La monetazione di bronzo dell’antica Caulonia moreLa monetazione di bronzo dell’antica Caulonia in L. Lepore, P. Turi, (a cura di), Caulonia tra Crotone e Locri, Atti della tavola rotonda internazionale, Firenze, 30 maggio-1 giugno 2007, Firenze 2010, pp. 173-183. |
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FIRJiNZE
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(Ministero per i 'Beni e (e ftttivita CuCturali
S< JPR1NTCN DLNZA PLR I BLN1 AKUU-OLOUIC1 DfcUA CALABRIA
Caulonia
tra Crotone e Locri
TOMO 1
Atti del Convegno Internazionale,
Firenze, 30 maggio - 1 giugno 2007
a cura di
Lucia Lepore e Paola Turi
Firenze University Press
2010
12.
La monetazione di bronzo della zecca dj Caulonia
Giorgia Gargano
II recente rinveniinento di una notevole quantita
di monete clallo scavo archeologico dellabitazione
ellenistica in loc. Casa Matta di Monasteraee Mari-
na ha proposto lesigenza di riprendere in esarne la
moneta battuta clalla zecca di Caulonia, soprattutto
in considerazione dellesiguita dei rinvenimenti di
moneta locale nella polis\
La rarita dei rinvenimenti di moneta argentea
da scavo, cauloniate e non, si pu6 motivare con la
concentrazione della ricerca nell'abitato di eta el-
lenistica, quando i traffici economici anche a larga
scala prediligono la moneta enea, oltre che in con-
siderazione dell'incessante attivita dei cercatori di
tesori2. Pertanlo, lo studio di una delle meglio cono-
sciute zecche antichc limita quasi completamente le
proprie acquisizioni cronologiche e di circolazione
ai dati restituiti dai tesoretti monetali o dagli esem-
plari da collezione, che cvidcntemente, tranne che
per rare contingenze', sono avulsi da ogni contesto.
Questa indagine ha lobiettivo di fare luce sul-
le fasi finali dell'attivita della zecca, quando ebbe
inizio la produzione di moneta di bronzo. A oggi, e
stato possibile prendere in esame venti esemplari
della moneta bronzea battuta a Caulonia, mai fino-
ra studiati nelle reciproche relazioni.
La tradizione di studi assegna circa al primo
quindicennio del IV sec. a.C. l'inizio c la fine della
monetaxione di brouzo della zecca. Questa posizio-
ne, che si deve ab initio al Gagliardi, che pubbli-
cd per primo i bronzi cauloniati (Gagliardi 1930:
99 sgg., seguito da Noe 1958: 18, 57, t. XVI, nn.
233-234, con bibliografia precedente), e al Noe,
deriva, per il termine piu alto, dal generico alli-
neamento della prima coniazione della moneta di
bronzo cauloniate alia fase storica a cavallo tra V e
IV secolo a.C, ncllambito della quale si inquadra
l'introduzione della moneta di bronzo nelle citta
greche d'ltalia (Rutter 1979). Termine cronologico
piu basso e sempre stato ritenuto il 389 a.C, anno
della ipotetica quanto discussa distruzione di Cau-
lonia da parte di Dionisio di Siracusa (Diod., XIV,
103-106, 3; cfr. da ultimo Facella 2001: 64-65).
Queste posizioni sono state via via sfumate nel-
la storia degli studi: quanto alia cronologia iniziale
della moneta bronzea, k stata estesa dal Rutter alia
fine del V secolo a.C. e da Parise agli ultimi due
decenni del V sec. a.C, mentre la Pozzi Paolini
ritenne l'inizio della coniazione da contenere entro
l'inizio del IV sec. a.C. ma da estendere oltre il
389 a.C; una simile posizione e espressa ancbe
dal Kraay per la necessita di leggere con maggio-
re elasticity le cesure storiche indicate dagli sto-
rici antichi, senza discostarsi molto da queiranno
(Rutter 1979: 207-208; Parise 1994: 409; Pozzi
Paolini 1979: 132-134; Kraay 1960: 81).
L'Attianese e il Bruni infine ritengono il bron-
zo cauloniate da assegnare agli anni della secon-
da guerra punica (Attianese 1974: 136-137; Bruni
1977: 38).
Le monete bronzee della zecca di Caulonia che
e stato possibile rintracciare sono accomunate dal
tipo del rovescio, quasi sempre anepigrafe: il para-
semon cittadino del cervo stante a ds. (fa eccezione
una moneta, della quale si dira in seguito).
In base all'evoluzione del tipo del diritto, che
rappresenta una testa di divinita fluviale connotata
dall'attributo taurino delle corna (essendo la testa
di profilo, e rappresentato un solo corno), possibi-
le distinguere cinque gruppi di emissioni, ai quali,
come si vedra tra breve, corrispondono altrettanti
addensamenti ponderali.
GIORGIA GARGANO
Questa suddivisione permcttera di proporne
una nuova scansione cronologica: difatti, anche
grazie ai dati tratti dagli scavi archeologici, viene
a consolidarsi una cronologia alta per le prime se-
rie monetali, che, d'accordo con le teorie di Parise
e Rutter, andranno fissate (per ragioni iconogra-
fiche, storiche e di relazione con le monetazioni
coeve), a parlire dagli tiltimi due decenni del V
fe non dalhnizio del IV sec. a.C.) e fino circa alia
prima meta~ delIVsec. a.C. Perilquintogruppo di
emission! si pud ritenere plausibile una cronologia
piu bassa, nell'ambito del III sec. a.C.
II gruppo A, probabilmerite il piu antico, b rap-
presentato da due monele: le Noe 2.34a e 234b (nn.
1 e 2 del catalogo, fig. 12.1), caratterizzate al diritto
da una testa maschile imberiw: volta a ds. con una
acconciatura a morl)ide onde. Le due rnonete pesano
rispettivamente 3,10 g e 2,90 g e sono accomuna-
le da\\a prcswvia a\ vovescio, sopra il c.ervo, di una
letlem A, interprctxlu dal Ihiltcr conic ivsiduo della
legenda KAYA' nonche dal fatto di presentare la testa
volta a ds. Per questo motivo sono state considerate
dal Rutter (al quale crano noti i soli quattro esemplari
all'cpoca editi) parte di un unico gruppo, unitamente
al bronzo cauloniate della collezione dell'Ashmole-
an Museum di Oxford (n. 13), che invece, in base
al critcrio tipologico qui proposto, va associato al
gruppo E di emissioni. La cronologia alta del gruppo
A, in accordo con le teorie tradizionali sulla mone-
ta bronzea cauloniate, e indicata sia dalla resa dalla
capigliatura della testa del diritto, che trova un'eco
in alcuni dioboli cauloniati\ sia dalla presenza della
legenda 9E al diritto, nel campo a ds. Tale legenda
si riscontra per la prima volta a Caulonia sul rovescio
degli stateri dargento del 435-420 a.C.6
II corno che sporge evidente dalla fronte della
testa del diritto ha suggerito al Gagliardi l'identi-
ficazione con la testa di un dio fluviale, che e stata
accettata dalla maggioranza degli studiosi. II Noe
preferisce descriverla come «testa giovanile con
piccolo corno o ciocca sporgente di capelli*, analo-
ga a quella dei dioboli Noe 231, mentre l'Attianese
vi vede la testa di Apollo Delfinio o Apollo Kathar-
sios (Gagliardi 1930: 100 sgg.; Noe 1958: 18-19,
56-57; Attianese 1974: 136). Secondo il Fuda la
divinita raffigurata alluderebbe al fiume Sagra o
alia fiumara Assi, che attraversava la citta di Cau-
lonia (Fuda 1984: 88-89).
