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Coins finds as archaeological artefacts, Ancient Greek Numismatics, Numismatics, and Ancient numismatics (Archaeology)
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Una «moneta di terracotta» dall’antica Caulonia
Una breve indagine archeologica del 1976 in un terreno privato all’interno dell’area archeologica di Monasterace Marina, presso casa Gazzera, portò all’individuazione di alcune strutture murarie riconducibili ad una abitazione privata di età ellenistica (fig. 1 e 2)1. Pur nella limitatezza dell’area indagata, vennero messi in luce alcuni probabili muri perimetrali ascrivibili ad ambienti organizzati attorno ad un ambiente ipetro centrale – schema struttivo già altrove attestato a Caulonia –, in relazione con due canalette, che dovevano convogliare le acque dalla casa su una strada che correva probabilmente in direzione est-ovest. Un’area di scavo così circoscritta non permise di rintracciare ulteriori indicatori sulla funzionalità dei vani. Le strutture ellenistiche insistevano su stratigrafie e lacerti murari più antichi, come risulta evidente sia dalla documentazione grafica sia dai materiali rinve-
Giorgia Gargano
Fig. 1: Carta archeologica di Monasterace Marina. Da Iannelli 2005 (n. 1). Freccia: Scavo di casa Gazzera del 1976.
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Lo scavo venne seguito sul campo da Ermanno A. Arslan e servì a monitorare gli scavi delle trincee di fondazione di una casa di proprietà della famiglia Gazzera. Sullo scavo
E. A RSLAN /M.T. I ANNELLI /S. R IZZI, Kaulonia: indagini ed ipotesi sull’impianto urbano di età ellenistica alla luce delle più recenti campagne di scavo, in: Rivista Storica Calabrese, n. s.
VI, 1985, pp. 281–316, qui p. 292 e tav. 8; M.T. I ANNELLI, Monasterace marina, in: Bibliografia Topografica della Colonizzazione Greca in Italia (Pisa/Roma 1992), pp. 190–
217, p. 197; M.T. I ANNELLI, Caulonia: note di topografia urbana, in: R. BELLI PASQUA / R. SPADEA (a cura di), Kroton nel VI e V secolo a.C., Atti del Convegno di Studi, Crotone, 3–5 marzo 2000 (Crotone 2005), pp. 223–243, p. 240.
Schweizer Münzblätter
Heft 237/2010
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nuti (di VI e V sec. a.C.), di recente studiati analiticamente insieme ai rinvenimenti da un altro scavo, distante una cinquantina di metri a nord della casa indagata nel 19762. Dallo scavo del 1976 provengono otto monete di bronzo, pertinenti a serie monetali ampiamente attestate negli scavi cauloniati.
Fig. 2: Pianta e sezioni dello scavo di casa Gazzera del 1976.
Inv. 8234 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea C, strato III. Bretti, doppia unità; 208–203 a.C. D/ Testa di Ares barbato a s. R/ Atena in movimento verso d. con lancia e scudo; a d. in basso, tenaglie. g. 16,38; cm. 2,6. H.N.3 2002.
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B. M INNITI, Contributo allo studio della ceramica arcaica di Kaulonia (scavi in proprietà Zaffino, casa Gazzera, sottopasso contrada Lupa, sottopas-
so S.S. 106 e proprietà ANAS, in: M.C. PARRA (a cura di), Kaulonìa, Caulonia, Stilida (e oltre). Contributi storici, archeologici e topografici II,
Annali della Scuola Normale di Pisa, s. IV, Quaderni 17, 2004, pp. 431–491, pp. 439–446, e I ANNELLI 2005 (n. 1), p. 239; sugli scavi alla seconda casa
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Gazzera, I ANNELLI 2005 (n. 1), p. 240. H.N.: N.K. RUTTER, Historia Numorum. Italy (London 2001).
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Inv. 8235 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea G, strato II (piano inf.). Bretti, unità; 214–211 a.C. D/ Testa di Zeus laureato a d.; dietro, spiga o harpa. R/ Aquila su fulmine a s.; a s., cornucopia; in alto plettro; a d. ΒΡΕΤ. g. 7,20; cm. 1,9. H.N., 1978.
Inv. 8237 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea H, strato III. Bretti, quarto di unità; 211–208 a.C. D/ Testa di divinità marina con copricapo a forma di granchio; sotto il collo, fulmine; circolo lineare. R/ Granchio; tra le chele ΒΡΕΤ, in basso ΤΙΩΝ; in alto, grappolo d’uva. g. 1,80; cm. 1,2. H.N., 1990. Inv. 8240 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea L, strato III. Bretti, Sesto di unità; 215–203 a.C. D/ Testa di Atena elmata a s. R/ Civetta a d. con ali chiuse. g. 1,83; cm. 1,2. SNG CZ II 4, 345 ss.
Inv. 8239 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea I, strato III (inizio) Locri, ae, 300–280 a.C. D/ Testa di Atena a s. con elmo corinzio; in alto <Κ>ΑΛ. R/ Fulmine alato. g. 5,03; cm. 1,65. POZZI 19775, t. XXV, 13; H.N., 2368.
