Note sulla circolazione monetaria in età romana di alcuni siti dell’Etruria Meridionale, Latium Vetus e Campania moreCo-authored with Valeria Cuglia, in M. C. Molinari (ed.), Il forum di numismatica antica a Roma Tre. Studi e ricerche sul collezionismo, la circolazione e l’iconografia monetale, Roma 2007, pp. 163-212. |
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Il Forum di Numismatica Antica a Roma Tre
Studi e ricerche sul collezionismo, la circolazione e l’iconografia monetale (a cura di M. C. Molinari)
ESPERA S.r.l.
Sommario
ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI: p. 3 PREMESSA: (M. C. Molinari) p. 5 COLLEZIONISMO: La collezione Medici-Lorena di Firenze: alcuni risultati preliminari (M. Barbato - P. D’Amico - D. D’Aprile - F. Lanna - D. Williams) p. 9 - Introduzione (F. L.) p. 9 - Le monete di Taranto e di Heraclea di Lucania (M. B.) p. 13 - Riflessioni su un aureo di Augusto coniato a Pergamo (P. D.A.) p. 23 - Gli aurei e i denari di Nerone (D. D.A.- D. W.) p. 26 - Gli esemplari di Nerone in oricalco e rame (F. L.) p. 32 - Appendice: Catalogo del Materiale (M. B. - D. D.A .- F. L.) p. 47 Un nucleo di dirham della collezione Stanzani nel Medagliere Capitolino di Roma (A. D’Ottone) p. 141 CIRCOLAZIONE E RINVENIMENTI: Note sulla circolazione monetale di alcuni siti dell’Etruria Meridionale, Latium vetus e Campania in età imperiale romana (V. Cuglia - D. Williams) p. 163 - Appendice: Catalogo delle Monete del Museo Civico di Anzio (V. C.) p. 179 La moneta in tomba nell’Italia altomedioevale (G. Giovannetti) p. 213 ICONOGRAFIA: Considerazioni critiche sui simboli monetali presenti su alcuni tetradrammi di Demetrio Poliorcete coniati nel Peloponneso (F. Rosati) p. 249 INDICI Indice dei nomi p. 265 Indice dei luoghi e delle regioni p. 268
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Note sulla circolazione monetaria in età imperiale romana di alcuni siti dell’Etruria meridionale, Latium vetus e Campania
(Valeria Cuglia - Daniela Williams)
Questo studio prende spunto da due ricerche condotte in modo separato relativamente alle monete di Anzio e Ferento. In seguito si è deciso di confrontare i dati emersi da questi due siti con quelli restituiti da altre località circostanti. Le provenienze degli esemplari numismatici presi in esame appartengono al territorio dell’Etruria meridionale, del Latium Vetus e della Campania. Questa scelta parte dalla considerazione che in età antica la situazione economica della penisola è diversificata1; studi su altre classi di materiali hanno infatti messo in evidenza come questa area centro-italica costituisca una “regione” produttiva uniforme e coerente2. Si è voluto quindi verificare se anche il dato numismatico in qualche misura rispondesse alla situazione evidenziata dalla ceramica, utilizzando un metodo comparativo basato su valori percentuali che permettesse di considerare i campioni di monete senza che fossero influenzati dalla loro quantità numerica. (V. C., D. W.)
Il metodo
Nei primi anni Settanta del XX secolo R. Reece ha elaborato e messo a punto un metodo per l’analisi del materiale proveniente da scavo e da ambito museale di carattere locale per confrontare siti diversi3. Tale approccio, nonostante sia stato oggetto di alcune critiche4, rimane ancora oggi una proposta valida per questo tipo di studio5. Brevemente se ne riassumono le caratteristiche.
1 Come hanno dimostrato ANDREAU 1994 e VON FREYBERG 1989 la penisola italica non deve essere considerata una zona unitaria. 2 PANELLA-TCHERNIA 1994 pp. 145-165. 3 Questa metodologia è usata per la prima volta in REECE 1967 e 1968. In seguito essa è stata ulteriormente perfezionata in successivi interventi (1971, 1972, 1973, 1979 19882). 4 Queste riguardano soprattutto il campione preso in esame e non il metodo in sé. Infatti, la documentazione utilizzata proviene largamente dalle collezioni di diversi musei di formazione locale. In proposito CANTILENA ET ALII 2003 p. 29 nota 14, VOLK 1996 p. 376. Si vedano anche le avvertenze e le riflessioni espresse dallo stesso Reece (1985 pp. 85-86, 1973 pp. 228-229 e paragrafo III, 1971 pp. 167, 178-179). 5 Si veda anche il metodo proposto in CASEY 19882 che si presenta simile a quello di Reece, ma risulta più strettamente legato alla situazione della Gran Bretagna; infatti, per le divisioni cronologiche non si tiene conto dei materiali precedenti a Claudio e uno dei periodi corrisponde all’impero gallico (pp. 45-46). Soprattutto i dati presentati in REECE 1973 sono stati ripresi da studi successivi sulla circolazione, come ad esempio quelli di HOPkINS 1980 e KING 1981. Per un tentativo di confronto tra monete provenienti da diversi siti della parte orientale dell’impero si veda DEROSE EVANS 2007 pp. 25-51 e 63-70. Si veda inoltre il metodo sviluppato soprattutto dagli studi di numismatica medievale che tenta di stabilire la data di perdita della moneta e non quella di coniazione mediante il confronto tra ripostigli e ritrovamenti sporadici (BLACKBURN 2003 pp. 20-26).
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Il metodo
Per il periodo imperiale, le monete rinvenute su un sito vengono suddivise in 21 periodi, dal 23 a.C. al 403 d.C.: I IIa IIb III IV V VI 23 a.C.- 41 d.C. 41-54 54-68 69-96 96-117 117-138 138-161 VIIa VIIb VIII IXa IXb X XI 161-180 180-192 192-222 222-238 238-259 259-275 275-294 XII XIIIa XIIIb XIV XVa XVb XVI 294-317 317-330 330-348 348-364 364-378 378-388 388-403
Il criterio di divisione cronologica permette di raggruppare le monete in periodi equivalenti di circa 20 anni6, che fino alla metà del III secolo coincidono grosso modo con gli anni di regno degli imperatori, accorpando insieme i regnanti caratterizzati da una breve durata (ad esempio Nerva è unito a Traiano), mentre dalla metà del III secolo e soprattutto nel IV secolo i periodi adottati sono determinati dalle diverse riforme monetarie, in modo da riunire emissioni coerenti per peso, diametro e metallo7. I dati relativi ai ritrovamenti monetali in siti diversi saranno rappresentati in valori percentuali (o per una migliore visualizzazione grafica per 1000), in modo da poter confrontare situazioni differenti senza che il risultato sia influenzato dalla maggiore o minore presenza di moneta. L’esame della proporzione tra monete “più antiche” e “più recenti” permette di avanzare considerazioni, diciamo, di carattere regionale: è stato infatti notato che i siti “mediterranei” sono generalmente caratterizzati da un’alta percentuale di monete dei primi tre secoli dell’impero, mentre in quelli della Gran Bretagna si riscontra una maggiore attestazione di monete più tarde8. Per permettere un paragone in questo senso il materiale viene diviso in 4 fasi e anche in questo caso è valutato in percentuale (o per 1000):
A B C D 23 a.C.-259 d.C. 259-294 294-330 330-403
Per usare questo sistema, i criteri di scelta per i campioni presi in esame si sono basati sulla copertura cronologica di tutti i 21 periodi sopra descritti e sulla pubblicazione dei dati provenienti da scavo, sequestri, ritrovamenti casuali e collezioni di carattere locale9. (D. W.)
6Questi sono esaurientemente illustrati in REECE 1976 p. 189 e ID. 1987 pp. 73 e ss. 7 La necessità per il tardoantico di raggruppare il materiale metrologicamente affine è un aspetto evidenziato anche in
CASEY 19882 p. 45.
8REECE 1973, in particolare fig. 1. 9 Non tutti gli studiosi sono concordi su quale materiale considerare per la ricostruzione della circolazione. Alcuni
ritengono che i ripostigli rispecchino in maniera più realistica il tipo di moneta in uso in un determinato periodo (ad esempio KENT 19882 pp. 202-203), altri invece considerano prevalentemente i ritrovamenti casuali (come in BUTCHER 1988 p. 28), mentre altri ancora credono che le due categorie di ritrovamento si debbano compensare a vicenda per fornire un quadro più completo possibile (è il caso di HACKENS 1975 p. 222 che propone di integrare la documentazione numismatica anche con altre fonti antiche, KING 1979 p. 86).
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Note sulla circolazione monetaria in età imperiale
I siti dell’Etruria meridionale
Si fornisce di seguito una breve descrizione dei siti scelti per l’Etruria meridionale. Cosa: i dati sono tratti dallo studio condotto da T. V. Buttrey sulle monete rinvenute negli scavi effettuati dall’American Academy in Rome tra il 1948 e il 197010 e in quelli diretti da E. Fentress tra il 1991-199711, per un totale di 240 esemplari. Si tratta di materiale proveniente da diversi saggi dell’abitato, la cui vita è attestata in maniera più o meno continua dal 273 a.C. fino all’inizio del XIV secolo, con una fase di contrazione dell’insediamento tra la metà circa del VI e il X secolo d.C.12. Roselle: sono state prese in esame le monete pubblicate da F. Catalli e provenienti da vari saggi effettuati all’interno della città antica tra il 1959 e il 196713, oltre agli esemplari rinvenuti nel corso degli scavi della Casa dell’Impluvium14, nel complesso della Domus dei Mosaici15 e nella villa in località Nomadelfia16, per un numero complessivo di 166 pezzi. L’abitato di Roselle e il territorio circostante risultano frequentati tra il VII secolo a.C. e XII secolo. Con la metà del IV secolo si assiste però ad un periodo di forte degrado e ad un’interruzione dell’edilizia pubblica che sembrano indicare una forte cesura nella storia della città17. Tarquinia: per questo sito è stato preso in esame il materiale del museo archeologico di Tarquinia18, integrato dalle monete trovate dall’equipe dell’Università di Tokyo negli scavi della villa di Cazzanello, forse identificabile con Quintiana19; per un totale di 213 esemplari. Per quanto riguarda quest’ultimo sito sono attestate tracce di frequentazione a partire dal VII secolo a.C. fino alla prima metà del VI secolo d.C.20. Ferento: sono state prese in esame le monete provenienti dagli scavi condotti sull’abitato dall’Università della Tuscia21. Complessivamente di tratta di 856 pezzi. Il sito è abitato dal IV secolo a.C. fino al XII d.C., con un periodo di ristringimento dell’area urbana tra il VI e il X secolo d.C.22.
10BUTTREY 1980. 11 BUTTREY 2003. 12 E. Fentress lo definisce un “intermittent settlement” (FENTRESS 2003). 13 CATALLI 1976-77. 14 DONATI 1994; le sole monete trovate provengono da una vasca alimentata da una canaletta e posta all’esterno della casa (p. 12) 15 MICHELUCCI 1985. 16 CYGIELMAN 2004. Il sito si trova sulla SS 234 Grosseto-Siena presso il bivio di Nomadelfia. 17 Per la storia di Roselle e la descrizione del sito si veda NICOSIA-POGGESI 1998. 18 CATALLI 1987. La collezione del museo è di formazione locale. 19 AYOAGI 1995, 1996, 1997. Il sito si trova in prossimità dell’attuale linea di costa in corrispondenza della colonia romana di Gravisca; per un inquadramento generale dello scavo di quest’area si veda AYOAGI-ANGELELLI-IMAI FUJISAWA 2002-2003. 20 Il sito si trova in prossimità dell’attuale linea di costa in corrispondenza della colonia romana di Gravisca; per un inquadramento generale dello scavo di quest’area si veda AYOAGI-ANGELELLI-IMAI FUJISAWA 2002-2003. 21 Questo materiale è in corso di studio da parte di chi scrive ed è in parte edito in FERENTO 2002 p. 39, WILLIAMS 2005 e WILLIAMS in c.s. 22 Sulla storia del sito e le recenti ricerche dell’Università di Viterbo si veda AA.VV. 2001; FERENTO 2002; AA.VV. 2003.