Al gruppo B di emissioni si possono ascrivere
tre rnonete (nn. 3-5, fig. 12.2), caratterizzate al di-
ritto da una testa maschile imberbe e con ii,
corno sporgente dalla fronte, con un'acconc"
larghe onde, volta a sinistra. I pesi delle tre
(1,36 g; 1,20 g; 0,99 g) sono abbastanza <
tra di loro da poter essere considerati
a una emis.sione piu leggera e coeva a
gruppo A, della quale potrebbero rapp
una frazione (in altcrnativa, potrebbero co
si un emissione leggermente piu tarda della
apputito perche' piu leggera. ma che non dor
discostarsi molto dal prinio quarto del IV sec. a.C-
in considerazione dellanalogia tipologica con 3
gruppo A e della resa iconografiea della testa, che
richiama i piu tardi stateri cauloniati). La monet*
piu pesante, che indicheremo come Elsen 69-90
(n. 3)7, e la seconda (Noe 233, n. 4)H, presentano
al rovescio la legenda che aveva fornito al Gagliar-
di la conferma dellattribuzione di questi bronzetti
alia zecca di Caulonia: KAY si trova al di sopra
del cervo nella Elsen 69-90 e nel campo a destra
nella Noe 233. La terza moneta del gruppo (n. 5). il
cut tipo di dirilto e stilisticamcnle vicino aJJa Noe
2^3", e'anepigraifre-[irovf(ViiriiigTr's^wv;.«Hirffttt;j»
Monasteracc Marina, nei pressi della Casa Matta.
II gruppo C e costituito da un unico esernpla-
re (n. 6, fig. 12.3), rinvenuto nel 1976 a Ootone.
loc. Fiume Esaro, oggi in una collezione privata:
si tratta di un bronzo di 2,03 g, che presenta al
dirilto l'effigie di Apollo gradiente verso ds. con il
braccio sinistra sollevato e il destra teso; ai suoi
piedi, il cervo stante a destra; al rovescio il cer-
vo stante a destra e in alto, nel campo, un kan-
tharos. Questa moneta non e stata finora presa in
considerazione nell ambito degli studi scientifici e
non e inclusa dal Rutter nella Historia Numorum-
llaly. E evidente che, non potendo essere esami-
nato direttamente, possa sussistere qualchc dubbio
suH'autenticita deU'eseinplare (anche se parrebbe
essere stato raccolto direttamente dal terreno, il-
legalmente, e altrettanto illegalmente non conse-
gnato alle autorita), come daltra parte e gia stato
documentato per un altro caso di un bronzo cau-
loniate, considerato un falso da Noe (Noe 1958:
18). L'Attianese lo considera autentico ed esclude
che si possa trattare di una moneta suberata che
ha perduto il rivestimento dargento. Fino a prova
contraria, la moneta andra dunque presa in con-
siderazione e potrebbe rappresentare un ulteriore
esempio di una rara emissione di cronologia alta
e in stretta connessione con Targento, soprattutto
dal punto di vista tipologico. Difatti, richiama i tipi
LA MONETAZIONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA
delle frazioni d'argento Noe 216-218, dalle quali si
differenzia solo per essere anepigrafe (Noe 1958:
55, tav. XV, nn. 216-218).
II gruppo D e rappresentalo, finora, da un
unicum della collezione Cimino di Monasterace
Marina (n. 7, fig. 12.5), dunque e di quasi cer-
ta provenienza cauloniate. La moneta, di 2,17 g,
presenta al diritto una testa calva con un evidente
eornelto che sporge dalla fronte e al rovescio. par-
zialmente fuori conio, il cervo a ds. Stando al dato
ponderale, si pu6 considerare coevo o collegato al
gruppo E o. anche, un esemplare 'di transizione'
dal gruppo B al gruppo E, nientre la scarsa leg-
gibilita del tipo di rovescio, tagliato in parte dal
conio, non consente di formulare un collegamento
basato su una sequenza dei coni di rovescio delle
restanti emissioni.
II gruppo E di emissioni e attestato da undid
esemplari (nn. 8-18, fig. 12.4), caratterizzati al di-
ritto da una testa maschile imberbe volta a destra e
due volte connotata come divinita fluviale: il picco-
lo corno sporge dalla fronte del dio, in analogia con
i gruppi precedenti, e la capigliatura e nascosta da
una corona di canne, che viene quasi a sembra-
re l'evoluzione delfacconciatura 'classicheggiante'
delle teste piu antiche. II volto del diritto presenta
caratteri maschili estremamente marcati e insie-
me iniperfetti, come fossero ispirati a una precisa
fisionomia: il naso lungo e appuntito, il mento pro-
nunciato. La resa di questo volto e senz'altro meno
raffinata di quella dei tipi piu antichi, ma anche di
piu forte impatto comunicativo e, mi si passi Pos-
servazione, di maggiore originalita ed espressivita.
Al rovescio della moneta ricorre il cervo e tutti gli
esemplari finora noti sono anepigrafi.
Otto delle monete del gruppo pesano tra gli
1.76 e i 2,67 g; si discostano dalla media ponde-
rale del gruppo (pari a 2,32 g) la moneta Cimino
235 (n. 18), di 1,36 g, e la moneta Attianese 249
(n. 8), di 3,56 g".
Di cinque esemplari del gruppo sono noti i
dati di provenienza: le due monete della collezione
Cimino (nn. 14 e 18) sono state raccolte dal Gior-
dano nell'area archeologica dellantica Caulonia e
cos! anchc la moneta consegnata nel 1946 dallo
stesso Giordano, ali'epoca ispettore onorario del-
la Soprintendenza Archeologica della Calabria (n.
12)'°. Le monete CM 126226 e 126222 (nn. 10 e
17) provengono invece dagli scavi net pressi della
Casa Matta.
Inline, ancora due esemplari sono citati in bi-
bliografia: uno faceva parte di una piccola colle-
zione di bronzi venduti all'asta dalla CNG Coins,
del quale non e stato possibile rintracciare n£ la
foto n6 il peso". II secondo viene citato tra i rinve-
nimenti di Crotone al Campo Sportivo, con riferi-
mento bibliografico al tipo Noe 234, anche se non
e specificato se al rovescio sia leggibile Palfa. La
foto della moneta non e stata pubblicata e l'esem-
plare e disperso12; pertanto, potrebbe ritenersi
pertinente al gruppo A oppure al gruppo E. La
Mastelloni sottolinea l'importanza dellassociazio-
ne in strato della moneta con il bronzo siracusano
con i tipi Testa di Atena con elmo corinzio/Ippo-
campo, deducendo una possibile diffusionc con-
temporanea delle due serie e legata ai medesimi
canali e avvalorando cosl la tesi della coniazione
di almeno una delle serie bronzee di Kaulonia ne-
gli anni successivi al 389 a.C.
La lacunosita dei dati a nostra disposizione non
permette ipotesi approfondite sul raggio di circo-
lazione di queste serie; si tratta certo di monete
destinate al commercio locale, come peraltro sug-
gerisce il ridotto volume di esemplari battuti: due
monete provengono da Crotone (Campo Sportivo e
Fiume Esaro), quattro gencricamente dallarea ar-
cheologica di Caulonia antica (Giordano, Cimino
235, 236 e 237) e tre dagli scavi dell'abitazione
ellenistica nei pressi della Casa Matta13.
