Nuovi ritrovamenti numismatici di Risan (Bocche di Cattaro, Montenegro) moreProceedings of the 11th International Numismatic Congress, Brussels 1991, eds T. Hackens, Gh. Moucharte (Louvain-la-Neuve, 1993), pp. 139-145. |
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Hellenistic Pottery, Numismatica, Archeologia, Numismatica, Ancient Greek, Ancient Greek Numismatics, Numismatics, and Ancient numismatics (Archaeology)
ACTESdu
Xle Congres International de Numismatique
organise a ['occasion du 150e anniversaire de la Societe Roy ale de Numismatique de Belgique
Bruxelles, 8-13 septembre 1991
publies avec le soutien financier de la Commission Internationale de Numismatique,
de l'Association Internationale des Numismates Professionnels et de la Societe Royale de Numismatique de Belgique
PROCEEDINGS of the
Xlth International Numismatic Congress
organized for the 150th anniversary of the Societe Royale de Numismatique de Belgique
Brussels, September 8th-13th 1991
published with the financial help of the International Numismatic Commission,
the International Association of Professional Numismatists and the Societe Royale de Numismatique de Belgique
EXTRAIT DU VOLUME I
edites par le - edited by
Seminaire de Numismatique Marcel Hoc
sous la direction de - under the direction of
Tony HACKENS Ghislaine MOUCHARTE
avec la collaboration de - with the collaboration of
Catherine COURTOIS, Harry DEWIT, Veronique VAN DRIESSCHE
Louvain-la-Neuve, 1993
Dubravka UJES
139
Nuovi ritrovamenti numismatici di Risan
(Bocche di Cattaro, Montenegro, Jugoslavia)
Dubravka UJES*
Gli scavi effettuati nel 1988 a Risan (Bocche di Cattaro, Montenegro, Jugoslavia)
hanno restituito abbondanti ed importanti reperti archeologici, tra i quali i numerosi
ritrovamenti delle monete del «re» Ballaios (PaoiXeu^ BaXXaioq) sono di particolare
interesse e sono qui pubblicati per la prima volta. D contesto archeologico del materiale
numismatico apre la strada ad analisi piu complesse, che possono essere di particolare
interesse per la cronologia delle emissioni di questo sovrano ignoto alle fonti scritte.
La piccola citta di Risan, situata nella parte settentrionale delle Bocche di Cattaro, e
gia da lungo tempo identificata come continuatrice del notevole antico centro illirico
Rhizon-Risinium, perche un tempo le Bocche venivano chiamate Sinus Rhizonicus.
Registrata dalle fonti letterarie ed epigrafiche greche e latine, la citta fiori nell' epoca
ellenistica - il periodo del grande progredire degli Illiri - e il suo sviluppo non fu
impedito ne dalla conquista romana, n€ piu tardi dopo la formazione della provincia
romana, ma continuo in modo che la Risinium romana acquisto il diritto di colonia1.
La grandezza e l'importanza della citta sono confermate dai reperti archeologici
concentrati nella localita di Carine, la bassa fascia costiera situata nella parte occidentale
della citta attuale, dietro la quale si alza la collina di Gradina con le rovine dell'antica
fortezza2.1 ritrovamenti numismatici di questa area sono eccezionalmente frequenti, e fra
di loro si distinguono appunto le monete di Ballaios, il che conferma l'esistenza di una
presupposta zecca3.
Filozofski fakultet, Odeljenje za arheologiju, Beograd.
L'autore ringrazia il piu cordialmente al Comitd Organisateur del XI Congresso Internazionale di
Numismatica per l'ospitalita e per il generoso aiuto financiario.
PiCcov-Risinium-Risan : E. OBERHUMMER, Pv^cov, in RE, 1914, p. 937-939; G. ALFOLDI,
P(i>v, in RE, suppl., XI, 1968, p. 1214-1217; M. GARASANIN, Istorija Crne Gore, vol. I,
Titograd, 1967, p. 118-121, 210-216.
