Independent Researcher

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Compie i primi due anni di studio universitario alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna – si forma con Ezio Raimondi, Fausto Curi, Paolo Bagni. Dopo un anno di pausa - in cui si iscrive al corso di laurea in Fisica - riprende a studiare Lettere a Parma e si laurea nel 1996 con una tesi sul romanzo sperimentale italiano che pubblica l’anno seguente con il titolo “Il disagio del re di Sheherazade”. La ricerca sulla narrativa italiana contemporanea e sulla sua ricezione continua nell' “Introduzione” che scrive per la riedizione del romanzo di Alberto Moravia "La vita interiore" (Bompiani, 2000).

Amplia poi gli studi in direzione della tappa settecentesca del romanzo italiano in ottica comparatista. Trascorsi quattro anni in Germania e superato l’esame per l’accesso alle Università tedesche torna in Italia ed è ammessa al Dottorato di Ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Pubblica l’edizione 1763 – ultima rivista dall’autore e latrice di aggiunte e pagine significative - del “Congresso di Citera” di Francesco Algarotti (Millennium, 2003). Altri risultati della ricerca confluiscono poi in “Ruoli e funzioni di autore e lettore nel dibattito settecentesco italiano sul romanzo” (2005). Nel 2004 consegue il titolo di Dottore di ricerca in Italianistica con una tesi dal titolo “Autore e lettore nel romanzo italiano del Settecento”.

Nell'ambito dello studio comparato delle tradizioni letterarie nazionali e inglesi nel lungo Settecento ottiene un borsa di ricerca bibliografica presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli; presenta alla "34th British Society for Eighteenth Century Studies Conference", Oxford, St. Hugh’s College la relazione "Between Irony and Deference: The Functions of England in Italian Eighteenth-Century literary debate" (2005); segue, nella comparazione fra tradizione romanzesca italiana e quella inglese, "Fielding and Sterne: Reception, New Debts and Echoes in the Italian Novel of the First one Hundred Years" (Cambridge Scholars Publishing, 2010).

Insegna come Professore a contratto  presso l'Università di Chieti-Pescara (2004-2006) e poi presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (2006-2011).
Nel gennaio 2010 è invitata presso la LMU Ludwig Maximilian Universität, München a tenere una lezione dal titolo “Prima di Manzoni. Il romanzo italiano del Settecento”.

La ricerca sulla storia del genere narrativo in Italia allunga il proprio sguardo in prospettiva ottocentesca: un primo contributo in questa direzione è “Frivoli passatempi. I generi narrativi nella Storia di Francesco De Sanctis”  (2005). La riedizione del romanzo ottocentesco umorista “Il buco nel muro” di Francesco Domenico Guerrazzi (Millennium, 2005) è un ulteriore tappa che correla la direttrice sperimentale della narrativa italiana e l’analisi attorno alla sue componenti metadiegetiche.

L'incrocio fra divulgazione scientifica e letteratura nel XVII e XVIII secolo costituisce un altro ambito di indagine.
Tra gli esiti di questa ricerca il contributo "Retorica, 'scienza', pubblico: percorsi lessicali tra Agostino Mascardi e Sforza Pallavicino" (in corso di pubblicazione), "Categorie e immagini nelle dispute sull’etica dei 'savi in corte'" (Bulzoni 2011) e "Newton, Algarotti e lo sguardo scritto" (Convegno della Società di Studi per il XVIII secolo “I cinque sensi. Conoscenza e rappresentazioni del corpo nel Settecento”, giugno 2009). Sulla metafora tra linguaggio scientifico e letterario nel "Newtonianismo per le dame" di Francesco Algarotti si concentra " 'Ma… i dialoghi scientifici sono tra le opere più difficili': retoriche della scienza divulgata nella saggistica di Francesco Algarotti" (Felix Meiner Verlag, 2011).

Il periodo primonovecentesco, infine - personaggi, figure, simboli di inizio secolo - rappresenta un ulteriore ambito di interesse: gli emblemi e l’espressivismo di Ardengo Soffici e le reazioni poetiche alla Prima guerra mondiale guidano l’indagine rispettivamente in “Violamammola e allegro giustiziere: aggressività e vitalismo in Ardengo Soffici” (2002) e in “Il Rinnovamento, la fine, il Nulla: la Grande Guerra nell’esperienza poetica di primo Novecento” (2005); la Romagna condivisa di inizio secolo è analizzata in "Tra 'puffini' e 'stoviglie': la Romagna tra Pascoli, Renato Serra e Marino Moretti" (2003) e "Antonio Beltramelli: di voci e di 'mistero' " (2010), e approfondita nei contributi ulteriori dedicati alla figura poetica di Marino Moretti: "La scrittura estesa di Marino Moretti" (2010) e "«Credi, i giornalisti rovinano tutto». Marino Moretti elzevirista" (2010).

Sta ultimando una monografia sul romanzo italiano del Settecento, le cui premesse si leggono in "Romanzo vero e inverisimile nell’Italia del Settecento: note di ricezione", in corso di stampa presso «Atti e memorie dell’Arcadia» (Edizioni Storia e Letteratura).

 
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