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I siti dell’Etruria meridionale
Grafico1
Periodi 23 a.C.-41 d.C. 41-54 54-69 69-96 96-117 117-138 138-161 161-180 180-192 192-222 222-238 238-260 260-275 275-296 296-317 317-330 330-348 348-364 364-378 378-388 388-403
Cosa 170,8 41,7 37,5 75 33,3 45,8 54,2 100 33,3 37,5 25 29,2 54,2 16,7 8,3 16,7 58,3 50 79,2 25 8,3
Roselle 78,8 36,4 12,1 66,7 30,3 54,5 36,4 30,3 24,2 30,3 30,3 72,7 181,8 84,8 84,8 30,3 36,4 48,5 12,1 12,2 0
Tarquinia 201,9 28,2 28,2 65,7 9,4 9,4 46,9 9,4 14,1 9,4 37,6 42,3 46,9 42,3 42,3 18,8 136,2 159,6 46,9 0 4,7
Ferento 22,8 9,6 8,4 9,6 3,6 4,8 9,6 0 2,4 0 3,6 4,8 15,6 4,8 7,2 18 110,2 326,9 277,8 104,2 56,3
Roma (Reece 1982) 44,6 13,9 2,7 11,7 5,1 6,7 9,9 6,4 2,7 3,7 3,7 7,7 18,4 10,4 22,4 20,3 92,1 353 280,6 38,7 45,1
Tabella 1: I valori delle monete dei diversi siti divise per periodi (per 1000).
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Note sulla circolazione monetaria in età imperiale
Come termine di paragone per questi siti è stato usato lo studio di R. Reece sulle monete provenienti dal centro di Roma23. Come risulta dal grafico 1 l’andamento dei siti dell’Etruria meridionale è abbastanza uniforme, a eccezione di Ferento e Roma che hanno un comportamento diametralmente opposto: essi sono poco rappresentati nei primi tre secoli dell’impero e sono caratterizzati, invece, da una forte attestazione nel IV secolo d.C. Questa caratteristica si riscontra anche per le monete provenienti da Mola di Monte Gelato24 (grafico 2)25, località a circa 34 km a nord di Roma nella valle del Treia26.
Grafico2
Il confronto tra questi dati suggerisce una certa vivacità di alcuni siti in periodi in cui invece altri sembrano non essere interessati da una forte attestazione di moneta: i siti dell’Etruria interna come Ferento e Monte Gelato si comportano in maniera simile a Roma con un picco di presenze numismatiche nel IV secolo d.C.; mentre i siti costieri come Cosa, Roselle e Tarquinia si distinguono per una maggiore presenza monetale nei primi tre secoli dell’impero e sembrano caratterizzati da un declino già dalla metà del IV secolo d.C. Se questo dato concorda con quella differenza cronologica tra la zona costiera e l’area interna che è già stata evidenziata più volte sulla base delle fonti antiche e dei resti archeologici27, tuttavia, da un punto di vista numismatico, questa ipotesi
23 REECE 1982. 24 Le monete sono state studiate da R. Hobbs in MONTE GELATO 1997; si tratta di 58 esemplari in tutto. In partico-
lare si veda il grafico a p. 237.
25 Per inserire i dati di Mola di Monte Gelato è stato necessario elaborare un altro grafico in quanto le monete non
coprono l’intero arco cronologico dei 21 periodi, dal momento che gli esemplari più antichi appartengono al regno di Traiano; inoltre il cattivo stato di conservazione non ha permesso di fornire una datazione precisa e di ascrivere con sicurezza i pezzi alle diversi fasi individuate da Reece; pertanto gli esemplari sono stati divisi per cinquantennio. 26 MONTE GELATO 1997 p. 1. 27 Rutilio Namaziano nel suo viaggio verso la Gallia all’inizio del V secolo d.C.si trova a dover navigare per cabotaggio lungo il litorale tirrenico perché la via Aurelia non è più sicura e agibile (in part. RUT. NAM. 1 224, 227-228, 237-242,
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I siti dell’Etruria meridionale
deve essere considerata con cautela alla luce del fatto che la situazione per l’entroterra è rappresentata da due siti solamente, di cui uno fornisce un dato parziale, e l’altro, come si vedrà nelle conclusioni, potrebbe non costituire un campione attendibile. Ulteriore conferma o smentita di quanto proposto si potrà unicamente ottenere attraverso lo studio e il confronto con i rinvenimenti provenienti da aree limitrofe. Per i primi tre secoli dell’impero la sitazione illustrata dal grafico 1 non appare pienamente convincente: colpisce il fatto che la città di Roma sia così sotto rappresentata rispetto ad altri centri più piccoli. Per questo motivo si è deciso di integrare il campione di Reece con altri ritrovamenti provenienti dall’Urbe28 (tabella 2 e 3), in modo da avere una maggiore rappresentatività29.
Grafico 3
Come si vede nel grafico 3 la situazione appare riequilibrata. Roma ancora usa e perde più moneta nel IV secolo rispetto a Cosa, Roselle e Tarquinia30, ma in questo caso per il periodo precedente segue l’andamento generale.
281, 285-290). Per i dati storico-archeologici si veda CAMBI 1993 pp. 230-243, PAVOLINI 1993 28 Sono stati presi in esame i dati provenienti dai nuclei cosidetti “Tevere 1” e “Tevere 2” e da S. Pietro pubblicati in REECE 1971, quelli della Meta Sudans (MOLINARI 1995), i rinvenimenti della Crypta Balbi (ROVELLI 1985, 1989a, 1989b, 1990), dal Foro Romano (MOLINARI 1989 e 2002 (a), MUNZI 2004), dal Palatino (MUNZI 1996), dal Celio (MUNZI 1997) e dalla Magliana (BRENOT 1987), dal sito B del Lungotevere Testaccio (TRAVAINI 1985), e dalle Terme di Diocleziano (CANDILIO 1988). 29 Le monete studiate da Reece (1982) provengono più o meno dall’area del Foro Romano e appartengono a contesti del secondo quarto del V secolo d.C.
30 REECE 19882 p. 84, mette in relazione questo dato con la presenza di una delle zecche tardoantiche nella città.
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Periodi 23 a.C.-41 d.C. 41-54 54-69 69-96 96-117 117-138 138-161 161-180 180-192 192-222 222-238 238-260 260-275 275-294 294-317 317-330 330-348 348-364 364-378 378-388 388-403
Tarquinia 201,9 28,2 28,2 65,7 9,4 9,4 46,9 9,4 14,1 9,4 37,6 42,3 46,9 42,3 42,3 18,8 136,2 159,6 46,9 0 4,7
Roma 223,3 63,6 32,8 37,4 20,8 26,2 42,7 33,2 12 4,7 19,9 33,6 39,1 34,4 25,5 18,5 56,9 129,2 109 13,2 23,6
Roselle 78,8 36,4 12,1 66,7 30,3 54,5 36,4 30,3 24,2 30,3 30,3 72,7 181,8 84,8 84,8 30,3 36,4 48,5 12,1 12,2 0
Cosa 170,8 41,7 37,5 75 33,3 45,8 54,2 100 33,3 37,5 25 29,2 54,2 16,7 8,3 16,7 58,3 50 79,2 25 8,3
Ferento 22,2 9,3 8,2 9,3 3,5 4,7 9,3 0 2,3 0 3,5 3,5 11,7 8,2 9,3 15,2 108,6 320,1 272,2 105,1 73,6
Tabella 2. I valori dei diversi siti (per 1000). Per Roma sono stati considerati differenti ritrovamenti.
A B C D E F G H I L M N O
Centro (REECE 1982) Tevere I (REECE 1971) Tevere II (REECE 1971) S. Pietro (REECE 1971) Meta Sudans (MOLINARI 1995) Foro Romano (MOLINARI 1989, 2002 (a)) Crypta Balbi (ROVELLI 1985,1989 (a), 1989 (b),1990) Piazza Celimontana (MUNZI 1997) Magliana (BRENOT 1987) Arcate Severiane (MUNZI 1996) Testaccio Sito “B” (TRAVAINI 1985) Terme di Diocleziano (CANDILIO 1988) Domus Tiberiana (MUNZI 2004) Tabella 3. I siti di provenienza per le monete di Roma.
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I siti dell’Etruria meridionale
A B 27-41 167 41-54 52 54-69 10 69-96 44 96-117 19 117-138 25 138-161 37 161-180 24 180-193 10 193-222 14 222-238 14 238-259 29 259-275 69 275-294 39 294-317 84 317-330 76 330-348 345 348-364 1322 364-378 1051 378-388 145 388-410 169
C 2595 739 202 386 238 286 506 390 138 37 235 386 326 305 168 91 228 203 248 2 1
D 132 28 216 49 11 22 11 14 5 7 9 14 82 61 40 49 72 89 70 3 86
E 0 0 0 3 0 1 1 5 4 2 1 1 7 36 25 8 55 16 14 5 38
F 45 18 5 2 1 3 1 1 0 0 2 1 2 0 2 2 0 5 4 1 0
G 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 2 0 5 4 12 7 3
H 2 1 0 4 0 1 2 0 0 0 0 1 3 1 3 3 2 13 8 7 4
I 4 1 0 1 1 1 1 1 1 0 0 0 3 0 3 0 5 23 13 4 3
L 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 3 2 8 10 35 6 4 3 4
M 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 2 5 1 1 0
N 4 1 0 2 3 6 5 4 1 2 2 11 22 11 2 4 6 24 27 1 3
O 1 0 0 3 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Tot 2950 840 433 494 275 346 564 440 159 62 263 444 514 453 329 234 720 1706 1452 179 311
Tabella 4. Le monete dei diversi siti di Roma divise per periodo (numero degli esemplari)
Ferento e Roselle meritano ulteriore attenzione. In particolare quest’ultimo sito si caratterizza per un picco di presenza di moneta nel III secolo. Si può ipotizzare che la situazione di Roselle rappresenti la circolazione monetaria dell’ultimo periodo di vita della città. Il confronto con la ceramica trovata costituisce una riprova di quanto affermato: essa si arresta pressochè con la metà-fine del IV secolo d. C.31. Considerando il tempo di spostamento delle monete nell’antichità è possibile che il grafico rifletta la generale tendenza di una moneta di raggiungere la sua massima circolazione solo dopo diversi anni dalla sua emissione32. Per capire, invece, se il dato restituito da Ferento nel il IV secolo d.C. indichi un approvviggionamento, e quindi una perdita di moneta, straordinario rispetto alle altre situazioni finora analizzate si rimanda alle conclusioni dove si procederà al confronto con altri siti dell’impero. (D. W.)
31 Il sito che ha restituito ceramica più tarda è la Domus dei Mosaici, per cui si veda MICHELUCCI 1985 pp. 106-112. Per i saggi all’interno dell’abitato si veda ROSELLE 1978 pp. 123-126. 32 Cfr. HUMPHREY 1978 p. 168. Si veda anche il modello di perdita di moneta elaborato da Collis: osservando il comportamento del penny inglese coniato tra il 1870 e il 1960, lo studioso ha notato che i pezzi venivano persi con maggiore probabilità negli anni immediatamente successivi alla data della loro coniazione (COLLIS 19882).