J. GELCIC, Lapide di Risano, in Bolleti.no italiano di Correspondenza Archeologica, 8-9, 1868,
p. 191-192; A. EVANS, Antiquarian Researches in Illyricum, in Archaeologia, 48, 1883, p. 40-
41; 49, 1885, p. 40-52; S. FRANKFURTER, Epigraph. Bericht aus Osterreich, in Archaeologisch-
Epigr. Mitt, aus Osterr., 1, 1883, p. 104-106; H. RICHLY, Archdologische Funde aus den Bocche
di Cattaro, in Mitt, der K. K. Zentral-Commis. zur Erforschung und Erhaltung der kunst- und
histor. Denkmaler, NE., 24, 1898, p. 143-152; W. KUBITSCHEK, Gott Medaurus, in he. cit., m
F., Bd. 2, 1903, p. 170-173; ID., Funde. Bocche di Cattaro, in Jahrbuchfiir Altertumskunde, 2,
H. 1, 1908, p. 39-40; per i reperti dal retroterra: M. PAROVIC-PESIKAN, Planinsko zalede,
Riziniuma (II retroterra di Risinium), Beograd-NikSi6, 1980, passim.
La frequenza di reperti numismatici e sottolineata da: H. RICHLY, op. cit., p. 150-151, e A.
EVANS, On Some Recent Discoveries oflllyrian Coins, in NC, n. s., 20, 1880, p. 269-302, dove
e impostata la tesi della zecca di Rhizon (p. 296); reperti di monete di Ballaios : J. KLEMENC,
MUnzfunde in Jugoslavien 1910-1936, in Numismatika, 2-4, 1936, p. 127-128; stesso
ritrovamento : IGCH 564, e I. MIRNIK, Coin Hoards in Yougoslavia (BAR Suppl. Ser., 95),
hoard 40; una parte del ritrovamento adesso al Museo Nazionale di Belgrado: D. GAJ-POPOVIC,
Monnaies illyriennes. Monnaies de Ballaios du type de Risan, in ZborNarodMuzBeogradu, 4,
1964, p. 75-78; D. RENDIC-MIOCEVIC, An Unknown Find oflllyrian and Greek Coins from
Rhizon, in NV, 30/1 (41), 1987, p. 5-14; ID., Ein Beitrag zu den Silbermiinzen des illyrischen
Konigs Ballaios, in NV, 14/25, 1967, p. 1-6; G. GORINI, The Ballaeus Hoard from Rizan in the
Ashmolean Museum, in GNS, 41, 162, 1991, p. 25-30; a Risan esistono parecchie collezioni
private; altri reperti numismatici: B. HORVAT, Die Tetradrachmen von Damastion aus dem Funde
von Risan in Sud-Dalmatien, in Numismatika, 2-4, 1936, p. 26-64; K. PINK, Lokale Pragungen
aus dem Sinus Rhizonikus, in VAHD),, 18-21 (Serta Hoffilleriana), 1940, p. 527-535; stesso
ritrov.: I. MIRNIK, op. cit., hoard 39 e commento di D. RENDIC-MIOCEVIC, L'atelier monitaire
140 Nuovi ritrovamenti numismatici di Risan (Bocche di Cattaro, Montenegro, Jugoslavia)
Nel 1988 nella zona orientate di Carine e stata scoperta una parte di agglomerato,
con buona probability di carattere urbano, con delle basi di edifici e il loro inventario
contiene ben 135 esemplari di monete4. Tutti gli esemplari esaminati in questo lavoro (87
monete) appartengono alle emissioni di Ballaios, tutti sono di bronzo, di piccolo modulo
e il loro stato di conservazione e spesso cattivo5. La loro classificazione e stata eseguita
secondo la sequenza tipologica di J. BrunSmid, che da la possibility di distinguere i
gruppi di monete stilisticamente affini6. La piu parte degli esemplari puo essere sistemata
secondo la tipologia citata, ma va notato che sono presenti numerose varianti, ed anche
esemplari di stile «transitorio» o «misto»7. Va sottolineato che nonostante il gran numero
di monete nel ritrovamento non e stato possibile identificare degli esemplari con lo stesso
conio ne stabilirne la sequenza8. La divisione di carattere piuttosto geografico, in tipi
«Risinio» e «Fario», basata sull'ipotesi dell'esistenza di zecche a Rhizon e Pharos, e
accettata qui in senso convenzionale, sopratutto perche il suo carattere (in un certo grado
piu generale) permette la determinazione almeno approssimativa di certi esemplari
danneggiati, rendendo possibile la loro inclusione nell'analisi piu dettagliata9.
