La monetazione di bronzo dell’antica Caulonia more

La monetazione di bronzo dell’antica Caulonia in L. Lepore, P. Turi, (a cura di), Caulonia tra Crotone e Locri, Atti della tavola rotonda internazionale, Firenze, 30 maggio-1 giugno 2007, Firenze 2010, pp. 173-183.

DIPARTIMENTO DI SCHNZE DELL'ANTICIUTA ■ GIORGIO PASQUAU- | COMUNE Ot FIRJiNZE Commissione cultura istruzione sport (Ministero per i 'Beni e (e ftttivita CuCturali S< JPR1NTCN DLNZA PLR I BLN1 AKUU-OLOUIC1 DfcUA CALABRIA Caulonia tra Crotone e Locri TOMO 1 Atti del Convegno Internazionale, Firenze, 30 maggio - 1 giugno 2007 a cura di Lucia Lepore e Paola Turi Firenze University Press 2010 12. La monetazione di bronzo della zecca dj Caulonia Giorgia Gargano II recente rinveniinento di una notevole quantita di monete clallo scavo archeologico dellabitazione ellenistica in loc. Casa Matta di Monasteraee Mari- na ha proposto lesigenza di riprendere in esarne la moneta battuta clalla zecca di Caulonia, soprattutto in considerazione dellesiguita dei rinvenimenti di moneta locale nella polis\ La rarita dei rinvenimenti di moneta argentea da scavo, cauloniate e non, si pu6 motivare con la concentrazione della ricerca nell'abitato di eta el- lenistica, quando i traffici economici anche a larga scala prediligono la moneta enea, oltre che in con- siderazione dell'incessante attivita dei cercatori di tesori2. Pertanlo, lo studio di una delle meglio cono- sciute zecche antichc limita quasi completamente le proprie acquisizioni cronologiche e di circolazione ai dati restituiti dai tesoretti monetali o dagli esem- plari da collezione, che cvidcntemente, tranne che per rare contingenze', sono avulsi da ogni contesto. Questa indagine ha lobiettivo di fare luce sul- le fasi finali dell'attivita della zecca, quando ebbe inizio la produzione di moneta di bronzo. A oggi, e stato possibile prendere in esame venti esemplari della moneta bronzea battuta a Caulonia, mai fino- ra studiati nelle reciproche relazioni. La tradizione di studi assegna circa al primo quindicennio del IV sec. a.C. l'inizio c la fine della monetaxione di brouzo della zecca. Questa posizio- ne, che si deve ab initio al Gagliardi, che pubbli- cd per primo i bronzi cauloniati (Gagliardi 1930: 99 sgg., seguito da Noe 1958: 18, 57, t. XVI, nn. 233-234, con bibliografia precedente), e al Noe, deriva, per il termine piu alto, dal generico alli- neamento della prima coniazione della moneta di bronzo cauloniate alia fase storica a cavallo tra V e IV secolo a.C, ncllambito della quale si inquadra l'introduzione della moneta di bronzo nelle citta greche d'ltalia (Rutter 1979). Termine cronologico piu basso e sempre stato ritenuto il 389 a.C, anno della ipotetica quanto discussa distruzione di Cau- lonia da parte di Dionisio di Siracusa (Diod., XIV, 103-106, 3; cfr. da ultimo Facella 2001: 64-65). Queste posizioni sono state via via sfumate nel- la storia degli studi: quanto alia cronologia iniziale della moneta bronzea, k stata estesa dal Rutter alia fine del V secolo a.C. e da Parise agli ultimi due decenni del V sec. a.C, mentre la Pozzi Paolini ritenne l'inizio della coniazione da contenere entro l'inizio del IV sec. a.C. ma da estendere oltre il 389 a.C; una simile posizione e espressa ancbe dal Kraay per la necessita di leggere con maggio- re elasticity le cesure storiche indicate dagli sto- rici antichi, senza discostarsi molto da queiranno (Rutter 1979: 207-208; Parise 1994: 409; Pozzi Paolini 1979: 132-134; Kraay 1960: 81). L'Attianese e il Bruni infine ritengono il bron- zo cauloniate da assegnare