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Note sulla circolazione monetaria in età imperiale
I siti del Latium vetus e Campania Anzio: Si è deciso di prendere in considerazione il materiale del Museo Civico Archeologico di Anzio, frutto di rinvenimenti casuali nell’entroterra della città (vedi APPENDICE). Si tratta di 138 monete33, che coprono un arco temporale che va dal 29-27 a.C. (denario di Augusto) al 375-378 d.C. (esemplare in bronzo di Valentiniano II). Minturno: 2870 monete, gli esemplari di età imperiale, provenienti dalle campagne di scavo svolte nel fiume Liri-Garigliano, dal 1967 al 1981, dal Council of Underwater Archeology of S. Francisco (Liri I-II-III34) ed inoltre delle monete imperiali provenienti da un sequestro, effettuato nel 1981 dalla Guardia di Finanza di Pozzuoli, trovate durante scavi clandestini nel fiume Garigliano 35. Le monete del sequestro sono conservate dal 1986 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Paestum: 364 monete. Sono stati inclusi i denari di un ripostiglio, scavato nei quartieri ad ovest del Foro36; le monete di epoca imperiale pubblicate nei volumi Posidonia-Paestum37; gli esemplari del santuario extra-urbano di Santa Venera38 ed infine quelli custoditi nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Paestum e pubblicati negli Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica del 200339. Come è possibile notare nel grafico 4, l’andamento delle tre città campione non è uniforme: per i primi due periodi, infatti, Minturno e Paestum hanno una percentuale molto più alta rispetto ad Anzio. Nel 28 a.C. Paestum diventa, per volere di Augusto, una colonia civium40e in tutta l’età giulio-claudia è caratterizzata da un rinnovamento edilizio, con creazione di nuovi monumenti e restauro dei precedenti41. Anche Minturno cambia il suo status nei primi anni del principato augusteo ed ha una nuova deduzione coloniale a seguito delle guerre civili; si assiste, quindi, ad un radicale cambiamento dell’assetto urbanistico della città con la monumentalizzazione della via Appia, mediante dei portici, l’erezione del tempio per il Divo Giulio e quello per Augusto, la sistemazione del nuovo foro ed infine la riedificazione del teatro42. Anzio, invece, pur essendo frequentata anche dagli imperatori precedenti, deve il massimo splendore a Nerone. Durante il suo principato, infatti, vi viene dedotta una colonia di veterani del pretorio43, si costruisce un nuovo porto44 e la residenza imperiale è notevolmente ampliata45. Durante la dinastia Flavia, notiamo una percentuale pressocchè uguale di moneta per Pae-
33 Sono qui considerate solamente le monete di età imperiale, ma fanno parte della collezione anche 31 esemplari di
altri periodi, che verranno pubblicati in altra sede. 34 FRIER-PARKER 1970, pp. 89- 109; METCALF 1974, pp. 42-52; HOUGHTALIN 1985, pp. 67-81. 35 GIOVE 1998, pp. 129- 286.
36 CANTILENA 2000. 37 GRECO-THEODORESCU 1983; 1987; 1999. 38 BUTTREY 1993, p. 258.
39 CANTILENA ET AL. 2003, pp. 25-156.
40 Plin, H. N., III, 71. 41 GRECO-THEODORESCU 1980. 42 BOLLINI 2002, p. 25 43 Tac, Ann XIV, 27. 44 Suet., Nero, 9. 45 SCRINARI 1975, p. 12.
171
I siti del Latium vetus e Campania
stum e Minturno e di nuovo una maggiore quantità a vantaggio di Anzio. Il dato di Anzio potrebbe collegarsi con lo stanziamento di nuovi veterani a Lavinium46, ad opera ancora una volta di Vespasiano, e con i lunghi soggiorni che il successore Domiziano trascorse nella proprietà imperiale47.
Grafico 4
Periodi 27-41 41-54 54-68 69-96 96-117 117-138 138-161 161-180 180-192 192-222 222-238 238-260 260-275 275-296 296-317 317-330 330-348 348-364 364-378 378-388 388-402
Anzio 54,8 13,7 68,5 137 61,6 82,2 75,3 109,6 13,7 54,8 34,2 61,6 109,6 27,4 20,5 20,5 6,8 13,7 34,2 0 0
Paestum 121 35,9 14,7 52,1 19,8 37,4 39,6 49,1 24,9 13,2 51,3 78,4 12,61 43,3 54,3 23,5 51,3 101,2 59,4 2,9 0,7
Minturno 159,6 49,5 22 51,2 20,6 39,4 52,6 61,3 38,3 12,5 24 24,7 70 34,8 115 41,5 44,9 64,8 56,4 7 9,8
Tabella 5. I valori dei diversi siti per 1000
46 KEPPIE 2000, p. 290. 47 Mart., Epigr. V, I, 6 e X, XXX, 7
172
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale
C’è da sottolineare che le monete rinvenute ad Anzio sono per la maggior parte d’argento ed in ottimo stato di conservazione, evento molto raro in territorio italico (generalmente questo tipo di situazioni si ritrova nelle province e nei territori largamente militarizzati48, essendo la moneta d’argento usata soprattutto per il pagamento dei soldati), infatti nelle altre due città gli esemplari di metallo prezioso sono in quantità minima49. E’ forse possibile ipotrizzare che, nel caso di Anzio, si tratti forse di materiale proveniente da un ripostiglio o da più tesoretti, in quanto le monete più antiche presentano lo stesso grado di consunzione di quelle più recenti. Anche nelle successive quattro fasi, che coprono un lasso di tempo che va dal 96 al 180 d.C., la situazione è molto simile alla precedente, con la maggior percentuale attestata ad Anzio. Risulta evidente la correlazione tra presenza monetale ed attività edilizia, sia pubblica che privata50, svolta dai vari imperatori, durante questo periodo; così come in età severa51. Dall’ultimo quarto del III secolo d.C. la situazione cambia: ad Anzio l’attestazione di moneta diminuisce notevolmente, mentre a Paestum e Minturno continua a fasi alterne. Le presenze monetali a Minturno dipendono soprattutto dall’attività portuale e dal rituale, molto diffuso negli ambienti dell’Italia antica, di offrire monete alle divinità, gettandole nei corsi d’acqua. I pezzi del Garigliano venivano gettati, molto probabilmente, dal ponte situato in prossimità della città, e di conseguenza si sono mescolati con quelli persi casualmente52. La poca attestazione ad Anzio di moneta nel periodo tardoantico potrebbe non corrispondere ad un reale dato di circolazione, in quanto gli esemplari, qui presi in esame, non provengono da scavi sistematici53, ma da ritrovamenti fortuiti nell’entroterra della città. La maggiore dimensione, e quindi la facilità di localizzazione dei pezzi deve aver influito sul recupero, a svantaggio degli esemplari del tardo impero più piccoli e difficilmente individuabili casualmente54. (V. C.)
48 DUNCAN-JONES 1994, pp. 72 ss 49 Un documento del 1637 attesta il ritrovamento di oltre 1700 monete d’oro di età imperiale nel territorio di Cori.
(Roma, Biblioteca Casanatense ms. 4057) Questo è un dato molto strano, ma non è supportato da un’indicazione cronologica dei pezzi. Nell’area di ritrovamento è attestata una fonte (si ringrazia per questa informazione Domenico Palombi dell’Università “La Sapienza” di Roma). Sappiamo inoltre che il senatore Simmaco possedeva una villa nel territorio di Cora (cfr. VERA 1986, pp. 231-276). 50 Un’epigrafe mutila attesta un restauro di una non ben precisata aedes, voluto da Adriano (CIL X 6652), mentre SHA (Vita Antonini, VIII, 3) riporta la notizia di un intervento di manutenzione all’acquedotto della città al tempo di Antonino Pio.
51 La villa imperiale ha subito una serie di restauri durante i regni di Domiziano e di Adriano, ma soprattutto in
corrispondenza della sua VII fase, cioè quella di età severiana. SCRINARI 1975, pp. 13-14.
52 BELLINI 1996, pp. 11-12; RUEGG 1995, p. 128.
53 Solo 4 monete sono state rinvenute durante lo scavo, ancora in corso, del teatro romano da parte di una equipe dell’Università di Roma “La Sapienza” (vedi catalogo nn. 133-136). 54 Come già notato da Reece la probabilità di ritrovamento di moneta dipende da diversi fattori: tra cui le dimensioni, il metallo e le caratteristiche del luogo. Da ultimo confronta MOLINARI 2002 (b) con bibliografia precedente.
173
I siti del Latium vetus e Campania
Conclusioni
Il grafico 5 pone a confronto tutti i siti oggetto di questo studio, mostrando una generale uniformità di andamento, ovvero, in particolar modo durante i primi tre secoli d.C., l’area centrale della penisola perde e forse viene anche rifornita con lo stesso flusso di moneta55. Per il IV secolo d.C. un dato rilevante è rappresentato dal periodo XIIIa (317-330 d.C.), dove si nota concordanza di attestazioni per tutti gli i siti, ovvero la percentuale di moneta persa è pressochè comune a tutti gli insediamenti. Questo comportamento sembra testimoniare una situazione di circolazione reale. La riforma del 318 d.C.56, infatti, introducendo una nuova moneta (VICTORIAE LAETAE PRINC PERP VOT PR) con un maggiore contenuto d’argento rispetto alle precedenti, porta ad un incremento nelle tesaurizzazioni57 e di conseguenza ad una riduzione del numerario in circolazione o comunque un livello di attenzione più alto contro la perdita casuale. Questo intervallo di tempo è compreso nella fase C di Reece (294-330 d.C.), per la quale lo studioso aveva già notato un’uniformità di uso e di perdita della moneta in tutte le zone considerate58. Una eventuale riprova della omogeneità ad ampio raggio per questo periodo sarà il confronto con altre aree della penisola.
Grafico 5. Tutti i siti
55 E’ ovvio che questo studio costituisce soltanto un dato di partenza per un’analisi della circolazione monetaria.
Soltanto un ampliamento della ricerca in altre aree dell’Italia e dell’impero potrà dare delle risposte di carattere storicoeconomico esaustive. 56 A questo proposito vedi CALLU 1976, in particolare nota 9 p. 228, DEPEYROT 1992 p. 57. 57 KING 1993, p. 24. 58 REECE 19882, p. 84. Questo aspetto emerge dall’osservazione del comportamento dei diversi siti, che per questo periodo non si distinguono in vari raggruppamenti, ma si trovano generalmente disposti senza distinzioni in un’area vicino alla media.
174
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale
Dopo aver analizzato la situazione generale dei siti dell’Etruria, del Latium Vetus e della Campania, si è voluta verificare la relazione con i dati pubblicati da Reece per i diversi centri dell’impero occidentale, in riferimento alle fasi A e D, essendo a nostro giudizio le più rilevanti in base a quanto emerge dal grafico 5. Per questo motivo è stato costruito il grafico 6. La maggior parte dei siti di questo studio (dal n 61 al 69, eccetto 63 e 67) si distribuiscono nelle aree XIV, XV e XVI, che raggruppano città con un sostanziale equilibrio tra la quantità di moneta pertinente ai primi tre secoli dell’impero e all’età tardoantica. Al contrario il comportamento di Anzio (67) e Ferento (63) si distanzia da essi e merita maggiore attenzione. Anzio, infatti, si colloca tre le aree XVII e XVIII con alcuni insediamenti gallici, i quali hanno un maggior numero di moneta per la prima età imperiale rispetto al tardoantico, come ad esempio Banon (43), dove non sono attestati esemplari dopo il 270 d.C59, o Châtillon-sur-Seine (27)60. Per Ferento il grafico mostra un divario tra primo impero e tardoantico che non si avvicina a nessun altro sito. Questa differenza è di gran lunga maggiore persino rispetto ai siti della Gran Bretagna che, come è stato notato61, sono sbilanciati verso la fase D. Riesce difficile collocare Ferento, eccezione straordinaria nel quadro regionale, entro un’area di circolazione di tipo “britannico”; dati i presupposti storici e geografici di questo abitato, ci saremmo infatti aspettati che esso si inserisse in una situazione più simile agli insediamenti vicini. Una spiegazione di questo comportamento può essere allora ricercata nelle circostanze di recupero delle monete. Infatti durante gli scavi dell’Università della Tuscia sono stati trovati pochissimi contesti di vita anteriori al IV secolo d.C.62, per cui il dato numismatico che se ne ricava restituisce una visione falsata della situazione dei periodi precedenti. Questa ipotesi è ulteriormente avvalorata dal confronto con Roma, dove il primo campione preso in esame in questo studio mostra un comportamento analogo; è probabile che l’abitato di Ferento sia stato economicamente vivace nel tardo impero, pur in relazione alla situazione del territorio. In conclusione, è possibile affermare che, allo stato attuale degli studi, il materiale a disposizione per le aree qui considerate (Etruria meridionale, Latium Vetus e Campania) è piuttosto esiguo, infatti i campioni presi in esame si attestano, pur con eccezioni, sui 200-300 esemplari ciascuno. Nonostante ciò, sono emerse alcune tendenze che suggeriscono un comportamento non casuale: ad esempio il III secolo a Roselle sembra indicare una peculiarità dell’abitato, e l’uniformità riscontrata nella fase XIIIa accomuna non solo i nostri siti, ma anche altre zone accomuna non solo i nostri siti, ma anche altre zone dell’impero occidentale63. Al contrario, Ferento fa pensare che l’ampliamento delle ricerche in altre porzioni dell’abitato possa modificare quanto emerso finora, così come l’esperimento su Roma ha dimostrato. Si inserisce tra queste situazioni quella di Anzio, il cui andamento particolare in alcuni periodi (dai Flavi a Marco Aurelio) rimane una questione aperta, a causa delle circostanze di rinvenimento, e potrà essere forse spiegata da successivi studi. Punto fondamentale resta l’eccezionale presenza di esemplari d’argento, che rende il sito
59 REECE 1967 p. 93; REECE 19882 p. 84. 60 REECE 1972 p. 162 e tav. 1. 61 REECE 19882 figg. 1 e 8. 62 Comunicazione personale da parte di Flora Scaia e Tamara Patilli a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti. 63 R. Reece ha considerato le zone corrispondenti con la Gran Bretagna, il Nord e il Sud della Francia, e il Nord Italia
(REECE 1973). Al contrario per il periodo precedente, dallo studio di R. Duncan-Jones (DUNCAN-JONES 1999) sui regni di Traiano, Adriano e Commodo l’impero risulta rifornito in maniera diversificata.