Fra i 135 esemplari, il tipo «Risinio» e assolutamente dominante (all'incirca il
94,25 %) e il «Fario» scarso (± 5,75 %), confermando cosi l'idea di due aree di
circolazione nelle quali predomina uno, rispettivamente l'altro tipo. Fra i tipi «Risini»
prevalenti sono quelli di «stile fino» (± 50 % del totale), anche loro divisi in gruppi
secondo le particolarita stilistiche10. Fra i tipi «Risini-barbarizzati» (+ 27,60 %) sono
compresi esemplari ben diversi fra di loro, tra i quali anche quelli di stile molto rude e con
effigie schematizzate le cui varianti sono state molto difficili da classificare (± 12,60 %).
II gran numero degli esemplari esaminati ed il fatto che sono stati sottoposti
aU'eliminazione dello strato di cloruri e ossidi ci hanno permesso di individuare qualche
particolarita metallurgiche e tecniche. Nonostante l'esistenza di piu varianti e di
de Rhizon et ses Emissions, in Frappe et ateliers monitaires dans I'Antiquite' et au Moyen Age,
Beograd, 1976, p. 35-46.
Lo studio delle monete e stato effettuato per gentile concessione della dott. Vilma KovaCevic,
direttore dello scavo, che qui ringrazio; gli scavi sono stati effettuati dalla Soprintendenza
comunale per la protezione di beni culturali, Cattaro (Kotor), dal 18.7. al 25.11.1988; sono stati
aperti due sondaggi con all'incirca 130 m2; va notato che nel 1968 sono stati effettuati gli scavi
«di prova» nella stessa localita, ma i risultati non sono stati pubblicati; va anche notato che nel
1942 sono stati effettuati sondaggi di carattere archeologico nella zona centrale di Carine dal
presidio italiano stazionato a Risan, ma non e risaputo dove e stato portato il materiale.
Dei 135 esemplari scoperti, ne ho esaminati 87; 16 sono fuori analisi a causa della loro totale
corrosione (va sottolineato che il terreno di Carine e bassissimo, esposto all'inondazione
stagionale, cosi che tutti i reperti di metallo sono molto dannegiati dalla corrosione); 32 non mi
sono stati accessibili, ma secondo la documentazione degli scavi, tutti sono di Ballaios.
L'analisi tipologica b stata effettuata secondo J. BRUNSMID, Die Inschriften und Miinzen der
griechischen Stddte Dalmatiens, Wien, 1898, ristampa anastatica dal 1979 (Padova, ed. G.
GORINI); sono stati consultati altri lavori, tra i quali specialmente : G. GORINI, Notes about the
Coinage of King Ballaios (Illyris), in Numismatika, 1 (VIII), 1988, p. 16-21; BMC, Thessaly to
Aetolia, 81; le analogie molto vicini sono trovate in : SNG Cop. Thessaly to Illyricum, n°529-
534; S. BOUTIN, Catalogue des monnaies grecques antiques de la collection Pozzi, Maastricht,
1979, n°2946-2951; e particolarmente in : I. MAROVIC, The Coinage of Ballaios in the
Archaeological Museum in Split, in VAHD, 81, 1988, p. 81-145.
I tipi «transitori», la cui analogia precisa non poteva essere trovata presso BrunSmid, sono tanti fra
gli esemplari «Risini-barbarizzati».
Fra gli esemplari bene leggibili non era possibile notare l'esistenza delle uguali impronte; in
questo senso b analoga la situazione a Gradina in OSanici, con all'incirca 30 esemplari tutti di
diversi coni: Z. MARIC, Nov£i6i III i II st. s.e. sa Gradine u Olanitima kod Stoca (Monete di III
ellsecolo a.C. da Gradina a Olaniti presso Stolac), dans Glasnik Zemaljskog muzeja u Sarajevu
(= GZM), 27-28, 1973, p. 251.