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SNG CZ II: E.A. A RSLAN, SNG Italia. Museo Provinciale di Catanzaro, vol. II, Bruttium (Catanzaro 1999). E. POZZI PAOLINI, La monetazione, in: Locri Epizefiri, Atti XVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto 1976 (Napoli 1977), pp. 217–301.
6 Inv. 8242 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976 trincea D, strato III. Rhegion, ae; c. 260 – 215 a.C. D/ Testa di Artemis a d. R/ Lira eptacorde; a s. cornucopia? g. 5,96; cm. 1,80. H.N., 2546. Inv. 8236 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea H strato III. Siracusa, tetras; 310–304 a.C. D/ Testa di Persefone a s. R/ Toro cozzante a s.; in alto clava. g. 5,47; cm. 1,9. ROSS HOLLOWAY 19796, p. 94, gruppo 2. Inv. 8238 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea H, strato III. Siracusa, litra; 305–289 a.C. D/ Testa di Artemis a d. R/ Fulmine alato. g. 7,46; cm. 2,35. ROSS HOLLOWAY 1979, p. 94, gruppo 4.
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R. ROSS HOLLOWAY, The bronze coinage of Agathocles, in: Greek Numismatics and archaeology, Essays in honor of Margaret Thompson (Wetteren 1979), pp. 87–95. K. M ANNINO, Le monete in terracotta, in: Moneta e non moneta, Atti del Convegno Internazionale di Studi Numismatici in occasione del centenario della Società Numismatica Italiana (1892–1992), RIN 95, 1993, pp. 207–242. con bibl. prec.; K. M ANNINO, Nuovi dati sulle «monete» in terracotta, in: Studi di Antichità 11, 2000, pp. 61–71; K. M ANNINO, Monete in terracotta da Metaponto, in: A. GIUMLIA-M AIR /M. RUBINICH, (a cura di), Le arti di Efesto, catalogo della mostra (Trieste 2002), pp. 169–170 con bibl. prec. Si tratta della seguente emissione di bronzo locrese: D/
Lo scavo ha restituito anche una tessera appartenente ad una classe di materiali ancora discussa e poco nota, che si suole indicare come «monete di terracotta». Tali reperti, noti sin dal secolo scorso, sono stati presi in esame da Katia Mannino, il che ha sollecitato la ripresa del dibattito sul tema7. L’esemplare da Caulonia potrà arricchirlo, soprattutto in relazione a tre delle fondamentali questioni poste da questi reperti: la cronologia, la funzione, il contesto di rinvenimento. Il reperto si presenta come un tondello anepigrafe di argilla color arancio rosato, che sulle due facce riproduce i tipi di una moneta bronzea della zecca di Locri8. Il diametro della moneta di terracotta si attesta sul modulo più stretto
Testa di Atena a s. con elmo corinzio crestato; nel campo, talvolta, globetto, la sigla ΕΥ o Ε o ΚΑΛ; R/ Fulmine; sopra e sotto ΛΟΚ/ΡΩΝ; talvolta, simboli: cornucopia, stella, scudo rotondo, tirso, arco. H.N. (n. 3), 2362– 2368. La variazione del modulo, nel peso e nella tipologia potrebbero suggerire, secondo il Rutter, una lunga coniazione della serie monetale, inquadrata dalla Pozzi Paolini tra il 300 e il 280 a.C. e proposta come frazione del bronzo locrese con i tipi Zeus/fulmine. Tale nominale viene generalmente messo
in collegamento con le litre agatoclee di zecca siracusana per affinità tipologiche nella resa del rovescio. La Pozzi Paolini tuttavia intravede anche la possibilità di una relazione tra il tipo del fulmine sul rovescio della moneta locrese e il fulmine ben documentato nelle zecche epirotiche «da Alessandro il Molosso a Pirro», proponendo un innalzamento della cronologia dell’emissione e, soprattutto, un’influenza locrese sulla moneta agatoclea e non il contrario. E. POZZI PAOLINI, La monetazione in Locri Epizefiri,
Atti XVI Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto 1976 (Napoli 1977), pp. 217– 301, qui pp. 288–291; E. POZZI PAOLINI, La moneta a Locri, in: D. MUSTI (a cura di), Le tavole di Locri, Atti del colloquio, Napoli 1977 (Roma 1979), pp. 129–195, qui pp. 152–153. Propende invece per la datazione ad età agatoclea F. BARELLO, Le monete, in: M. Barra BAGNASCO (a cura di), Locri Epizefiri IV, lo scavo di Marasà Sud. Il sacello tardo arcaico e la «casa dei leoni» (Firenze 1992), pp. 337–359, qui pp. 343–344.
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degli originali bronzei conosciuti, ma potrebbe anche essersi ristretto in seguito alla duplice cottura del punzone e della tessera, come la Mannino ha dimostrato per gli esemplari provenienti dal kerameikos di Metaponto9. Mancano, sulla moneta da casa Gazzera, i simboli, le lettere e la legenda apposti sulla moneta bronzea: sebbene lo stato di conservazione dell’esemplare sia discreto, potrebbero forse essersi consunti, stando anche al rilievo bassissimo dei tipi impressi sul tondello fittile.