In particolarc, potra essere utile soffermarsi sul
coutesto di provenienza di queste ultime: la mo-
neta 21268 proviene daH'US 187 deH'ambiente R
ed e stata trovata in associazione stratigrafica con
un triobolo di Crotone, un bronzo siracusano di eta
agatoclea o ieroniana e cinque monete brettie14. II
triobolo di Crotone e uno dei piu antichi nominaii
restituiti dallo scavo, quindi risulta piuttosto in-
teressante l'associazione con il bronzo cauloniate
della serie B, da considerare di cronologia aha1 \
I due strati da cui provengono i bronzetti cau-
loniati 126222 e 126226, entrambi afferenti al
gruppo E, sono contigui e appartengono alia fase
di obliterazione e messa in disuso della canaletta
che si trova tra gli ambienti I e F dell'abitazione
presso la Casa Matta, e sarebbero quindi da rife-
rire al momento finale della vita della casa, cioe
alia fine del Ill-inizi del II secolo a.C. La moneta
126222 e stata ritrovata in strato con un bronzo di
Locri inquadrato tra il 300 e il 268 a C.10, mentre
la 126226 viene da uno strato che ha restituito al-
tre quattordici monete databili alia fine del III sec.
GIORGIA GARGANO
a.C, tranne che per una di eta agatoclea, quasi
sempre associata, nei contesti di scavo di Caulo-
nia, a monete di fine III17.
II raggruppamento proposto su base stilistica tro-
va couferma nella lettura dei punti di addensameuto
ponderale: si notera difatti come rispettivamenle i
gruppi A. B e E rappresentino tre insierni distinti e
iriternamente omogenei e coerenti (fig. 12.6).
Sono i dati archeologici e losservazione dell'evo-
luzione dello stile della testa del diritto a suggerire
l'ipotesi che il gruppo E debba essere considerato
suceessivo ai precedeuti ed essere collocato nel III
piuttosto che nel IV secolo a.C, mentre, per tutte
le ragioni gia elencate, rimane salda una datazione
al priino quarto del IV secolo a.C. per i gruppi A,
B e, qualora la moneta sia autentica, C.
A Caulonia si configurerebbe una situazione
analoga a quel la di Crotone, dove la monetazione
enea riveste airinizio una funzione sussidiaria alia
moneta divisionale d'argento, in un periodo in cui la
zecca crotoniate vive un deciso rallentamento nella
produzione, se non proprio una temporanea sospen-
sione, coincidente con gli anni della dnminazione
di Dionisio di Siracusa'". Anche a Caulonia alcuni
tra i piu tardi dioboli argcntei, in base all'impianto
cronologico qui proposto, convivono iconografica-
mente con il tipo della testa di dio fiuviale adottato,
seppure con qualche variatio, come tipo immutato
del diritto delle serie bronzee (Noe 231 e Noe 232,
del 475-425 a.C. HN Italy. 2050 e 2053).
Le prime due serie della moneta difatti si in-
seriscono, dal punto di vista iconografico, nella
cospicua serie di emissioni di citta greche che scel-
gono il dio fiuviale come tipo di diritto tra la fine
del V e i prirni del IV sec. a.C. II piu antico bronzo
di Caulonia riprende una delle niodalita di rap-
presentazione del dio fiuviale, per lo piu imberbe,
identificato da uno o due cornetti sulla fronte1'', in
numerose zecche siciliane (tra le altre, Agrigento,
Adrano, Agyrion, Camarina, Gela, Halesa, Mor-
gantina) e dell'ltalia meridionale (Caulonia, Cro-
tone, Neapolis)2". II tipo godra di ampia diffusione
in Bruttium dalla fine del IV sec. a.C: ad esempio,
a Ipponio, dove rappresenta il dio PEQN e a Laos.
Nel III secolo si trova nella monetazione di Con-
sentia, di Crotone e sullargento dei Bretti21.
L'attributo della corona di canne, che si ag-
giunge al cornetto, come per conferire un'ulteriore
caratterizzazione del dio, e in generate piu tardo
(tranne che nel caso di Catana) e ricorre ad Agri-
gento, a Gcla, a Ipponio22: in genere, non connota
gcnericamente un dio fiuviale, ma direttamente
Acheloo, che la adoperava per nascondere il pro-
prio corno rotto da Eracle2:l. Questa suggestione
pare tanto piu forte in considerazionc della resa
cosl inconfutabile e centrale dellattributo sulla
moneta cauloniate. che e in questo senso unica nel
suo genere, a quanto mi consta: le canne della co-
rona conservano tutta la loro consistenza tubolare,
sono inequivocabili2'.
E superfluo ribadire come, con differenti solu-
zioni iconografiche, il tipo della testa di dio fiuviale
ricorra nel IV e nel III sec. a.C. nelle zecche rica-
denti in territori di pertinenza brettia (e latamen-
te italica) con un simbolismo, riscontrabile anche
nell'uso del granchio sulle monete, che sottolinea
I'imporlanza e la necessita di dominare i fiumi e
gli sbocchi sul mare2': pare essere stata, questa,
una strategia italica per annettere a s£ una tipolo-
gia monetale di origine e uso piu antichi (e, forse,
per questo considerati piu prestigiosi).
L'aggiunta della corona di canne sulla testa del
dio fiuviale del gruppo E, se non e — non sarebbe
ammissibile - da intendere come un pleonasmo ri-
spetto al cornetto, evidentemente intende ribadire
un tipo e contestualmcnte differenziarsi dal pas-
sato. Non si tratta piu dell'antica evocazione delle
acque dolci, ma di un messaggio nuovo che viene
comunicato attraverso il mezzo monetale. Lascio a
chi e piu qualificato di me 1'invito ad addentrarsi
nell'esegesi su un possibile significato in chiave cra-
clea del nuovo tipo (dot, tirannica o antilirannica.
forse post dionigiana, come a Crotone)21', che potreb-
bero interessare anche la moneta ipponiale, coniata
a cavallo tra il IV e il III sec. a.C, quindi negli anni
della presenza di Agatocle: anni oscuri per la polis
di Caulonia, dato il vacuum di fonti letterarie che
riguarda proprio questa fase storica della citta.
Tuttavia, anche senza considerare un possibile
aspetto mitologico sotteso airimmagine della mo-
neta bronzea, la moneta cauloniate ha sin dai suoi
esordi fomito una chiave di lettura duplice, con
cui il recupero del tipo piu antico effettuato per il
gruppo E di emissioni ben si concilia: il contesto
paesaggistico locale si accompagna sempre all'evo-
cazione delle divinita che presiedono alia religio-
sity greca, che vengono poi a coincidere con una
parte del pantheon italico.
L'iconografia fiuviale si aggiunge alle sollecita-
zioni topografiche gia presenti nella monetazione
d'argento a doppio rilievo: ha messo bene in evi-
denza Adornato come Piconografia degli stateri
LA MONETAZIONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA
alluda alia citta e al suo territorio, al rapporto tra
temenos e chora. «a sottolineare sacralita dei luo-
ghi e luoghi sacri» (Adornato 2004: 344), ricor-
dando quelYaulon die e sede della citta, la vallata.
cioe, attraversata dai ricchi corsi d'acqua dell'Alla-
ro, dell'Assi, della fiumara Precariti e dello Stilaro,
seiiza considerare poi i 'rigagnoli' di Paolo Orsi e i
canall per la regimentazione delle acque che attra-
versavano il centra abitato e facevano quindi parte
integrante del paesaggio urbano27.