Questa divisione impostata da A. Evans (op. cit, 1880, p. 297) anche se attaccata, corrisponde in
senso generale alia diffusione di due tipi.
Nel ritrovamento sono identificate quasi tutte le varianti del tipo «Risinio» e fra di loro anche le
varianti «transitorie».
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divergenze, e stato possibile notare che le differenze nella qualita e nel colore del metallo
dei tondelli, e le differenze anche nella lavorazione dei tondelli stessi, stanno in un certo
rapporto con particolari tipi11.
Non e possibile considerare con molta attenzione l'aspetto metrologico del
ritrovamento, perche il peso residue oltretutto, non corrisponde a quello originario12. E
possibile soltanto confermare la gia notata relativa differenza di peso fra i due tipi
principali (i tipi «Fari», di tondello piu piccolo, sono i piu legged, mentre quelli «Risini-
barbarizzati» sono i piu pesanti).
Va notato che un esemplare e perforato e forse aveva il valore di amuleto (note le
analogie sincrone ed anacrone)13.
II numero considerevole di esemplari in esame, nonostante ve ne siano alcuni
difficilmente determinabili e illeggibili, ha reso possibile un'analisi piu dettagliata del
nuovo ritrovamento in senso stilistico e tipologico e ci ha fornito delle osservazioni
metallurgiche, e, in un certo modo, con dei dati metrologici, ha aumentato nello stesso
tempo l'evidenza relativa alle altre questioni della monetazzione di Ballaios, come quella
di zecche, di produzione monetaria, e perfino anche di circolazione, ecc, cioe di tutti
quegli aspetti inclusi negli «elementi intemi» dell'indagine numismatica14.
Strettamente legato al contesto archeologico questo ritrovamento aggiunge pertanto
la possibility di prendere in considerazione pure gli elementi «esterni» che ampliano lo
studio numismatico nel senso piu stretto della parola15. Gli elementi e i dati «esterni» del
ritrovamento in esame potrebbero avere un'importanza considerevole per quel che
riguarda la precisazione della cronologia delle emissioni di Ballaios; perci6 conviene
fermarsi sul contribute che lo studio archeologico pu6 offrire alia ricerca numismatica16.
Nell'area scavata sono state scoperte le vestigia dei muri di due edifici, costruiti in
modo tipicamente ellenistico, di cui si conservano solo i basamenti17 (Fig. 1). Dalla loro
posizione, e dal rapporto con i muri parzialmente scoperti, si pu6 dedurre il carattere
1* I tondelli dei tipi «Risini-barbarizzati» sono di colore piu rossastro, spesso di forme e di spessore
molto irregolari; il metallo e forse di qualita piu bassa perche sono molto danneggiati dalla
conosione.
12 Danneggiati dalla ossidazione e sottopposti al rilevamento di strati di corrosione, gli esemplari in
esame non possono essere molto utili all'analisi metrologica.
** Le monete perforate e portate come amuleti sono documentate nelle tombe illiriche: A.
ST1PCEVIC, Coins Used as Amulets with Illyrians, in Numismatika, 6, 1978, p. 34-36; va notato
che una analogia anacronistica di moneta di Ballaios portata come amuleto e trovata assai lontano
dalla zona di emissione : M. VASIC, Le trtsor de Boljetin (We s.), in Sirmium, 8, 1978, p. 135.
14 Sui dati «interni» ed «esterni» di indagine numismatica e sulla loro importanza nello studio delle
emissioni adriatiche, cf. G. GORINI, La prima fase della monetazione greca di bronzo in Adriatico,
in RIN, 78, 1976, p. 7, e ID., Aspetti della monetazione greca nell'antica Dalmazia, in Atti della
tornata di studio nel cinq, anniversario della fondazione di Zara, Venezia, 1976, p. 72.