175
Conclusioni
Grafico 6. Confronto tra fase A e D di diversi siti dell’impero. Le località che hanno una presenza costante di moneta in entrambi i periodi si collocano vicino allo zero, mentre quelle caratterizzate da una maggiore attestazione di moneta tardoantica sono in alto a sinistra, viceversa quelli in cui si sono rinvenuti più esemplari appartenenti ai primi tre secoli d.C. sono in basso a destra. I diversi siti elencati nella tabella 6 sono indicati in numeri arabi, mentre i numeri rimani corrispondono ai raggruppamenti di REECE 1973.
176
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale
1 2 3
Richborough Canterbury Lullingstone Verulamium Wheeler+Verulamium Theatre+Wheeler/ Theatre+ Verulamium Frere+Verulamium Verulam Thistleton Fishbourne Porchester Winchester Wanborough Cirencester Museum + Cirencester Excavations Chedworth Nettleton Henley Wood Sea Mills Mainz Speyer Rheinzabern Haguenau Pachten
20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45
Rheinzabern Sélestat Rhine Valley Belfort Langres A+B+C Autun Avallon Châtillon-sur-Seine Auxerre Sens A+M Verdun Condé-sur-Aisne Soissons Dijon Bourges Poiters Foix Perpignan Montpellier Nimes A+B Arles Glanum Aix-en-Provence Banon L'Escale Vienne Museum+Theatre
46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69
Pavia Padova Verona Este Udine Aquileia Cividale Portogruaro Venezia Adria Faenza Bologna C+U Ravenna Arezzo Cortona Roselle Cosa Ferento Tarquinia Roma Ostia Anzio Minturno Paestum
4
5 6 7 8 9
10
11 12 13 14 15 16 17 18 19
Tabella 6. I siti del grafico 6
177
Conclusioni
difficilmente paragonabile ad altri nel territorio centro-italico64. Infine il risultato più importante di questa indagine consiste nell’aver evidenziato che campioni di materiali numericamente diversificati, provenienti da siti e località indagate in tempi e modalità differenti, producono quantitativamente un analogo andamento di attestazioni monetali. Ciò sembra suggerire che la moneta, per lo meno dal I al III secolo d.C., viene persa, e forse usata, in maniera analoga nella zona compresa in questo studio. Questa conclusione, al momento solo preliminare, costituisce a nostro avviso un nuovo punto di riflessione all’interno del dibattito sull’economia antica, che non può essere ignorato nello studio della circolazione monetaria65. Avendo presente le diverse posizioni sull’argomento si è comunque deciso di partire dai dati dei singoli ritrovamenti monetali, in quanto, sebbene la quantità di materiale superstite sia scarsa in confronto al circolante antico66, si ritiene che la maggiore o minore attestazione in alcuni periodi non sia un fatto puramente casuale e possa fornire indizi sul flusso di approvvigionamento di un determinato sito in un dato arco di tempo. Questa conclusione, al momento solo preliminare, costituisce a nostro avviso un nuovo punto di riflessione per future verifiche ad ampio raggio. V. C. - D. W
64 Solo la situazione di capo Miseno, di cui si attende pertanto la pubblicazione, potrebbe costiuire un valido termine
di confronto per Anzio. 65 Questo argomento è oggetto di un acceso dibattito, originatosi tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo e tuttora in corso (cfr. LO CASCIO 1991, ANDREAU 2002, SALLER 2005) che trae spunto sostanzialmente da due punti di vista differenti: uno considera il sistema economico come statico e legato soprattutto alla spesa militare, mentre l’altro ritiene che l’emissione di moneta sia consapevolmente regolata dallo stato, anche in base alle necessità del “mercato” Si tratta delle cosiddette visioni primitivista e modernista. Accanto a queste due posizioni, in anni recenti una “terza via” è portata avanti da C. Howgego. Lo studioso, analizzando in modo induttivo i dati numismatici e quelli cereamici, afferma che la relazione tra commercio e flusso monetario non è mai lineare: quest’ultimo non eguaglia mai quello dei prodotti. Il denaro riscosso alla vendita di un carico, nella maggior parte dei casi, è riutilizzato per l’acquisto di un altro carico per il viaggio di ritorno; di conseguenza il commercio interregionale poteva svolgersi anche senza movimenti monetari. (HOWGEGO 1994, 2002). Così, nella ricostruzione dell’economia antica, due sono state le modalità interpretative nel ricercare i modelli di circolazione monetaria (cfr. HOPKINS 1980 e 2002, DUNCAN-JONES 1990): quella induttiva o quella deduttiva. L’approccio deduttivo, tenta di ricostruire “ipotetiche cifre” non fornite da testimonianze antiche, partendo da dati che si basano sulla probabilità, l’analogia o la comparazione (ANDREAU 2002 p. 39); quello induttivo, si basa sull’utilizzo dei dati archeologici, numismatici ecc. Nel dibattito si inserisce E. Lo Cascio, il quale pensa che la documentazione numismatica, allo stato attuale degli studi, non sia in grado di fornire stime quantitative attendibili della produzione di moneta nei vari periodi, né delle dimensioni dello “stock” in circolazione (LO CASCIO 2006 pp. 19-41). Egli ritiene, inoltre, che la moneta abbia un valore marginale in ambito commerciale, considerando il credito, in particolare quello d’asta, uno dei maggiori mezzi usati nelle transazioni antiche (LO CASCIO 1992 e 2003). 66 Si veda l’esempio di Corbridge in CASEY 1986 pp. 82-84 e 19882 e la situazione di Pompei in BREGLIA 1950, dove si rileva anche una certa esiguità della massa monetaria in circolazione.
178
Appendice: Catalogo delle Monete del Museo Civico di Anzio
(Valeria Cuglia)
Abbreviazioni al catalogo Bibl = Bibliografia Cons = Stato di conservazione d. = destra D\ = Dritto ex. = esergo ore = posizione dei coni oss. = osservazioni R\ = Rovescio s. = sinistra vol.= volume
179
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca
Data mm g
ore metal- nominale Cons lo 11 Ar denario pessimo Testa di IMP-CAESAR figura RIC I Ottaviano laureata nuda a d stante su un fulmine alato corona M S/C RIC I SANQVINIVS cornucoQ F IIIVIR pia AAA FF altare ghirlandato SC RIC I 66 60
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo Bibl vol pag num oss
1
Augusto Roma o 29-27 18 Brindisi a.C.
2,85
269a per GIARD 1976 p. 68 è databile al 29 a.C. 342
2
Augusto Roma
17 a.C.
30
12,94 3
Or
dupondio discreto AVGVSTVS/ TRIBVNIC/ POTEST su tre linee quadrante buono LAMIA SILIVS S C a s. e IIIVIR ANNIVS d. di una AAAFF cornucopia
180
10 Ae 2 Ae 10 Ae asse discreto [CA]ESAR [AVGVST PONT MAX TRIBVNIC POT] pessimo [DIVVS AVGVSTVS PATER] 12 Ae asse Testa di Augusto radiata a s. S/C
3
Augusto Roma
9 a.C. 16,5 2,99
74
422
4
Augusto Roma
9 a.C. 16,5 3,13
quadrante discreto LAMIA SILIVS Simpulum III[VIR A A] ANNIVS e lituus AFF
RIC I
74
421
5
Augusto Roma
7 a.C. 26,5 9,32
Testa di P LVRIVS SC Augusto [AGRI]PPA nuda a d. IIIVIR [A A]A FF Fulmine alato
RIC I
75
427
6
Tiberio Roma per il Divo Augusto
34-37 26 d.C.
8,86
RIC I
99
83
per GIARD 1988 p. 55 è un’emissione della fine del regno
Inv Autorità Zecca Data mm g Ae asse discre- C CAESAR Testa di to AVG Caligola GERMANICVS nuda a s. PON M TR POT VESTA in alto; S/ C Vesta, velata e RIC I drappeggiata, seduta a s. su un trono ornamentale, con patera e lungo scettro Vesta, velata e RIC I drappeggiata, seduta a s. su un trono ornamentale, con patera e lungo scettro 111 38 111 38
ore metal- nomilo nale
Cons
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda R/Tipo
Bibl vol pag num oss
7
Caligola Roma 37-38 28,9 12,72 7 d.C.
8
Caligola Roma 37-38 29,5 10,52 7 d.C.
Ae
asse
buono C CAESAR Testa di AVG Caligola GERMANICVS nuda a s. PON M TR POT
VESTA in alto; S/C
181
Ae asse pessimo M AGRIPPA L Testa di S/C F COS III Agrippa a s. con corona di rostri Or
9
Caligola Roma 37-41 29 a nome d.C. di Agrippa
10,75 6
112 58
10 Claudio
Roma 41-42 33,5 21,74 7 d.C.
128 96
per GIARD 1988 p. 69 è databile all’inizio del regno di Gaio Per la data e la contromarca vedi
VON
Nettuno stante RIC I a s. tiene un piccolo delfino a d. e un tridente verticale a s. sesterzio discre- [TI CLAVDIVS Testa di [E]X SC/ leggenda su RIC I to CAES]AR AVG Claudio a OB/ CIVES/ quattro linee P M [TR P d. laureata SERVATOS in una corona IMP] con condi quercia tromarca N CAPR dietro
KAENEL 1984
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca Data mm g Ae asse buono S/C 130 116
ore metal- nomina- Cons lo le TI CLAVDIVS Testa di CAESAR AVG Claudio P M TR P IMP nuda a s. PP
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
bibl vol pag num oss secondo
VON
11
Claudio
Roma 50-54 30 d.C.
11,14 6
Minerva stante a RIC I d., elmata e drappeggiata, con giavellotto nella d. e scudo rotondo nella s. Ramo d’ulivo RIC I
KAENEL 1984 si data al 4243 d.C. 165 251
12
Nerone
Roma 64 d.C.
15
1,67
7
Ae
quadrante cattivo
NERO CL CAE AVG
Elmo su P M TR colonna P-IMP P con scudo P; S/C rotondo in basso a d. Testa di S/C Nerone a d. laureata, con egida
182
Or sesterzio buono [NERO] CLAVD CAESAR AVG GER P M TR [P IMP P P] 6 Ae asse pessimo NERO CAES[AR] AVG GERM IMP Testa di [SPQR]; Nerone a S/C d. laureata
13
Nerone
Roma 64 d.C.
36
21,41 6
Arco trionfale RIC I con corona al centro della fronte, quadriga sull’attico scortata a d. da Vittoria con corona e palma, a s. la Pace con caduceo e cornucopia. Marte stante in una nicchia a s. Vittoria alata a s. RIC I tiene con entrambe le mani uno scudo iscritto
161 143
14
Nerone
Roma 65 d.C.
27
7,78
169 312
Inv Autorità Zecca Ae asse pessimo NERO Testa di SPQR; CAESAR Nerone a S/C AVG s. laureata GERM IMP cattivo [SPQR]; Vittoria che S/C vola a s. con scudo iscritto [ROMA] Roma con GIARD II in ex; corona e paraS/C zonium, elmata in abito militare, seduta a s.; intorno e dietro: armi varie Arco trionfale RIC con quadriga sull'attico, corona al centro della fronte e Marte stante in una nicchia a s. SPQR/ OB/ CIV/ SER leggenda su tre RIC linee in una corona di quercia I 162 384 RIC I 169 312 Vittoria vola a RIC s. reggendo tra le mani uno scudo iscritto I 169 313
Data mm g
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggen- D/Tipo da
R/Leg- R/Tipo genda
bibl
vol pag num oss
15
Nerone
Roma
65 d.C.
29
8,99 6
16
Nerone
Roma
65 d.C.
28
9,27 5
Ae
asse
17
Nerone
Roma
65 d.C.