Se a un primo livello di lettura il tipo di rove-
scio permette di intravedere la citazione del bosco-
so entroterra cauloniate ricordato da Tucidide (7,
25, 1-2), a una piu approfondita analisi il cervo ha
da tempo rivelato lallusione al culto di Artemide,
forse la Elaphiaia, e potrebbe essere stato adottato
in questa piu tarda fase monetaria anche per le sue
peculiari assonanze con i'ambiente e la religiosita
italica gia presenti nel territorio28.
Bisognera anche considerare quale ruolo abbia
potuto rivestire una divinita fluviale nel pantheon
cauloniate, dato che la scelta del tipo inonetale ri-
flette di norma un culto cittadino29. L'esperienza
siciliana, dove il dio fluviale in tutte le sue varianti
viene raffigurato sin dall'eta arcaica nelle moneta-
zioni di poleis sia greche sia indigene sia puniche,
documenta la valenza pratica e simbolica dell'ac-
qua in quelle societa. Si tratta, in tutti i casi citati
e anche nella Grecia propria, di un 'dio minore',
il cui culto a Caulonia mi pare finora scarsamen-
te attestato, sebbene, proprio per queste caratte-
ristiche di 'deuteragonista', possa aver convissuto
con pratiche cultuali rivolte ad altre divinita (cfr.
quanto osserva Angcletti 2004: 153, con bibl.
prec.) - suggestioni in questo senso vengono dai
rinvenimenti della vasca cultuale a nord ovest del
tempio di Punta Stilo e dai frammento di coropla-
stica forse inquadrabile nella classe dei pinakes di
Grotta Caruso a Locri"'.
Al di la delle questioni iconografiche, che non
difficilmente possono stabilire un collegamento
con Yelhnos italico dominante dalla fine del IV
a.C. su larghe aree del territorio calabrese, andra
ricercata una piu precisa collocazione storica per
la serie E, per la quale il terminus post quern piu
froerico va individuato nella fine della tirannide
Aonigiana, o meglio. in quel 357 a.C. che segna la
fine della dominazioue di Dionisio II sulla citta da
kii rifondata.
Secondo Facella, per Caulonia si potrebbe
pensare a una sorta di pacifica convivenza di
una componcnte italica e di una greca all'inter-
no della medesima compagine urbana. L'ultimo
atto di questa condivisione di spazi potrebbe
essere ipoteticamente ricercato, secondo lo stu-
dioso, sulla scorta di Pausania (6, 3, 12), negli
anni della guerra di Pirro e i Tarantiui contro i
Romani, quando Caulonia dovrebbe essere stata
conquistata e rasa al suolo dai Campani alleati di
Roma. Se Strabone (6, 1, 10) si riferisce a questa
distruzione quando afferma che Caulonia venne
abbandonata e «i suoi abitanti infatti furono cac-
ciati dai barbari in Sicilia e vi fondarono la Cau-
lonia di li», lo storico alluderebbe al fatto che la
componente greca, o la maggior parte, della pppo-
lazione si sia trasferita in Sicilia, mentre in citta
sarebbero rimasti in posizione numericamente (se
non politicamente) dominante gli Italici (Facella
2001: 60, 66-67, 91, nota 60).
Tale ricostruzione storica trova riscontro in re-
centi rinvenimenti di carattere italico nella citta,
quale ad esempio due tonibe che parrebbero di
connotazione brettia, oltre ai numerosi reperti mo-
bili ed epigrafici che da tempo attestano un'influen-
te presenza non greca nella polis. In quest'epoca
di un possibile sopravanzamento deU'elemento
italico-cauloniate su quello greco-cauloniate, si
potrebbe forse collocare una nuova fase motietaria
del bronzo, cioe del metallo tipicamente battuto da-
gli Italici del Bruttium, destinato a piccoli scambi
commerciali e a riaffermare l'esistenza e propagan-
dare la nuova corrente politica anti conservatrice
su territori tradizionalmente greci. E evidente che
il ridotto volume di emissioni non potesse giustifi-
care una efficace copertura neppure del inercato
locale; daltro canto, i rinvenimenti archeologici
hanno dimostrato come per le proprie transazioni
commerciali i Cauloniati, alia fine del III secolo
a.C, si servissero in primis del numerario brettio e
della moneta agatoclea, che e quasi sempre in gia-
citura con divisionale bronzeo di fine III sec. a.C.
Viene battuta dunque una moneta che riaffer-
ma i termini religiosi, politici, territoriali che erano
stati espressi sin dai piu antico bronzo, con una
piccola, ma decisa, aggiunta di riaffermazione del
nuovo. La questione non e di secondaria impor-
tanza, dato che la monetazione cittadina potrebbe
tradire, con remissione del bronzo della serie E,
un atteggiamento favorevole all'elemento indigeno
e italico e persino presupporre una sostituzione
della classe aristocratica, tradizionalinenle oslile
all'elemento indigeno (Facella 2001: 94, nota 92,
con bibliografia precedente), al govemo della polis.
GIORGIA GARGANO
e fomire cosl un elemenlo di riflessione in tal sen-
so, nella generale poverta di dati storici sulla storia
di Caulonia ellenistica.
Un'ultima ipotesi & che l'esperienza inonetale del
gruppo E vada di pari passo con la certa affernia-
zione italica nel territorio cauloniate e sia quindi
da collocare negli ultinii due decenni del III secolo
a.C, in occasione del conflitto annibalico, quando
la citta b certamente in inano brettia (Facella 2001:
67-68). Un elemenlo a favore di questa ipotesi e nel
buono stato di conservazione di queste monete, che
potrebbero aver circolato a fianco del nunierario
brettio. che, come gia detto in precedenza, domina
\f Iransazioni locali di fine III sec. e forse anche
dci primi anni del II sec. a.C. Talc imposlazionc
cronologica sarebbe inoltre in asse con l'emissione
crotoniate con i tipi di testa di Aisaros/fulmine, da-
tata dall'Arslan a partirc circa dal 277 a.C. fino alia
guerra anuibalica (Arslan 2005:127-128). Tale cro-
nologia per il gruppo E verrebl>e pertanto ad allinea-
re ponderalmente e nelle scelte politiche cittadine il
bronzetto cauloniate con i numerosi nominali bron-
zei di piccolo taglio che vengono battuti in Bruttium
dal la fine del IV sec. e sino alia fine del III sec. a.C:
spesso ftuissioni di breve durata. di rohmie ridottO
e di matrice politica filoitalica. Moneta spicciola di
bronzo, legala alio scambio e all'uso quotidiano, che
spiegherebbe lo scarso potere di scambio di questa
moneta cauloniate, finora restituita con certezza solo
dagli scavi di Caulonia e Crotone.
L'esistenza di una zecca cauloniate ancora fun-
zionantc o rimessa in funzioi\e incontra difficolta
nel presupposto che dovrebbe esserle sotteso. che
cioe Caulonia sia eflettivamente e ufficialmente en-
trata neUorbita brettia anche prima della seconda
guerra punica: dato che. si e visto. a tutt'oggi non
si pu& dire accertato. ma plausibile. La zecca di
Caulonia potrebbe perfv essere stata almeno episo-
dicamente attiva nel III sec. a.C, considerando la
provata attivita metallurgica della citta in eta elle-
nistica, la presenza di giaeimenti di rame nel suo
territorio (Fioravanti 2001: 41) e soprattutto il fatto
che una zecca si configure in (ondo semplicemen-
te come un'officina metallurgica che ha mandato
dal governo cittadino di battere moneta (Cantilena
1989: 29-32).
