CNAI. Samnium: Peripòloi Pitanatan (310-300 a.C.) more

published in "Pietre e Monete. I. Samnites, Atina, 2009, p. 101-108

Aggiornamento al Corpus Nummorum Antiquae Italiae SAMNIUM: PERIPÒLOI PITANATÀN (310-300 a.C.) Alberto Campana (*) UBICAZIONE E CENNI STORICI La particolare epigrafe ΠΕΡΙΠΟΛ Ν ΠΙΤΑΝΑΤΑΝ, in caratteri dorici, può essere tradotta con “[moneta] dei Pitanati addetti alla difesa della frontiera”(1). I Pitanati sono citati unicamente in un passo di Strabone, alquanto confuso(2). Vi è accennata la notizia che Tarentum, in epoca non precisata, inviò una colonia di Pitanati al confine del Samnium. Strabone non prestò fede a questa notizia, giudicandola una invenzione dei Tarantini per conciliarsi i Sanniti, vantando una comune origine greca, in particolare spartana. È più verosimile che fossero mercenari sanniti filo-tarentini, di guardia in una stazione di frontiera, tra il Samnium e l’Apulia(3). È purtroppo ancora impossibile localizzare il sito dell’antica colonia tarentina, che forse ebbe vita effimera al tempo della spedizione in Italia del principe Cleonimo(4) e fu probabilmente distrutta dai Romani, al più tardi al tempo della guerra pirrica. Si riprende, con alcune variazioni, una monografia già pubblicata come inserto su “Panorama Numismatico”, n. 88 (Luglio-Agosto 1995), p. 317-320. (1) Infatti “stazione militare di frontiera” si traduce nel greco περιπολιον. (2) Strabone, Geo. V, 4, 12. “... si sono forse aggiunti coloni laconici e che per questo sarebbero di stirpe ellenica. Inoltre anche i Pitanati (gli abitanti di uno dei distretti di Sparta, ma anche di Taranto, colonia laconica della Megale Hellas) si sarebbero aggiunti ad essi. Sembra che questa spiegazione sia stata inventata dai Tarentini, che volevano così lusingare i loro vicini a quel tempo assai potenti ed insieme guadagnare la loro amicizia, dal momento che i Sanniti potevano mettere allora facilmente insieme 80.000 soldati di fanteria e 8.000 cavalieri ...”. (3) Decisive argomentazioni a favore di una localizzazione nel Samnium sono state offerte da N. Borrelli, Intorno alla zecca di Peripolium, Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano, XIII (1932), fasc. I, p. 16-21. È da rigettare la vecchia ipotesi di una ubicazione nel Bruttium, sostenuta da L. Sambon, Recherches sur les monnaies de la presqu'île italique, Napoli 1870, p. 345-346 (con la bibliografia precedente); H.B.V. Head, Historia Numorum, Oxford 1911, p. 27; P. Larizza, Locri Epizephyrii, Reggio Calabria 1930, p. 136; P. Attianese, Calabria Greca, vol. II, Santa Severina 1977, p. 217-226. (4) Per maggiori dettagli storici si rimanda alla precedente monografia su “Saunitai” nel presente volume. (*) 101 Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) MONETAZIONE I rari esemplari rinvenuti attestano la loro circolazione esclusivamente in ambito campano-sannita e dauno. Infatti un esemplare proviene dal ripostiglio di Cales (= Calvi Risorta)(5), due dal ripostiglio di Campo Laurelli, presso Campobasso(6), uno dal ripostiglio di Torchiarolo, presso Brindisi(7) e infine uno nella necropoli di Pontecagnano(8). I primi tre i ripostigli contenevano numerose frazioni d’argento. Nei primi due erano frequenti oboli di