Le monete di Ferento: tre ritrovamenti a confronto more

in Metodologia, insediamenti urbani e produzioni. Il contributo di Gabriella Maetzke e le attuali prospettive delle ricerche, in Daidalos 9 (2008), pp. 161-186.

DAIDALOS STUDI E RICERCHE DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE DEL MONDO ANTICO 9 J Metodologia, insediamenti urbani e produzioni. Il contributo di Gabriella Maetzke e le attuali prospettive delle ricerche Convegno Internazionale di studi sull' archeologia medievale in memoria di Gabriella Maetzke VITERBO 2008 J ~~~ ~. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA - VITERBO DANIELA WILLIAMS Le monete di Ferento: tre ritrovamenti a confronto Le recenti indagini , condotte dalla cattedra di archeologia medievale dell 'Università della Tuscia sul sito di Ferento (Vt), hanno portato al recupero di una discreta quantità di materiale nurnismatico l . Le ricerche sono state guidate da Gabriella Maeztke, studiosa particolarmente attenta ai problemi metodo logici dell'archeologia stratigrafica 2 , e per quanto riguarda i reperti numismatici hanno permesso di ottenere dati eccezional i. Al momento dello scavo ogni moneta è stata posizionata in pianta, tramite triangolazione da punti fissi , registrandone la quota. Una scheda, allegata a ciascun pezzo, riporta attentamente le condizioni di ritrovament0 3 . Nel corso delle campagne degli anni 1994-2004 è stata investigata un ' area denominata saggio 14 (lunga m 60 e larga m 20 circa), dove, nel 1996 , 1999 e 2001, sono venuti alla luce tre gruzzoli. In questa parte dell'abitato, che si trova a ridosso del decumano , vicina al teatr0 5 e ad un impianto termale 6 , è stata individuata una struttura di probabile natura commerciale, articolata in diversi vani, identificati con tabernae 7 . Tre gruppi di monete sono stati trovati , in contesti di stinti l' uno dall 'altro, neg li ambienti G, E, e in uno posto al margine est del saggi0 8 (fig . 1), che tuttavia non sono stati I Le monete trovate ne ll e campagne di scavo dal 1994 al 2003 sono oggetto di un a tesi di dottorato in Storia Antica presso l'Università di Tor Vergata. In questa occasione desidero ringraziare la prof.ssa P. Serafin , c he g uida questo progetto di ricerca , per i preziosi suggerimenti , la dott .ssa M .C. Molina ri per avermi generosame nte ceduto lo studi o di tale materiale e per il costante confro nto , il prof. N. Parise per i consigli , la prof.ssa E. De Minicis e la dotLssa F. Scaia dell ' Uni versità deg li Studi de ll a Tuscia, no nché l' intera eq uipe che studi a i materiali e le stratigrafi e di Ferento . 2 In particolare MAETZKE 1976 , MAETZKE-RYSI EWS KA-TABACZYNSK I 1977 . Si veda inoltre l'intervento di M .C. Molinari in questo vo lume. 3 Sul recupero di monete in strati archeo logici si veda da ult imo MOLI NA RI 2002a con bibl iografia ivi con tenuta. In particolare sul rapporto tra archeo logo e numi smatico si veda DOLLEY 1988 2 . Sull'i nterpretazione dei rinvenimenti mone tari cfr. C ASEY 1986, COLLIS 1988 2 , R EECE 1988 p . 292 . -I Per un preliminare studio su quest' area dell 'abitato si veda M AETZKE ET AL. 2001, FER ENTO 2002; e gli articoli di F. Scaia , T. Patilli , E . Calabria , e G . Ro mag noli in questo volume . 5 PENSABENE 1989 . 6 GIAN)ITN] 1971 , p. 7 1. - ~1.-\ITlKE ET AL. 200 1 p. 300-30 1, FERENTO 2002 p . 37 . La denominazione dei vani seg ue quella adottata in M AETZKE ET AL. 200 1 per le strutture di età romana . 161 scavati nell'interezza della loro estensione. Tutti e tre i ritrovamenti sono databili alla fine del IV - inizio del V secolo d.C.9 e provengono da contesti simili . In due casi si tratta di esemplari in bronzo misti a tondelli di piombo \O, nel terzo di pezzi enei solamente. Tale materiale è contraddistinto da un basso potere d'acquisto: oltre al piombo di cui si tratterà più avanti, l' unico altro metallo presente è il bronzo . Come è stato puntualizzato da R . Reece ll , infatti, le probabilità di perdita di moneta e il mancato recupero dipendono dalle dimensioni dei nominali e soprattutto dal loro valore intrinseco . La presenza di evidenze numjsmatiche in strati di vita non è un fenomeno da sottovalutare e sembra seguire alcune regole universali 12. In questo caso la destinazione d'uso commerciale degli ambienti del saggio I è sicuramente uno dei fattori che incidono sul ritrovamento, infatti l'ambiente E, dove è stato recuperato il secondo gruzzolo, potrebbe essere relativo ad una sorta di "retrobottega" 13. Sebbene al momento dello scavo non siano state registrate tracce di un contenitore , tuttavia, il recupero delle monete in un'area circoscritta, e, nei primi due casi, l'elevato numero di esemplari raccolti (92 e 518) lasciano supporre la presenza di "borse", o più genericamente, di involucri in materiale deperibile '4 . Nei primi due contesti di Ferento gli strati interessati dal ritrovamento coprivano direttamente pavimenti in cocciopesto di età imperiale, e le monete si trova- Per uno studio preliminarc di due di queste " borse" si veda WILLlAMS 2005. Un campione di tondelli è stato esaminato con tecnica EDXRF dal prof. Gigante , dal dott oStefano Ridolfi e dalla dott.ssa Olga Lateano del Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Roma " La Sapienza" a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per la disponibilità dimostrata. I dati sono inediti, ma da una visione preliminare dei risultati delle analisi sembra si tratti di esemplari con un alto contenuto di piombo (90% circa) . Questi valori superano di gran lunga quelli delle imitazioni tardo-romane analizzate in KING-METCALF-NoRTHOVER 1992 e la percentuale che secondo RIC X (pp. 20-22) sarebbe stata accettabile nella lega di rame (circa 10%). L'analisi dei piombi di Ferento sembra confermare il fatto che si tratti di materiale con caratteristiche intrinseche specifiche e costanti . Per quanto riguarda l'applicazione di questa tecnologia allo studio delle monete si veda DEMORTlER 1995. Invece per un esempio di applicazione dell'analisi per assorbimento neutronico si veda SERAFIN PETRILLO 1976 . Il REECE 1996, in particolare p. 341. 