna è a destra, piegata sulla kline, e sembra indossare solo uno strophium o fascia pectoralis. L’uomo, dai muscoli pettorali ben disegnati, è inginocchiato dietro di lei con il busto eretto e regge nella mano destra protesa una sorta di bacchetta o verga leggermente ricurva ed ingrossata all’estremità (vindicta?). Al di sotto del letto sono rappresentati, da sinistra a destra, una brocca, una lucerna e uno sgabello. Circolo di puntini. Simonetta-Riva 1/A; Buttrey -
Numerale
N. es. e peso 11 (5,61-3,39 g)
Rif. MuM 79/1994, 629*; Parigi, BN 17113 (con aquiletta estense); Vienna, MK 32.766; S. Pietroburgo, OH-2959/18196; S. Pietroburgo, OH-2959/18197; Numismatica Genevensis 4/2006, 144 = Vinchon 1974 (Peyrefitte), 167; Londra, BM, R4487; Milano, M.0.9.32871 (= Martini 9, forse copia fusa antica); Milano, M.0.9.32872 (= Martini 10); Glasgow, Hunter (= Bateson 1); Copenhagen, Ramus 1.
A·II
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D2 (x2) D2
Fig. 5
Simile al precedente, ma manca la bacchetta e il contorno della spalliera è reso con puntini. Circolo di puntini. Simonetta-Riva 1/B; Buttrey -
Numerale
N. es. e peso 2 (5,56-3,54 g)
Rif. Vienna, MK 32.739/b*; Dresda, 4187 (il rovescio sembra provenire da conio diverso, autentica ?)
A·II
D3 (x2) D3
Fig. 6
Simile al precedente, ma manca la bacchetta e il contorno della spalliera è reso con puntini. Circolo di puntini. Simonetta-Riva 1/C; Buttrey -
Numerale
N. es. e peso 3 (5,27-2,62 g)
Rif. Glasgow, Hunter (= Bateson 2); Copenhagen, Reutze 2099; Vienna, MK 37.283*
VIII
Commenti alla Serie 1 La prima serie sembra essere la prima ad essere emessa, probabilmente in epoca augustea, caratterizzata dall’assenza della “corona triumphalis”. I personaggi sono raffigurati con “uno stile piuttosto primitivo, ma non privo di una certa delicatezza”52.
52
Simonetta e Riva, op. cit., p. 8.
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
La scena sessuale si svolge su un letto per dormire (lectus cubicularis), piuttosto che per mangiare (lectus convivialis o kline), con una foggia simile ai letti ritrovati ad Ercolano e di uso particolarmente diffuso in epoca giulia-claudia. Gli oggetti posti sotto il letto sono compatibili a una stanza da letto: la brocca serve per bere, la lucerna per illuminare53, mentre il basso sgabello pare assolvere alla funzione di salita sul letto. La coppia eterosessuale è colta nell’atto di compiere un rapporto sessuale a tergo, non si comprende bene se anale o vaginale. Esistono esemplari (S. Pietroburgo, OH2959/18196; Copenhagen, Reutze 2099) nei quali la figura della donna risulta essere stata successivamente erasa, per probabili ragioni di “pruderie morale”. Molto problematica è l’interpretazione della verga che l’uomo ha in mano, nei conii D1 (Fig. 4) e D3 (Fig. 6; in quest’ultima sembra avere la punta ricurva), ma assente nel conio D2 (Fig. 5). Giustamente la Jacobelli esclude che si tratti di uno strumento di offesa54. Nell’arte erotica romana, a differenza di quella greca, è assente l’uso di rappresentazioni di violenze sessuali, se non ad opera di esseri mitologici di natura ferina quali satiri e fauni. E’ più probabile quindi che l’oggetto servisse a connotare precisamente il personaggio maschile. Oggetti simili sono raffigurati nelle mani di militari, littori, gladiatori, lottatori ed arbitri sportivi. Molto probabilmente la verga è una manumissio vindicta, che veniva usata per conferire la libertà a un servo dalla schiavitù55. Di conseguenza “la scena doveva avere un valore umoristico, permettendo il riconoscimento di un personaggio “ufficiale” colto in una situazione erotica oppure parodiare una qualche celebrazione pubblica che prevedeva l’uso simbolico di questo oggetto”56. Un siffatto spirito umoristico appare consono all’impiego di tali tessere a scopi di un gioco da tavolo. Nella serie 1 sono stati utilizzati 3 conii del diritto, tutti chiaramente opera dello stesso incisore. Al rovescio sono noti due numerali: 2, accompagnato dall’iniziale A e noto con due conii, e 8, noto con un solo conio e non accompagnato dall’iniziale A. Pertanto la serie 1 appare incentrata su due valori, 2 assi (ossia pari a un dupondio) e 8 assi (pari a un quinario o mezzo denario).
53 54 55
56
In alternativa potrebbe trattarsi di un cratere, adatto alla mescita del vino. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 8 Cfr. S. Tondo, Aspetti simbolici e magici nella struttura giuridica della manumissio vindicta, Milano, 1967, p. 10-13. Jacobelli, op. cit., 1997, p. 12-13.
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Probabilmente coeve a questa serie di spintriae sono altre tessere non erotiche e riconducibili a un ambiente dionisiaco e ugualmente accompagnate dall’iniziale A e dall’assenza del successivo bordo con corona trionfale. 1) Sileno (?), che cavalca stancamente su mulo a destra, con campanaccio al collo, e porta sulla spalla sinistra un tirso. Al rovescio, A·I (fig. 7). Sono noti almeno 13 esemplari con peso compreso tra 6,80 e 3,24 g. 2) Scena di pigiatura, con due vigne arbustive ai lati e, al centro, due figure di profilo che si tengono per mano e calpestano l’uva traboccante in un alto tino decorato. Al rovescio, A·XVI (fig. 8). Sono noti almeno 5 esemplari con peso compreso tra 9,08 e 5,70 g.
Fig. 7 – Sileno (?) su mulo / A·I (Triton 4/2000, 452)
Fig. 8 – Scena di pigiatura / A·XVI (Madrid, 2-37)
SERIE 2
D4
Fig. 9 Coppia eterosessuale posta su un letto (cubiculares), con alta spalliera e con piedi torniti, rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale detto Venus pendula. L’uomo è semisdraiato sulla sinistra, mentre la donna è seduta su di lui in posizione frontale. Al di sotto del letto è raffigurato uno sgabello. Circolo di puntini. Simonetta-Riva 2/A; Buttrey N. es. e peso 6 (4,72-2,93 g) Rif. Vienna, MK 32.764; CNG 40/1996, 1352 = Sternberg 9/1979, 69*; Londra, BM, R4488; S. Pietroburgo, OH-2959/18200; Parigi, 17109; Kunst 18/1978, 335
D4 (x2)
Numerale
A·IIII
XVI
Tarragona, 1342; Tarragona, 1341 2 (11,15-7,03 g)
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Commenti alla Serie 2 Questa serie è formata da due combinazioni di conii, delle quali una (con XVI) è inedita, ed è apparentemente opera del medesimo incisore della precedente serie, seppure con maggiore stilizzazione delle figure. Persiste l’assenza del bordo a corona. Al diritto è raffigurata una diversa scena erotica, con differente posizione della coppia eterosessuale, che può essere assimilata alla cosiddetta Venus pendula57, caratterizzata dalla donna che si pone seduta sopra l’uomo, anche se in questo caso la donna è vista con una prospettiva frontale, nota nell’arte erotica romana58. Anche in questo caso la scena si svolge sopra un letto con alta spalliera e sotto c’è un solo oggetto, uno sgabello che serviva per salire sopra. Il rovescio riporta due numerali che sembrano integrare e completare i numerali riportati nella coeva serie 1: A·IIII, che dovrebbe corrispondere a 4 assi e quindi assimilabile a un sesterzio, e XVI (senza l’iniziale A), che quindi dovrebbe corrispondere a un denario. Tuttavia è da rilevare che quest’ultimo numerale, finora inedito, è presente in soli due esemplari di elevato peso (a causa di un modulo piuttosto largo e spesso) e ambedue rintracciati nel Museo di Tarragona. Sembra che siano stati rinvenuti nella zona, ma non è possibile appurare con sicurezza la loro autenticità. SERIE 3
D5
D5 (x2) Fig. 10 Coppia posta su un giaciglio con coperta, rappresentata nell’atto di un coitus a tergo. La donna (?) è a destra, nuda e piegata sulla coperta. L’uomo è inginocchiato dietro di lei, con il busto eretto e stringe col braccio destro la vita di lei. Circolo di puntini. Simonetta-Riva 3/A; Buttrey N. es. e peso 2 (5,45-4,49 g) Rif. Basilea, 1951.217 = Münzh. Basel 1/1934, 2202*; Vienna, MK 32.768
Numerale
A·VIII
57 58
Apuleio, Metam., II, 17, 4 Cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 18-19.