27
9,52 6
Or
NERO CAESAR AVG GERM IMP dupondio discreto NERO CLAVDIVS CAESAR AVG GER P M TR P IMP P [P] sesterzio buono IMP NERO CAESAR AVG P[ONT MA]X TR POT P P Testa di S/C Nerone a s. laureata con globo dietro la nuca. 180 500
Testa di Nerone a d. laureata Testa di Nerone a s. radiata
18
Nerone
Lugdunum 66 d.C.
38
27,74 12 Or
183
Or sesterzio discreto IMP SER GALBA AVG TR P Busto di Galba a d. laureato e drappeggiato
scivolo di conio al R/, in corrispondenza delle lettere POT, che non permette di leggere chiaramente la moneta. I 245 262
19
Galba
Roma
68 d.C.
35,5 24,33 5
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Or sesterzio discre- SER GALBA to IMP CAESAR AVG TR P 251 404
Zecca Data mm g
ore metallo nominale Cons D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggen- R/Tipo da
bibl vol pag num
oss
20
Galba
Roma 68 d.C.
31
20,49 6
21
Vespasiano Roma 69-70 18 d.C.
3,17
11
Ar
denario
ottimo IMP CAESAR VESPASIANVS AVG
Testa di SPQR /OB/ leggenda RIC I Galba lau- CIV SER su tre linee reata a d. in una corona di quercia Testa di CAESAR Teste di RIC II Vespasiano AVG F COS Tito e laureata a CAESAR Domiziano d. AVG F PR a s. e d. affrontate 15 Trofeo P M TR P Vessillo PP COS III; S/C RIC II 75
2
Per la data vedi GIARD 1998 p.87 507 Per la data vedi GIARD 1998 p.156
22
Vespasiano Roma 70 d.C.
17,5 3,37
1
Ae
184
Ae asse discre- T CAES to VESPASIAN IMP P TR P COS II Testa di Tito a d. laureata 6 Ae asse 6 Ar denario buono CAESAR AVG F Testa di COS V DOMITIAN[VS] Domiziano a d. laureata
quadrante discre- IMP VESPASIAN to AVG
23
Vespasiano Roma 72 per Tito d.C.
28,5 10,67 6
AEQVITAS Aequitas RIC II AVGVSTI; stante a s. S/C tiene bilancia e asta RIC II
87
618
24
Vespasiano Roma 74 d.C.
27
9,54
pessi- [IMP] CAESAR Testa di [AEQVITAS Aequitas mo VESP AVG COS Vespasiano AVGVST]; stante a s. V CENS a s. laurea- S/C con bilanta cia ed asta Lupa e gemelli verso s.; sotto: una nave
80
557(b)
25
Vespasiano Roma 77-78 18 a nome di d.C. Domiziano
2,49
RIC II
43
241
Inv Autorità 6 Ar denario discreto IMP TITVS CAES VESPASIAN AVG [P M] ottimo PRINCEPS Altare ghirlan- RIC II IVVENTVTIS dato acceso 122 Testa di Tito a d. laureata TR P VIII[I] Cerere seduta RIC II IMP XV a s. con spi[COS] VII P P ghe di grano e torcia 118
Zecca Data mm g
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda R/Tipo
Bibl vol pag
num oss
26
Tito
Roma 79 d.C.
18
3,03
27
Tito per Roma 80 Domiziano d.C.
19
3,42
7
Ar
denario
14(b) databile dopo il 1° luglio 79 d.C. 50
28
Tito
Roma 80 d.C.
27,5 8,57
7
Ae
asse
cattivo
CAESAR DIVI F DOMITIANVS COS VII IMP T VE[SP AVG P M] TR P COS VIII [GENI oppure Genio stante RIC II GENIO P R]; a s. sacrifica S/C con una patera su un altare e tiene una cornucopia Mani giunte tengono un’aquila su una prua RIC II
Testa di Domiziano a d. laureata Testa di Tito a s. laureata
130 o 126 131 o 127
Per la data vedi GIARD 1998 p. 226 121 45
29
Tito per Roma 80 Domiziano d.C.
19
3,35
6
Ar
denario
ottimo
185
7 Ar denario buono Ae asse pessimo IM[P CAES DIVI VESP] F DOMITIAN AVG P M
CAESAR AVG F DOMITIANVS COS VII
Testa di PRINCEPS Domiziano IVVENTVTIS a d. laureata
30
Tito per il Roma 80Divo 81 Vespasiano d.C.
18
3,46
DIVVS Testa di [S C] su scudo AVGVSTVS Vespasiano VESPASIANVS a d. laureata
123
63
31
Domiziano Roma 81 d.C.
27
10,33 6
Scudo supRIC II portato da due capricorni. Sotto: un globo Testa di TR P COS VII Minerva RIC II Domiziano D[ES VIII P avanza a d. a d. laurea- P]; S/C con giavellotta to e scudo rotondo
183
237
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Ae asse discre- IMP CAES to DIVI VESP F DOMITIAN AVG P M ottimo IMP CAES Testa di TR POT II Minerva stan- RIC II DOMITIANVS Domiziano COS IX te a s. con AVG P M a d. laureata DES X P P lancia nella mano d. SALVTI AVGVSTI; S/C Altare RIC II Testa di [T]R P COS Domiziano VIII DES a d. laureata VIIII P P; S/C Minerva RIC II avanza a d. con giavellotto e scudo rotondo 184 242(b)
Zecca Data mm g
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggen- R/Tipo da
Bibl vol pag num
oss
32
Domiziano Roma 82 d.C.
27,5 10,10 6
33
Domiziano Roma 83 d.C.
20,5 3,35
7
Ar
denario
158 38
Variante della n. 38 p. 158 con leg. COS VIIII 192 304a
34
Domiziano Roma 85 d.C.
28
10,85 6
Ae
asse
186
Ae MONETA AVGVSTI; S/C 6 Ae 6 Ar
35
Domiziano Roma 87 d.C.
28,5 12,62 6
Moneta stan- RIC II te a s. con bilancia e cornucopia VIRTVTI Virtus stante RIC II [AVGVSTI]; a d. con lanS/C cia e parazonium Testa di [COS XIIII Araldo con RIC II Domiziano LVD SAEC cappello e a d. laureata FEC] scudo rotone barbata do avanza a s.
198 354a
36
Domiziano Roma 87 d.C.
28
8,51
Busto di Domiziano a d. laureato con egida Busto di Domiziano a d. laureato con egida Busto di Domiziano a d. laureato
198 356(b)
37
Domiziano Roma 88 d.C.
15
1,57
discre- IMP CAES to DOMIT AVG GERM COS XI CENS POT P P asse buono IMP CAES DOMIT AVG GERM COS XIII CENS PER P P asse discre- IMP CAES to DOMIT AVG GERM COS XIII CENS PER P P quinario pessi- [IMP][ CAES mo DOMIT AVG GERM P M TR P VIII]
168 118
Inv Autorità 5 Ar denario ottimo IMP CAES DOMIT AVG GERM P M TR P VIIII [IMP CAES DOMIT GE]RM COS XV CENS PER P [P] IMP CAES DOMIT AVG GERM P M TR P XV Testa di IMP XXII Domiziano COS XVII a d. laurea- CENS P PP ta Minerva stante RIC II a d. su una prua con giavellotto e scudo. Civetta ai piedi Fortuna stante a RIC II s. con timone e cornucopia Testa di [VIRTVTI Domiziano AVG]VSTI; a d. laurea- S/C ta Virtus stante a RIC II d. tiene lancia e parazonium 203 397 Testa di IMP XXI COS Minerva stante Domiziano XIIII CENS P a s. con lancia a d. laurea- PP nella mano d. ta RIC II 171 146
Zecca Data mm g
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
38
Domiziano Roma 89 d.C.
20
3,42
39
Domiziano Roma 9091 d.C. 6 Ar denario ottimo
26,5 7,91
6
Ae
asse
cattivo
40
Domiziano Roma 9596 d.C.
19
3,50
176 191
41
Nerva
Roma 96 d.C.
28
12,94 6
Or
dupondio discreto [IMP NERVA Testa di FORT[VNA] C]AES AVG P M Nerva a d. AVGVST; TR P [COS II P radiata S/C P] denario ottimo
227 61
187
4 Ar 6 Ae asse discreto IMP CAES NERVA TRAIAN AVG GERM P M
42
Nerva
Roma 96 d.C.
18
3,38
IMP NERVA Testa di CONCORDIA Mani intrecciate RIC II CAES AVG P M Nerva a d. EXERTR P COS II P P laureata CITVVM
223 2
43
Traiano
Roma 99100 d.C.
27
9,80
Testa di TR POT COS Traiano a III P P; d. laureata S/C
Vittoria cammi- RIC II na a s. con palma e scudo iscritto SPQR (su due linee)
274 417
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca Data mm g Ae asse discre- IMP CAES to NERVAE TRAIANO AVG [GER DAC P M] TR P COS V P P IMP CAES Testa di NERVAE Traiano a d. TRAIANO AVG radiata GER DAC P M TR [P] COS [V PP] [IMP CAES NERVAE TRAIANO AVG GER DAC P M TR P COS V P P] Busto di Traiano a d. laureato e drappeggiato [SPQR OPTIMO PRINCIPI]; [S/C] SPQR. OPTIMO. PRINCIPI; S/C Testa di AET AVG Traiano a d. (attraversa il laureata campo); SPQR OPTIMO PRINCIPI SPQR OPTIMO PRINCIPI; S/C Traiano caval- RIC II ca a d. con lancia in mano; Dace sotto il cavallo Cerere a s. RIC II tiene spighe di grano e torcia; ai piedi un modio Aequitas stan- RIC II te a s. con bilancia e cornucopia Aeternitas RIC II stante a s. regge le teste di Sole e Luna Testa di Traiano a d. laureata con drappeggio sulla spalla s. SPQR OPTIMO PRINC[IPI]; in ex: S C Pace seduta a RIC II s. con ramo e scettro, ai piedi un Dace inginocchiato a d.
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggen- R/Tipo da
Bibl vol pag num oss 281 510
44
Traiano
Roma 103111 d.C.
28
10,36 6
45
Traiano
Roma 103111 d.C.
28
13,46 6
Or
dupondio pessimo
282 545
188
Ae asse pessimo Or sesterzio buono IMP CAES Testa di NERVAE Traiano a d. TRAIANO AVG laureata GER DAC P M TR P COS [V P P] denario ottimo IMP TRAIANO AVG GER DAC P M TR P COS VI P P 8 Ar
46
Traiano
Roma 103111 d.C.
27
10,97 6
279 479
47
Traiano
Roma 103111 d.C.
33
16,73 6
280 497
48
Traiano
Roma 112114 d.C.
19
3,08
260 241
Inv Autorità Zecca Data mm g Testa di Traiano a d. laureata e drappeggiata II 409 557 II 269 365
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
49 Traiano
Roma 114117 d.C.
18
3,35
ore metal- nomina- Cons lo le 6 Ar denario buono
50 Adriano Roma 118 d.C.
27
11,07 7
Or
[IMP CAES NER TRAIAN OPTI]M AVG GER DAC PARTHICO dupondio discreto IMP CAESAR TRAIANVS HA-DRIANVS AVG Busto di Adriano a d. laureato e drappeggiato CONCORDIA EXERCITVVM; in ex: SC Concordia RIC stante a s. tiene un’aquila e uno stendardo RIC II 414 581c
nel campo: PROVID; intorno: P M [T]R P COS VI P P SPQR Busto di PONT MAX Adriano radiato TR POT COS con drappeggio II; in ex: [F]ORT sulla spalla s. RED S C
Providentia RIC stante a s., stringe uno scettro ed indica il globo Fortuna seduta RIC a s. con timone e cornucopia
51 Adriano Roma 119121 d.C.
33,5 23,51 6
Or
sesterzio discreto IMP CAESAR TRAIANVS HADRI-ANVS AVG P M TR P COS III denario buono IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG Testa di Adriano a d. laureata Busto di Adriano a d. laureato Testa di Adriano a d. laureata con drappeggio sulla spalla s.