Neapolis, Allifae, Fistelia e monetine anepigrafi attribuite a Fistelia; nel terzo erano presenti i dioboli di Heraclea e Tarentum, che ripetevano il tipo del rovescio. Quello rinvenuto a Pontecagnano era un “obolo di Caronte” e quindi isolato, ma in un contesto fatto risalire a una data vicino al 326 a.C. “Le abbondanti emissioni dei dioboli con l’Eracle che strozza il leone pare abbiano avuto, come è noto, inizio a Taranto e ad Eraclea negli anni di Archita quando le due città erano una a capo e l’altra sede del consiglio della lega, ma continuarono, almeno a Taranto, fino alla metà del III secolo, diffondendosi all’inizio del III secolo al mondo indigeno apulo, che solo in questa epoca iniziò a coniare l’argento, in particolare alle zecche di Arpi, Caelia, Rubi, Teate. Oltre che sui citati dioboli, il tipo [del rovescio] ricorre su rari oboli napoletani datati, sempre in sede di convegno sulla monetazione di Neapolis, all’ultimo decennio del IV secolo. L’emissione a leggenda Pitanatan, che ha tipologia tarantina e peso campano, sembra costituire il trait d’ union tra le monetazioni di due diversi ambiti geografici: la Campania e l’Apulia interna”(9). M. Thompson, O. Morkholm, C. M. Kraay, An Inventory of Greek Coin Hoards, New York 1973, (abbr. IGCH), n. 1938, datato al 350-300 a.C. (6) IGCH 2046, datato al III secolo a.C.? (7) IGCH 1977, datato al 270 a.C. circa. (8) R. Cantilena, L. Cerchiai, A. Pontrandolfo, L’immagine di Eracle in lotta con il leone nella documentazione del IV sec. a.C., in: La tradizione iconica come fonte storica. Il ruolo della Numismatica negli studi di iconografia (Atti Convegno a cura di M. Caccamo Caltabiano, D. Castrizio, M. Pugliesi, Università degli Studi di Messina, 6-8 marzo 2003), Messina 2004, p. 140-141. È stato rinvenuto nella tomba n. 8057, di un individuo maschile con un corredo funerario fatto risalire al terzo quarto del IV secolo a.C., per la presenza di un cinturone in bronzo del tipo 8 Suano e per uno skyphos a vernice nera della fase 350-325 a.C. È da osservare che i dati archeologici non sono ancora stati pubblicati nella loro completezza e quindi resta da dimostrare l’effettiva consistenza cronologica di tale rinvenimento. (9) R. Cantilena, Problemi di emissione e di circolazione monetale, in: Sannio. Pentri e Frentani dal VI al I sec. a.C., Atti del Convegno 10-11 Novembre 1980, Ed. Enne 1984, p. 91, con la relativa bibliografia. (5) 102 Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) 1 OBOLO italico - AR (0,55 – 0,76 g.) 310-300 a.C. D/ = Testa femminile (Afrodite ?) a sinistra, con diadema e orecchino; dietro, monogramma . R/ = Ercole inginocchiato a destra, strangola il leone; a sinistra, clava; Var. a: a sinistra, e a destra, ; Var. b: a sinistra, e a destra, . O1(X2) (1) R1(X2) O2(X2) (2) R2(X2) O2(x2) (3) R2(X2) O2(X2) (4) R2(X2) O2(X2) (5) R2(X2) O2(X2) (6) 103 R2(X2) Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) O3(X2) (7) R3(X2) O4(X2) (8) R4(X2) H.N. 445 ; Sa.172 (var. b) ; Garr. tav. XC, 11 (var. b) Conii D/ = 4 ? Conii R/ = 4 ? Media su 13 esemplari = 0,65 g. Variante a : Conii O1/R1 1) New York, ANS 126 = Jameson 33 g. 0,67 ↑ Variante b: Conii O2/R2 2) London, BM = Lloyd 44 = Sambon 1923, 5 = Sambon 1907, 