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Commenti alla Serie 3 È una serie molto rara, nota in soli due esemplari, che sembra essere di transizione tra le Serie 1-2 e la successiva Serie 4, pur persistendo l’assenza della corona trionfale. Lo stile è diverso e le figure sono più grandi e la scena riprende le modalità già viste nella Serie 1, ma si svolge su un semplice giaciglio, solo una coperta posta a diretto contatto sul terreno. Il personaggio maschile non tiene alcun oggetto in mano, ma afferra col braccio la donna, anche se persistono dubbi sul reale sesso del personaggio piegato sulla coperta. Al rovescio c’è il numerale A·VIII, che riprende, ma accompagnata dalla lettera A, la cifra già riportata nella Serie 1, che quindi corrisponde alla metà del denario di 16 assi. Nel complesso le prime tre Serie appaiono chiaramente impostate su valori in assi facilmente convertibili in monete circolanti al tempo di Augusto: dupondio e sesterzio (in oricalco), quinario e denario (in argento). E’ probabile che le Serie 1-3 appartengano agli ultimi anni del regno di Augusto, forse poco prima del 12 d.C., quando Tiberio era sulla via di ritorno a Roma dalle vittoriose campagne militari in Pannonia e Dalmazia, con conseguente trionfo e si stava preparando alla successione al trono imperiale. SERIE 4
D6 (x2) D6
Fig. 11
Coppia eterosessuale posta su un letto (cubiculares), con coperta ricadente e con piedi torniti, rappresentata nell’atto di un coitus a tergo. La donna è a destra, nuda e piegata sul letto, puntellata sui gomiti, e reca nella mano destra una coppa per bere, e sembra indossare uno strophium o fascia pectoralis. L’uomo, coronato e con mantello dietro le spalle, è inginocchiato dietro di lei con il busto eretto, solleva con la mano destra il lembo del velo della compagna. In alto, un drappo che pende in due bande dal soffitto. Sotto il letto sono rappresentati, da sinistra a destra: un personaggio accovacciato e rivolto a destra e una brocca rivolta a sinistra (non visibili nel
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
vacciato e rivolto a destra e una brocca rivolta a sinistra (non visibili nel presente conio). Circolo lineare. Simonetta-Riva 4/C; Buttrey 9
Numerale N. es. e peso 1 (? g) Rif. Hess 1912, 542 (numerale incerto a causa di corrosione)
II (?)
D7 (x2) D7
Simile al conio precedente, con maggiori dettagli. Simonetta-Riva 4/A; Buttrey 9
Numerale N. es. e peso 4 (4,97-4,38 g) Rif.
Fig. 12
III
Londra, BM, R4485; Glasgow, Hunter (= Bateson 3); MuM 79/1994, 630 = Sternberg 9/1979, 68 = MuM 38/1968 (Voirol), 340 = Schulman 1921, 1016 = Hirsch 24/1909, 3644*; Vienna, MK 32.724 LHS 95/2005, 773; Londra, BM, 1906-11-3-2928; S. Pietroburgo, OH-2959/18194 Vienna, MK 32.722 MuM 77/1992, 145 Milano, M.0.9.3287 (Martini 13) (contorno del diritto ritoccato); CNG 40/1996, 1353 = Stack’s 1980 (Knobloch), 1390 (autenticità dubbia); MuM 79/1994, 631 = Spink 68/1989, 249 Vienna, MK 32.752; Glasgow, Hunter (= Bateson 4) (con bordo del rovescio ritoccato fino a invertire l’orientamento della corona) Parigi, 17110; Vienna, MK 32.754 (conio rovescio forse ritoccato) Milano, M.0.9.32876 (= Martini 14); CNG 29/1994, 528 = Schulman, 1970 (Gibbs), 361; Bologna, 73000; S. Pietroburgo, OH-2959/18195; Parigi, 7911; Parigi, 7916
IIII V VIIII XII
3 (5,58-4,25 g) 1 (5,10 g) 1 (6,30 g) 3 (7,18-4,67 g) 2 (5,55-4,03 g) 2 (5,65-3,07 g) 6 (5,21-4,70 g)
XIII XIIII XVI
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D8 D8
Simile al conio precedente, con maggiori dettagli. Simonetta-Riva 4/B; Buttrey 9
Numerale N. es. e peso 1 (3,86 g) 2 (4,97-3,52 g) 1 (4,56 g) 1 (4,94 g) Rif. Milano, M.0.9.32874 (= Martini 12)
Fig. 13
VI VIII XIII XIIII
Numismatica Genevensis 2006, 146 = Vinchon 1974 (Peyrefitte), 168; Vienna, MK 32.737 NAC 33/2006, 412* Berlino, 18203126
Commenti alla Serie 4 La scena, molto comune nell’arte erotica romana, chiaramente si svolge all’interno di un’alcova completa di comfort domestico (letto, cuscini, coperta, tendaggi). La donna sembra attingere la sua bevanda dalla brocca situata sotto il letto, mentre il personaggio accovacciato sembra essere uno schiavo cubicularius, che spia gli amanti59. Sono presenti almeno tre conii del diritto, che differiscono per pochi dettagli. I numerali dovrebbero coprire tutta la serie da I a XVI: quelli ancora mancanti sono I, VII, X (citato erroneamente da Simonetta-Riva), XI e XV Il conio D6 (= Simonetta-Riva 4, Punzone C, Fig. 11) è associato con il solo numerale II, anche se persistono alcuni dubbi sia sul numerale stesso a causa di forte corrosione su un lato sia sulla stessa autenticità: lo stile risulta essere meno rifinito e non sono chiaramente visibili le figure sotto il letto. In alternativa si può adombrare l’ipotesi che si tratta del conio D7 previamente ritoccato.
59
Un personaggio simile, sorpreso nell’atto di spiare gli amanti, è raffigurato ad esempio su un lato della famosa coppa Warren in argento (cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 10 e fig. 12).
64
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Il conio D7 (= Simonetta-Riva 4, Punzone A, Fig. 12) è il più frequentemente usato ed è associato ai numerali III, IIII, V, VIIII, XII, XIIII e XVI. Tuttavia a proposito del numerale XVI bisogna avanzare forti riserve sulla sua autenticità in quanto tutti gli esemplari noti (almeno 6) appaiono identici e quindi sembrano essere dei “cloni” effettuati in epoca forse rinascimentale. Il conio D8 (= Simonetta-Riva 4, Punzone B, Fig. 13) è opera dello stesso incisore di D7 e si distingue dal precedente per alcuni dettagli, in particolare per la posizione del personaggio accovacciato sotto il letto. Esso è associato ai numerali VI, VIII, XIII e XIIII. Sono stati osservati almeno due incroci di conio: il conio con XIII e il conio con XIIII sono associati sia con D7 che con D8. Un esemplare (= Simonetta-Riva 4 Punzone D, Fig. 14) non è stato preso in considerazione in quanto sembra essere una mediocre copia antica, con rovescio con numerale III pesantemente ritoccato e con tondello fratturato.
Fig. 14 - Milano (= Martini 11)
SERIE 5
D9 (x2)
Fig. 15
D9
Coppia eterosessuale o omosessuale (?) posta su un letto (cubiculares), con coperta ricadente e con piedi torniti, rappresentata nell’atto di un coitus a tergo (che sembra più anale che vaginale). La donna (o ragazzo?) è a destra, semidistesa nuda sul letto e puntellata sul gomito destro, le gambe unite e leggermente sollevate. L’uomo è inginocchiato dietro di lei con il busto piegato, cinge col braccio destro il fianco della compagna che è voltata 65
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
a guardarlo. Dietro le gambe della donna, un candelabro con lucerna accesa. In alto, una ghirlanda (non sempre visibile). Circolo lineare. Simonetta-Riva 6/C (talvolta confuso con 6/D); Buttrey 5
Numerale N. es. e peso 8 (6,06-2,72 g) Rif. Milano, M.0.9.32890 (= Martini 15) (forata); Dresda, 4185 (rovescio consunto); Londra, BM R4473; Vienna, MK 32.715; Parigi, 17103; Copenhagen, Reutze 2100 (molto consunto); Hess 1912, 544 = Hirsch 24/1909, 3645 (diritto ritoccato); Argenton sur Creuse (ritrovamento) Milano, M.0.9.32892 (= Martini 17); Vienna, MK 32.719 (consunto) Astarte 5/1999, 784; Glasgow, Hunter (= Bateson 7) (consunto e forato) Glasgow, Hunter (= Bateson 8) Milano, M.0.9.32893 (= Martini 18) Gorny 100/1999, 657 = MuM 61/1982, 529 (superficie D/ corrosa) Vienna, MK 32.741/b Vienna, MK 32.744 New York sale I/1998, 225 (tondello spesso); Vienna, MK 32.721*; Londra, BM R4475; Rauch 77/2006, 712 Vienna, MK 32.755 (mancante di un frammento e leggermente ritoccato al viso dell’uomo) (Simonetta-Riva, 6/D, sic!) Glasgow, Hunter (= Bateson 9) (consunto); Vienna, MK 32.756; Stack’s 1980 (Knobloch), 1391; MuM 61/1982, 530; Londra, BM R4476 (con piccola rottura conio R/ sopra le ultime due aste); Dresda, 4190 (identico al precedente, copia ?); Parigi, 7908 (identico al precedente, copia ?) (Simonetta-Riva, 6/D, sic!) Vienna, MK 32.763; Vinchon 1965, 263 (Simonetta-Riva, 6/D, sic!) Frey 1954, 797 (Simonetta-Riva, 6/D, sic!)