17,5 3,12
6
Ar
II
352 100
189
6 Ar denario Ae asse ottimo IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG pessi- HADRIANVS mo AVG[VSTVS]
52 Adriano Roma 119122 d.C.
P M TR P COS Spes avanza a III s., tiene un fiore e solleva la veste
53 Adriano Roma 119122 d.C.
18
2,68
P M TR P COS Felicitas seduta RIC III; in ex: FEL a s. con caduceo PR e cornucopia [COS III]; S/C
II
354 120
54 Adriano Roma 119138 d.C.
27,5 11,35 6
Minerva avanza BMC III 437 1337 a d. brandendo un giavellotto nella d. e con uno scudo rotondo nella s.
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca Data Ae asse cattivo HADRIANVS AVGVSTVS Busto di [COS] III; S/C Adriano a d. laureato con drappeggio sulla spalla s. Busto di Adriano a d. laureato COS III; S/C Salus nutre un serpente e tiene una patera nella mano s. RIC II
mm g
ore metallo nomina- Cons le
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss 427 669d
55
Adriano Roma 125128 d.C.
27
8,75 6
56
Adriano Roma 125128 d.C.
28,5 10,6 6 2
Ae
asse
discreto HADRIANVS AVGVSTVS
427 669c
190
Ae asse pessimo [HADRI]ANVS Busto di [AVGVSTVS] Adriano a d. laureato in alto: COS [III]; in ex: S C Or o Ae dupondio discreto HADRIANVS o asse AVGVSTVS Ar denario ottimo HADRIANVS Testa di AVG COS III P Adriano a P d. laureata RESTITVTOR[I] [HIS]PANIAE
57
Adriano Roma 125128 d.C.
25
10,1 6 4
Salus stante RIC II a d. nutre un serpente e tiene una patera nella mano s. Galea con RIC II rematori e pilota a s.
427 674c
58
Adriano Roma 132134 d.C.
28
11,5 6 4
Busto di [TRAN]QVILL[ITAS] Tranquillitas RIC II Adriano a AVG COS III P P; stante a s. d. drappeg- S/C con scettro e giato, testa poggiata ad nuda una colonna Adriano RIC II togato stante a d., tiene un rotolo nella s. e tende la d. verso una figura inginocchiata di fronte a lui
434 730c
59
Adriano Roma 134138 d.C.
17
3,46 6
377 326d
Inv Autorità 6 Ar denario ottimo HADRIANVS AVGVSTVS PP Modio con spighe di RIC II grano e papavero 441 798d Testa di COS III Adriano a d. laureata Vittoria seduta a s. RIC II porta una corona e una palma; in basso: un globo 380 345
Zecca Data mm g
ore metal- nomina- Cons D/Leggenda lo le
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
60 Adriano
Roma 134138 d.C. 6 Or o Ae Ar denario buono IMP T AEL CAES HADRI ANTONINVS Busto di AETERNITAS; Providentia stante a Faustina I S/C s. che tiene globo e a d. velato scettro dupondio pessi- [HADRI]ANVS Busto di ANNO-NA o asse mo AVG COS III Adriano a AVG; [P P] d. laureata S/C
18
3,47
61 Adriano
Roma 134138 d.C. 6
25,5 7,56
62 Antonino Roma 138 Pio d.C.
17
3,37
Testa di AVG PIVS P M Aequitas stante a s. RIC III 26 Antonino [TR P C]OS con bilancia e cornuPio a d. DES II copia laureata
10 c
dupondio discre- DIVA o asse to AVGVSTA FAVSTINA dupondio cattivo DIVA o asse FAVSTINA
RIC III 166 1163 a
191
Ae dupondio pessi- DIVA o asse mo FAVS[TINA] dupondio cattivo DIVA o asse FAVSTINA
63 Antonino Roma dopo 27,5 11,16 12 Ae Pio per il 141 Diva d.C. Faustina I 64 Antonino Roma dopo 27 9,22 12 Ae Pio per il 141 Diva d.C. Faustina I
65 Antonino Roma dopo 25 Pio per il 141 Diva d.C. Faustina I
10,44 6
Busto di AETER-NITAS; Pietas stante a s. RIC III 166 1161 Faustina I S/C vicino un altare, che a d. alza la mano d. e tiene una scatola di incenso Busto di AV[GVSTA]; Aeternitas che avan- RIC III 168 1183 Faustina I S/C za a s. con mantello a d. stellato sopra la testa e una torcia in mano Busto di AVGVSTA; S/C Vesta stante a s. che RIC III 168 1180 Faustina I sacrifica con patera a d. sopra un altare e tiene un palladium
66 Antonino Roma dopo 25 Pio per la il 141 Diva d.C. Faustina I
10,71 12 Ae
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca Data mm g 6 Ar denario VENVS Venere stante a RIC III 95 s. con una mela e un timone, posto su una colomba Antonino Pio RIC III 133 856 sacrifica a s. con patera sopra un tripode 515a
ore metal- nomina- Cons D/Leggenda D/Tipo R/Leggen- R/Tipo lo le da
Bibl vol pag num oss
67
Antonino Roma dopo 18,5 3,02 Pio per il 145 Faustina d.C. II
68
Antonino Roma 148Pio 149 d.C.
26
9,94
6
Ae
asse
ottimo FAVSTINAE Busto di AVG PII AVG Faustina FIL II a d. con cerchietto di perle cattivo ANTONINVS Testa di AVG PIVS P Antonino P TR P XII Pio a d. laureata [COS IIII VOTA]; S/C
192
Or sesterzio cattivo ANTONINVS Testa di SALVS AVG PIVS P Antonino AVG COS Pio a d. IIII; S/C P TR P XVI laureata Salus stante a s. RIC III 139 906 tiene uno scettro e nutre un serpente attorcigliato ad un altare rotondo 12 Ae asse pessi- ANTONINVS Testa di FELICITAS Felicitas stante RIC III 141 924 mo AVG PIVS Antonino COS [IIII]; a s. con cadu[TR P XVII] Pio a d. S/C ceo e spighe di laureata grano discre- ANTONINVS Testa di ANNONA to AVG PIVS P Antonino AVG COS P TR P XVII Pio a d. IIII; S/C laureata Abundantia RIC III 141 921 stante a d. tiene un modio su un cippo e un ramo, a d.: cesto di frutta Ae asse
Var del n. 856 p. 133, perché solitamente i tipi monetali si trovano sui sesterzi mentre questo è un asse
69
Antonino Roma 152Pio 153 d.C.
34
26,78 6
70
Antonino Roma 153Pio 154 d.C.
28
8,96
71
Antonino Roma 153Pio 154 d.C.
27
10,69 12
Inv Autorità Zecca Data mm g asse discre- ANTONINVS Testa di to AVG PI-VS P P Antonino TR P XXI Pio a d. laureata FORTVNA OPSEQVENS, in ex: COS IIII; S/C Fortuna RIC III 148 stante a s. con patera e timone posto su un globo e una cornucopia Marco e RIC III 317 Lucio stanti si stringono le mani. 1286 996 Var. di n. 996 p. 148 con leg. OBSEQVENS
ore metal- nomina- Cons D/Leggenda lo le
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
72
Antonino Roma 157- 26 Pio 158 d.C.
10,73 11 Ae
73
Marco Roma 161 Aurelio e d.C. Lucio Vero
34
24,90 11 Or
sesterzio ottimo
IMP CAES L Testa di AVREL VERVS Lucio AVG Vero a d. laureata, busto corazzato.
CONCORD AVGVSTOR TR P; in ex: COS II; S/C
193
12 Ar denario ottimo asse buono M ANTONINVS AVG P M
74
Marco Roma dopo 19 Aurelio il 161 per il d.C. Divo Antonino Pio
2,80
DIVVS Testa di CONSECRATIO Aquila stan- RIC III 247 ANTON[I]NVS Antonino te a d., con Pio a d. testa a s., su nuda un altare decorato con ghirlande Testa di TR P XVIII IMP Marco II COS III; S/C Aurelio a d. nuda Vittoria RIC III 282 avanza a s. con corona e palma
431
75
Marco Aurelio
Roma 164 d.C.
26
10,16 11 Ae
882
Per la data vedi SZAVIERT 1986 p.92
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca Data 6 Ar denario discre- ANTONINVS to AVG ARMENIACVS Testa di P M TR P Marco XVIII IMP Aurelio II COS III a d. nuda Testa di Lucio Vero a d. laureata Marte stante a d. RIC III 220 tiene una lancia e appoggia la mano s. su uno scudo 91
mm g
ore metal- nomilo nale
Cons
D/Leggenda
D/ Tipo
R/Leggen- R/Tipo da
Bibl vol pag
num oss Per la data vedi SZAVIERT 1986 p.92
76 Marco Aurelio
Roma 164 d.C. 18
2,88
77 Marco Aurelio per Lucio Vero
Roma 163-164 30,5 24,53 11 Or o 164-165 d.C.
sesterzio discre- L AVREL to VERVS [AVG] ARMENIACVS
[TR P IIII o Marte cammina RIC III 323 o 1379 lo stato di conTR POT V] a d. con lancia e 325 o servazione IMP II COS trofeo 1420 non permette II; [S]/C di stabilire se la tribunicia potestas al R/ sia la IV o la V in ex: REX ARMEN DAT; TR P IIII IMP II COS II; S/C
194
sesterzio discre- [L AVREL] Busto to VERVS AVG di AR[MENIACVS] Lucio Vero a d. laureato e corazzato asse pessimo [M ANTO]NINVS AVG ARME[NIACVS P M] Testa di [----]; S/C Marco Aurelio a d. laureata
78 Marco Aurelio per Lucio Vero
Roma 163-164 33,5 26,93 12 Or d.C.
79 Marco Aurelio
Roma dopo il 24 164 d.C.
10,63 12 Ae
Vero seduto a s. RIC III 322 1371 su una piattaforma, dietro di lui due soldati; davanti un ufficiale stante a d. tiene una verga; sotto Sohemus alza la mano d. sulla sua testa Figura femminile RIC III 283 ? 894? Marco Aurelio si appoggia ad ha ricevuto il cognomen una cornucopia “Armeniacus” e tiene in mano nel 164 d.C. forse un abacus
Inv Autorità Zecca Data mm g dupondio cattivo [M] Testa di SA[LVT]I AVG ANTONINVS Marco COS III; S/C AVG TR P XXIII Aurelio a d. radiata Salus stante a RIC III 290 965 s. nutre un serpente attorcigliato ad un altare rotondo e tiene uno scettro Per la data vedi SZAVIERT 1986 p.92
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda
D/Tipo R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
80
Marco Aurelio
Roma 169 d.C.
27
10,90 12 Ae
81
Marco Aurelio
Roma 171 d.C.
20,5 11,91 12 Ae
dupondio
discre- [IMP M to A]NTONINVS AVG TR P XXV
Testa di Marco Aurelio a d. radiata Testa di Marco Aurelio a d. radiata [GERM]ANICO AVG IMP VI COS III [S] C VICT/ leggenda in GERMA/ IMP una corona di VI/ COS III/ S alloro C
VOTA SVSCEP DECENN II; in ex: [COS III]; S/C
Marco Aurelio RIC III 294 1018 Per la velato, stante a data vedi s. sacrifica su SZAVIERT 1986 p. un tripode e 92 tiene un rotolo RIC III 300 1092
82
Marco Aurelio
Roma 172- 26 173 d.C. sesterzio discre- M ANTONINVS Testa di to AVG TR P Marco [XXVII] Aurelio a d. laureata
8,90
6
Ae
dupondio
cattivo [M ANTONINVS] AVG TR [P XXVII]
195
asse cattivo FAVSTINA AVGVSTA Busto di SALVTI Faustina AVGVSTAE II a d. SC diademato
83
Marco Aurelio
Roma 172- 31,5 26,32 12 Or 173 d.C.
Trofeo posto RIC III 298 1062 tra una donna germanica seduta e un uomo stante a d., per terra uno scudo Salus seduta a RIC III 347 1671 Per la s. nutre un serdata vedi pente attorciSZAVIERT gliato ad un 1986 altare rotondo p.169
84
Marco Roma 161- 26,5 12,62 12 Ae Aurelio 176 per d.C. Faustina II
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità buono M ANTONINVS AVG GERM SARM pessimo COMMODO CAES AVG FIL [GERM SAR]M COS Testa di HILARI[TAS]; Commodo a S/C d. nuda, busto drappeggiato Testa di Marco Aurelio a d. laureata [IMP VIIII COS III P P]; S/C Testa di Marco Aurelio a d. laureata TR P XXIX IMP Marte nudo RIC III 238 326 VIII [COS III] cammina verso d. e tiene lancia e trofeo
Zecca Data mm g
Cons
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
85 Marco Aurelio
Roma 175 d.C.