12 Per una dettagliata trattazione dei fattori da cui dipende la possibilità di reperire moneta in contesti archeologici si veda MOLINARI 2002a p. 252 e bibliografia ivi contenuta . 13 Vedi nota 7. 14 Vale la pena a questo punto ricordare come, nonostante i gruzzoli siano generalmente composti da monete con un alto valore intrinseco, non manchino, soprattutto in epoca tarda, esempi di ritrovamenti caratterizzati prevalentemente da nominali di scarso valore, in cattive condizioni e con tenenti anche monete false. KENT 1988 2 con bibliografia. Si vedano come esempi il ritrovamento del Foro Romano in MOLINARI 1989, i tre ripostigli di Afrodisia della fine del IV-inizio V secolo d.C. in HOOVER 2000, e il ripostiglio rinvenuto a Porto composto da 264 pezzi di bronzo e lO tondelli non coniati , databile dopo il 445 /450 d .C. (SPAGNOLI 2001) . 9 IO 162 ano distribuite in un livello superiore di crollo della struttura e in uno inferiore, a contatto con il piano di calpestio romano. Il dato archeologico indica, quindi, che le monete erano in giacitura secondaria, e che probabilmente in origine erano po te in un'intercapedine del muro o a un piano rialzato 15 . Nel terzo ritrovamen[O . invece, le monete erano in giacitura primaria e provenivano da uno strato sot[O tante un pavimento ligneo . Il primo "insieme" è stato trovato nell'ambiente G (fig . 1), una sorta di corridoio stretto e lungo, pavimentato in cocciopesto . Le monete erano concentrate in due zone: in parte nell 'angolo nord-est in uno strato ricco di frammenti di intonao e malta a contatto con il pavimento, e in parte al di sopra della rasatura di un muretto l6 . Come si vede dalla pianta di scavo (fig . 2), in cui è indicata la disperione delle monete concentrate in diversi nuclei, non è da escludere che i pezzi troati potessero essere originariamente conservati in più di un contenitore 17 . Le stratigrafie posteriori, databili al VIII-IX secolo, indicano un utilizzo funerario dell'area 18 con la presenza di due serie di sepolture, le cui fosse hanno particolarmente disturbato gli strati sottostanti. Il muretto in malta, a cui si è già accennato, che originariamente tamponava un ' apertura nella parete ovest dell' ambiente , risulta così essere stato rasato in un momento precedente alla costituzione della necropoli . La "borsa" è composta da 92 esemplari: 6 (tra cui due frammenti) sono dischetti di piombo e 86 monete di bronzo . I piombi sono affini per diametro ad AE4 19 e tutti illeggibili, tranne in un caso dove è stata identificata forse una linea d 'esergo. Considerando che quasi un terzo del totale risulta illeggibile, la composizione può essere così riassunta: VOTA (prima metà IV)2° GLORIA EXERCITVS21 PAX PVBLICA22 330-340 337-340 15 Vedi KENT 1988 2 p. 204. Cfr. la situazione di rinvenimento del ripostiglio di Porto in SPAGNOLI 2001 pp . 121-122 e quella del Foro Romano in MOLINARI 2002b pp . 99 . 16 La quota delle singole monete varia nell'arco di 12 cm . 17 Nella classificazione dei ripostigli in KENT 1988 2 sono compresi anche quelli caratterizzati dalla presenza di più contenitori (p. 204), 18MAETZKE ET AL. 2001 p. 303, Si veda [' intervento di M .C. Varano in FERENTO 2002 p . 50 . 19 Per una descrizione delle caratteristiche dell ' AE4 si veda RIC X p. 17 . 10 Questa moneta è stata datata alla prima metà del IV secolo perché è possibile leggere parte della leggenda del dritto che fa riferimento a Costantino I o a uno dei suoi figli . 21 Per problemi di leggibilità non è stato possibile determinare se si tratta del tipo con uno o due stendardi . 12 Per questo esemplare si è seguita la datazione proposta in RIC VIII. Cfr.,DEPEYROT 1982 p, 77 e re lativa bibliografia , in cui è indicato il 336 d.C. come anno di inizio per questa emissione a nome di Elena . 163 347-348 347-348 348-357 350-354 357-363 361-363 363-364 364-378 364-378 383-388 388-403 VICTORIADDAVGGQNN VOT/XX/MVLT/XXX FEL TEMP REPARATIO , cavaliere atterrato VICTDDNAVGETCAES SPES REIPVBLICE VOT/X/MVLT/XX VOT/V/MVLT/X SECVRITAS REIPVBLICAE GLORIA ROMANORVM VICTORIA AVGGG, due vittorie affrontate SALVS REIPVBLICAE ILLEGGIBILI23, di cui : Pb 4 + 2 frammentari Nummu~AE3 5 AE4 6 AE frammentarie 5 3 21 1 8 7 5 8 Tra le monete di questa "borsa" degni di nota sono due AE2 24 , con datazione compresa tra il 348 e il 352 d.C. Questi , a differenza del nominale analogo contenuto nella "borsa" dell'ambiente E, si presentano integri ed in buono stato di conservazione . La moneta più frequente è l'emissione con la leggenda FEL TEMP REPARATIO e il tipo del cavaliere atterrato , la cui presenza è frequente anche a Roma 25 e Ostia26 . Il termÌnus post quem per la formazione di questa borsa è dato da un AE4 in pessi mo stato di conservazione con il tipo della Vittoria che trascina un prigioniero verso sinistra e il cristogramma. Considerando che il materiale presenta una datazione omogenea cha arriva agli anni finali del IV secolo d.C., e non essendo stato possibile stabilire con esattezza la leggenda, se si potesse leggere SALVS REIPVBLICAE, questa moneta sarebbe coerente con il resto del contesto. Nel caso in cui si trattasse di SALVS REPVBLICE la datazione del gruzzolo andreb- 23 Malgrado la loro illeggibi lità è possibile proporre una datazione su lla base del peso , del modulo e dello spessore del tondello, come in REECE 1994 p. 249 : i nummi/AE3 possono essere datati genericamente al IV secolo e gli AE4 e i piombi alla fine del IV - ini zio V secolo d.C. 24 Numeri di inventario 298 e 334/ 1, rispettivamente RIC VIII p. 257 n. I35a, e p. 268 n. 219. 