15 La questione di monete nel contesto archeologico e un problema molto discusso. II caso in esame
offre diversi elementi di fiducia, anche se il terreno di Carine era esposto a diversi disturbi (v. anche
nota 5).
16 La cronologia delle emissioni di Ballaios : dopo circa 168 fino a circa 135 a.C, proposta da A.
EVANS (pp. cit., 1880), e accettata da J. BRUNSMID (op. cit., 1898) e altri numismatici; nella
riconsiderazione recente del problema, G. GORINI ha proposto una correzione piu accettabile,
rinforzata da ricerche di J.M.F. May, Re Ballaios : una proposta cronologica, in // Crinale
d'Europa. L'area illirico-danubiana nei suoi rapporti con il mondo classico, Roma, 1984, p. 43-
49: tra il 195 e il 175 a.C; anche se l'analisi del materiale archeologico e ancora in corso,
possiamo presentare i risultati preliminari cercando di stabilire un quadro cronologico piu sicuro
che risulta soltanto daU'esame di tutti i reperti.
^ Le strette analogie per i muri si trovano a Vis (Issa): B. KIRIGIN e E. MARIN, Issa' 80, in
VAHD, 78, F. 9, T. X-l, p. 55-56, e N. CAMBI, B. KIRIGIN e E. MARIN, Archaeological
Excavations at the Hellenistic Necropolis of Issa, in VAHD, 75, VII-1, 2,1981, p. 64-65.
142 Nuovi ritrovamenti numismatici di Risan (Bocche di Cattaro, Montenegro, Jugoslavia)
urbano dell'agglomerato18. Nei quadro deH'area scavata i reperti numismatici sono stati
evidenziati su tutta la superficie e in tutti gli strati, cosi che si pud affermare che non si
tratta di un ripostiglio, anche se si nota una certa concentrazione di monete nei vani dei
due edifici19.
I diversi reperti archeologici appartenenti al contesto delle monete corrispondono
aH'inventario di una casa abitata : elementi architettonici decorativi in marmo, pietre
molari, stampo, pesi e pesi da telaio di terracotta, tanti «reperti minuti» - di ossa, marmo,
terracotta figurata; numerosi, ma tanto danneggiati dall'ossidazione, i reperti di metallo -
strumenti, attrezzi, chiodi, ecc, ma prima di tutto un'enorme quantita di frammenti di
ceramica20. Fermiamoci dunque sui reperti piu indicativi in senso cronologico.
Fig. 1. Localitd di Carine, area scavata : vestigia dei muri di due edifici e posizione di monete di
Ballaios.
La fibula di tipo d. charniere e un elemento decorarivo creato nell'ambito greco ed t
assai diffuso sul tenitorio dei Balcani nell'epoca tardoclassica ed ellenistica; la variante in
esame appartiene al gruppo noto nei secoli IV e HI, anche se non e possibile escludere
l'uso prolungato21.
Gia A. EVANS (op. cit., 1880, p. 291) ha descritto le vestigia architettoniche a Carine come
«basement floors of houses and the pavements of narrow streets».
L'analisi tipologica di monete secondo gli strati di scavo e secondo la posizione non ha identificato
alcuna connessione o dipendenza dei tipi dalla profondita ne alcun raggruppamento importante.
Ringrazio la dottoressa V. KovaCevic per la documentazione degli scavi messa a mia disposizione.
R. VASIC, Prilog proudavanju Sarnirskih fibula u Jugoslaviji, in GodiSnjak Centra za
balkanoMka ispitivanja, XXIII-21, Sarajevo, 1985, p. 121-151.
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I reperti di ceramica rinvenuti in abbondanza sono il materiale piu significativo per
la questione cronologica, e indicano complessivamente il periodo che va dalla seconda
meta del IV al II s. a.C.22. Va per6 sottolineato che prevale il repertorio della ceramica
nelle forme e nelle decorazioni dello stile tipico di Gnathia la cui cronologia, specialmente
se di uso domestico e non per corredo di tomba, non va oltre la fine del III s. a.C;
accanto appaiono pertanto dei tipi piu tardi simili a Gnathia stricto sensu, detti di
imitazione, provenienti dalla Puglia o, forse, dalla costa adriatica orientale23.