Secondo il Noe «the scanty number of bronze
pieces known is indicative of their introduction not
long before the destruction of the city» (la distru-
zione, cioe, perpetrata da Dionisio I di Siracusa )
Noe 1958: 18). In realta, queste prime ricerche -
alle quali di certo potranno essere aggiuuti nuovi
dati dagli scavi e da piu approfonditi spogli dei
cataloghi di musei e aste internazionali - valgo-
no a dimostrare come la monetazione di bronzo di
Caulonia possa essere considerata tutt'altro che
un'esperienza effimera e di scarso rilievo, dato
che gia se ne conoscono ventuno esemplari, il che
non b poco relativamente a talune monetazioni
magnogreche di bronzo di eta ellenistica. In que-
sta direzione, andra dato il giusto peso anche alia
maggiore incidenza di monete del gruppo E rispet-
to alia somma di tutti gli altri gruppi.
Se e valido il quadro cronologico relativo qui
proposto, una corretta collocazione storica di que-
sta serie si potra certamente fare grazie ai nuovi
rinvenimenti archeologici dagli scavi stratigrafi-
ci nellabitato della fase ellenistica, aggiungendo
nuovi argomenti alia discussione sulla pregnanza
dell'elemento italico, in qualita di governante e
non solo di componente della popolazione locale,
in questo oscuro III secolo cauloniate.
Addensamento ponderate delle sene bronzee della zecca di
Caulonia
■ GnippoA
■ Gruppo B
■ Gruppo C
■ Gruppo 0
■ Gruppo f
1 2 3 4 S 6 7 8 0 10 11 12 II 14 15 16 17 18
Catalogo delle monete
Gruppo A (fig. 12.1)
D/ Testa imberbe di divinita fliwiale a ds., con cor-
no sporgente dalla fronte e acconciatura a capelli
ondulali; R/ Cervo slante a ds.
1 as Noe 234a: R/ in alto A; 3,10 g; 15 mm; Noe
1958: 57, tav. XVI, 234a; Rutter 1979: 208 (grup-
po I). Collezione Gagliardi.
2 = Noe 234b: D/ Nel campo a ds. eE; fU in alto A;
2,90 g; 15 mm; Noe 1958: 57, 234b; Rutter 1979:
208 (gruppo I). Collezione Gagliardi.
Gruppo B(fig. 12.2)
D/ Testa imberbe di divinita fliwiale a s., con corno
sporgente dalla fronte e acconciatura a capelli on-
dulali; R/ Cervo stante a ds.
LA MONbTAZIONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA
3 = Elsen 69-90: R/ in alto, KAY; 1,36 g; 11 mm;
Casa d'Aste Jean Elsen et ses fils; lotto 90 dellasta
n.69.
4 = Noe 233: R/ a ds. KAY dall'alto verso il basso;
1,20 g; 11 mm; Noe 1958: 57, tav. XVI, 233; Rut-
ter 1979: 208 (gruppo II). Collezione Gagliardi.
5 = CM 21268: 0,99 g; 11 mm; Monasteracc, Ma-
rina, scavi in loe. Casa Matta, inv. 21268. Museo
Archeologico di Monasterace Marina.
Gruppo C (fig. 12.3)
D/ Apollo gradiente verso destra; in basso a ds. cer-
vo stante; R/Cervo stante a ds.; in alto kantharos.
6 = Attianese 1598: 2,03 g; Attianese 1980: 271,
n. 1597. Collezione privata.
Gruppo D (fig. 12.5)
D/ Testa imberbe di divinita fliiviale calva con tor-
no sporgenle dalla fronte a ds.; R/ Cervo stante a
ds. ■
7 ■ Cimino 237: 2,22 g; 16 mm; Gargano 2004:
589. Museo Archeologico di Monasterace Marina.
Gruppo E (fig. 12.4)
D/ Testa imberbe di divinita fliiviale a ds., con cor-
no sporgente dalla fronte e coronata di canne; R/
Cervo stante a ds.
8 = Attianese 249: 3,56 g; Attianese 1974: 137, n.
249. Collezione privata.
9 = Collezione privata: 2,67 g; 14 mm".
10 = CM 126226: 2,55 g; 15 mm; Monasterace,
Marina, scavi in loc. Casa Matta, inv. 126226. Mu-
seo Archeologico di Monasterace Marina.
11 = Scaglione: 2,55 g; Fuda 1980: 85-86. Locri,
collezione Scaglione.
12 = Giordano: 2,26 g; 13 mm; Fuda 1984: 87-89.
Museo Nazionale di Reggio Calabria.
13 = Elsen 1151: 2,25 g; Casa d'Aste Jean Elsen
et ses fils; lotto 1151 dell'asta n. 87 dell'll marzo
2006.
14 = Cimino 236: 2,23 g; 16 mm; Gargano 2004:
589. Museo Archeologico di Monasterace Marina.
15 = Ashmolean: 2,19 g; SNG Ashmolean, 1459;
Rutter 1979: 208 (gruppo I); ///V Italy: 2069.
16 = Attianese 250: R/ Illeggibile; 2,17 g; Attiane-
se 1974: 137, n. 250. Collezione privata.
17 = CM 126222: 1,76 g; 12 mm; Monasterace,
Marina, scavi in loc. Casa Matta, inv. 126222. Mu-
seo Archeologico di Monasterace Marina.
18 = Cimino 235: 1,36 g; 14 mm; Gargano 2004:
589. Museo Archeologico di Monasterace Marina.
Note
' Desidero porgere un sentito ringraziamento alia prof. Lucia
Lepore per Pinvito a partecipare al Convegno su Caulonia
tra Crotone e Locri e per avernii consentito lo studio delle
inonete provenienti dagli scavi in localita S. Marco. Alia
dott.ssa Maria Teresa Iannelli, maestra di vita e di lavoro.
vanno il mio affetto e la nria gratitudine per le continue
sollecitazioni, opportunity e stimoli che da anni mi offre.
Inoltre. devo alia disponibilita della pro). Maria Cecilia
Parra e del prof. Francesco Cuteri Taver potuto studiare le
nionete provenienti dagli scavi al tempio dorico e in localita
Casa Matta e S. Marco (lato mare).
' Le zecche attestate negli scavi archeologici cauloniati sono
state presentate sinteticamente in occasione del Convegno,
ma inserirle all'interno di questo articolo avrebbe richiesto
troppo spazio, pertanto se ne rinvia la pubblicazione ad
altra sede. Fino al 2007 sono state rinvenute a Caulonia
501 monete (ivi comprese le dodici monete degli scavi
Orsi conservate presso il monetiere del Museo Nazionale di
Reggio Calabria), 51 delle quali di eta roniana imperiale.
La zecca meglio attestata e il koinon dei Bretli, di cui sono
state trovate 162 monete bronzee. Seguono le zecche di:
Siracusa, con 119 ae, di cui 4 di eta dionigiana, 99 di eta
agatoelea (per la crouologia di queste ultime monete e stata
seguita I'impostazione di Ross Holloway; le monete con la
legcnda IE in esergo, attribute dalla Caccamo C.altabiano al
regno di Ierone II, sono 5), una di Iceta e 13 di Ierone II.
Roma: 23 ae, lutte frazioni minori dell'asse. di cui quindici di
standard semilibrale. due di standard post semilibrale e due
di standard sestantale. Locri: 17 ae del III sec. a.C. Caulonia:
6 monete di cui uno statere incuso sporadico dall'area del
tempio, una frazione d'argento da Casa Matta (///V Italy:
2056) e 3 ae. Rhegion: 8 ae di IV-III sec. a.C. Puniche (da
Carthago di Sicilia e di Zeugitania): 12 ae di IV e III sec. a.C.