25 REECE 1982a e 1982b; CEPEDA 1991; MOLINAR I 1995; questo dato si riscontra anche in un campione di monete provenienti dal Tevere , il dato è inedito e ringrazio la dott.ssa Sabrina De Pace per avermi comunicato i dati della sua tesi di dottorato in Storia antica discussa nel 2005 presso l'U niversità di Roma Tor Vergata. 26 In SPAGNOLI 1993 (p. 248) il tipo FEL TEMP REPARATIO costituisce la serie più rappresentata per il TV secolo d.C. 164 -una al 435 d.C. e risulterebbe da spiegare l'assenza di altre emissioni delrinizio del ecolo d.C. I dati riguardanti le zecche sono piuttosto esigui a causa del cattivo stato di .,..,~,,""n.·azi one di alcuni nominali. Ciò non ha permesso la schedatura completa dei zzi ed' rato possibile identificare il luogo di emissione peri 6 esemplari sol. La pre alenza delle monete coniate a Roma (13 es.), da cui Ferento dista o O Ian. è un dato che non stupisce, se si considera la generale tendenza dei LIU.........Jul<1U· più piccoli a rimanere in un'area di circolazione ristretta a quella di proeZJ(Jlne~-. I rimanenti bronzi , eccetto uno attribuito ad Aquileia, provengono in veparte orientale dell 'Impero . Questa di stribuzione coincide a grandi linee U dei ritrovamenti di Roma 28 e di Ostia e Port0 29 . Come è tato osservato in altra sede 3o , il contenuto di questa "borsa" è piut. olare: la parte più antica del materiale è in buono stato di conservazio. - ntre la parte più recente è in cattive condizioni. E' possibile ipotizzare che . i una bor a unica oppure di due gruzzoli separati . Nel primo caso si trati un accumulo monetario effettuato in due tempi , con una parte circoalla prima metà del IV secolo d.C. e un a seconda aggiunta alla fine del seco_. - n onda ipotesi due borse di periodi differenti sarebbero state nascoste po lontane tra loro e al momento del disfacimento dell 'ambiente i loro .......o.-u.uu· -j arebbero mescolati. E ' difficile stabilire se si trattasse di due gruzzoolamente, perché il materiale , in giacitura secondari a, è arrivato rime...........,.~.r' . documentando in qualche caso a stretto contatto monete di periodi e o ervazione differenti tra loro , come ad esempio un AE2 coniato a nome _ nzio'::! in buono stato trovato insieme ad un AE4 della serie VICTORIA -GGG due vittorie affrontate) appena leggibile. _ ondo ritrovamento proviene dall'ambiente E (fig.1), un vano pressoché on il pa imento in cocciopesto e serti marmorei. Anche in questo caso ;:;xJlDelte - no tate recuperatc da uno strato chiaramente interessato dal erollo 19 9p.1 21 nota I . _ - . RIC \ 'IlI p. 104; in particolare per il Foro Romano cfr. REECE 1982a , per ia zona di 19 -. per la Crypta Balbi ROVELLI 1989 , per la Meta Sudans MOLINAR I 1995 , per L . . per il Palatino MUNZI 1996 e 2004, per ii Tevere si veda i' intervento di S . De II ilil . 005 pp. 60 i , 605 tabe ii a i . . . -l9-250, SPAGNOLI 2001 p. 126. delle provenienze dei singoli pezz i si è potuto constatare che la di spersione e ue parti dell'ambiente non comporta una diversificazione cronologica né un n·azione. Ad esempio nella stessa zona si trova ia moneta dei tipo PAX di conservazione insieme ad un VICTORI A AVGGG in pessimo stato . . . 19. lalO 165 della struttura e da un altro a diretto contatto con il paviment0 33 . Come si può vedere dalla pianta (figg. 3-4) , tutto il materiale è stato trovato in una zona circoscritta nella parte sud del piano di calpestio romano, che in questo punto forma una depressione . A differenza della situazione precedente, è possibile notare come la dispersione dei pezzi sia localizzata in un 'area più ristretta: ciò potrebbe indicare che la disposizione delle monete registrata al momento dello scavo sia di tipo puntuale, formatasi in un lasso di tempo breve , e che in sostanza la caduta delle monete da un possibile piano rialzato, se così si tratta , sia avvenuta in tempi vicini tra lor0 34 . AI momento dello scavo non è stato registrato alcun segno di un possibile contenitore, la cui esistenza nell'antichità non è comunque da escludere dato il numero di esemplari e la presenza di un pendaglio di bronzo 35 , che potrebbe essere stato "tesaurizzato" insieme alle monete. Il gruzzolo è formato da 518 pezzi, di cui 85 sono monete di bronzo e 433 tondelli di piombo. I piombi costituiscono 1'83% circa del ritrovament0 36 . Questo tipo di materiale, che non era mai stato recuperato in così alte concentrazioni in una zona vicino a Roma, crea diversi problemi riguardo alla sua natura, datazione e valore 37 . Come nel ritrovamento dell'ambiente G , anche in questo caso si tratta di oggetti di piombo con un peso medio di 0,77 grammi , affini per diametro agli AE4 Come per l' ambiente G, i valori relativi alla profondità di ogni singola moneta sono compresi nel l' arco di li cm . Le quote delle monete provenienti dallo strato di crollo indicano che queste non erano mescolate allo strato, ma si trovavano vici ne ali' interfaccia inferiore, costituendo quindi la formazione iniziale de llo strato . 34 Si veda MOLINAR I 1989 p. 16. Lo studio delle stratigrafie posteriori al crollo della struttura sembra indicare che alcu ni ambienti abbiano avuto una frequentazione più breve di altri. Infatti a differenza delle sepolture trovate in corri spondenza dell'ambiente G , quella dell 'ambiente E sembra essere posteriore almeno al VI secolo d. C. Cfr. M.C. Varano , in MAETzKE ET AL. 2001 p. 303 , in cui vengono di stinte due fasi principali: una posteriore al VI secolo e una più tarda che arriva fino all a fine del IX secolo d.C. 35 L'oggetto (n. di in ve ntario 2253) è ancora in corso di studio , per il momento cfr. FERENTO 2002 p. 32 fig . 9. 