18
2,59
ore metal- nomilo nale 12 Ar denario
86 Marco Roma 175- 27 Aurelio 176 per d.C. Commodo
11,31 12 Ae
asse
196
Or sesterzio pessimo [M] AVREL ANTONINVS AVG TR P X[XXII] sesterzio cattivo L AVREL COMMO[DVS AVG TR P III] asse cattivo L AVREL COM[MODVS AVG] Or sesterzio ottimo DIVVS M Testa di ANTONINVS Marco PIVS Aurelio a d. nuda
87 Marco Aurelio
Roma 177- 29,5 18,04 6 178 d.C.
Hilaritas RIC III 337 1547 Per la stante a s. data vedi tiene una SZAVIERT 1986 p. lunga 92 palma e una cornucopia Aequitas RIC III 310 1230 è un stante a s. sesterzio con bilancia limato e cornucopia
18,06 12 Or
88 Marco Roma 178 30 Aurelio d.C. per Commodo 89 Commodo Roma 179- 25 180 d.C.
10,14 12 Ae
Testa di [LIBERTAS AVG Libertas RIC III 341 1588 Commodo a IMP II COS P P]; stante a s. d. laureata S/C tiene pileus e asta Busto di [TR P V IMP III Commodo RIC III 401 293 Commodo a COS II P P]; S/C avanza a d. d. laureato e con lancia e drappeggiato trofeo CONSECRATIO; Aquila stan- RIC III 441 657 S/C te a d. su un altare ghirlandato, con testa a s.
Per la data vedi SZAVIERT 1986 p.93
90 Commodo Roma dopo 32 per il Divo il 180 Marco d.C. Aurelio
22,67 6
Inv Autorità Zecca Au? aureo? buono DIDIA CLARA AVG Busto di Didia HILAR TEM Clara a d. drapPOR peggiato, con capigliatura elaborata dietro la nuca P M TR P V COS II P P Pace seduta a RIC IV.1 101 88a s. con ramo e o o scettro 157 490 Pietas velata, RIC IV.1 170 572 stante a s., versa incenso su un altare e tiene una scatola Nobilitas RIC IV.1 316 13a stante a d. con scettro e palladio Hilaritas stan- RIC IV.1 16 te a s. tiene una lunga palma e una cornucopia 10 Falso antico, forse suberato
Data mm g
ore metal- nomilo nale
Cons
D/Leggen- D/Tipo da
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
91 Didio Roma Giuliano per Didia Clara Ar denario ottimo L SEPT SEV Testa di Settimio PERT AVG Severo a d. lauIMP VIII reata denario ottimo IVLIA AVGVSTA Busto di Giulia PIETAS Domna a d. drap- AVGG peggiato
193 d.C.
18
2,48 6
92 Settimio Roma o 196- 19 Severo Laodicea 197 d.C. Ar
3,78 12
93 Settimio Roma Severo per Giulia Domna Ar denario ottimo P SEPT GETA CAES PONT Busto di Geta drappeggiato e corazzato, con testa nuda a d. NOBILITAS
196- 20 211 d.C.
2,93 7
197
Ar Ar
94 Settimio Roma Severo a nome di Geta
200- 19,5 2,77 12 202 d.C.
95 Settimio Roma Severo a nome di Plautilla
dopo 19 il 202 d.C.
2,76 6
denario buono PLAVTILLA Busto di Plautilla CONCORDIA Concordia RIC IV.1 269 363 AVGV STA a d. drappeggiato, AVGG stante a s. capigliatura elabotiene patera e rata scettro denario ottimo P SEPT Testa di Geta a d. LIBERALITAS Liberalitas RIC IV.1 326 88 GETA PIVS laureata e barbata AVG V stante a s. AVG BRIT tiene abacus e cornucopia
96 Settimio Roma Severo a nome di Geta
210- 19 212 d.C.
3,11 6
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Ar denario ottimo IVLIA PIA FELIX AVG Busto di Giulia VESTA Domna drappeggiato, con capigliatura elaborata, senza diadema
Zecca Data mm g
ore metal- nomilo nale
Cons
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda R/Tipo
Bibl vol pag num oss
97
Caracalla a Roma 211- 18,5 2,35 7 nome di 217 Giulia d.C. Domna
Vesta seduta a s. RIC IV.1 274 391 tiene simpulum e scettro
98
Elagabalo
Roma 221 d.C.
18
2,57 6
Ar
denario
discre- IMP Busto di P M TR P IIII to ANTONINVS Elagabalo lau- COS III P P PIVS AVG reato e drappeggiato a d.
46
198
Ar denario ottimo IMP C M AVR SEV ALEXAND AVG Busto di PAX AVG Alessandro Severo laureato e drappeggiato a d. P M TR P VIIII COS III P P; S/C Ae asse buono IMP SEV Busto di ALEXANDER Alessandro AVG Severo a d. laureato, drappeggio sulla spalla s.
Elagabalo stante RIC IV.1 31 a s. sacrifica su un altare acceso, tiene una patera nella d. e un ramo nella s. Nel campo una stella Pace corre verso RIC IV.1 83 s. e tiene uno scettro
99
Severo Roma 222- 19,5 2,98 12 Alessandro 228 d.C.
168
100 Severo Roma 230 Alessandro d.C.
25
10,16 2
Severo RIC IV.1 111 508 Alessandro in abito militare stante a s., con il piede d. su un elmo, tiene un globo e una lancia rovesciata
Inv Autorità Ae sesterzio buono IMP Testa di PROVIDENTIA Providentia RIC IV.1 121 642 ALEXANDER Alessandro AVG; stante di fronte, PIVS AVG Severo a d. S/C testa a s., con laureata, spighe di grano busto su un modio e drappegcornucopia giato denario buono IMP MAXIMINVS PIVS AVG Busto di P M TR P II Massimino COS P P a d. laureato, drappaggiato e corazzato Busto di P M TR P IIII Massimino COS P P; S/C a d. laureato, drappeggiato e corazzato Imperatore RIC IV.1 139 3 stante a s., in abito militare, tra due stendardi, appoggiato ad una lancia Imperatore in RIC IV.1 144 40 abito militare stante a s., con due stendardi alla sua s. ed uno alla sua d., con la mano d. alzata e una lancia nella s. Busto di P M TR P III Gordiano COS II P P; S/C III laureato, drappeggiato e corazzato Gordiano in RIC IV.3 49 abito militare stante a d., tiene una lancia trasversale e un globo 305a
Zecca Data mm g
ore metal- nomina- Cons D/Leggenda lo le
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
101 Severo Roma Alessandro
231- 30 235 d.C.
18,69 12
102 Massimino I
Roma
236 d.C.
19,5 2,43
7
Ar
103 Massimino I
Roma
238 d.C.
29,5 20,74 11
Ae
199
Ae sesterzio discre- IMP to GORDIANVS PIVS FEL AVG
sesterzio discre- MAXIMINVS PIVS AVG to GERM
104 Gordiano III
Roma
241- 32 243 d.C.
23,25 1
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Zecca Data mm g 12 Ae dupondio cattivo IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG Busto di Gordiano III a d. radiato, drappeggiato e corazzato IOVI Giove stante RIC IV.3 48 STATORI; S/C di fronte, testa a d. con un lungo scettro e un fulmine
ore metal- nominale lo
Cons
D/Leggenda D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol
pag num oss 298c
105 Gordiano Roma 241- 29,3 6,38 III 243 d.C.
6
Ae
asse
cattivo
106 Filippo I Roma 244- 24,5 8,19 a nome 246 di Filippo d.C. II
M IVL PHILIPPVS CEAS (sic)
101 258b
200
6 Mi antoniniano ottimo IMP M IVL PHILIPPVS AVG Ae sesterzio discreto IMP M IVL PHILIPPVS AVG
Testa di PRINCIPI Filippo II a IVVENTVTIS; d. nuda, S/C busto drappeggiato Busto di AEQVITAS Filippo I a AVGG d. radiato, drappeggiato e corazzato Busto di PAX Filippo I a AETERNA; d. laureato, S/C drappeggiato e corazzato
Filippo II RIC V.3 stante a s. tiene stendardo e lancia rovesciata
107 Filippo I Roma 244- 22 247 d.C.
4,64
Aequitas RIC IV.3 71 stante a s. con bilancia e cornucopia
27b
108 Filippo I Roma 244- 31 249 d.C.
16,55 12
Pace stante a RIC IV.3 91 s. tiene un ramo ed uno scettro trasversale
184a
Inv Autorità Zecca sesterzio discre- IMP M IVL to PHILIPPVS AVG Busto di [P M TR] P III Filippo I COS P [P]; a d. lau- S/C reato, drappeggiato e corazzato Felicitas stante a s. con caduceo e cornucopia è un inedito, ha gli stessi tipi di RIC IV.3 n. 3 p. 68, che però è un antoniniano
Data mm g
ore metal- nomina- Cons D/Leggenda D/Tipo R/Leggenda lo le
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
109 Filippo I Roma
246 d.C.
30,5 18,89 12 Ae
110 Traiano Roma Decio per Erennia Etruscilla
249- 28 251 d.C.
14,83 12 Ae
201
doppio discre- [IMP] C M Q sesterzio to TRAIANVS [DEC]IVS AVG Busto di [V]ICTORIA Traiano AVG; Decio a S/C d. laureato e drappeggiato
sesterzio pessi- [HERENNIA] Busto di [FECVNDITAS] Fecunditas RIC IV.3 137 134a mo ETRVSCILLA Erennia AVG; stante a s. AVG a d. dia- S/C con la d. demato su un e drapbambino a peggiato braccia alzate e cornucopia nella s. Vittoria RIC IV.3 136 126b corre a s. con palma e corona
111 Traiano Decio
Roma
249- 29 251 d.C.
19,08 12 Ae
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità Mi antoniniano buono SALONINA Busto di IVNO REGINA AVG Salonina a d. drappeggiato, con diadema, su crescente Giunone RIC V.1 111 30 stante a s. con una patera e uno scettro; ai piedi: un’aquila. Nel campo a s. Q Moneta stan- RIC V.2 343 75 te a s. che regge bilancia e cornucopia
Zecca
Data mm g
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
112 Valeriano Roma e Gallieno a nome di Salonina
257258 d.C.
19
2,12 6
113 Postumo
Lugdunum 259268 d.C.
22
3,36 6
Mi
antoniniano
202
Mi antoniniano cattivo IMP CLAVDIVS AVG discre- [DIVO CLAV]DIO to Testa di FORTVNA Claudio II REDVX; a d. radiata in ex: Z Mi antoniniano antoni- discre- SEVER[I]NA niano AVG to riformato Mi
ottimo IMP C Busto di MONETA AVG POSTVMVS Postumo a P F AVG d. radiato, drappeggiato e corazzato
114 Claudio II Roma Gotico
268270 d.C.
21
3,63 7
Fortuna stan- RIC V.1 214 41 te a s. con timone e cornucopia
115 Quintillo Roma per il Divo Claudio
dopo 15,2 1,61 6 il 270 d.C.
Testa di CONSEC[RATIO] Aquila stante RIC V.1 234 265 Claudio II con testa a d. a d. radiata Busto di CONCORDIA Severina a AVGG; in ex: G d. diade- XXIR mato e drappeggiato su crescente Imperatore RIC V.1 315 3 stante a d. stringe la mano dell'imperatrice stante a s. X emissione. Per la data si veda ESTIOT 1995, p.169
116 Aureliano Roma per Severina
Fine 274 d.C.
22
4,40 5
Inv Autorità Zecca Data mm g Mi antoninia- discre- SEVERINA Busto di no rifor- to AVG Severina a d. mato diademato e drappeggiato su crescente asse cattivo SEVERINA Busto di [IV]NO AVG Severina a d. REGINA; diademato e in ex: ? drappeggiato senza crescente Giunone RIC V.1 316 7 stante a s. tiene patera e scettro; ai piedi: un pavone [CONCORDI]A E MILITVM; in ex: XXIR; nel campo a d.: ? Concordia stante a s. tiene due insegne RIC V.1 315 4 XI emissione. Per la data vedere ESTIOT 1995, p.172 XI emissione. Per la data vedere ESTIOT 2004, p.169
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggen- D/Tipo da
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
117 Aureliano Roma inizio 22 per 275Severina sett. 275 d.C. Ae
3,34 6
118 Aureliano Roma inizio 26 per 275Severina sett. 275 d.C. antoninia- buono IMP C M no CL TACITVS AVG antoninia- buono IMP C M no AVR PROBVS P F AVG Busto di Probo a s. radiato e corazzato con elmo, lancia e scudo CONCORDIA [M]ILIT; nel campo: P; in ex: XXI
6,21 6
119 Tacito
Roma 275276 d.C.