Bruzio-Puniche: 2 ne. Taranto: uno statere (Fischer e Bossert
1999: gruppo 16) da un saggio del 1970 (ANAS) e 6 ae di III
sec. a.C. Metaponto: 4 ae di III sec. a.C. Neapolis: 4 ae di III
sec. a.C. Crotone: cfr. infra. Laos: una dracma da Casa Matta
(///V Italy: 2286) e 2 ae della seconda meta del IV sec. a.C.
Egitto: 2 ae di Tolomco II Filadelfo. Romano campane: due
didracme (RRC: 31/1), di cui una sporadica e una da Casa
Matta. Terina: 1 triobolo da casa Cuarnaccia e un ae di IV-HI
sec. a.C. Consentia: 1 ae di IV sec. a.C. Poseidonia: 1 statere
da Casa Malta (SNG Milano IV: 199). Agrigento: 1 ae del V
sec. a.C. Cos (Caria): 1 ae del III sec. a.C. Una sintesi suulle
monete dagli scavi archeologici cauloniati e in Cargano c.d.s.
2 Sui rinvenimenti di contesti anteriori al IV sec. a.C,
Gargini 2001: 13-25: Iannelli 2005: 237-243.
' Fa in parte eccezione la collezione Cimino, che e costituita
da materiali raccolti nella zona archeologica di Monasterace
Marina (Gargano 2004). mentre non e del tutto accertata
(anche se estreniamente probabile) la provenienza cauloniate
delle monete d'argento sequestrate alia famiglia Gazzera.
GIORGIA GARGANO
Per i limiti della dociimentazione da collezione nello studio
della vita delle zeeche antiche. cfr. da ultimo Arslan 2005:
91-95.
1 Ratter 1979: 208. Potrebbe anclie trattarsi di una lcttera
isolata, analogamente agli stateri del gruppo; Noe 1958:
50, 168 sgg.; Kraay (Kraay 1978: 21) considera gli stateri
di i|ii«\st(i gruppo lr 111111in■ cmissioni a doppio rilievo della
zecea di Caulonia prima deH'internizione dell'attivita,
quindi coeve alia prima coniazione del hronzo.
5 Noe 1958: tav. XV, 230. Rutter 1979: 208 segnala ehe
l'aceonciatura e tipica di altre monetazioni dell'ltalia
meridionale tra tardo V e inizi IV sec. a.C, ad esempio della
zecca di Cuma. HN Italy: 2057 (425-420 a.C).
6 HN, Italy. 2054. La lcgenda 0E si trova sugli stateri del
gmppo H1 Kraay (equivalenti ai rovesci Noe 155-158), datati
al 425-420 a.C, e del gruppo I1 Kraay (diritli Noe 152-153),
del 420-407 a.C (Kraay 1960: 55, 64). II Noe invece aveva
collocato gli stateri cauloniati a doppio rilievo in un arco
di tempo pin ampio, eonipreso tra il 473 e il 389-388 a.C,
adottando un criterio di caulela nelle eronologie preferito
dalla Breglia (Breglia 1%8: 247-251). Le eronologie dei
due gnippi di stateri sono state successivamente ritoccate da
Kraay (Kraay 1978: 21).
7 La monela e stata vertduta dalla casa d'aste Jean Elsen &
ses Fils s.a. di Bruxelles; lotto 90 dell'asta n. 69. Devo un
ringrazianiento a Roselyne Dus e Olivier Elsen, che mi lianno
fornito la riproduzione fotografiea dei due bronzi cauloniati
a loro noti. Nessuna notizia e stato possibile recuperare sul
contesto geografico di provenienza delle monete. che, pur
essendo state vendule in due differenti aste, erano parte di
un'unica collezione privata.
" La parte superiore della testa su quests monela e stata
lagliata dal conio, pcrtanto il como non e visibile.
0 La media |>onderale del gruppo non varia nella sostanza
escludendo dalla media aritmetica il valore pill alto e piu
basso: diventa difatli 2,24 g.
'"Gargano 2004: .589; Fuda 1984. Le Ire monete di bronzo
di Caulonia erano state donate da Rodolfo Cimino al dott.
Roberto Fuda. il quale le ha consegnate alia Soprintendenza
An heologica di Reggio Calabria; sono uustodite presso
rAntiquarium di Monasterace Marina.
" Lotto 1500 dell'asta Triton VI del 13 gennaio 2003: si
tratta di una 'vecchia collezione europea' costitnila da 41
monete di bronzo dell'ltalia meridionale, tra le quali una
della zecca di Caulonia, venduta dal Classical Numismatic
Group. Inc.; informazione tratta dal sito internet: <http://
www.cngcoins.com/ coin.aspx?coinID=28612>; ultimo
accesso, 2 agosto 2008. Ringrazio Dale Tatro per essersi
adoperato, seppure senza successo, per la ricerca della
moneta presso gli ultimi acquirenti.
12 Mastelloni 1993: 206-207. E solo citato nella recente
edizione delle monete da scavo di Crotone. Arslan 2004: 49,
117. Devo un ringrazianiento al dott. Alfredo Ruga che ha
effettuato la ricerca della moneta nei magazzini del Museo
Nazionale di Crotone.
" Cfr. contributo di Maria Teresa lannelli in questo volume.
" Dall'US 187 provengono: un triobolo di Crotone: pegaso/
tripode (HN Italy. 2127: 525-425 a.C); un hemililron di
Siracusa: PersefoneArbro cozzante e IE in esergo. datato da
Ross Holloway a eta agatoelea e dalla Caccamo Caltabiano
al 275-263 a.C, cioe ai primi anni del regno di Ierone II
(Ross Holloway 1979: 94, gruppo 3. Caccamo Caltabiano,
Carroccio e Oteri 1995: 202-204); 4 mezze unita dei Bretti:
Nike/Zeus nudo che scaglia il fulmine (1 es.: HN Italy: 1982:
214-211 a.C); Nike/Zeus in biga (2 ess.: HN Italy: 1989;
1 es. HN Italy: 1997: 211-208 a.C); un sesto di unita dei
Bretti: Atena/Civetta (HN Italy: 19R5: 214-211 a.C).
15 A Caulonia la moneta di Crotone e scarsamente attestata:
oltre al triobolo citato, dagli scavi del 1991 in loc. S. Marco
proviene un diobolo con i tipi lepre/tripode (HN Italy: 2133:
525- 425 a.C), nientre un bronzo con i tipi Eracle/Aquila
proviene da casa Guarnaccia (HN: Italy, 2220: seconda mela
del IV sec. a.C). A questa scarsita di circolante croloniatc fa
riscontro la rarita di moneta cauloniale dalla citta di Crotone,
da dove provengono solo un seslo di statere cauloniale e
il bronzo gia citato, menlre nessuna moneta cauloniale e
stata ritrovata nell'area di Capo Colonna n£ nel territorio
oroloniate (Arslan 2004; Arslan 2005: 95,97, 117).
"'Ae di Locri: Atena/Aquila ad ali chiuse a ds. (Pozzi Paolini
1977: I. XXVI, n. 10: 300-268 a.C; SNC CZ II: 571).