36 Come si vede questo gruzzolo si caratterizza per un ' alta concentrazione di piombi che al momen to non sembra trov are co nfronti con altri ritrovamenti pubblicati . Questo dato appare ancora più evidente e signific ativo se confrontato con quello del ripostiglio della vic ina Falerii Novi in cui sono attestati tre esemplari soltanto (AsoLATI 2005 p. 16, oltre ai piombi si segnala la presenza di un sassolino verde sc uro e di una laminetta di bronzo paragonabili ad AE4). Solo il dato riportato in CULICA 1972 del ritrovamento di più di 500 di sc hi di piombo aventi le dimensioni di monete AE4 , recuperati tra le rovine di l zvoarcle e le acque del Danubi o, potrebbe essere avv icinato con la situaz ione di Ferento. Tuttavia , si tratta di un ' area ai margini es tremi dell ' impero , i tondelli so no il frutto di ritrovamenti sporadici c non di un ripostig lio . 37 Sarà possibile avere un a visione più chi ara e ampia del fenomeno solo al term ine dello studio di tutti i ritrovamenti monetali di Ferento ed eventu almente di un confronto con le ev ide nze limitrofe . Allo stato attuale delle ricerche tonde lli di piombo provengono anche da altri contesti strat igrafici del saggio l. 33 166 della fine del IV secolo d .C., anche se non mancano valori più alti propri dell ' AE3 38 . Pochi pezzi (in tutto 7 esemplari) hanno restituito delle tracce che sembrano essere relative a codoli, caratteristici della fusione. I piombi potrebbero essere stati prodotti con questa tecnica, che non necessita di particolari attrezzature 39 e che potrebbe in parte spiegare il cattivo stato di conservazione degli stessi, considerando anche il fatto che il piombo si corrode facilmente, soprattutto in ambiente umido 4o . Infatti , in alcuni casi si notano delle tracce che, pur non essendo riconducibili ad alcun tipo monetale certo, lasciano intuire una superficie lavorata: spesso si nota la perlinatura del bordo o la linea d'esergo. Per altri esemplari è stato possibile riconoscere alcuni tipi e in 6 casi sono state individuate tracce di leggenda. I piombi sembrano imitare tipi monetali collocabili tra la fine del IV e l'inizio del V secolo d .C. come ad esempio: "SECVRITAS REIPVBLICAE"4 1, Vittoria con corona verso sinistra; " VICTORIA AVGGG"42, due Vittorie affrontate con corona e palma; "SALVS REIPVBLICAE"43, Vittoria con trofeo trascina un prigioniero a sinistra. La situazione può essere così riassunta: Due figure affrontate Figura stante Testa o busto Vittoria a s. ILLEGGIBILI 3 6 13 4 347 di cui: frammentari 60 Considerando come riferimento i valori dei diametri riportati nel RIC X p. 17 , i piombi sono stati uddivisi in due categorie: al di sotto dei 14 mm, e tra 14 e 18 mm . Nella prima categoria si collocano quelli con i diametri compresi tra 8 ,5 e 14 mm (354 es.), e ne lla seconda quelli compresi tra 14 e 16 mm (19 es.) 39 11 piombo è infatti un materiale che fonde ad un a temperatura di 327 0 C e se inserito all'interno di una lega ne abbassa il punto di fusione (cfr. MORRISSON 1993 p . 87) . .w Tuttavia si tratta soltanto di ipotesi perché al momento non sono state trovate matrici come per le imitazioni in piombo di monete di III secolo in GRICOURT-HoLLARD-PILON 2003, o tracce di lavorazione come invece è accaduto a lzvoarele, dove sono stati recuperati scarti di metallo con l'impronta del tondello mancante (CULlCÀ 1972). Per le matrici in telTacotta di 1II secolo d.C. si veda AUB IN 1003. -11 • di inventario 1284,1305 . Anche se non è possibile leggere la leggenda le pieghe della gonna della figura rivolta a sinistra hanno gli inconfondibili archetti propri di questo tipo. ~~ . di inventario 9 14,1032 . .13 Tracce della leggenda del rovescio e parte dell ' ala e della figura dell a Vittoria sono riconoscibili nell'esemplare n. di inventario 1292. Anche in questo caso si preferisce scartare il tipo SALVS 38 167 Tre esemplari hanno inoltre restituito leggende del dritto che suggeriscono ipotesi sull'identificazione dell'imperatore raffigurato. Due di queste ([ ... ]S PF e [ ... ]ANVS P[ ... ]) 44 fanno pensare ad un membro della famiglia dei Valentiniani e una ([ ... ]N THE[ ... ])45 potrebbe essere attribuibile ad un Teodosio. L'identificazione di alcuni tipi monetali e l'uniformità di pesi e dimensioni risulta determinante per scartare l'ipotesi che si possa trattare di tesserae o gettoni, tesi che tuttavia poteva essere valida visto il recupero degli esemplari in ambienti di carattere commercia\e46 . Si prenderà ora in considerazione il problema della natura di questi tondelli, se cioè siano da considerare falsi nel senso stretto del termine, prodotti per interesse privato , o se in qualche modo fossero tollerati dall' autorità e servissero come moneta locale. Le leggi della fine del IV secolo d.C. nel Codice Teodosian0 4 7 sono estremamente severe contro chi produce moneta falsa, colpevole di crimen maiestatis imminute 4 8 . Tuttavia sembra che le leggi si riferiscano soprattutto a chi falsificava moneta d'oro. Secondo Grierson le norme contro i falsificatori di moneta di bronzo erano giustificate dal fatto che la loro attività avrebbe comportato una perdita di profitto per le zecche49 . Viene inoltre osservato che nel passaggio dal Codice Teodosiano al Codice Giustinianeo si mantiene sia la distinzione tra l'oro e il bronzo, sia la differenza tra le relative pene50 . A causa della particolare situazione politico-amministrativa della fine del IV - inizio del V secolo d.C., in cui si assiste ad una graduale perdita di controllo dell'amministrazione romana nelle province occidentali 51 e ad un generale disinteresse per le vicende dei nominali più piccoli, è possibile che l'uso dei piombi , anche se non autorizzato , fosse comunque tollerato. C . King ritiene che per le imitazioni , anche quelle tardoantiche, non si possa parlare di tolleranza a livello loca- REIPYBLICE perché per il momento non è attestato tra le monete di Ferento già studiate , tuttavia non si esclude la possibilità che il piombo imiti quest ' ultimo tipo. 44 Nn. di inventario j 195 e 1305 . È possibile integrare le leggende in questo modo: [DN VALEN]-S PF [AYG] e [DN YALENTINI]-ANYS P[F AYG]. 