agli anni della secon- da guerra punica (Attianese 1974: 136-137; Bruni 1977: 38). Le monete bronzee della zecca di Caulonia che e stato possibile rintracciare sono accomunate dal tipo del rovescio, quasi sempre anepigrafe: il para- semon cittadino del cervo stante a ds. (fa eccezione una moneta, della quale si dira in seguito). In base all'evoluzione del tipo del diritto, che rappresenta una testa di divinita fluviale connotata dall'attributo taurino delle corna (essendo la testa di profilo, e rappresentato un solo corno), possibi- le distinguere cinque gruppi di emissioni, ai quali, come si vedra tra breve, corrispondono altrettanti addensamenti ponderali. GIORGIA GARGANO Questa suddivisione permcttera di proporne una nuova scansione cronologica: difatti, anche grazie ai dati tratti dagli scavi archeologici, viene a consolidarsi una cronologia alta per le prime se- rie monetali, che, d'accordo con le teorie di Parise e Rutter, andranno fissate (per ragioni iconogra- fiche, storiche e di relazione con le monetazioni coeve), a parlire dagli tiltimi due decenni del V fe non dalhnizio del IV sec. a.C.) e fino circa alia prima meta~ delIVsec. a.C. Perilquintogruppo di emission! si pud ritenere plausibile una cronologia piu bassa, nell'ambito del III sec. a.C. II gruppo A, probabilmerite il piu antico, b rap- presentato da due monele: le Noe 2.34a e 234b (nn. 1 e 2 del catalogo, fig. 12.1), caratterizzate al diritto da una testa maschile imberiw: volta a ds. con una acconciatura a morl)ide onde. Le due rnonete pesano rispettivamente 3,10 g e 2,90 g e sono accomuna- le da\\a prcswvia a\ vovescio, sopra il c.ervo, di una letlem A, interprctxlu dal Ihiltcr conic ivsiduo della legenda KAYA' nonche dal fatto di presentare la testa volta a ds. Per questo motivo sono state considerate dal Rutter (al quale crano noti i soli quattro esemplari all'cpoca editi) parte di un unico gruppo, unitamente al bronzo cauloniate della collezione dell'Ashmole- an Museum di Oxford (n. 13), che invece, in base al critcrio tipologico qui proposto, va associato al gruppo E di emissioni. La cronologia alta del gruppo A, in accordo con le teorie tradizionali sulla mone- ta bronzea cauloniate, e indicata sia dalla resa dalla capigliatura della testa del diritto, che trova un'eco in alcuni dioboli cauloniati\ sia dalla presenza della legenda 9E al diritto, nel campo a ds. Tale legenda si riscontra per la prima volta a Caulonia sul rovescio degli stateri dargento del 435-420 a.C.6 II corno che sporge evidente dalla fronte della testa del diritto ha suggerito al Gagliardi l'identi- ficazione con la testa di un dio fluviale, che e stata accettata dalla maggioranza degli studiosi. II Noe preferisce descriverla come «testa giovanile con piccolo corno o ciocca sporgente di capelli*, analo- ga a quella dei dioboli Noe 231, mentre l'Attianese vi vede la testa di Apollo Delfinio o Apollo Kathar- sios (Gagliardi 1930: 100 sgg.; Noe 1958: 18-19, 56-57; Attianese 1974: 136). Secondo il Fuda la divinita raffigurata alluderebbe al fiume Sagra o alia fiumara Assi, che attraversava la citta di Cau- lonia (Fuda 1984: 88-89). Al gruppo B di emissioni si possono ascrivere tre rnonete (nn. 3-5, fig. 12.2), caratterizzate al di- ritto da una testa maschile imberbe e con ii, corno sporgente dalla fronte, con un'acconc" larghe onde, volta a sinistra. I pesi delle tre (1,36 g; 1,20 g; 0,99 g) sono abbastanza < tra di loro da poter essere considerati a una emis.sione piu leggera e coeva a gruppo A, della quale potrebbero rapp una frazione (in altcrnativa, potrebbero