L'interpretazione della presenza dei ritrovamenti di monete in contesto archeologico
e un problema molto discusso, per cui e necessaria una grande cautela ed una
considerazione attenta di tutti i reperti, particolarmente quando si intende definire la
datazione del materiale numismatico mediante la cronologia degli altri tipi del materiale
scoperto (o all'opposto). In questo senso bisogna notare che il rapporto delle monete con
contesto e indiscutibile perche documentato dalla stratigrafia dell'area scavata24.
Fig. 2. Monete di Ballaios scoperte nel contesto archeologico : 1. Risan; 2. Milovita Gumno; 3.
Ljubomir; 4. Gradina a OSanic'i; 5. Kassope.
Per quanto concerne tutti i fatti sopraesposti, dobbiamo accettare la datazione
generate proposta (dalla fine della seconda meta del IV al II s. a.C.) nonostante la
precisione non soddisfacente per i reperti numismatici, ma indicante certe tendenze
cronologiche comparabili con degli altri rinvenimenti delle monete di Ballaios, scoperte
nel contesto archeologico lungo la costa adriatica orientale : negli agglomerati di Gradina
Ringrazio cordialmente la dottoressa M. Parovid-PeSikan dall'Istituto Archeologico di Belgrado per
i consign' prestatimi sull'analisi dei reperti di ceramica; le strette analogie per la ceramica di tipo
Gnathia-Vis (Issa): N. CAMBI, B. KIRIGIN e E. MARIN, op. cit.; B. KIRIGIN e E. MARIN, op.
cit.; Osanift : Z. MARIC, ArheoloSka istrazivanja na Gradini u Oianidima kod Stoca 1963 [Le
ricerche archeologiche a Gradina a Olaniti presso Stolac nel 1963], in GZM, 27-28, 1973, p. 173-
184, T. XI, XII, XVI-XXIV e ID., ArheoloSka istrazivanja Akropole ilirskog grada Daors... na
Gradini u Olanitima kod Stoca [Le ricerche archeologiche dell'Acropoli della citta illirica di Daors
...a Gradina a OSanidi presso Stolac], in GZM, 30-31, 1977, p. 43; sulla Gnathia lungo la costa
orientale adriatica: P. LISICAR, Cenni sulla ceramica antica, in Archaeologia lugoslavica, 14, T.
X-XVII, 1973, p. 15-18; analogie si trovano anche a Momisifr presso l'attuale Podgorica : O.
VELIMIROVIC-ZEIC, La trouvaille de MomiSiti, in Starinar, 15-16, 1965, p. 193-207.
Per la fase piu tarda certe analogie si trovano a Gostilj: D. BASLER, La nicropole d Vele Ledine d
Gostilj (Donja Zeta), in GZM, 24, 1969, p. 5-10; per Budva: M. GARASANIN, op. cit., 1967,
p. 122-123.
Va sottolineato che nell'area scavata non sono documentate n€ traccie di disturbi posteriori, n€ un
strato posteriore all'epoca ellenistica.
144 Nuovi ritrovamenti numismatici di Risan (Bocche di Cattaro, Montenegro, Jugoslavia)
in OSanici presso Stolac (Herzegovina)25 e di Kassope molto piu a sud26; in tombe
tumulari tipicamente illiriche a Ljubomir (Herzegovina)27 e a Milovica Gumno28
(Fig. 2). Per quanto riguarda i reperti provenienti dagli agglomerati non e purtroppo
possibile precisare il contesto archeologico e la sua cronologia. La datazione delle tombe
illiriche contenenti le monete di Ballaios e determinata secondo la cronologia proposta da
A. Evans per le emissioni di questo re, anche se la cronologia delle ceramiche di corredo
potrebbe essere di epoca piu antica29. Cos! si ripete, in un certo qual modo, la
discrepanza cronologica gia trovata a Carine.