I
II III IIII VI VIII VIIII X XI XIII XIIII
2 (5,01-4,05 g) 2 (5,39-4,31 g) 1 (6,12 g) 1 (6,20 g) 1 (3,63 g) 1 (4,90 g) 1 (5,72 g) 4 (8,54-4,42 g) 1 (4,44g) 7 (4,26-3,79 g)
XV AVG
2 (5,33 g) 1 (? g)
66
Alberto Campana
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D10 (x2) D10
Fig. 16
Simile al conio precedente. Il candelabro è più verticale e i piedi del letto meno torniti. Simonetta-Riva 6/D; Buttrey 5 [autenticità dubbia]
Numerale
N. es. e peso 1 (4,48 g) 1 (3,95 g)
Rif. Glasgow, Hunter (= Bateson 6, forato)* Parigi, 17099
I VIIII
D11 (x2)
Fig. 17
D11
Simile al conio precedente. L’uomo ha la testa più sollevata all’indietro. Simonetta-Riva 6/-; Buttrey 5 [autenticità dubbia]
Numerale
N. es. e peso 1 (6,40 g)
Rif. Kricheldorf 43/1992, 311 (consunto)*
I
67
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D12 (x2)
Fig. 18
D12
Simile al conio precedente. Il candelabro è posto sul lato sinistro, accanto al letto, e l’uomo ha posizione più inarcata Simonetta-Riva 6/A (talvolta confuso on B); Buttrey 5
Numerale
N. es. e peso 2 (5,36-4,98 g) 2 (5,01-4,35 g) 1 (3,71 g) 2 (5,11-4,88 g)
Rif. Milano, M.0.9.32891 (= Martini 16); Glasgow, Hunter (= Bateson 5) (Simonetta-Riva, 6/B, sic!) Vienna, MK 32.725*; CNG 40/1996, 1354 (= S.R. 6A illustrato) Londra, BM R4474 (consunto) (Simonetta-Riva, 6/B, sic!) NAC 46/2008, 492; Vinchon 1974 (Peyrefitte), 170 (consunto)
I VI X XI
D13(x2)
Fig.19
D13
Molto simile a D10. La testa dell’uomo più sollevata e i piedi del letto più divergenti. Simonetta-Riva 6/B; Buttrey - [autenticità dubbia]
Numerale
N. es. e peso 2 (6,80-6,31 g)
Rif. Triton 4/2000, 450 = Sternberg 9/1979, 66 = Glendining 1950, 2170*; Milano, M.0.9.32894 (= Martini 19) (fusione ?)
XV
68
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D14 (x2)
Fig.20
D14
Conio simile a D9, ma la scena è rivolta a sinistra e il personaggio disteso sul letto è sicuramente femminile. Non si nota la presenza del candelabro con lucerna. Simonetta-Riva -; Buttrey -
Numerale
N. es. e peso 1 (4,31 g)
Rif. MuM 77/1992, 146*
VIII
Commenti alla Serie 5 Questa scena trova riscontro con simili scene riprodotte su dischi di lucerna e su un vasetto portaprofumi60. In alcuni conii (D9 e D10) la scena sembra più omosessuale che eterosessuale, in quanto la donna potrebbe essere invece un giovinetto ed ha in mano una ghirlanda, come quella usata per adornarsi il capo durante i banchetti. Un’altra ghirlanda compare in alto, sopra la coppia. Un interessante dettaglio, sulla sinistra del letto, è fornito dal candelabro, con lucerna accesa, che riveste un importante ruolo nei costumi erotici romani, evidenziando l’importanza della trasgressione di non fare, come da tradizione, l’amore al buio61. Questa serie, in realtà, deve essere suddivisa in almeno due sottoserie, una basata sul conio D9 (fig. 15) e una sul conio D12 (Fig. 18) in quanto, pur presentando forti somiglianze stilistiche e quindi presumibilmente opera di uno stesso incisore, le due sottoserie non presentano incroci di conio, forse con la sola di un conio del numerale I, del quale però non esistono certezze riguardo la sua unicità, presentando notevoli difficoltà nel distinguere dei particolari, come la disposizione delle foglie della corona. Al principale co60 61
Cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 11 e fig. 14, p. 15, fig. 20. Infatti secondo Ovidio (Saturae, II, 7, 48) tenere la lampada accesa durante il rapporto sessuale era un comportamento da prostitute. Anche nell’Antologia palatina (V, 7, 8; 128; 166) soltanto i libertini tenevano la lampada accesa durante i loro piaceri.
69
Alberto Campana
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nio D9 bisogna aggiungere almeno altri 2 conii del diritto che presentano poche divergenze nei dettagli e usati saltuariamente (D10 e D11, Fig. 16-17). Al conio D12 è affine un ulteriore conio, D13 (Fig. 19), combinato solo con il numerale XV. Peculiare è l’interessante e inedito conio D14 (Fig. 20), opera di un diverso incisore, che rappresenta la medesima scena ma rivolta a sinistra e finora combinata solo con il numerale VIII: il personaggio sdraiato appare essere sicuramente una donna. Su questi conii aggiuntivi esistono riserve di autenticità. Nell’insieme la serie 5 è caratterizzata da una sequenza di numerali che va da I a XV, con l’aggiunta di AVG: all’appello mancano ancora i numerali V, VII e XII. Simile alla scena erotica raffigurata nella serie 5 esiste una emissione che presenta uno stile notevolmente grossolano (= Simonetta-Riva Scena 11, Fig. 21), che deve essere espunta in quanto non autentica. Di questa emissione è noto solo il numerale V e finora sono emersi quattro esemplari tutti perfettamente identici, di peso compreso tra 6,10 e 4,69 g (Londra, BM R4469; Oxford, Ashmolean 5, Oxford, Ashmolean 6; Oxford, Ashmolean 7), con simile patina di colore scuro e perciò costituiscono la produzione di un falsario di epoca moderna, forse nel primo XIX secolo.
Fig. 21 - Londra, BM, R4469
SERIE 6
D15 (x2) 70
Fig. 22
Alberto Campana
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D15
Coppia eterosessuale posta su un letto (cubiculares), con coperta ricadente, rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale detto Venus pendula. L’uomo è seduto sulla sinistra, mentre la donna gli volge le spalle sulla destra e gli siede sopra. Circolo lineare. Simonetta-Riva 5/A; Buttrey - (raggruppa questo tipo con il suo n. 9)
Numerale
N. es. e peso 2 (7,38-4,19 g) 2 (5,03-4,32 g) 2 (4,91-4,90 g) 2 (4,88 g) 2 (4,92 g) 2 (? g)
Rif. Vienna, MK 32.762; Parigi, 17112 NAC 40/2007, 645 = MuM 77/1992, 144*; S. Pietroburgo, OH2959/18198 (una contromarca circolare al D/ e al R/ = fori otturati?) Berlino, 18203127; Parigi, 17111 CNG 35/1995, 725 = Vinchon 1974 (Peyrefitte), 171 (consunto); Münzh. Basel 1/1934, 2205 (foro otturato) Gemini 1/2005, 310; Hess 1912, 541 = Hirsch 24/1909, 3643 Parigi, 7913; Parigi, 7915
II VI X XII XIII XV
Commenti alla Serie 6 Anche questa variante di scena erotica è ampiamente attestata in pittura e ceramica62. Il tipo di rapporto sessuale è detto anche “equus aversis” in quanto la donna è seduta sull’uomo, ma gli volge le spalle63. La serie appare essere prodotta con un solo conio del diritto, D15 (Fig. 22), inciso con stile molto accurato e con figure grandi. Nonostante numerose lacune (ancora mancano all’appello i numerali I, III, IIII, V, VII, VIII, VIIII, XI, XIIII) la serie 6 dovrebbe estendersi da I a XV. SERIE 7
D16 (x2)
62 63
Fig. 23
Cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 21-22, fig. 33-34. Ovidio, Ars amat., III, 786.