45 N. di inventario 1032. Può essere integrata: [D]N THE[ODOSIYS PF AYG]. 46 Come in FACELLA 2004 p. 52 i cui valori però risultano più elevati di quelli di Ferento. Anche se datate allI secolo a.C. e recanti differenti tipi, in particolare le tessere trovate ad Arce (Fr) potevano forse rappresentare un confronto metrologico attestandosi sui 1,15-2 ,55 grammi e sui 9,5-1 2 mm di diametro (PEDRONI 1997). Sulle tessere plumbee romane si veda in particolare O VERBECK 200 I. 47 COD . THEOD . IX , 21 , 9 (389 d .C.) ; lO (393 d.C.) . L'ultima in particolare si riferisce a chi si arroga il diritto di coniare bronzo (cudendo aere). Per quanto riguarda invece la fusione delle monete di bronzo si veda DELMA IR E 2003 e bibliografia ivi contenuta . 48 Anche per l'anonimo del De Rebus Bellicis (3 .1 ) la falsificazione è un 'offesa che regiae maiesfafis imaginem ...inminuit, GI ARDINA 1989. 49 GRIERSON 1956 p. 255. 50 IDEM, in particolare si veda nota l. 5 1 Si vedano in particolare gli anni dal 405 in poi in BARON I 1993 . 168 le proprio perché il fenomeno non è esteso a tutto l'impero romano, ma rimane circoscritto ad aree specifiche e a determinati periodi storici 52 . Da un altro punto di vista invece una situazione di scarsità di moneta in circolazione assieme alle difficoltà del credito sarebbero alla base della presenza di moneta non strettamente controllata dall ' autorità centrale53. In questo senso la presenza dei piombi o di imitazioni in bronzo provenienti da contesti tardo imperiali non rientrerebbe nella serie delle imitazioni prodotte a scopo fraudolent0 54 . A tal proposito si parla di "monnaie de necessité"55, ovvero di tondelli monetiformi prodotti senza un'autorizzazione ufficiale per far fronte ad una carenza di liquidità di tipo locale e di breve durata . Anche se si ipotizza che fattori come la scarsità di moneta ufficiale , i cambiamenti ponderali , problemi politici o militari , non siano sufficienti per scatenare un ricorso generalizzato alle imitazioni56, rimane comunque il fatto che a Ferento imitazioni in piombo sono associate in "borse" a monete di bronzo e sono presenti in discreta quantità nel sito. Questi tondelli rispondono a tre dei quattro requisiti che C. Morrisson individua nel definire la monnaie de plomb: «toute pièce monétiforme portant des sy mboles monétaires ... ou des empreintes analogues à celle dénominations d'autre métaux ; toute pièce de plomb , qu ' elle porte une empreinte ou non , figurant à coté d 'autres espèces monétaires dans des trésors ou des trouvailles ; éventuellement toute pièce trouvée en grand nombre dans de dépòts ou des couches datables d ' une époque dépourvue de toute autre monnaie d'appoint» 57. Lo studio di C. Morrisson 58 mostra inoltre come il piombo costituisca il metallo privilegiato impiegato per la realizzazione di monete di necessità. Anche G.C . Boon 59 , pur considerando generalmente le copie di monete come falsi, ammette la possibilità di un certo grado di tolleranza nei confronti di una produzione locale, che però è abbandonata nel momento in cui viene ri stabilito un rifornimento regolare di circolante. Non è da scartare l'ipotesi che anche a Ferento sia uccesso qualcosa di simile, forse il gruzzolo non è stato recuperato perché i piombi avevano perso la loro funzione sostitutiva. J996 pp . 242-244. FORA BOSCHI 2003 p. 231 . ~ Per l'età re pubblicana la lex Cornelia defalsis si rivolge contro chi vende o comp ra nummos sta~neos plumbeos (D ig . 48 .10.9). Per il differente ambito cronologico, non sembra possibile collegare legge si ll ana con la situ azione di Ferento. Inoltre i piombi del testo sono intes i nel senso di pezzi potevano essere confusi con monete d 'argento (GRIERSON 1956 p. 242). « 'L-XISZ 1987. 52 KI NG -3 - "G 1996 p. 246 _ 10RRISSON 1993 p. 86. Con numerosi ese mpi di utilizzo di questo metallo in ambito moneta le non solo rom ano , si veda ."%,.",",,,,,.)0, 1993, in particolare p . 96, dove se ne ipoti zza anche un carattere " uffi ciale" a completao in sostitu zione della moneta "dominante" . ' . 1988 2 p. 118 . 169 Al momento non è possibile stabilire se il fenomeno sia di origine privata o se invece si tratti del risultato di provvedimenti amministrativi locali 6o. Per le zone ai confini dell'impero , e non è certo il caso di Ferento , è stato rilevato un certo legame tra la produzione di moneta locale fusa e gli accampamenti militari, facendo delle imitazioni il risultato di iniziative di funzionari militari locali 6 1. Per proporre una cronologia di questi pezzi ci si è basati sullo studio comparato del contesto di ritrovamento e sulle caratteristiche metrologiche dei piombi. Purtroppo , il dato stratigrafico , che insieme con lo studio dei materiali ceramici è ancora in corso , per il momento non ha fornito elementi cronologici puntuali , ed il materiale eneo è risultato poco rappresentativo, creando problemi di datazione anch'esso , a causa della presenza del fenomeno della tosatura e della spezzatura di molti esemplari . Infatti, nella totalità del ritrovamento, esso costituisce soltanto il 17% circa (fig . 