" Le monete leggibili provenienti dall'L'S 54 sono: due
hemilitra di Siracusa: Persefone/Toro cozzante (Ross
Holloway 1979: 94, gruppo 2; 310-304 a.C); una litra
di Siracusa: Artemide/Fulmine alato (Ross Holloway
1979: 94, gruppo 4; 310-289 a.C); un AE forse di I-ocri:
Alena/Crappolo d'uva (SNG CZ H: 577; 300-268 a.C),
tradizionalmente considerato battuto in Locride Opuntia
(SNG Cop.: 68); un ae di Siracusa: Kore/Pegaso (Morganlina
II: 359: 276-269 a.C); un ae di Carthago di Zeugilania:
Tanit/eavallo retrospiciente (SNG Agrigenlo: 1015; 221-210
a.C); una senmneia semilibrale di Roma: Mercurio/Prua
(RRC: 38/7, 217-215 a.C); due unita di Petelia: Demetra o
Hera/Zeus (Caccamo Caltabiano 1976: 1, 86; 215-204 a.C);
una mezza unita dei Bretti: Nike/Zeus in biga (HN Italy.
1989, 211-208 a.C); un quarto di unita dei Bretti: divinita
femminile/granchio (HN, Italy. 1983: 214-211 a.C).
" Rutter 1979: 210-211. Taliercio Mensitieri 1993a: 128.
Stazio 1993: 104-105. Sulla circolazione contesluale a
Crotone di argenti c bronzi tra gli ultimi decenni del V e
il primo quarto circa del IV sec. a.C, Arslan 2005: 97-98.
'" Secondo la Caccamo Caltabiano, «le immagini giovanili
con piccole corna di toro sulla fronte, che nel corso del V
sec. a.C. si affiancarono a quella del toro androprosopo.
rappresentavano il corso d'acqua all'atto del suo formarsi
nella stagione primaverile» (Caccamo Caltabiano 1999:
12). Secondo Guzzo, invece, l'Achcloo raffigurato come toro
dal volto uniano riflelte «la carica travolgenle di un toro in
corsa», mentre la raffigurazione del dio giovanile coronato di
canne, come si trova ad esempio negli stateri di Pandosia (HN
Italy: 2449 del 435-425 a.C, dove il dio e reso a ligura inlera
e identificato dalla legenda come Crati) rappresenlerebbe il
fiume «inteso nel suo tratto iniziale, nelle vicinanze delle
sorgenti» (Guzzo 2003: 39-40). Secondo Givigliano infine
la pntenza taurina allude alia «inarrestabile impetuosita
delle acque» ma nel corso del tempo la figurazione evolve:
da una prima fase in cui il fiume viene raffigurato nel toro
come tale, successivamente si passa alia rappresentazionc
del toro androprosopo, mutualo dal mito di Acheloo in
lotta contra Eracle; infine «si eompleta il processo di
antropomorfizzazione con il passaggio a una figura maschile
eompletamente umana. o quasi, che mantiene, come ricordo
LA MONE IA2IONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA
e conic simbolo. delle coma taurine attaccale alia fronte»
(Givigliano 2003: 68, nota 2).
2" Agrigento, SNG Agrigento : 246-254 (415-406 a.C); monete
con controniarca a testa di dio fluviale: SNG Agrigenlo: 292,
294 (412-406 a.C. e oltre); Carroccio 2004: 43 (330-287
a.C). Adranum. Agyrion: CNS III: 12/1 ss. (post 339-8 a.C).
Gela: SNG Agrigento: 483 (425-420 a.C), 485-487 (420-405
a.C). Cainarina. Halaesa: CNS III: 1 OS/1 (354/3-344 a.C).
Morgantina: Castrizio 2000: 84-85, 107, serie I (354/3-344
a.C). SulFiconografia del dio fluviale nella monetazione
siciliana, Collin Bouffier 2003: 50-53. Caulonia: HN Italy :
2050 e 2053 (475-425 a.C). Crotone: HN Italy: 2236 (300
ca.-250 ca. a.C. In Arslan (Arslan 2005: 230-246) e datata
277 ca. a.C-gucrra annibalica). Neapolis: HN Italy: 558
(450-420 a.C).
21 Ipponio: HN Italy: 2247 (seconda meta del IV-inizi del III
•sec. a.C.) e Taliercio Mensitieri 1993b: 143-144. Laos: HN
Italy: 2307 (seconda meta del IV sec. a.C). Consentia: SNG
CZ II: 377-378: Taliercio Mensitieri ritiene clie i gruppi
D ed E delle emissioni consenline, collegati dal tipo dalla
testina di dio fluviale al diritto. possano essere collocati nella
prima meta del III secolo oppure in eta annibalica e che vi
possa essere rappresentato il fiume Karkines, la cui radice
onomastica riconduce al grancliio. presente sul rovescio
delle monete (cfr. nota 25); Taliercio Mensitieri 1993b: 161-
165); Bretti: SNG CZ II: 16 sgg. (211/10-203 a.C); Arslan
1989: 169-171. Per una rassegna delle principal! divinita
delle acque oggetto di culti cittadini e sulla concezione
animistica a qucsti sottcsa, Arslan 2008: 103-104.
n Agrigento: Carroccio 2004: 44. Gela: SNG Agrigento: 495-
496 (210-200 a.C). A Gela il dio fluviale e talvolta coronato
di spighe (SNG Agrigento: 488-494).
2:1 Cfr. Ovid., Met. IX, vv. 1-3: Quae gemitus truncaeque deo
Neptunius lieros / causa rogat frontis: cum sic Calydonins
amnis /coepit, inornatos redimitus liarundine crines («Teseo,
l'eroe caro a Nettuno, domandb al fiume di Calidone
(Aclieloo) perche1 gemesse e perchS avesse un como rotto.
E il dio, con la chioma incoronata di semplici canne, cos)
prese a dire [...]») e vv. 98-100: Hunc tamen ablati domuil
iactura decoris, / cetera sospes habe.l; capitis quoque fronde
saligna / aut super imposita celatur harundine damnum
(•< I'Aclieloo pero. anche se avvilito perch6 la mutilazione
gli ha sciupato l'aspetto, per il resto e vivo e vegeto. E
d'altronde lo sfregio viene celato o con una frasca di salice
o mettendoci sopra delle canne»). Sulla rottura del corno
di Aclieloo e la possibile relazione con il como di Amaltea
ipponiate, riflesso nella nioneta bronzea della seconda fase
monetaria di Ipponio. gruppo C, cfr. Vandermersch 1985:
137 e Taliercio Mensitieri 1993b: 139-146. SuH'iconografia
di Aclieloo, UMC. s.v. Acheloos (H.P. Isler). Sulla relazione
tra Acheloo e Eracle quale protettore delle acque, Carroccio
2004: 192, n. 68.
24 A differenza di corone di canne meno invadenti. quali
quella sul quarto di unita dei Bretti, die viene difatti intesa
come tale dal Rutter (HN Italy: 1984) ma eonsiderata una
corona di alghe in SNG ANS: 68 e di spighe da Arslan
(secondo cui il lipo rappresenta una testa di Persefonc. SNG
CZ II: 340-344). La corona di canne in Sicilia si trova sulla
testa di ninfa di Centuripe (CNS III: 1/1 sgg.; 354/3-344 a.C.)
e di Aretusa in un bronzo siracusano coniato dopo il 344
a.C. (CNS II: 78/1 sgg.). In Hruttium si trova sugli stateri di
Pandosia e su una serie di Ipponio, precedentemente citali.
25 Cfr. l'ampia discussione della questione in Taliercio
Mensitieri 1995: 142-143. Sull'uso di talune tipologic.
come appunto le divinita fluviali o il grancliio, legate
aU'affermazione dell'identita etnica dei gruppi italici, cfr.