71
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D16
Coppia eterosessuale rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale frontale. La donna sta a sinistra, semisdraiata sul letto da banchetto (kline) con coperta ricadente; la gamba sinistra è poggiata sulle spalle del compagno, che si trova in piedi fuori dalla kline, il quale regge la gamba destra della donna. In alto, drappo. Circolo lineare. Simonetta-Riva 7/A; Buttrey 4
Numerale
N. es. e peso 2 (5,03-3,15 g) 1 (6,38 g) 3 (6,11-5,04 g) 4 (6,35-3,46 g) 1 (6,38 g) 1 (5,97 g) 2 (5,84-5,74 g) 1 (5,59 g) 6 (5,41-4,33 g)
Rif. Vienna, MK 32.768 (forato sul bordo); Parigi, 17104 (consunto; il conio R/ sembra ritoccato, più grossolano) Glasgow, Hunter (= Bateson 10) (consunto) Parigi, 17105 (diritto ritoccato); Kricheldorf 45/1996, 125 (consunto); Glasgow, Hunter (= Bateson 11) (consunto) Sallèles (da ritrovamento archeologico); Glasgow, Hunter (= Bateson 12) (consunto); Vienna, MK 32.731 (molto consunto) Glasgow, Hunter (= Bateson 13) (da conio R/ differente) Parigi, 17106 Glasgow, Hunter (= Bateson 14) MuM 79/1994, 632 = Ponterio 41/1990, 2496; Vienna, MK 32.730 Vienna, MK 32.751 NAC 29/2005, 464 (consunto al rovescio); CNG 40/1996, 1355; Milano, M.0.9.32878 (= Martini 25); MuM 61/1982, 531 = Schulman 1969 (Olive-Mabbott), 5238; Londra, BM R4472 (frammentato e corroso); Naville 15/1930, 1995* Vienna, MK 32.769 Milano, M.0.9.32879 (= Martini 26) Berlino, 18203125
I II V VII
VIII VIIII X XI XII
XIIII XV XVI
1 (3,84 g) 1 (5,69 g) 1 (4,47 g)
Commenti alla Serie 7 Tale modalità di rapporto sessuale è frequentemente rappresentata nel mondo romano, attraverso pitture, lucerne, ceramica sigillata, gemme e vasi a medaglione della valle del Ridano64.
64
Cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 17 e p. 23-24, fig. 36-37.
72
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
La serie appare essere prodotta con un solo conio del diritto, D16 (Fig. 23), di buon stile. I numerali vanno da I a XVI, con poche eccezione (mancano ancora all’appello III, IIII, VI e XIII). E’ da rilevare che in un esemplare, molto bene conservato, al numerale VI, qui mancante, è associato un conio del diritto simile al D16, ma con stile molto più ricercato e la figura di sinistra risulta essere maschile. La scena è quindi diventata omosessuale. Inoltre manca il drappo sulla sommità. Si tratta con ogni verosimiglianza di un manufatto rinascimentale e quindi escluso dal presente catalogo (fig. 24).
Fig. 24 - Vienna, MK 32.716
SERIE 8
D17 (x2) D17
Fig. 25
Coppia eterosessuale rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale frontale. La donna sta a sinistra, sdraiata sul letto da banchetto (kline), con la gamba destra sopra le gambe del compagno, posto di fronte, che si trova in ginocchio sopra la kline e poggia la mano destra sullo stomaco della donna. Davanti, sopra e dietro l’uomo, drappi. Sotto il letto, uno sgabello. Circolo lineare. Simonetta-Riva 8/A-B; Buttrey 3
Numerale
N. es. e peso 1 (? g) 1 (? g)
Rif. Busso Peus 1980, 406 (da Simonetta-Riva) Parigi, ex coll. Coté 486
IIII V
73
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
X XI XIIII65 XV XVII
1 (4,76 g) 1 (3,40 g) 2 (5,56-4,40 g) 1 (4,27 g) 1 (6,10 g)
Milano, M.0.9.32877 (= Martini 32) NAC 40/2007, 648 Vienna, MK 32.718*; Glasgow, Hunter (= Bateson 15) (consunto) Gemini 1/2005, 308 Glasgow, Hunter (= Bateson 17)
Commenti alla Serie 8 La scena costituisce una semplice variazione della precedente scena (serie 7), con la donna sdraiata e l’uomo posto in ginocchio sopra la kline. Anche questa variante è bene attestata sia in pitture che nelle ceramiche66. Secondo Simonetta e Riva la serie è prodotta con due distinti conii (8A e 8B). In realtà sono conii praticamente identici e probabilmente in realtà esiste un solo conio del diritto, D 17 (Fig. 25), con minime variazioni dovute a successivi ritocchi in epoca più o meno moderna. La serie presenta non poche lacune, ma sembra estendersi da I a XV (risultano ancora assenti I, II, III, VI, VII, VIII, VIIII, XII, XIII). Sorprende la presenza di un unico esemplare, di peso piuttosto elevato, con XVII, non attestato in nessuna altra Serie. Manca la certezza sulla sua autenticità.
SERIE 9
D18 (x2)
65
Fig. 26
66
Non risulta attestato il numerale XIII, citato da Simonetta-Riva (8/B) come presente nel British Museum Cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 17 e p. 25, fig. 40-41.
74
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D18
Coppia eterosessuale rappresentata nell’atto di un coitus a tergo. La donna è in primo piano, sdraiata sul letto (cubicularia) con coperte scendenti, e puntellata sul gomito sinistro, con le gambe leggermente sollevate. Alle sue spalle, il compagno è visibile solo nella parte superiore del corpo e intromette il suo ginocchio destro tra le gambe della donna. Sopra, drappo. Circolo lineare. Simonetta-Riva 12/A; Buttrey 13
Numerale
N. es. e peso 3 (5,40-3,88 g) 1 (6,03 g) 1 (4,85 g) 3 (4,61 g) 2 (4,39-3,73 g)
Rif. Glasgow, Hunter (= Bateson 24) (molto consunto su ambedue i lati e modulo largo); Vienna, MK 32.714*; Vienna, MK 32.747 Vinchon 1974 (Peyrefitte), 169 CNG 43/1997, 1792 (forato e consunto al R/) Numismatica Genevensis 2006, 147 = Vinchon 1974 (Peyrefitte), 173; Schulman 1969 (Olive-Mabbott), 5243; Hess 1912, 554 Glasgow, Hunter (= Bateson 25); NAC K/2000, 1578
V VIIII X XIIII
XV
Commenti alla Serie 9 La scena è nota nell’arte romana, essendo riprodotta su dischi di lucerna, pitture e ceramiche67. L’incisore sembra essere il medesimo della precedente Serie 7 e il conio del diritto è unico, D18 (Fig. 26). Mancano non pochi numerali (I, II, III, IIII, VI, VII, VIII, XI, XII, XIII), ma al solito anche questa serie dovrebbe andare da I a XV. SERIE 10
D19 (x2)
67
Fig. 27
Cfr. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 14 e p. 17, Fig. 24.
75
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D19
Coppia eterosessuale (?) rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale frontale. La donna (?) sta a destra, sdraiata sul letto da banchetto (kline), con la gamba sinistra sopra le gambe del compagno, posto di fronte, che si trova in ginocchio sopra la kline e sostiene con la mano destra la testa della donna. Sopra, piccolo drappo. Sotto il letto, coperta. Circolo lineare. Simonetta-Riva 10/A; Buttrey 8
Numerale
N. es. e peso 4 (5,04 g) 3 (5,01-3,78 g) 2 (4,27-2,63 g) 2 (6,67-5,00 g) 2 (4,95-4,29 g) 2 (5,19-4,80 g) 3 (? g) 2 (6,10-3,13 g) 2 (5,12-4,46 g) 1 (6,17 g)
Rif. CNG 40/1996, 1356 = MuM 61/1982, 533 = Münzh. Basel 3/1935 (Waldeck), 1052; Parigi, 7907 (falso ?); Parigi, 7912 (falso ?); Schulman 254/1971, 4265 (falso ?) Vienna, MK 32.700; Utrecht, 1992-1562 (forato); CNG 54/2000, 1427 Londra, BM 1906-11-3-2927; Glasgow, Hunter (= Bateson 21) (consunto) Glasgow, Hunter (= Bateson 22) (consunto); Dresda, 4186 (consunto); Milano, M. 0.9.32883 (= Martini 30); Parigi, 17101 Vienna, MK 32.726; CNG 57/2001, 1052 = MuM 79/1994, 634 = CNG 27/1993, 914* Milano, M. 0.9.32884 (= Martini 31); Vienna, MK 32.732 Vinchon 1965, 264; Hess 1912, 537; Hirsch 24/1909 (Weber), 3640 Glasgow, Hunter (= Bateson 23); Vienna, MK 32.748 (mancanza di metallo al R/) NAC C/1993, 1679 = MuM 79/1994, 635; Londra, BM R4484 Gorny & Mosch 152/2006, 2718 (forato)
I
II III IIII V VII VIII XI XIIII XV
D20 (x2) D20
Fig. 28
Conio differente. Stile più accurato; sopra, ampio drappo in quattro lembi; sotto, manca la coperta. Simonetta-Riva 10/B; Buttrey 8 76
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
Numerale
N. es. e peso 1 (5,55 g) 1 (5,55 g) 2 (5,15-2,91 g) 2 (5,30-5,25 g) 1 (3,18 g)
Rif. Triton XI/2008, 886* Hess 1912, 540 = Hirsch 24/1909, 3642 MuM 79/1994, 636; MuM 61/1982, 534 (incrostazioni sul R/) MuM 61/1982, 534; NFA 12/1983, 199 Lanz 32/1985, 836 (consunto)
II III VII XI XIII
D21 (x2) D21
Fig. 29
Conio simile a D20, ma stile meno curato e la donna ha la gamba sinistra più sollevata. Simonetta-Riva 9/C-D; Buttrey 10
Numerale
N. es. e peso 1 (4,43 g) 1 (4,67 g) 1 (? g)
Rif. Vienna, MK 37.282* Londra, BM R4486 Modena (da Simonetta-Riva 9/C) (ritoccato)
VIIII XIII XIIII
Commenti alla Serie 10 La scena praticamente riprende quella già vista nella precedente Serie 8, ma con i personaggi volti a destra. Sono noti ameno tre conii, opera di differenti artisti: D19 (Fig. 27, che è il più comune; D20 (Fig. 28), con stile più accurato e morbido; D21 (Fig. 28), che è di mediocre incisione, con pochi ed essenziali lineamenti. Nei conii D19 e D21 non è possibile stabilire con esattezza il sesso del partner passivo, mentre nel conio D20 è sicuro trattarsi di una donna.