6) , ed è caratterizzato da pezzi gravemente usurati e in cattive condizioni , tanto che è stato possibile datarne con certezza soltanto il 24%. Il materiale può essere cosÌ riassunto: 330-335 330-340 347-348 356-357 357-363 364-378 364-378 378-383 383-388 388-403? GLORIA EXERCITVS , 2 stendardi Testa di Costantinopoli/Vittoria su prua VICTORIAE DD AVGGQ NN FEL TEMP REPARATIO , cavaliere atterrato SPES REIPVBLICE SECVRITAS REIPVBLICAE GLORIA ROMANORVM VICTOR-IAAVGGG , 1 vittoria avanza a s. VICTORIA AVGGG , 2 vittorie affrontate AE4 di Arcadio , "SALVS"? ILLEGGIBILI62, di cui : Frammentarie 2 I 9 2 65 26 Come si vede dallo schema , il tipo più presente è SECVRITAS REIPVBLICAE, e più in generale il periodo maggiormente attestato è quello compreso tra g li anni 364 e 378 d.C. Non mancano però alcune monete precedenti: sono presenti emissioni con il tipo Costantinopoli e Vittoria su prua o GLORIA EXERCITVS, Lo stesso problema viene sollevato in PI LON 2004 , con relati va bibliografia. 1971. 62Cfr. nota 23 . [n questo caso non è stato sempre facile distin guere un AE3 tosato da un Al::A e quindi si è preferi to genericamente datare tutte le monete illeggibili , eccetto le fra mmentari e , al peri odo compreso tra il IV ed il V secolo d.C . 60 6 1 A LFÒ LDI 170 due soldati tra due stendardi. A differenza del gruzzolo precedentemente descritto è stato identificato soltanto un esemplare della serie FEL TEMP REPARATIO, datati all' ultimo periodo dell 'emissione sulla base del peso che non arriva a g.2,25 63 . Anche in questo caso le monete coprono quasi tutto l'arco del IV arrivando fino all' inizio del V secolo: dal 330 al 403 d.C. Infatti il terminus post quem per questo ritrovamento è dato da un AE4 di Arcadio con il tipo SALVS REIPVBLICAE64. Come è stato detto, il materiale eneo si presenta spesso frammentario (quasi un terzo del totale) , e 19 esemplari risultano tagliati in metà ed in quarti, come ad esempio l'unico AE2 trovato 65 . Questa pratica si riscontra anche in alcuni tondelli di piombo e coinvolge circa il 12% dell'intero gruzzolo (61 esemplari). Collocare cronologicamente il periodo in cui si diffonde l'uso di ritagliare le monete costituisce un punto di partenza per la datazione dei piombi. Per la tarda antichità 66 , il fenomeno viene messo in relazione con la legge del 395 d.C. (COD. THEOD . IX, 23,2)67. Con questa disposizione si stabilisce che l'unica moneta di bronzo che può circolare è il centenionalis, si pone fine alla coniazione di moneta più grande, che se trovata in circolazione verrà ritirata. In concomitanza con la legge, alla fine del IV secolo d.C., la chiusura di alcune zecche occidentali 68 deve aver portato ad una situazione di carenza di moneta spicciola: non era infatti più possibile riutilizzare la vecchia moneta perché non conforme ai nuovi standard metrologici69 . Ecco allora che la tosatura di monete più grandi si spiega come provvedimento attuato per fronteggiare questa situazione di crisi. Lo studio di Delmaire70 colloca l'uso di ridurre le monete nel periodo in cui l'AE4 è l'unico nominale di bronzo coniato (410-423) . Questa datazione è supportata dall' analisi dei ritrovamenti monetali della Gallia e della Britannia, da cui si evince che siti he vengono abbandonati verso il 406 d.C. non hanno monete ritagliate, per cui lo tudioso ne ipotizza l'uso in un periodo successivo a questa data. Questa situazio- Cfr. RIC VIII p. 37. In questo caso la certezza che si tratti effettivamente della leggenda SALVS REIPVBUCAE. e DOn SALVS REIPVBUCE , è data dal fatto che è possibile identificare parte della leggenda di drit(O e attribuire la moneta all'emissione di Arcadio. Lo stesso problema è stato riscontrato per la borsa dell ' ambiente G, dove però non è stato possibile determinare l' autorità emittente (cfr. supra) . < Gli Ae2 della " borsa" dell'ambiente G sono invece integri ed in buono stato di conservazione. Per quanto riguarda invece il primo impero su questa pratica si veda BUTTREY 1972. 7 Questa attinenza è trattata ampiamente in DELM AIR E 1983 , pp. 136,137 . 68 Aquileia , Treviri , Arles , Lione e Mil ano (RIC X) 69 L'ipotesi di un ' intenzionalità nella frammentazione delle monete del periodo post-costantiniano per ragioni di adeguamento ponderale era già stata proposta in CES ANO 19 ["3 (p. 538). DELMAIRE 1983 p.137. 3 171 ne , che si riscontra in altre aree dell ' impero occidentale71 , sembra essere confermata anche dai ritrovamenti italiani 72 . Anche se altri ripostigli dell'Italia centrale contenenti monete tagliate e tosate si chiudono grosso modo intorno alla metà del V secolo d.C. 73 , l'assenza nelle "borse" in esame di emissioni successive ad Arcadio porta a due ipotesi. Si potrebbe trattare di un fenomeno che a Ferento si manifesta prima che in altri luoghi, oppure la presenza di questi pezzi indica una datazione più recente di quella desunta dalle monete leggibili . Queste due possibilità di interpretazione riflettono un ulteriore problema, e cioè se bisogna considerare i piombi come contemporanei alle emissioni di bronzo che imitano o se sono stati prodotti in un secondo moment0 74 . A tal proposito si prenderà in esame il terzo ritrovamento. Esso proviene da un ambiente situato sul margine orientale del saggio l e non scavato interamente nel senso della lunghezza. Sotto la pavimentazione, formata in origine da un tavolato ligneo sorretto da una serie di travetti infissi nel terreno , sono state trovate 13 monete in giacitura primaria (fig. 5) . Gli esemplari, in questo caso tutti di bronzo , si trovavano in quello che doveva essere il sottopavimento , coperto da uno strato in cui sono stati messi in evidenza una trave di legno carbonizzata e numerosi chiodi sparsi . Gli esemplari leggibili hanno permesso di inquadrare la "borsa" tra il IV e il V secolo d .C. La metà del materiale si colloca tra la fine del IV e l'i ni zio del V (383-408 circa d.C.) e la moneta più recente è un esemplare con tipo VRBS ROMA FELIX, coniato tra il 404 e il 408 d.C .7 5 . Per l' area spagnol a in generale si veda MAROT 1997 e 2000-200 I. Per una estesa bibliografia si rimanda ad ASOLATI 2005 p . 