718bis g. 0,76 ↑ 3) da ripostiglio di Pontecagnano g. 0,65 4) London, BMC 1 g. 0,64 5) New York, ANS 127 = Hirsch XIII/1905, 237 g. 0,63 ↑ 6) Weber 236 g. 0,62 Conii O3/R3 7) Oxford, A. 26 g. 0,57 Conii O4/R4 8) Paris, SNG 309 g. 0,69 ↑ Non vidi 9) Napoli 2174 g. 0,70 10) Napoli, S. 3410 g. 0,68 11) Berlin 1 g. 0,67 12) Napoli 2175 g. 0,60 13) Napoli, S. 3411 g. 0,55 104 Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) 2 OBOLO italico - AR (0,58 – 0,70 g.) 310-300 a.C. D/ = Testa femminile (Afrodite ?) a sinistra, con diadema e orecchino; dietro, monogramma . R/ = Ercole inginocchiato a sinistra, strangola il leone; a destra, clava; a sinistra, e a destra, (etnico tutto retrogrado). O5(X2) (1) R5(X2) O5(X2) (2) R5(X2) O5(X2) (3) R5(X2) H.N. 445 (accomuna alla precedente) ; Sa. 173 ; Garr. tav. XC, 12 Conii D/ = 1 ? Conii R/ = 1 ? Media su 5 esemplari = 0,65 g. Conii O5/R5 1) Triton III/1999, 22 g. 0,67 2) NAC O/2004, 1006 = NAC C/1993, 1063 g. 0,63 3) New York, ANS 128 (rotto e con frattura di conio D/ sul profilo) g. 0,58 ↓ Non vidi 4) Napoli 2176 g. 0,70 5) Napoli, S. 3412 g. 0,66 105 Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) Elementi quali l’uso del tipo di Eracle strozzante il leone, che rimanda a Tarentum ed Heraclea(10), come pure il nome Pitanatan, che invece rimanda all’ambiente spartano, permettono di ipotizzare che la monetazione sia stata emessa da mercenari di stirpe sannitica attivi per le due summenzionate città(11) al tempo del principe spartano Cleonimo(12), al confine tra il Samnium e la Lucania, anche per bloccare la discesa dei Romani verso la Peucezia(13). Diversamente e sulla scorta dei dati provenienti dal ritrovamento di Pontecagnano, la Cantilena preferisce una datazione più alta di almeno un ventennio, in piena guerra sannitica (cfr. nota 8). Al diritto degli oboli compare una testa femminile diademata, con ogni probabilità Afrodite, assai venerata in tutta l’Italia centromeridionale. Dietro si osserva un monogramma, , che ricorre sui primi didrammi di Hyria(14) e di Nola(15), più antichi di quasi un secolo, come pure anche su alcuni stateri e dioboli di Tarentum(16), posteriori di oltre un cinquantennio. Il significato di tale monogramma resta al momento ancora oscuro. L’etnico risulta scritto in caratteri greci, talvolta retrogradi e quindi caratteristici dell’ambiente osco-sannitico. L’analisi dei conii non è esaustiva, per la presenza di alcuni esemplari non illustrati (come quelli del Museo Archeologico di Napoli) e per il modesto stato di conservazione di altri, non permettendo una completa lettura dell’etnico (spesso fuori campo), ma è possibile ipotizzare almeno 4 conii sia per il diritto sia per il rovescio per l’emissione n. 1. Di contro l’emissione n. 2, caratterizzata da Eracle volto a sinistra, è molto più rara e sembra avere 1 sola coppia di conii. Per l’analisi dell’immagine di Eracle in lotta con il leone nemeo, cfr. R. Cantilena, L. Cerchiai, A. Pontrandolfo, op. cit., p. 131-150. È da rilevare che sui dioboli di Tarentum e di Heraclea al diritto era raffigurata la testa di Atena, mentre qui abbiamo una testa diversa (11) Così si pronuncia A. La Regina, La lancia e il toro, in: Il mutevole aspetto di Clio (ed. G. De