77
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LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
La serie sembra arrestarsi al numero XV e nel complesso mancano ancora VI, X e XII. L’unico incrocio di conio, che però non è ancora sicuro a causa del modesto stato di conservazione degli esemplari noti, riguarda il numerale VII, che quindi legherebbe D19 con D20. Gli altri conii del rovescio con medesimi numerali (II, III, XI) risultano essere differenti Una spintria presente nella collezione del Museo di Vienna, con il numerale X, mancante nella Serie 10, presenta una scena affine, ma si tratta di una elaborazione tardiva, quasi sicuramente rinascimentale e quindi scartata dal presente Catalogo (Fig. 30). Si nota chiaramente che manca la parte inferiore della donna.
Fig. 30 – Vienna, MK 32,743
Un altro esemplare (= Simonetta-Riva 9B, Fig. 31), di autenticità molto incerta e forse di epoca rinascimentale, presenta una rielaborazione tardiva della medesima scena. con il numerale V sormontato da due puntini, similmente a quanto riscontrato su una rara tessera con supposta testa di Drusilla, che però ha il numerale II (fig. 32). Si deve tuttavia considerare che in un altro esemplare, sempre della stessa ex collezione Vierordt, lo stesso numerale II proviene dallo stesso conio, ma risulta privo dei due punti (fig. 33). Nel secondo esemplare si nota, in mezzo alle due aste del numerale, un accenno di rottura di conio, che sembra allargarsi nell’altro esemplare con i due globetti, che quindi possono essere frutto si successivo ritocco (piuttosto che di ulteriore rottura di conio).
Fig. 31 – Schulman 1924 (Vierordt), 11
Fig. 32 – Schulman 1924 (Vierordt), 6
Fig. 33 – Schulman 1924 (Vierordt), 7
78
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
SERIE 11
D22 (x2)
Fig. 34
D22
Coppia omosessuale (?) rappresentata nell’atto di mimare un coitus a tergo. In primo piano c’è un giovinetto, con benda annodata sui capelli e sdraiato sul letto (kline) con coperte scendenti e raccolte al centro, e puntellato sul gomito sinistro sull’alto cuscino posto al bordo del letto, con genitali maschili visibili. Alle sue spalle, il compagno è visibile solo nella parte superiore del corpo, con il volto girato a guardare il compagno che ricambia lo sguardo e stringe con la mano destra il braccio del personaggio alle spalle. Sotto il letto, basso sgabello. Sopra e a sinistra, ampio doppio drappo. Circolo lineare. Simonetta-Riva 13/A; Buttrey 7
N. es. e peso 1 (? g) 1 (3,69 g) 1 (? g) 1 (4,78 g) 3 (5,41-2,60 g) Rif. Modena (da Simonetta-Riva) MuM 61/1982, 536 Modena (da Simonetta-Riva, da verificare) Sotheby 1983 (Brand III), 268 = Hess 1912, 551 = Hirsch 24/1909 (Weber), 3641 Gorny & Mosch 122/2003, 2410 (forata); Londra, BM R4483*; S. Pietroburgo, OH-2959/18204 (consunta)
Numerale
I III VIII XIII XV
D23 (x2)
79
Fig. 35
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D23
Conio simile al precedente, con stile leggermente più stilizzato e i capelli del giovinetto sono corti: i genitali non sono visibili. Sotto il letto, basso sgabello. Sopra e a sinistra, ampio doppio drappo. Circolo lineare. Simonetta-Riva 13/B; Buttrey 7
Numerale
N. es. e peso 1 (4,49 g) 1 (3,91 g) 1 (4,88 g) 2 (5,31-4,27 g) 3 (5,23-4,83 g) 2 (6,07-4,04 g) 1 (3,75 g)
Rif. NAC 1995, 532 = MuM 79/1994, 637 = Coin Galleries 1989, 429 = Coin Galleries 1983, 650 = Münzh. Basel 1/1934, 2204 Gorny & Mosch 133/2004, 592 = MuM 79/1994, 638 = Ponterio 41/1990, 2497 Vienna, MK 32.735 Vienna, MK 32.746; NAC 40/2007, 647 (conio R più stanco) Milano, M.0.9.32889 (= Martini 23)*; Parigi, 17102; Glasgow, Hunter (= Bateson 26) Vienna, MK 32.741a; Milano, M.0.9.32885 (= Martini 24) Vienna, MK 32.765
I VII VIII VIIII X XI XVI
D24 (x2) D24
Fig. 36
Conio simile al precedente, ma il personaggio sdraiato in primo piano è barbuto e con genitali maschili visibili. Il personaggio alle spalle ha lineamenti femminili, ma non c’è certezza sul suo sesso. Sopra, il drappo è appena accennato e sotto il letto le coperte non sono raccolte al centro ed è bene visibile un basso sgabello. Simonetta-Riva 13/D; Buttrey 7
Numerale
N. es. e peso 1 (6,28 g) 2 (5,68-3,97 g)
Rif. Vienna, MK 32.760 Londra, BM R4481 New York, 1961.162.1 (differente conio R/)
II III
80
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
IIII V VI VII
1 (? g) 2 (4,19-3,47 g) 2 (5,24-5,17 g) 4 (4,30-2,52 g)
Schulman, 1969 (Olive-Mabbott), 5239 Numismatica Genevensis 2006, 145; Padova, 3 (in collezione dal 1872, consunta) Glasgow, Hunter (= Bateson 27); Parigi, 17100 CNG 40/1996, 1358; Copenhagen, Ramus 2 (forato); Glasgow. Hunter (= Bateson 28) (consunto) Zagabria, rinvenuta nell’isola di Majsan nel 1967 (da differente conio R/) Naville 11/1925 (Levis), 1066 (corrosioni) NAC G/1997, 1490 Vienna, MK 32.753 NAC 40/2007, 649 = Triton 4/2000, 451 = Vecchi 16/1999, 390 (da secondo differente conio R/) Londra, BM R4482; Milano, M.0.9.32886 (= Martini 20) (bordo limato?) (da terzo differente conio R/) MuM 79/1994, 639 = Sternberg 21/1988, 532 (molto ritoccata, dubbia autenticità) (da quarto differente conio R/) Milano, M.0.9.32887 (= Martini 21); S. Pietroburgo, OH2959/18202 (manca un pezzo di metallo, molto consunto e conio R/ forse differente) Milano, M.0.9.32888 (= Martini 22); Vienna, MK 32.758 (forata); Glasgow, Hunter (= Bateson 29) (consunta e corrosa) CNG 29/1994, 529 (forata) (da differente conio R/) Vienna, MK 32.757* Glasgow, Hunter (= Bateson 30) Parigi, 7910 (consunta, di dubbia autenticità) CNG 40/1996, 1357 (mancante di un frammento di metallo e diritto consunto) Glasgow, Hunter (= Bateson 31) (da differente conio R/, con A e V legati)
VIIII XI XII
1 (? g) 1 (4,63 g) 4 (6,16-2,29 g)
XIII
2 (3,86-3,30 g) 4 (5,00-2,69 g) 1 (6,08 g) 1 (4,63 g) 1 (? g) 2 (4,35-2,69 g)
XIIII
XV XV con Ercole XVIII AVG
81
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D25 (x2)
Fig. 37
D25
Conio simile a D22, ma con stile più accurato e si nota la gamba destra del compagno posto dietro. Il personaggio in primo piano mostra chiaramente i genitali maschili. Simonetta-Riva 13/C; Buttrey 7
Numerale
N. es. e peso 1 (4,91 g) 1 (4,56 g)
Rif. NAC 46/2008, 493* Sternberg 9/1979, 67 = Munzh. Basel 3/1935 (Waldeck), 1054
IIII VI
Commenti alla Serie 11 La scena che caratterizza la serie 11 presenta importanti peculiarità. Innanzi tutto il personaggio in primo piano è sicuramente maschile e talvolta si intravvedono i relativi genitali. Il personaggio posto alle sue spalle non può essere identificato con sicurezza. Mostra lineamenti molto morbidi e apparentemente femminili in D24 (Fig. 36), mentre sembra più un giovinetto in D25 (Fig. 37), ma incerto in D23 (Fig. 35). Nel conio D22 (Fig. 34) reca sulla testa una benda che sembra ritrovarsi nel partner maschile in primo piano in D25 e quindi potrebbe anche qui essere un uomo. Quindi, forse con la sola eccezione di D24, siamo in presenza di un rapporto probabilmente omosessuale. In ogni caso questo tipo di posizione sessuale è stato riprodotto in vari materiali, come la ceramica aretina, in scene sia eterosessuali sia omosessuali68. La posizione del partner in secondo piano, sia che si tratti di una
68
Cfr. L. Jacobelli, op. cit, 2000, p. 13-14 e Fig. 19-20. Giustamente ella ha evidenziato come per l’artista bastava rimuovere o aggiungere il seno o il pene per realizzare scene d’amore uomo-uomo o uomo-donna, a seconda del gusto o della richiesta del committente. Addirittura su una fiaschetta portaprofumi in vetro cammeo proveniente dalla Spagna, di epoca augustea, su un lato viene rappresentata una scena di accoppiamento fra un uomo e una donna, sull’altro una scena d’amore tra un uomo e un ragazzo.