co si un emissione leggermente piu tarda della apputito perche' piu leggera. ma che non dor discostarsi molto dal prinio quarto del IV sec. a.C- in considerazione dellanalogia tipologica con 3 gruppo A e della resa iconografiea della testa, che richiama i piu tardi stateri cauloniati). La monet* piu pesante, che indicheremo come Elsen 69-90 (n. 3)7, e la seconda (Noe 233, n. 4)H, presentano al rovescio la legenda che aveva fornito al Gagliar- di la conferma dellattribuzione di questi bronzetti alia zecca di Caulonia: KAY si trova al di sopra del cervo nella Elsen 69-90 e nel campo a destra nella Noe 233. La terza moneta del gruppo (n. 5). il cut tipo di dirilto e stilisticamcnle vicino aJJa Noe 2^3", e'anepigraifre-[irovf(ViiriiigTr's^wv;.«Hirffttt;j» Monasteracc Marina, nei pressi della Casa Matta. II gruppo C e costituito da un unico esernpla- re (n. 6, fig. 12.3), rinvenuto nel 1976 a Ootone. loc. Fiume Esaro, oggi in una collezione privata: si tratta di un bronzo di 2,03 g, che presenta al dirilto l'effigie di Apollo gradiente verso ds. con il braccio sinistra sollevato e il destra teso; ai suoi piedi, il cervo stante a destra; al rovescio il cer- vo stante a destra e in alto, nel campo, un kan- tharos. Questa moneta non e stata finora presa in considerazione nell ambito degli studi scientifici e non e inclusa dal Rutter nella Historia Numorum- llaly. E evidente che, non potendo essere esami- nato direttamente, possa sussistere qualchc dubbio suH'autenticita deU'eseinplare (anche se parrebbe essere stato raccolto direttamente dal terreno, il- legalmente, e altrettanto illegalmente non conse- gnato alle autorita), come daltra parte e gia stato documentato per un altro caso di un bronzo cau- loniate, considerato un falso da Noe (Noe 1958: 18). L'Attianese lo considera autentico ed esclude che si possa trattare di una moneta suberata che ha perduto il rivestimento dargento. Fino a prova contraria, la moneta andra dunque presa in con- siderazione e potrebbe rappresentare un ulteriore esempio di una rara emissione di cronologia alta e in stretta connessione con Targento, soprattutto dal punto di vista tipologico. Difatti, richiama i tipi LA MONETAZIONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA delle frazioni d'argento Noe 216-218, dalle quali si differenzia solo per essere anepigrafe (Noe 1958: 55, tav. XV, nn. 216-218). II gruppo D e rappresentalo, finora, da un unicum della collezione Cimino di Monasterace Marina (n. 7, fig. 12.5), dunque e di quasi cer- ta provenienza cauloniate. La moneta, di 2,17 g, presenta al diritto una testa calva con un evidente eornelto che sporge dalla fronte e al rovescio. par- zialmente fuori conio, il cervo a ds. Stando al dato ponderale, si pu6 considerare coevo o collegato al gruppo E o. anche, un esemplare 'di transizione' dal gruppo B al gruppo E, nientre la scarsa leg- gibilita del tipo di rovescio, tagliato in parte dal conio, non consente di formulare un collegamento basato su una sequenza dei coni di rovescio delle restanti emissioni. II gruppo E di emissioni e attestato da undid esemplari (nn. 8-18, fig. 12.4), caratterizzati al di- ritto da una testa maschile imberbe volta a destra e due volte connotata come divinita fluviale: il picco- lo corno sporge dalla fronte del dio, in analogia con i gruppi precedenti, e la capigliatura e nascosta da una corona di canne, che viene quasi a sembra- re l'evoluzione delfacconciatura 'classicheggiante' delle teste piu antiche. II volto del diritto presenta caratteri maschili estremamente marcati e insie- me