Benedettis), Campobasso 1994, p. 45. (12) Per una critica del termine Peripoloi Pitanatai, cfr. L. Cerchai, Pitanatai Peripoloi. AION (Archeologia e Storia Antica) N.S. 9-10 (2002-2003), p. 159-161, ripubblicato in: Italia Ars. Scritti in onore di Giovanni Colonna per il premio “I Sanniti”, Alife 2005, p. 373-379. (13) Secondo la plausibile ricostruzione storica proposta da G. Urso, Taranto e gli xenikoì strategoí, Roma 1998, p. 9-103 (cap. 5: La spedizione di Cleonimo), già all’inizio dell’avventura italica di Cleonimo, intorno al 308 a.C., avvennero violenti scontri con i Romani in Apulia, con la battaglia di Turi (che non andrebbe confusa con la Thurii bruzia, ma la Turi peuceta, vicino Bari, seguita rapidamente da una controffensiva “apula” contro i Romani a Maleventum nello stesso anno e quindi attraverso il favorevole territorio sannitico. (14) N.K. Rutter, Campanian Coinages. 475-380 B.C., Edinburg 1979, p. 164, nn. 65-66; A. Sambon, op. cit., p. 304, n. 791. (15) N.K. Rutter, op. cit., p. 172-173, nn. 1-15; A. Sambon, op. cit., p. 318-319, nn. 811-814. (16) Ravel, The collection of Tarentine coins formed by M.P. Vlasto, ristampa Chicago 1977, nn. 950-954 per gli stateri (periodo IX di Evans) e 1460-1461 per i dioboli, al tipo di Ercole bambino che strangola i serpenti. 10) 106 Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) Tavola sinottica: le monete di Peripoloi Pitanatan 310 - 300 a.C. Emissioni Obolo AR 1 2 0,76 0,55 0,65 0,75 Testa femminile a s./Ercole strangolante il leone a d Testa femminile a s./Ercole strangolante il leone a s Peso massimo Peso minimo Peso medio Piede campano nel IV secolo a.C. ABBREVIAZIONI DEL CATALOGO Collezioni pubbliche Berlin London, BM London, BMC - Dressel H., Beschreibung der Antiken Münzen ; Köningliche Museen zu Berlin, vol. III, Berlin 1894. - British Museum (esemplari non citati nel catalogo seguente). - Stuart Poole R., A Catalogue of the Greek Coins in the British Museum. Italy, London 1873 (ristampa Forni, Bologna 1963). - Fiorelli G., Catalogo del Museo Nazionale di Napoli, vol. I. Monete Greche, Napoli 1870. - Fiorelli G., Collezione Santangelo: Monete Greche, Napoli 1866. - Sylloge Nummorum Graecorum - The collection of American Numismatic Society, part I, New York 1969. - Sylloge Nummorum Graecorum - Ashmolean Museum, Oxford, vol. V, London 1962. - Sylloge Nummorum Graecorum. France - Bibliothèque Nazionale de France, vol. VI, Part 1, Paris 2003. 107 Napoli Napoli, S. New York, ANS Oxford, A. Paris, SNG Alberto Campana AGGIORNAMENTO AL CORPUS NUMMORUM ANTIQUAE ITALIAE. SAMNIUM: PERIPÒLOI PINTÀN (310 – 300 A.C.) Collezioni private Lloyd Weber - Sylloge Nummorum Graecorum - The Lloyd collection, vol. II, ristampa Chicago 1979. - Forrer F., Descriptive Catalogue of the collection of Greek coins formed by Sir Hermann Weber, vol. I, London 1922. Aste, listini NAC C/1993 NAC O/1993 Sambon 1907 Sambon 1923 Triton III/1999 - Numismatic Ars Classica - n. C - 11 marzo 1993 - Numismatic Ars Classica - n. C - 11 marzo 1993 - Sambon A. (Roma) – 22 aprile 1907 (coll. Strozzi) - Sambon A. (Paris) – 14 marzo 1923 (coll. Picard) - Triton - n. III – 30 novembre – 1 dicembre 1999 108
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