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Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
donna, sia di un ragazzo (che in rapporti omosessuali non assume mai un ruolo attivo) fa escludere che si tratti di un reale coitus a tergo, ma piuttosto di preparativi amorosi. Nel complesso sono stati quindi usati quattro conii del diritto, D22 – D25, tra i quali predomina il conio D24 (quello più chiaramente eterosessuale), che probabilmente forma una sottoserie a sé stante. La serie 11 è la più completa fra tutte le serie catalogate e termina forse con XVI o AVG (associato a D24 con due distinti conii). Si nota anche lo strano nmerale XVIII, in unico esemplare molto consunto e di autenticità assai dubbia. Notevole è la presenza di due differenti rappresentazioni del numerale XV. Nel primo caso è racchiuso entro circolo di puntini e corona trionfale, mentre nel secondo caso è accompagnato dalla figura di Ercole nudo, stante con clava sulle spalle (Fig. 38). È interessante osservare che lo stesso conio con XV ed Ercole è stato adoperato anche in una tessera non erotica, nota in due esemplari (ex coll. Mazzini 101 e Parigi 16979) (fig. 39).
Fig. 38 – Glasgow, Hunter (= Bateson 30)
Fig. 39 – Parigi, 16979
SERIE 12
D26 (x2) 83
Fig. 40
Alberto Campana
LE SPINTRIAE: TESSERE ROMANE CON RAFFIGURAZIONI EROTICHE
D26
Coppia eterosessuale nell’atto di masturbazione, forse in una fase preliminare al rapporto erotico. Il partner maschile è a destra, disteso su un letto dai piedi torniti, appoggiato con il gomito sinistro su cuscino. La donna è seduta su di lui e lo stimola sessualmente con la mano sinistra. Circolo lineare. Simonetta-Riva 14/B; Buttrey 12
Numerale
N. es. e peso 1 (5,04 g) 1 (3,91 g) 1 (4,64 g) 1 (4,30 g)
Rif. NAC 29/2005, 463 Vienna, MK 32.749 (forata)* NAC 46/2008, 494 Vienna, MK 32.738
I VI XI XV
D27 (x2)
Fig. 41
D27
Conio simile al precedente, ma con maggiori dettagli del sesso maschile. L’uomo ha il braccio destro piegato sul capo. La donna presenta il busto leggermente più inclinato all’indietro e sotto il letto si nota un basso sgabello. Simonetta-Riva 14/A; Buttrey 12
Numerale
N. es. e peso 10 (5,33-2,69 g)
Rif. MuM 79/1994, 640 = Sternberg 17/1986, 640; Sotheby 1983 (Brand III), 269 = Hirsch 24/1909, 3649; Gorny & Mosch 115/2002, 1915; Utrecht, 1955-0619 = Hess 1912, 547; Vienna, MK 32.729 (forata); NAC 1995, 531 = MuM 79/1994, 641; Parigi, 17115 (consunta); CNG 54/2000, 1428 (consunta); Parigi, coll. Coté 485 NAC 1994 (Seinberg), 211* Naville 11/1925 (Levis), 1064 Parigi, 7909 (piuttosto consunta)
II
IIII VI VII
1 (3,99 g) 1 (? g) 1 (? g)
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VIIII X XII XIII XIIII XV
1 (5,78 g) 2 (5,97 g) 2 (4,20 g) 2 (6,08-4,03 g) 1 (5,72 g) 1 (4,70 g)
Milano, M.0.9.32896 (= Martini 33) MuM 61/1982, 537; Hirsch 33/1913, 1510 S. Pietroburgo, OH-2959/18201 (mancante di un pezzo di metallo sul bordo); Naville 11/1925 (Levis), 1065 (consunta) MuM 79/1994, 642; Glasgow, Hunter (= Bateson 32) (consunta) Glasgow, Hunter (= Bateson 33) Glasgow, Hunter (= Bateson 34) (corrosa)
Commenti alla Serie 12 La scena erotica raffigurata nella serie 12 è molto comune nell’arte erotica romana e con numerose varianti è riprodotto in pittura, scultura, stoviglieria di lusso e ceramica, soprattutto aretina69. In un conio, D27 (Fig. 41), l’uomo presenta il braccio destro sollevato e piegato sul capo, un gesto sovente associato al piacere sessuale. La masturbazione viene eseguita dalla donna con la mano sinistra, che per i Romani rappresentava la mano “impura”. A tale proposito è da rilevare che per Ovidio erano tollerabili le carezze sessuali, a patto che siano fatte con la mano sinistra e non con la mano destra70 e altre fonti confermano che ci si masturbava solo con la mano sinistra71. Tale tipologia di rapporto amoroso è stata oggetto di molte discussioni fra gli autori moderni, dal momento che è generalmente accettata l’opinione che la posizione sovrastante del partner implichi a livello simbolico un ruolo di dominio o di soggezione a seconda del suo sesso72. La modalità di rapporto sessuale qui raffigurata, come in genere i rapporti sessuali basati sulla posizione detta Venus pendula, appare essere piuttosto frequente nell’arte romana e implica che nel mondo romano la partner femminile doveva avere una grande libertà di azione e un’attiva cooperazione73. Nel caso specifico, tuttavia, sembra che l’atto sia limitato alla semplice stimolazione
69
70
71 72 73
Per i riferimenti, cfr. L. Jacobelli, op. cit., 1997, p. 21, note 93-96 e fig. 16 e 18; L. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 21 e fig. 31. Ovidio, Ars Amatoria, II, 706. Lo stesso autore poi dice anche che nella statua di Venere solo la mano sinistra era piegata verso le parti intime (Ovidio, Ars Amatoria, II, 614). Marziale IX, 41; XI, 73. Cfr. L. Jacobelli, op. cit., 1995, p. 38. C. Johns, Sex or Symbol? Erotic images of Greece and Rome, Austin, 1982, p. 136-137.
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sessuale del compagno, in una fase probabilmente preliminare al rapporto sessuale vero e proprio. I conii del diritto sono due, D26 (Fig. 40) e D27 (Fig. 41). Il primo presenta uno stile molto accurato e sembra opera del medesimo artista della serie 5 (D14), 9 (D18) e 11 (D25), con la quale condivide il medesimo conio con XV, usato anche con D27. Il secondo conio, D27 (Fig. 41), è più comune ed è caratterizzato dalla presenza dello sgabello sotto il letto (mancante in D26); ha uno stile più asciutto e la raffigurazione della masturbazione è più esplicita. Nel complesso la serie arriva a XV e mancano ancora all’appello pochi numerali: III, V, VIII.
Serie 13
D28 (x2)
Fig. 42
D28
Coppia eterosessuale rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale detto Venus pendula. L’uomo è sdraiato a destra sul letto, con gambe ripiegate contro il poggiapiedi, mentre la donna è seduta su di lui, a cavalcioni, col braccio destro piegato all’indietro. Il partner maschile poggia la mano sinistra sul ventre prominente della donna. Sullo sfondo tra i due amanti, un ampio drappeggio plissettato. All’estremità sinistra, il vano di una porta. Circolo lineare. Simonetta-Riva -; Buttrey -
Numerale
N. es. e peso 1 (4,42 g) 1 (4,47 g) 2 (6,14-5,28 g)
Rif. Glasgow, Hunter (= Bateson 16) Londra, BM R4467 [il numerale è praticamente eraso ed è bene visibile solo l’ultima asta a destra, mentre a sinistra si intravede una V, dopo la quale ci sarebbe spazio per altre due aste intermedie] Londra. BM R4471 [modulo stretto e rotture di conio al R/]; NAC 33/2006, 413* (ritoccato al D/)
II VIII (?)