Taliercio Mensitieri 1993a: 115 e De Sensi Sestito 1999:109
e sgg. Nella monetazione dei Bretti, che si compie nell'arco
di un quindicennio (215-203 a.C), ricorrono la testina di
divinita con coprica|x> a forma di grancliio e il granchio
stesso, simboli peculiari della moneta brettia e di comunita
anelleniche. Non sussistono incertezze sull'identita italica
delle citta di Terina (che batte alcune serie mouetali
conlraddislinte dal tipo del granchio al rovescio. Taliercio
Mensitieri 1993b: 151-155), Consentia, anche negli anni
precedenti alia guerra annibalica. e di Laos, citta di confine
sia storico che geografico fra il territorio brettio e quello
lucano, dove le monete di bronzo gia citate presentano
una legenda in caratteri oschi, che ne prova senza margini
di dubbio la destiuazione ad ambito indigeno (Taliercio
Mensitieri 1993b: 161-165, 168-169; Cantilena 1989: 32-
37). Infine. ricordo le emissioni brettie a leggenda TPAE2
caratterizzate dal tipo del toro androprosopo al diritto.
allusione evidente al fiume Trionto (Taliaho Grasso 1995:
197-205).
2,1 Stazio 1993: 103. Tra le connotazioni di Eracle, c'e anche
quella di protettore delle fonti e delle acque sorgive. Su una
possibile allusione alia contesa del tripode delfico tra Apollo
e Eracle rappresentata sul diritto degli stateri cauloniati,
Adomalo 2004: 337-340. Cfr. anche Parra 2004: 15, dove
Eracle viene proposto come visiting god venerato nel
santuario di Punta Stilo.
27 Iannelli 2005: 232-234. Sul rapporto tra valenza
funzionale e valenza culturale dell'ac(|ua in Magna Grecia.
Barra Bagnasco 1999a: 28-36.
a De Sensi Sestito 2004: 322-328. Sul culto di Artemide
a Caulonia, Parra 2001: 239, con bibl. prec: Parra 2004:
in part. 12-14; Gargini 2004: 106-108 per la relazione tra
Artemide e il culto delle acque. Sulla possibile localizzazioue
dell'antica Arteniision neH'entroterra di Caulonia. De Sensi
Sestito 2004: 327-28. Sull'identificazione deU'animale
rappresentato nelle monete d'argento in un cervo e non
in una cerva o altro, Adomato 2004: 342-343. L'antico
parasemon del cervo rimanda a un legame con l'ambiente
boschivo anche negli stateri del gruppo G di Noe, dove
1'animale viene accompagiialo dal simbolo dei rami e dcgli
uccelli. Stando a quanto afferma Tucidide, i Siracusani si
sarebbero fermati nel territorio di Caulonia per bruciare del
leguame per la costruzione di navi: una fonte di importanza
primaria per la nienzione deU'enlroterra boschivo cauloniate
come una delle risorse della polis. il che darebbe una
ragione in piii anche per spiegare l'interesse dei Bretti
intorno a questa piccola citta, se, come gli scavi vanno
senipre meglio dimostrando, nel III sec. a.C. la presenza
brettia a Caulonia e tutt'altro che sporadica e casuale. II
cervo stesso e stato accostato, anche se talora con qualche
eccesso filologico. ad alcuni aspetti della vulgata sui Bretti
per il suo legame con la dea Artemide (9orella dell'Apollo
che si deve riconoscere nella divinita raffigurata sul diritto
delle monete d'argento) in qualita di protettrice degli schiavi
fuggilivi. quali sarebbero i Bretti in origine - «douloi» per
Diodoro (XVI, 15) e «privi di eleutherla» per Strabone (VI,
GIORGIA GARGANO
1, 4, 255) - (sebbene il koinon non potesse avere alcun
interesse a sottolineare le proprie origini servili). Sull'ipotesi
di relazione Ira Artemide, cervo e Brelti. cfr. Pugliese
Caratelli 1983: 24sgg.; Guzzo 1989: 54-55. Contra, Poccetti
1988: 31; Mele 1995: 25. Puo essere utile inserire in questa
discussione una rarissinia emissione monetale, che presenta
al D/ una testa di cervo a ds. e nel campo. a s. e a ds., K-A;
al R/ un aratro a s.; in basso l'enigmatica legenda BPEII":
nel campo a ds. il monogramma B(retrogrado)A. Morcom
ha correttamente messo in relazione questa emissione con
le mniiete pubblicate da Taliano Grasso citate alia nota 25,
raffiguranti al diritto la protome del toro androprosopo con
la legenda TPAEZ. allusiva con ogni probability al fiume
Trionlo; al rovescio una spiga con foglia - stilisticamente
vicina a quella delle serie nietapontine - e in alto la legenda
BPE o BPETT. a ds. in alto una cornucopia e in basso un
monogramma clie non e stato sciolto ma che mi pare simile
a quello edito da Morcom e reso come BA. Le due serie
monetali sono accomunate dalla legenda BPEII". che Taliano
Crasso, come si diceva. legge BPETT (Taliano Grasso
1995; Morcom 2000: 159-161). Le fotoedite in entrambi gli
articoli non sono sufficienti a propendere per una o l'altra
lettura della legenda: qualora fosse corretla la seconda,
avremmo I'associazione della testa di cervo con l'etnico dei
Bretti. che potrebbe arditamente collegarsi con Caulonia per
le lettere K-A, presenti anche nella serie monetale con il
fiume Trionto. Alio stato attuale delle conoscenze, non mi
sembra si possa aggiungere altro per una collocazione di una
zecca che, per la moneta TPAE2. sulla base dell'incidenza
di rinvenimenti monetali da quel terrilorio. dovrebbe trovarsi
a nord di Strongoli.
• Su 'chi' siano le divinita delle acque, Barra Bagnasco
1999a: 45-48.
m Gargini 2004; Angeletti 2004: 142, 156-157. A questo
proposito va considerato il rapporto che lega il culto di
Apollo, per esempio nella sua accezione di guaritore,
ull'uso dell'acqua, elemento imprescindibile di qualunque
antica terapia medica; oppure nella sua accezione di
protettore degli oracoli, ove l'acqua e centrale per la sua
valcnza purificatrice. Al culto dell'acqua e legata anche
Artemide, la 'ninfa' pereccellenza. Barra Bagnasco 1999a:
42, 47, 51, n. 9.
" Devo un ringraziamento al professor Giovanni Gorini per
la segnalazione di questa moneta e al collezionista. che me
l'ha cortcsemenle mcssa a disposizione per questo studio.
Nelle more di stampa, £ stato individuato un nuovo bronzetto
del gruppo E nella collezione numismalica "Vito Capialbi"
di Vibo Valentia. L'esemplare pesa g. 1,59 e misura mm 13
di diametro.
LA MONETAZIONE Dl BRONZO DELL A ZECCA Dl CAULONIA
Fig. 12.1 Monete del gruppo A: poi sopra la moneta Noe 234a (n. 2).
Fig. 12.2 Monete del gruppo B: sopra le monete come da menabo Elsen 69-90 (n. 3); Noe 233 (n. 4); CM 21268 (n. 5).
Fig. 12.3 Monete del gruppo C: poi sopra la moneta Attianese 1598 (n. 6).
Fig. 12.4 Monete del gruppo D: sopra le monete come da menabd Attianese 249.
Rg. 115 Monete dei gruppo E: poi sopra la moneta Gmino
237 (n. 17)