21 72 Si veda la bibliografia presente in ASOLATI 2005 pp . 20-21. 73 11 fenomeno è largamente attestato anche nel corso del VI secolo d.C. dove però il peso dei frammenti prodotti con questa pratica si aggira intorno a g. 0,20 circa . In questo caso sono stati presi in considerazione solo esemp i con frammenti inquadrabili nel sistema di pesi della prima metà del V secolo: Minturno: la moneta più recente è di Valentiniano III (NEWELL 1933); Castro dei Volsci: anche se il ripostigl io si chiude con Giustiniano sono presenti 143 pezzi " postcostantiniani" frammentati dal peso medio di 0,93 g. (CESANO 1913 p. 514) ; Villa Giulia: 426/430 (CEPEDA 1991 pp. 2425); Camporegio: le emissioni più recenti appartengono al periodo di Valentiniano III e forse Teodosio II , (CIAMPOLTR INI 1988 p. 523 , per la datazione delle imitazioni in questo gruzzolo si veda ASQLATI 2006) ; Falerii Novi: post 472 (ASOLATI 2005) ; agro ve iente: si chiude forse con Libio Severo (CESA o 1913 , p. 545); Ostia: 423/425 (CESANO 1913 pp. 546-547) ; Porto: post 445/450 (SPAGNOLI 2001). 74 Questo problema è stato a lungo dibattuto e rimane ancora aperto per le imitazioni delle emissioni degli anni 330-36 1, in proposito si veda LE GENTILHOMM E 1943 p. 64 e CALL U-GAR NIER 1977 p. 283 nota 12. 75 RIC X p . 327. 71 172 347-348 356-357 357-363 378-383 383-388 388-403 404-408 VICTORIAE DD AVGGQ NN FEL TEMP REPAR ATIO , cavaliere atterrato 76 SPES REIPVBLICE VOT/XX/MVLT/XXX VICTORIA AVGGG , due vittorie affrontate SALVS REIPVBLICAE77 VRBS ROMA FELIX ILLEGGIBILI78, di cui: AE3 AE4 2 I 5 3 2 È da notare che anche se i pezzi sono caratterizzati da un forte stato di usura , a differenza della " borsa" dell'ambiente E , non si riscontrano né monete dimezzate o tosate , né pio mbi. Infatti , come si vede dalla tabella, questi ultimi, se pur in misura differente , sono presenti nei primi due ritrovamenti e non nel terzo , che tra tutti è quello che si chiude più tardi. Le prime , invece , sono attestate soltanto nella seconda " borsa", che è quella con la maggior concentrazione di piombi . La differenza tra i due fenomeni sta nel fatto che le monete spezzate sembrano indicare soprattutto la volontà di ridurre i tondelli a valori ponderali di versi da quelli con cui i pezzi erano stati originariamente prodotti , mentre la presenza di piombi testimonia una carenza di circolante. In questo senso va osservato che i valori de i nominali della "borsa" del terzo ritrovamento sono piuttosto bass i79 , il che potrebbe spiegare l'assenza di pezzi tosati e dimezzati. Infatti, anche il tipo VRBS ROMA FELIX, considerato generalmente dal RIC X come un AE3 , in questo caso è del tipo B2 (13 mm)80. L'assenza di moneta dimezzata nel primo contesto di rinvenimento potrebbe indicare che i due fenomeni non siano contemporanei, ma al momento non è possibile determinare con sicurezza se a Ferento si sia ricorso prima all 'uso di monete spezzate e tosate o ai piombi , e perché questi non siano presenti nell ' ultimo ritrovamento. Se si considera che la tosatura indica , in secondo luogo, anche l'esigenza di avere una maggiore quantità di monete di piccolo taglio , il ricorso ai piombi potrebbe essere avvenuto in un momento successivo , quando la crisi di circolante era di una certa entità. 76 Vedi nota 64 . 77 RIC X p. 324 . 78 Vedi nota 23 . 79 Il diametro massimo è di 17 mm ed è raggiunto in tre casi soltanto. 80 Cfr. K ENT 1988 , p. 283. l73 AMBIENTE E AMBIENTEG TERZO RITROVAMENTO Moneta più recente Monete spezzate Piombi Situazione di ritrovamento 388-403 388-403 - 404-408 - X X giacitura secondaria X giacitura secondaria giacitura primaria La mancanza di entrambi i fenomeni nel terzo ritrovamento suggerisce che questi non hanno influenzato la composizione di questa borsa. Una possibile spiegazione potrebbe derivare dal fatto che alla data di chiusura questi non fossero più In uso . E' possibile quindi supporre che le "borse" si siano formate nell'ordine: 1) E, 2) G , 3) terzo ritrovamento . Il confronto dei tre ritrovamenti fa pensare che la produzione di piombi sia stata contemporanea o comunque di poco posteriore alla data di emissione degli originali in bronzo . In questo caso l'imperatore della leggenda a cui si è accennato in precedenza8 1 (ambiente E) dovrebbe essere Teodosio 182 , e tutto il contesto si chiuderebbe nei primi anni del V secolo d.C. in linea con la cronologia dell ' ultima moneta di bronzo trovata. Riguardo al valore effettivo dei tondelli di piombo è possibile proporre due ipotesi. Questi potevano essere stimati in virtù del loro valore intrinseco, oppure erano considerati per la funzione sostitutiva che svolgevano , quindi con un carattere fiduciario 8 3 . Nel primo caso essi avrebbero un valore inferiore al corrispettivo eneo , e allora non si spiega il motivo per cui , pur imitando nella tipologia e nel diametro le contemporanee monete di bronzo , si attestino su pesi corrispondenti a circa la metà del peso teorico dell ' AE4 84 : qualora infatti i due metalli fossero vincolati da un rapporto anche nella loro forma monetale , i tondelli dovrebbero avere un peso maggiore determinato dal diverso prezzo dei materiali . V. nota 46 . Emi ssioni di Teodosio Il non sono con iate in occide nte prima del 423 (RIC X , p . 355). 83 DE TU RKH EIM -PEY 2001 p . 156 . 84 1,15 grammi.RICXp . 18 . 81 82 174 Il già citato studio di C. Morrisson si propone di calcolare la relazione di mercato tra il piombo e il bronzo. Per il IV secolo suggerisce un rapporto medio tra rame e piombo di 1:3,4, compreso tra 1:4 e 1:2,8 85 . Tuttavia , come è anche specificato dall'autrice , si tratta di un ' ipotesi fragile che si basa su calcoli approssimativi 86 . Tondelli in piombo con le stesse caratteristiche fisiche di quelli di Ferento sono stati individuati anche in Italia e in altre zone dell'impero 87 . In alcuni ritrovamenti sono stati trovati tondelli di piombo che, però , non costituiscono un termine di confronto con il nostro sito, in quanto si tratta chiaramente di imitazioni di monete di V secolo d.C . o di tondelli con affinità metrologiche a emissioni di VI88. Allo stato attuale dello studio di tutto il materiale recuperato dagli scavi del! 