23
3,36 12 Mi
203
Mi antoninia- buono IMP C M Busto di Caro AETER-N-IT no CARVS P F a d. radiato e IMPERI; AVG corazzato in ex: AKA
Busto di Tacito a d. radiato, drappeggiato e corazzato
SPES PVBLICA; Spes cam- RIC V.1 335 94 in ex: XXI epsi- mina a s. con un lon fiore e solleva la veste Imperatore RIC V.2 88 stante a d. stringe la mano della Concordia 663
120 Probo
Siscia
279280 d.C.
23
3,38 12 Mi
121 Caro
Roma 282284 d.C.
22,1 3,29 6
Sole avanza RIC V.2 139 35 a s. con la d. alzata e una frusta nella s.
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità 5,97 12 Ae cattivo M AVR Busto a d. CARINVS NOB laureato CAES nummus PRINCI-PI IVVENTVT
Zecca
Data mm g
ore metal- nomi- Cons lo nale
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol pag num oss
122 Caro per Carino
Roma
282- 23 284 d.C. Ae
123 Massimiano Roma Erculeo
307 d.C.
27,5 6,33 6
Principe stante a s. tiene un’insegna e uno scettro cattivo IM[P C] Testa di CONSERVATO- Roma seduta di RIC VI 376 198b MA[XIM]IANVS Massimiano RES VRB SVAE; fronte, con P F AVG a d. laurea- in ex: R*P testa a s., in un ta tempio esastilo, tiene un globo e uno scettro; una corona nel frontone buono IMP C Busto di CONSERV-VRB Roma seduta RIC VI 378 210 MAXENTIVS P Massenzio SVAE; di fronte, con F AVG a d. laurea- in ex: RBQ testa a s., in un to tempio esastilo, con globo e scettro; corona nel frontone discre- MAXENTIVS P Testa di VOT// Q.Q// to F AVG Massenzio MVL// XX a d. laureata discre- CRISPVS NOB to CAES Busto di Crispo a d. corazzato con lancia e scudo iscrizione su RIC VI 381 238 quattro righe inserita in una corona BEATA TRAN- Globo posto RIC VII 133 169 QVILLITAS; nel su un altare; campo: C/R; in sopra: tre stelle ex: PLG; su altare: VOT// IS// XX
204
6,47 12 Ae nummus 2,43 12 Ae nummus Ae nummus
124 Massenzio
Roma
308- 25 310 d.C.
125 Massenzio
Roma
310- 18 312 d.C.
126 Costantino Lugdunum 322- 19,5 2,38 12 a nome di 323 Crispo d.C cesare
Inv Autorità 2,78 1 Ae nummus buono F L IVL CRISPVS NOB CAES Busto di PROVIDEN-TIAE Porta con RIC VII 263 266 Crispo a d. CAESS; due torretlaureato, in ex: S*AR te; in alto: drappeggiauna stella to e corazzato Testa di Fausta a d. nuda con capelli mossi e mantella SPES REI-PVBLICAE; in ex: R due rami di palma P Spes stante RIC VII 330 293 di fronte, guarda a s., con due bambini in braccio
Zecca
Data mm g
ore metal- nomina- Cons lo le
D/Leggenda
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo
Bibl vol
pag num oss
127 Costantino Arles I a nome di Crispo cesare
324- 20 325 d.C.
128 Costantino Roma I a nome di Fausta
326 d.C.
19,2 2,92 12
Ae
nummus buono FL MAX FA-VSTA AVG
129 Costantino Roma I a nome di Costanzo II cesare
335- 17 337 d.C.
2,07 6
Ae
205
5,65 6 Ae Ae2 discre- D N Busto di to COSTANCostanzo II TIVS P F AVG a d. drappeggiato e corazzato con diadema perlato
nummus cattivo [FL I]VL Busto di COSTANTIVS Costanzo II NOB C a d. laureato, drappeggiato e corazzato
GLOR-IA EXERC-ITVS; in ex: R due rami di palma P
Due solda- RIC VII 339 352 ti, stanti uno di fronte all’altro, con due stendardi tra loro FEL TEMP RE-[PARA TIO]; nel campo: gamma / I, in ex: CONSA Cavaliere RIC VIII 454 79 caduto; dietro il collo del cavallo c’è uno scudo a terra
130 Costanzo II
Costantino- 348- 23 poli 351 d.C.
Anzio (V. Cuglia)
Note sulla circolazione monetaria in età imperiale. Appendice
Inv Autorità 2,44 6 Ae Ae3 pessi- D N VALEN mo [---] AVG Busto a d. SECVRITAS drappeg- [REIgiato e PVBLICAE] corazzato Vittoria RIC IX avanza a s. con corona e palma
Zecca
Data mm g
ore metal- nomi- Cons D/Leggenda D/Tipo lo nale
R/Leggenda
R/ Tipo
Bibl vol pag num oss ritrovata durante gli scavi del 2003 nel teatro romano (parodos est, US 8)
131 Valentiniano non 364- 19 I o Valente o identificabi- 378 Valentiniano le d.C. II
132 Graziano
Costantino- 367- 17 poli ? 375 d.C.
2,40 5
Ae
Ae3
cattivo [D N GRA]TI[ANVS PF A]VG
Busto di Graziano a d. con diadema di perline, drappeggiato e corazzato
SECVRITAS [REIPVBLICAE], in ex: [CONS]?
206
3,07 5 Ae Ae3 pessimo Ae Ae3 pessi- [D N mo VALENTINI o GRATI]ANVS [PF AVG] Testa di Valentiniano I o di Graziano a d.
Vittoria RIC IX avanza a s. con corona e palma;
ritrovata durante gli scavi del 2003 nel teatro romano (parodos est, US. 8)
133 Valentiniano non 364- 15 I o Valente o identificabi- 378 Graziano o le d.C. Valentiniano II
Busto a d. SECVRIT[AS Vittoria RIC IX REIPVBLICAE] avanza a s. con corona e palma
134 Valentiniano Roma I o Graziano
367- 15,5 2,48 6 375 d.C.
[SECVRITASREIPVBLICAE] in ex: [R. Q]VAR[TA]
Vittoria RIC IX 121 24a avanza oc a s. con corona e palma
ritrovata durante gli scavi del 2003 al teatro romano (parodos est, US 8) ritrovata durante gli scavi del 2003 nel teatro romano (parodos est, US. 8)
Inv Autorità SECVRITASREIPVBLICAE in ex: SMAQS; nel campo:* a s., ° a d. Vittoria RIC IX avanza a s. con corona e palma; 97 18c
ore metal- nomi- Cons D/Leggenda lo nale 135 Valentiniano Aquileia 375-378 18,5 2,20 6 Ae Ae3 buo- D N II d.C. no VALENTINIANVS IVN P F AVG
Zecca
Data
mm g
D/Tipo
R/Leggenda
R/Tipo Bibl vol
pag num oss
136 Nerone
XX 19 secolo ?
7,13 6
Au
aureo ottimo
Busto di Valentiniano II a d. drappeggiato, corazzato e con diadema perlato NERO Testa di CAESAR AVG Nerone IMP nuda a d. PONTIF MAX Corona TR P V P P di quercia che include EX S C RIC I 151 16
Probabile falso, copia di un aureo di Nerone della zecca di Lugdunum databile al 58-59 d.C. Due vittorie affrontate con uno scudo iscritto probabile falso moderno
207
2,91 7 Ar discre IMP to CONSTANTINVS P F AVG Mi pessi- D N FL CL mo IVLI-ANVS P F AVG Busto di Giuliano a s. elmato e corazzato, con diadema perlato, lancia e scudo
137 Costantino I non XX o II identifi- secolo cabile
19
Busto di G[L]OR[---] Costantino I o II a d. laureato
138 Giuliano
Roma
XX secolo
18
in una corona: Corona VOT X MV LT di querXX; in ex: VRB cia ROM Q
RIC VIII 280 329
probabile falso
Anzio (V. Cuglia)
Abbreviazioni Bibliografiche*
*Le abbreviazioni delle riviste sono quelle indicate nell’Année Philologique
AA.VV. 2001: G. MAETZKE - M. E. CALABRIA - D. FRONTI - P. GÜLL - F. PANICHI - T. PATILLI - S. PREGAGNOLI - G. ROMAGNOLI - F. SCAIA - M. VARANO, Ferento (Viterbo). Indagini archeologiche nell’area urbana (1994-2000), in Archeologia Medievale, 28 (2001), pp. 295-322. AA.VV. 2003: G. MAETZKE - P. GÜLL - M. E. CALABRIA - T. PATILLI - G. ROMAGNOLI, Ferento: trasformazioni di un contesto urbano tra tarda antichità e bassomedioevo, in S. LUSUARDI SIENA (a cura di), Fonti archeologiche e iconografiche per la storia e la cultura degli insediamenti nell’altomedioevo, in Atti delle giornate di studio (Milano-Vercelli 21-22 marzo 2002), Milano 2003, pp. 91-123. ANDREAU 1994: J. ANDREAU, L’Italie impériale et les provinces. Déséquilibre des échanges et flux monétaires, in L’Italie d’Auguste à Dioclétien (Actes du colloque international, Rome 5 - 28 mars 1992), Rome 1994, pp. 175-203. ANDREAU 2002: J. ANDREAU, Twenty years after Moses I. Finley’s “The ancient Economy”, in W. SCHEIDEL - S. VON REDEN (a cura di), The ancient economy, Edinburgh 2002, pp. 33-49. AYOAGI 1995: M. AYOAGI, Preliminary report of the excavation 1994 of Roman villa at Cazzanello (Tarquinia), Tokyo 1995. AYOAGI 1996: M. AYOAGI, Preliminary report of the excavation 1995 of Roman villa at Cazzanello (Tarquinia), Tokyo 1996. AYOAGI 1997: M. AYOAGI, Preliminary report of the excavation 1996 of Roman villa at Cazzanello (Tarquinia), Tokyo 1997. AYOAGI - ANGELELLI - IMAI FUJISAWA 2002-2003: M. AYOAGI - C. ANGELELLI - S. IMAI FUJISAWA, Lo scavo della villa romana in loc. Cazzanello, presso Tarquinia. Nota preliminare, in AttiPontAcc 75 (20022003), pp. 187-244. BELLINI 1996: G. R. BELLINI, Minturnae. Antiquarium. Monete dal Garigliano, I. Guida alla mostra, Milano 1996 BELLINI 2002: G. R. BELLINI, Il comprensorio archeologico di Minturnae. Itinerari di visita. La città, Minturno 2002. BLACKBURN 2003: M. BLACKBURN, “Productive” sites and the pattern of coin loss in England 600-1180, in T. PESTELL - K. ULMSCHNEIDER (a cura di), Markets in Early Medieval Europe: Trading and “Productive” Sites, 650-850, Macclesfield 2003, pp. 20-36. BREGLIA 1950: L. BREGLIA, Circolazione monetale ed aspetti di vita economica a Pompei, in A. MAIURI (a cura di) Pompeiana, Napoli 1950, pp. 41-59. BRENOT 1987: C. BRENOT, Les monnaies, in H. BROISE - J. SCHEID (a cura di), Le balneum des frères Arvales, Roma 1987, pp. 238-249. BUTCHER 1988: K. BUTCHER, Roman provincial coins. An introduction to the Greek Imperials, London 1988. BUTTREY 1980: T. V. BUTTREY, Cosa: the coins, in Memoirs of the American Academy in Rome, 34 (1980), pp. 1-165. BUTTREY 1993: T. V. BUTTREY, The Coins, in M. TORELLI - T.V. BUTTREY (a cura di), The Sanctuary of Santa Venera at Paestum, Roma 1993, pp. 251-259. BUTTREY 2003: T. V. BUTTREY, The Greek and Roman coins, in E. FENTRESS (a cura di), Cosa V: an intermittent town. Excavations 1991-1997, Ann Arbor 2003, pp. 250-259. CALLU 1976: J.-P. CALLU, La circulation monétaire de 313 à 348, in Actes du 8éme Congrès International de
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