Inv. 8241 Monasterace Marina (RC), casa Gazzera, 1976, trincea D, strato III. Locri, terracotta. D/ Testa di Atena con elmo crestato corinzio a s. R/ Fulmine alato. cm. 1,4. Bordi ben rifiniti e lisciati.
Il reperto proviene dallo stesso strato che ha restituito il bronzo di Rhegion. Dall’osservazione della pianta e delle sezioni di scavo, la trincea D parrebbe avere interessato una delle canalette citate e due strutture murarie leggere, forse tramezzi interni dell’abitazione, il più orientale dei quali potrebbe, se si interpreta bene la pianta, presentare una rotazione rispetto ad un muro sottostante, più antico. Il contesto di rinvenimento della moneta fittile risulta, dunque, piuttosto incerto, tranne che per la ovvia collocazione nella fase ellenistica, dagli strati o di vita o di abbandono dell’edificio. Il primo elemento di novità del facsimile cauloniate è la provenienza da un contesto abitativo. Le monete edite dalla Mannino provengono per la maggior parte dalle fosse di scarico del quartiere artigianale di Metaponto, a dimostrazione di come, in un dato periodo storico, vigesse la pratica della produzione di questi materiali, che dovevano essere meno sporadici e casuali di come la scarsità degli esemplari editi consente di intravedere. Il rinvenimento all’interno delle fosse di scarico, difatti, deve riferirsi a oggetti che venivano considerati mal riusciti, e quindi da eliminare dal mercato, oltre a fornire un contributo alla conoscenza della sola prima fase di vita di questi materiali: quello della produzione, intenzionale e ripetuta. Altri due esemplari di facsimili di monete da Metaponto provengono invece da contesti che spingerebbero verso una loro interpretazione in relazione a pratiche cultuali: uno è stato rinvenuto nell’area del santuario di Apollo Licio, il secondo nella necropoli di loc. Pizzica. La moneta di terracotta cauloniate è la sola, tra quelle censite dalla Mannino, ad essere stata rinvenuta in una casa: si tratta di un dato che arricchisce le attuali conoscenze su questa classe di reperti, sebbene possa non riflettere la destinazione finale del facsimile, ma solo la sua eventuale temporanea permanenza prima di una possibile deposizione di carattere cultuale.
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M ANNINO 1993 (n. 7), p. 215.
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La connotazione tutta locale della moneta fittile da Caulonia è sottolineata ulteriormente dal fatto che, eccettuato il facsimile di un bronzo da Sicione proveniente dalla Siria10, tra le tessere di terracotta note si registrano unicamente riproduzioni di monete di alto valore intrinseco e inquadrabili in ambiti cronologici più antichi di quello in discussione (il termine cronologico più basso finora documentato è il IV sec. a.C.); ad oggi, inoltre, non è attestata la riproduzione di una moneta della zecca di Locri. Circolava dunque a Caulonia una moneta di terracotta il cui originale era ampiamente noto e circolante lungo l’intero arco del III sec. a.C. nella polis, come dimostrano i dati di scavo11. Un’informazione di notevole utilità potrà venire dall’analisi dell’argilla di questa tessera, al fine di determinare se il tondello sia stato prodotto a Locri e abbia quindi goduto di un seppur minimo raggio di circolazione; in tutti casi, resta da capire il perché dell’esigenza di riprodurre in modo tanto accurato un divisionale di bronzo, di basso valore, di una zecca non lontana. Più che mai, sembra di dover pensare ad una dimensione completamente simbolica nella destinazione di oggetti che, pur dovendo leggersi in una chiave che le riconduca all’ottica monetaria, in realtà sono intenzionalmente caricati di una valenza «altra», ancora tutta da chiarire. Credito fotografico: Fig.1: da Iannelli 2005, CVI, 1. Fig. 2: Archivio della Soprintendenza Archeologica della Calabria. Giorgia Gargano Via Conforti, 6 I-88046 Lamezia Terme (CZ) giorgiagargano@alice.it
10 M ANNINO (n. 7), p. 215; la moneta bronzea è datata al 174–150 a.C. 11 Nell’analisi dei materiali rinvenuti negli scavi dell’antica Caulonia fino al 2007 si registra il rinvenimento di cinque
esemplari del bronzo Atena/ fulmine, oltre a un esemplare conservato nella collezione Cimino di Monasterace marina e di quasi certa provenienza locale (G. GARGANO, La collezione numismatica «Rodolfo Cimino» di Monasterace Marina
(RC). Nuovi dati sulla circolazione monetaria a Caulonia, in: M.C. PARRA (a cura di), Kaulonìa, Caulonia, Stilida (e oltre). Contributi storici, archeologici e topografici II, Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, s. IV, Quaderni 18, 2004,
pp. 589–604, qui p. 598); G. GARGANO, Osservazioni sui rinvenimenti di monete negli scavi archeologici dell’antica Caulonia, in: Proceedings of the XIV International Numismatic Congress, Glasgow, 31 agosto–4 settembre 2009, c.s.