'Università della Tuscia89 , si può notare come la presenza di piombi non rimanga circoscritta a questi due ritrovamenti, ma si tratti di un fenomeno più esteso che interessa tutta l' area del saggio 1 finora indagata. Inoltre, il sito sembra essere caratterizzato dall'assenza di emissioni databili con sicurezza al pieno V secolo d.C ., che invece sono comunque presenti nei ritrovamenti di Falerii Novi 90 , Roma 91, Ostia (Pianabella)92 e Port093 . I piombi potrebbero quindi essere stati prodotti imitando tipi della fine del IV secolo d .C. per sostituire la moneta ufficiale in un periodo successivo a questa data . La situazione di Ferento testimonia una grave condizione di mancanza di circulanle verificatasi all'inizio del V secolo d .C . In questo periodo la Tuscia vede nel 405-406 l' invasione e le devastazioni delle truppe di Radagaiso fermate a Fiesole94 , la zona interna è scossa dal passaggio di Alaric095 diretto a Roma per il MORRISSON 1993 , p . 84. Per quanto riguarda invece il rapporto tra la moneta di bronzo e la moneta d'oro si veda lo schem a in B URNETI 1987 p . 151; Lo CASCIO 1993; ARSLAN 2004. 86 Si veda in particolare la nota 6 p. 84 in MORRISSON 1993. 87 Per un confronto nelle vici nanze di Ferento si veda il ritrovamento di Porto in SPAGNOLI 2001 (IO tondelli di piombo p. 131 n. 41) , questi esemplari sembrano però attestarsi su valo ri metrologici un po ' più bassi rispetto a quelli di Ferento; il ripostigl io di Faleri i Novi in ASOLATI 2005, quest ' ultimo con estesa bibliografia riguardo all 'area italiana e più in generale per tutto l' impero (cfr. in particolare nota 52). 88 Come ad esempio nel caso di Izvoarele (CULICA 1972) o Ain Kelba, dove i piombi sono compresi tra 0,08 e 0 ,38 g. e 8 e lO mm (MORRISSON 1980) , e nel terzo gruzzo lo di Hawara, che si chiude nel 480 d .C. ci rca e presenta piombi compresi tra 0 ,4 e 0 ,85 g. e 8 e llmm (PEARCE 1938) . 89 AI momento sono state schedate 1750 monete su un totale di circa 1930 esemplari recuperati . 90 AsoLATI 2005 p. 25 . 9\ Si veda R EECE 1982a, REECE 1982b, ROVELLI 1989 , ROVELLI 1990 , CEPEDA 1991, MOLINARI 1995 , M UNZI 1997. 92 SPAG NOLI 1993 p . 248 . L' 11 % del materi ale analizzato appartiene al periodo compreso tra Onorio e la metà del V secolo d .C . Su un totale di 532 monete, lO esemplari si coll ocano entro il 425 . 93 SPAGNOLI 2001 reg istra la particolare presen za di esemplari di Valenti'niano III (p. 126). 94 ZOS v.26 (PASCHOUD 1986); ORos .VIT.37.13 (LIpPOLD 1976) . 85 175 sacco del 410 e quella costiera è attraversata dalle truppe di Ataulfo di ritorno in Gallia96 nel 412 d.C. Questo clima di incertezza e instabilità politica produce degli effetti anche sull'economia dell'impero . Nel 413 , dopo questi eventi drammatici, Onorio decide di venire incontro ai cittadini delle aree maggiormente devastate allentando la pressione fiscale . Nelle province suburbicarie la tassa sulla proprietà terriera viene ridotta ad un quinto , ed in particolare per il Piceno e la Tuscia ulteriormente di un settim097 . Un'eco di queste difficoltà si riscontra anche nella circolazione monetale di Ferento , che, in questo periodo sembra essere tagliata fuori dai flussi di nuova moneta, e risponde alla situazione di carenza di circolante utilizzando i piombi, le monete di bronzo spezzate e tosate . Il quadro che viene quindi delineandosi per il periodo compreso tra la fine del IVe l'inizio del V secolo d.C. non sembra discostarsi troppo dalla circolazione di altre aree settentrionali, avvicinando il sito alla situazione di alcune zone dell 'Etruria settentrionale e costiera98 , piuttosto che al contesto di Roma. [n proposito JOR . XXX , 155 : .. .eiusque praedis spoliisque potiti, Aemiliam pari tenore devastant, Flaminiaeque aggerem imer Picenum el Tusciam usque ad urbem Romam discurrenles, quicquid in utrumque latus f uil , in preda diripiunt. (GIUNTA-G RILLONE 1991 ) 96 RU NAM. I, 39-40: .. .Postquam Tuscus ager postquamque Aurelius agger/ perpessus Geticas T. ense vel ig ne m a ntlS . . . (CASTORI NA 1967) 97 COD.THEOD. X[XXVIII.7 ; [2 . JONES 1964 pp . 204, 452. 98 Nei ripostigli di Radda in Chianti e di Lecciaglia le monete di bronzo non arrivano oltre l'età di Onorio (Ci AMPoLTRI NI 2005). Anche negli horrea di Vada Volterrana non sono ,t~tP. trovMp. mon P.tP. posteriori all'inizio del V secolo d .C. (FACELLA 2004 p. 50). imitaz ioni in bronzo sono presenti nel riposti glio di Camporegio di Te[amone (Gr) dove l' ultima moneta è di Teodosio II (CiAMPoLTRI NI 1988, ASOLATI 2006 per una dataz ione delle imitaz ioni alla seconda metà del V). A Cosa con il V secolo d .C. si ass iste ad una brusca diminu zione di circolante (BUTTREY 1980 p. 34). 95 176 ABBREVIAZIONI BIBLlOGRA FlCHE I 00 ALFOLDI M.R. 1971 , Die Gussformen und gegossenen Fiilschungen kaiserzeitlicher Munzen, in Chiron, l, pp . 350-363 . ARSLAN E. 2004, Le monete di Manerba, in B . PORTULANO, S. AMICONI (edd.), La necropoli romana di Campo Olivello . Dagli scavi ottocenteschi di G.B . 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Composizione della "borsa" dell ' Ambiente E. 184 MONETE 1:1 2:1 914 D 914 R 914 D 914 R 1032 D 1032 R 1032 D 1032 R 10311 D 1034 R 1034 D 1034 R 1064 D I064R 1064 D 1064 R 1195 D 1195 R 1195 D 1195 R 185 1:1 2:1 1292 D 1292 R 1292 D 1292 R 1305 D 1305 R 1305 D 1305 R 186
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