XIII
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Commenti alla Serie 13 È una serie finora molto ristretta, con tre soli numerali (dei quali uno non chiaramente visibile) associati al diritto D28 (fig. 42), che raffigura una scena non descritta da Simonetta e Riva né da Buttrey, ma comunque attestata nell’arte erotica romana. Notevole è la resa stilistica, che evidenzia il dinamico ruolo, nella classica posizione detta Venus pendula, della partner femminile, accentuato visivamente dallo stretto accostamento con le ampie pieghe della tenda o drappo. Vi compare, sulla sinistra, anche un nuovo elemento decorativo, costituito dal vano di una porta. SERIE 14
D29 (x2)
Fig. 43
D29
Coppia eterosessuale rappresentata nell’atto di un rapporto orale. L’uomo è sdraiato a destra su un letto dai piedi torniti, il braccio sinistro poggiato sul cuscino, il braccio destro piegato e poggiato sul capo. A sinistra è una donna seduta sul bordo della kline, con la gamba destra allungata, la gamba sinistra piegata indietro e il busto reclinato in avanti nell’atto della fellatio. All’estremità sinistra, il vano di una porta. Circolo lineare. Simonetta-Riva 15/A; Buttrey 6
Numerale
N. es. e peso 1 (4,34 g) 1 (4,20 g) 1 (5,90 g) 2 (6,57-2,76 g) 2 (3,68 g)
Rif. Nomisma 37/2008, 180 = NAC K/2000, 1577 Modena, da tomba 151 (QT 32/2003, p. 249-273) (molto consunta e probabile copia d’epoca) Milano, M.0.9.32895 (= Martini 34) Lanz 125/2005, 1266 (con aquila estense = Parigi, 17114, ora mancante nella Bibliothéque Nationale); Londra, BM R4477 (grosso foro) Vienna, MK 32.739a (consunta); Esemplare rinvenuto nel 1978 a Narona (Vid) in Dalmazia e ora disperso
IIII V VI VII
VIII
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VIIII
4 (5,42-4,06 g)
Londra, BM R4478 (conio stanco); Gorny 100/1999, 658 = KuM list. 50/1982, 134 = Hess 1912, 545 = Hirsch 24/1909 (Weber), 3647*; Vienna, MK 32.759; Numismatic Circular, list. Nov. 1979, 10129 (rinvenuto sulle rive del fiume Tamigi) Vienna. MK 32.750 (molto consunta); Vienna. MK 32.742 (consunta); NAC 33/2006, 414 (forata e molto consunta, R/ illeggibile, forse piuttosto XIII) Parigi, (senza numero) Londra, BM R4480 (corrosioni al D/ e R/)
XI
3 (6,16-4,12 g) 1 (? g) 1 (5,44 g)
XIIII XV
Commenti alla Serie 14 Le scene di fellatio non sono molto diffuse nell’arte erotica romana, anche se presenti su dischi di lucerne, medaglioni della val di Rodano e in pochi affreschi pompeiani74, probabilmente perché gli antichi disprezzavano i rapporti orali e spesso la fellatrix veniva associata alla prostituta di infima categoria75. Apparentemente tutta la serie è stata emessa utilizzando un solo conio del diritto, D29 (fig. 43), combinato con numerali che arrivano fino a XV, con l’eccezione di I, II, III, X, XII, XIII. Esiste un altro conio, non descritto da Simonetta-Riva, con stile più grossolano e caratterizzato dalla presenza di due piccoli drappi sovrapposti sopra la testa della donna. Esso è sempre associato al numerale VIIII, che risulta appartenere a un conio diverso da quello utilizzato per lo stesso numerale combinato al conio D29, con aste più tozze, mentre il circolo di puntini all’interno della corona trionfale risulta assente. Dall’esame dei 6 esemplari noti (Londra, BM R4479; Glasgow, Bateson 35; Dresda, 4188; Dresda, 4189; Oxford, Ashmolean 1; Oxford, Ashmolean 3) emerge chiaramente trattarsi di una grossolana falsificazione (rinascimentale ?) (Fig. 44). Tutti gli esemplari hanno costante orientamento dei conii alla posizione tra 4 e 5 e sono fra loro identici, con diametro di 19-20 mm e pesi compresi tra 5,80 e 4,29 g.
Fig. 44 – Glasgow, Hunter. (= Bateson 35)
74 75
Cfr. L Jacobelli, op. cit., 2000, p. 17 e fig. 43-45. W.A. Krenkel, Fellatio and Irrumatio, in: WissZRostock 29, 1980, p. 77-88, con elenco di fonti che trattano dei rapporti orali; L. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 17.
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SERIE 15
D30 (x2) D30
Fig. 45
Coppia eterosessuale rappresentata nell’atto di un rapporto sessuale frontale. A sinistra è rappresentato il partner maschile, in ginocchio sul letto, che stringe col braccio destro le gambe sollevate e divaricate della donna, situata di fronte, con strophium (?) e col corpo leggermente piegato all’indietro con il braccio sinistro teso a sostenere il suo peso. Il partner maschile poggia la mano sinistra sulla spalla destra della donna, la quale sembra stimolare sessualmente il compagno con la mano destra. Circolo lineare. Simonetta-Riva 9/A; Buttrey 1
Numerale
N. es. e peso 2 (3,15-2,83 g) 1 (5,30 g) 1 (3,12 g) 1 (3,04 g) 2 (3,86-3,65 g) 1 (4,56 g) 2 (4,15-3,14 g) 2 (3,19-3,09 g) 1 (3,57 g) 3 (4,80-3,40 g)
Rif. Parigi, 17107 Milano, M.0.9.32880 (= Martini 27) (da conio R/ differente) Vienna, MK 32.717 Coll. privata in Germania Vienna, MK 32.723 Vienna, MK 32.727; S. Pietroburgo, OH-2959/18199 Vienna, MK 32.733 (forata) Sotheby 1983 (Brand III), 267 = Hess 1912, 539 = Hirsch 24/1909 (Weber), 3651 (grossa incrostazione al R/); Vienna, MK 32.745* Vienna, MK 32.740 (corrosioni al D/); Sternberg 35/2000, 438 Parigi, 17108 (con aquila estense al D/, sotto l’esergo) Londra, BM R4470; Parigi, 7914; Milano, M.0.9.32881 (= Martini 28) (fusione, probabile copia dell’esemplare di Parigi)
I II III IIII VI VII VIII VIIII XI XII
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XIII XIIII
2 (3,91 g) 3 (4,93-3,10 g) 4 (4,66-3,83 g)
Gorny & Mosch 113/2001, 6198 = MuM 79/1994, 633 (consunta); Hess 1912, 550 Copenhagen, Ramus 3 (molto consunta e modulo largo); Vienna, MK 32.761; Londra, BM R4468 (molto simile al precedente, probabile copia dell’esemplare di Vienna) Gemini 1/2005, 309; Kuenker 124/2007, 8760; MuM 61/1982, 532 = Sternberg 9/1979, 65 = Münzh. Basel 3/1935 (Waldeck), 1053 (due piccole rotture di metallo sul bordo); Copenhagen, Reutze 2098 (foro otturato) Milano, M 0.9.32882 (= Martini 29) Modena (da Simonetta-Riva) (forata) [autenticità dubbia]
XV
XVI XXV
1 (5,27 g) 1 (? g)
D31 (x2) D31
Fig. 46
Conio molto simile: presente una seconda linea sotto il letto e le figure sono leggermente più robuste. Simonetta-Riva 9/-; Buttrey 1
Numerale
N. es. e peso 1 (4,32 g) 1 (5,27 g) 1 (5,70 g) 1 (4,22 g) 1 (4,91 g) 1 (4,45 g)
Rif. Glasgow, Hunter (= Bateson 18) KuM list. 50/1982, 135* Leu 83/2002, 712 = Lanz 70/1994 (Ley), 214 NAC 40/2007, 646 (consunta) Glasgow, Hunter (= Bateson 19) Vinchon 1974 (Peyrefitte), 172
II III V VI VII XIII
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Commenti alla Serie 15 La scena è una variazione dell’accopiamento amoroso già illustrato nelle Serie 7-8 e 10 ed è confrontabile con pitture e ceramiche romane76. I due conii noti, D30 (Fig. 45) e D31 (Fig. 46), sono molto simili e forse opera di un medesimo artista. Il secondo conio, D31, si distingue per le figure un poco più tozze e per la presenza di una seconda linea sotto i letto. Specialmente in D30 è possibile riconoscere negli esemplari meglio conservati lo strophium che cinge i seni della donna a destra. Nonostante le strette affinità tra D30 e D31, i numerali in comune (II, III, VI, VII, XIII) risultano battuti con conii diversi e quindi non esisterebbero incroci di conio. Quindi la presente serie sarebbe in realtà costituita da due sottoserie parallele. Almeno la prima sottoserie, che è più completa, sembra arrivare a XVI, con l’eccezione di un unico esemplare con XXV, di autenticità assai dubbia. Finora risulta ancora mancante solo il numero X. Esiste una particolare combinazione di conii, di D30 con il numerale XI (di conio differente da quello osservato nell’esemplare di Parigi con aquiletta estense), che dall’esame di 4 esemplari noti (Oxford, Ashmolean 4; Oxford, Ashmolean 2; Bologna, 72999; Glasgow, Bateson 20) appare chiaramente essere una falsificazione di epoca più moderna. Tutti gli esemplari hanno costante orientamento dei conii alla posizione 2 e sono fra loro identici, con diametro di 21 mm e pesi compresi tra 5,48 e 3,88 g (Fig. 47).