Nonostante le possibili obiezioni all'interpretazione del contesto archeologico
contenente le monete di Ballaios, i dati esposti possono indicare una datazione un p6 piu
alta delle sue emissioni, certamente prima della meta del II secolo a.C. Questa
conclusione, o per meglio dire, questo suggerimento, sostiene cosi la cronologia proposta
da G. Gorini (c. 195-175 a.C.) la cui argomentazione affermativa diventa sempre piu
ampia30.
Se si accetta la cronologia piu alta, si pone in primo piano la questione della
posizione del «re» Ballaios, sovrano ignoto alle fonti ma la cui esistenza e potenza sono
testimoniate dal gran numero e dalla vasta area di diffusione delle monete portanti il suo
nome. La principale difficolta che si oppone all' accettare la cronologia piu alta e il
problema di collocare Ballaios nel novero dei sovrani illirici storicamente noti o di
stabilire il suo rapporto con loro, ci6 che ci porta inevitabilmente al problema
dell'organizzazione politica ed economica del mondo illirico31. La ipotesi dell'esistenza
sincrona di «dinasti» illirici e di sovrani piu potenti detti dalle fonti i «re degli Illiri», dove
ai primi non si pu6 negare una certa indipendenza sopratutto in senso commerciale ed
economico includendo il diritto di coniare le monete con il proprio nome, forse offre un
nuovo punto di vista alia questione in esame32. Considerata in rapporto a questa ipotesi,
la cronologia piu alta delle emissioni di Ballaios acquista la piu alta verosomiglianza.
E forse opportuno aggiunggere qui qualche nota di carattere piu generale relativa al
materiale archeologico : si tratta di sottolineare la profonda ellenizzazione espressa nei
25 Z. MARIC, Nov£i6L.., in GZM, 27-28, 1973, p. 237-255, dove e esposta l'ipotesi dell'esistenza
di una zecca di Ballaios a Gradina (p. 251).
26 M. OECONOMIDES, Die Miinzen der Ausgrabung von Kassope, in W. HOEPFNER e E.L.
SCHWANDNER, 6d., Haus und Stadt im klassischen Griechenland, Miinchen, 1986, p. 134-136.
27 V. TRBUHOVIC, Les tumulus de Hercegovina, in Glasnik SANU, 12, sv. 1; V. ATANACKOVIC-
SALCIC, Vorbericht von Erforschung der Tumuli in Ljubomir, in Tribunia, 3, 1977, p. 119-139.
28 M. PAROVIC-PESKAN, Les recherches archMogiques a Boka Kotorska, in Starinar, 28-29,1979,
p. 22-24.
29 Va notato che nei lavori citati nelle note 25, 27 e 28 la cronologia della ceramica e definita
secondo la presupposta datazione della monetazione di Ballaios nella seconda meta del II s. a.C.
30 G. GORINI, Re Ballaios... (v. nota 16); va notato che i reperti di monete di Ballaios in Italia
sembrano indicare la cronologia piu alta : G. GORINI, Una moneta di Ballaios da San Dominio
(Isole Tremiti), in RIN, 91, 1989, p. 27-32.
31 La cronologia di A. EVANS {op. cit., 1880) e basata sui dati storici che chiaramente indicano il
governo dei re Pleuratos e Genthios nella prima meta del II s. a.C; F. PAPAZOGLU, Les origines
et la destinie de I'Etat illyrien : Illyrii proprie dicti, in Historia, 14, 1965, p. 143-179 : qui e
presupposta l'esistenza di una dinastia di re illirici il cui potere assoluto si estende su tutto il
territorio illirico non lasciando il posto per un sovrano di potere «parallelo»; anche D. RENDIC-
MIOCEVIC, Some Remarks on a Proposal for a New Chronology of Ballaios' Emissions, in NV,
39/XXVIII, 1985, p. 3-11, negando la verosimiglianza e l'accettabilita di una cronologia piu alta,
insiste sull'improbabilita di sincronia tra il «re» Ballaios e i re illirici supremi (p. 6), notando altri
punti deboli della nuova cronologia.