Fig. 47 – Bologna, 72999
Varia
Per completezza si accenna qui a due distinti gruppi di tessere caratterizzate dalla presenza di un solo personaggio in atteggiamenti più o meno erotici, noti in pochissimi esemplari e con numerali che arrivano fino a XXIX77. Il primo gruppo è in rame quasi puro anziché in oricalco mentre il secondo gruppo è in bronzo e in tutti i casi si nota un costante orientamento dei conii, sempre rivolto alle ore 12, quando nelle normali spintriae l’ orientamento dei conii è casuale. La maggior parte degli esemplari noti si trova
76 77
Cfr. L. Jacobelli, op. cit., 2000, p. 17 e 25, Fig. 40-41. Il primo gruppo è in parte descritto in B. Simonetta e R Riva, op. cit., p. 29-30 e tavola 7, i quali non escludevano la loro autenticità, ritenendo produzione di un determinato lupanare.
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nella Bibliothéque Nazionale di Parigi e quasi sicuramente sono creazioni successive, non prima dell’epoca rinascimentale78. In alcuni casi sono pervenuti esemplari con medesimi tipi e numerali: essi appaiono essere identici fra loro e quindi sono dei cloni prodotti per ristrette cerchie di amatori moderni
I Gruppo
Fig. 48 - exUBS 73/2007, 362
Fig. 49 – Parigi, 17119
Fig. 50 – Parigi, 17121
Fig. 51 – Parigi, 17118
Fig. 52 – Parigi, 17117
Fig. 53 – Parigi, 17120
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È interessante osservare lo stile dei cosiddetti armorini nel secondo gruppo, che richiama molto da vicino quello dei putti o Cupidi rinascimentali.
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II Gruppo
Fig. 54 – Berlino, 18203166
Fig. 55 – exCNG 54/2000, 1430
Fig. 56 – Sangiorgi 1907, 3119
Fig. 57 – ex NAC 33/2008, 415
Abbreviazioni usate nel catalogo Collezioni pubbliche
Barcellona = Barcelona, Museu Nacional d'Art de Catalunya, Gabinet Numismatic de Catalunya Basilea = Basel, Historisches Museum, Münzkabinett Berlino = Berlin, Staatliche Museen zu Berlin, Münzkabinett Bologna = Bologna, Museo Civico Archeologico, Medagliere Bruxelles = Bibliothèque royale de Belgique, Cabinet des Médailles Copenhagen = Copenhagen, Nationalmuseet, Montsamlingen Dresda = Dresden, Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Münzkabinett Glasgow, Hunter = Glasgow, Hunterian Museum, Hunter Coin Cabinet (Catalogo: J.D. Bateson, Roman Spintriae in the Hunter Coin Cabinet, in Ermanno A. Arslan studia dicata, Milano, p. 385-394) Londra = London, British Museum Madrid = Madrid, Museo Arqueologico Nacional, Department de Numismatica
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Milano = Milano, Musei Civici, Medagliere (Catalogo: R. Martini, Tessere numerali bronzee romane nelle Civiche raccolte numismatiche del comune di Milano (Tessere con ritratti imperiali, Spintriae, tessere con raffigurazioni diverse). Parte I. Considerazioni numismatiche – Catalogo, Annotazioni Numismatiche, Supplemento IX, 1997, p. 1-28) Modena = Modena, Galleria Estense (da Simonetta-Riva) New York = New York, American Numismatic Society Oxford = Oxford, Ashmolean Museum, Heberden Coin Cabinet Padova = Padova, Museo Bottacin Parigi = Paris, Bibliothèque Nazionale, Cabinet des Médailles, General coll. S. Pietroburgo = S. Pietroburg, The State Hermitage Museum Tarragona = Tarragona, Museu Nacional de Tarragona (segnalato dal prof. J.C. Richard) Utrecht = Utrecht, Geldmuseum Vienna = Wien, Kunsthistorisches Museum, Bundessamlung von Medaillen, Münzen und Geldzeichen Zagabria = Zagreb, Vjesnik Arheološkog muzeja u Zagrebu
Cataloghi di asta o listini
Astarte – Astarte SA, Lugano: n. 5 – 28 ottobre 1999 Busso Peus = Dr. Busso Peus Nachf, Frankfurt a.M.: 6 maggio 1980 CNG = Classical Numismatic Group, New York: n. 27 – 29 settembre 1993; n. 29 – 30 marzo 1994; n. 35 – 20 settembre 1995; n. 40 – 4 dicembre 1996; n. 43 – 24 settembre 1997; n. 54 - 14 giugno 2000; n. 57 – 4 aprile 2001 Frey = Frey, Freiburg: n. 1 – 24 settembre 1954 Gemini = Gemini, New Yok: n. 1 – 11/12 gennaio 2005 Glendining = Glendining, London: 16 novembre 1950 (ex coll. Platt-Hall) Gorny = Gorny & Mosch Giessener Münzhandlung, Munich: n. 100 – 20 novembre 1999; n. 113 – 18 ottobre 2001; n. 115 – 5 marzo 2002; n. 122 – 10 marzo 2003; n. 133 – 11 ottobre 2004; n. 152 – 9/11 ottobre 2006 Hess = A. Hess Nachf, Frankfurt: 28 novembre 1912
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Hirsch = J. Hirsch, Munich: n. 24 – 10 maggio 1909 (ex coll. Consul Weber); n. 33 – 17 novembre 1913 Kress = Kress, Munich: n. 145 – 4 gennaio 1968 Kricheldorf = H. H. Kricheldorf, Stuttgart: n. 43 – 11/12 marzo 1992; n. 45 – 15/16 luglio 1996; Kuenker = F.R. Kuenker GmbH, Munich: n. 124 – 16/17 marzo 2007 Kunst = Kunst und Medaillen SA, Lugano: n. 50 - n. 18 – 1/3 giugno 1978; listino n. 50 – novembre 1982 Lanz = Numismatik Lanz, Munich: n. 32 – 29 aprile 1985; n. 70 – 21 novembre 1994 (ex coll. Ley); n. 125 – 28 novembre 2005 Leu = Leu, Zurich: n. 83 – 6/7 maggio 2002 LHS = LHS Numismatik, Zurich: n. 95 – 25 ottobre 2005 MuM = Munzen und Medaillen AG, Basel: n. 38 – 6/7 dicembre 1968 (ex coll. Voirol); n. 61 – 7/8 ottobre 1982; n. 77 – 18 settembre 1992; n. 79 - 28 febbraio/1 marzo 1994 Münzh. Basel = Münzhandlung, Basel: n. 1 – 28 giugno 1934; n. 3 – 4 marzo 1935 (ex coll. Waldeck) NAC = Numismatic Ars Classica, Zurich: n. C – 11/12 marzo 1993; 16 novembre 1994 (ex coll. Steinberg); 26/27 ottobre 1995; n. G – 10 aprile 1997; n. K – 30 marzo 2000; n. 29 – 11 maggio 2005; n. 33 – 5 aprile 2006; n. 40 – 16 maggio 2007; n. 46 – 2 aprile 2008 Naville = Naville, Geneve: n. 11 – 18/20 giugno 1925; n. 15 – 2 luglio 1930 NFA = Numismatic Fine Arts, Los Angeles: n. 12 – 23/24 marzo 1983 Nomisma = Nomisma, S. Marino: n. 37 – 4/5 ottobre 2008 Numismatica Genevensis = Numismatica Genevensis SA. Geneva: n. 4 – 11/12 dicembre 2006 Rauch = H.D. Rauch, Wien: n. 77 – 10/11 aprile 2006 Sangiorgi = Sangiorgi, Roma: 18 novembre 1907 (ex coll. Martinetti & Nervegna) Schulman = J. Schulman, Amsterdam: 17 giugno 1924 (ex coll. Vierordt) H.M.F. Schulman, Amsterdam: n. 254 – 11 novembre 1971 H.M.F. Schulman, New York: 27 ottobre 1969 (ex coll. OliveMabbott); 6 ottobre 1979 (ex coll. Gibbs) Sotheby = Sotheby, New York: 9 giugno 1983 (ex coll. Brand) Stack’s = Stack’s, New York: 1/3 maggio 1980 (ex coll. Knoblock)
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Sternberg = J. Sternberg, Zurich: n. 9 – 15/16 novembre 1979; n. 17 – 9/10 maggio 1986; n. 21 – 14/15 novembre 1988; n. 35 – 28/29 ottobre 2000 The New York sale = The New York sale, New York: n. 1 – 2 dicembre 1998 Triton = Triton, New York: n. 4 – 5 dicembre 2000; n. 11 – 7 giugno 2008 UBS = UBS Gold & Numismatics, Zurich: n. 73 – 5 settembre 2007 Vecchi = I. Vecchi, London: n. 16 – 9 ottobre 1999 Vinchon = J. Vinchon, Paris: 15 novembre 1965; 29 aprile 1974 (ex coll. Peyrefitte)
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