32 Anche se le fonti storiche dell'antichita sembrano esaurite, riconsiderate da un altro punto di vista
permettono interpretazioni diverse; in questo senso va sottolineato il recente ripensamento sul
problema dell'organizzazione del potere presso gli Illiri prima della conquista romana: P.
CARLIER, Rois illyriens et «roi des Illyriens», dans L'lllyrie Mtridionale et I'fcpire dans
Vantiquite", Clermont-Ferrand, 1987, p. 39-46; l'autore presuppone che si pu6 ammettere
l'esistenza sincrona di sovrani piu o meno potenti e autonomi accanto ai «re degli Uliri».
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reperti che accompagnano le monete di Ballaios33. I reperti testimoniano gli stretti
rapporti della citta indigena con il mondo greco ed ellenistico che trovano certi nflessi nei
ritrovamenti delle monete di Ballaios dalla greca Pharos, attraverso le citta ellenizzate di
Daors... e di Rhizon, fino alia citta di Kassope, e anche nelle citta sul suolo italico34. Gli
intensi contatti culturali e economico-commerciali, come testimoniano i reperti
archeologici e numismatici35, collegati all'abbondanza della produzione monetaria di
Ballaios, forse offrono un'idea della posizione economica non solo di questo sovrano,
ma anche della zona costiera illirica dal medio adriatico a nord, fino al retroterra di Rhizon
a sud. Lo sviluppo di questa zona non poteva durare a lungo perche' si opponeva
all'espansione romana, ma e gia notato dagli storici che consideravano i fattori economici
della guerra dei Romani contro gh Illiri36.
E in questa complessa trama di dati e indizi storici, numismatici e archeologici che,
pur aspettando nuove informazioni, va considerata la questione delle emissioni di
Ballaios37.
Fig. 3. 1. 1,95 g, 17,0 mm 2; 2. 1,74 g, 173 mm 9; 3. 1,42 g, 153 mm 9; 4. 1,21 g, 15,4 mm 4.
33 L'ellenizzazione e accentata da M. PAROVIC-PESIKAN, Le probleme de la piriodisation de
VarcMologie antique dans notre pays, in Materijali, 4, Beograd, 1966, p. 139-161; ID., Les itapes
du dtveloppement de contacts grico-illyriens, in Actes du Ier Congres International des ttudes
Balkaniques et Sud-Est Europe'ennes, II, Sofia, 1970; ID., Les agglomerations illyriennes sur le
territoire des Bouches de Kotor, in Actes du He Congres International des Etudes du Sud-Est
Europien, II, Athenes, 1972, p. 259-264.
34 Le monete di Ballaios rinvenute a Hvar (Pharos): P. NISETEO, Medaglie del re Ballaeus, in
Annali dell'Istituto di Corrispondenza Archeologica, 14, Roma, 1842, p. 122-128; I. MAROVIC,
op. cit., 1988, passim, con letteratura precedente e informazioni utili sulle collezioni; per Osanici
- citta di Daors..., v. lavori citati di Z. MARIC (nota 22); per Kassope, v. M. OECONOMIDES (n.
26); monete di Ballaios rinvenute in Italia: G. GORINI, Una moneta di Ballaios..., inRIN, 91,
1989, p. 27-32 con bibliografia precedente, e ID., Ancora monete di Ballaios dalla Puglia, in RIN,
92, 1990, p. 319-323.
35 M. CRAWFORD, Trade and Movement of Coinage across the Adriatic in the Hellenistic Period, in
Scripta Nummaria Romana, London, 1978, p. 1-11, con la bibliografia precedente; P. VISONA,
Coins of Ballaios Found in Italy, in VAHD, 78, 1985, p. 121.
36 N.G. HAMMOND, Illyris, Rome and Macedon in 229-205 B.C., in JRS, 58, 1968, p. 20-21;
M.A. LEVI, Le cause della guerra romana contro gli Illiri, in PP, 28, 1973, p. 323-325.
37 Un catalogo contenette tutti i rinvenimenti monetali e stato recentemente pubblicato, D. UJES, V.
KOVACEVIC, Coins of «King» Ballaios found in Risan (Excavations 1988), in NumizmatiCar, 15,
1992, p. 9-24.