iniperfetti, come fossero ispirati a una precisa fisionomia: il naso lungo e appuntito, il mento pro- nunciato. La resa di questo volto e senz'altro meno raffinata di quella dei tipi piu antichi, ma anche di piu forte impatto comunicativo e, mi si passi Pos- servazione, di maggiore originalita ed espressivita. Al rovescio della moneta ricorre il cervo e tutti gli esemplari finora noti sono anepigrafi. Otto delle monete del gruppo pesano tra gli 1.76 e i 2,67 g; si discostano dalla media ponde- rale del gruppo (pari a 2,32 g) la moneta Cimino 235 (n. 18), di 1,36 g, e la moneta Attianese 249 (n. 8), di 3,56 g". Di cinque esemplari del gruppo sono noti i dati di provenienza: le due monete della collezione Cimino (nn. 14 e 18) sono state raccolte dal Gior- dano nell'area archeologica dellantica Caulonia e cos! anchc la moneta consegnata nel 1946 dallo stesso Giordano, ali'epoca ispettore onorario del- la Soprintendenza Archeologica della Calabria (n. 12)'°. Le monete CM 126226 e 126222 (nn. 10 e 17) provengono invece dagli scavi net pressi della Casa Matta. Inline, ancora due esemplari sono citati in bi- bliografia: uno faceva parte di una piccola colle- zione di bronzi venduti all'asta dalla CNG Coins, del quale non e stato possibile rintracciare n£ la foto n6 il peso". II secondo viene citato tra i rinve- nimenti di Crotone al Campo Sportivo, con riferi- mento bibliografico al tipo Noe 234, anche se non e specificato se al rovescio sia leggibile Palfa. La foto della moneta non e stata pubblicata e l'esem- plare e disperso12; pertanto, potrebbe ritenersi pertinente al gruppo A oppure al gruppo E. La Mastelloni sottolinea l'importanza dellassociazio- ne in strato della moneta con il bronzo siracusano con i tipi Testa di Atena con elmo corinzio/Ippo- campo, deducendo una possibile diffusionc con- temporanea delle due serie e legata ai medesimi canali e avvalorando cosl la tesi della coniazione di almeno una delle serie bronzee di Kaulonia ne- gli anni successivi al 389 a.C. La lacunosita dei dati a nostra disposizione non permette ipotesi approfondite sul raggio di circo- lazione di queste serie; si tratta certo di monete destinate al commercio locale, come peraltro sug- gerisce il ridotto volume di esemplari battuti: due monete provengono da Crotone (Campo Sportivo e Fiume Esaro), quattro gencricamente dallarea ar- cheologica di Caulonia antica (Giordano, Cimino 235, 236 e 237) e tre dagli scavi dell'abitazione ellenistica nei pressi della Casa Matta13. In particolarc, potra essere utile soffermarsi sul coutesto di provenienza di queste ultime: la mo- neta 21268 proviene daH'US 187 deH'ambiente R ed e stata trovata in associazione stratigrafica con un triobolo di Crotone, un bronzo siracusano di eta agatoclea o ieroniana e cinque monete brettie14. II triobolo di Crotone e uno dei piu antichi nominaii restituiti dallo scavo, quindi risulta piuttosto in- teressante l'associazione con il bronzo cauloniate della serie B, da considerare di cronologia aha1 \ I due strati da cui provengono i bronzetti cau- loniati 126222 e 126226, entrambi afferenti al gruppo E, sono contigui e appartengono alia fase di obliterazione e messa in disuso della canaletta che si trova tra gli ambienti I e F dell'abitazione presso la Casa Matta, e sarebbero quindi da rife- rire al momento finale della vita della casa, cioe alia fine del Ill-inizi del II secolo a.C. La moneta 126222 e stata ritrovata in strato con un bronzo di Locri inquadrato tra il 300 e il 268 a C.10, mentre la 126226 viene da uno strato che ha restituito al- tre quattordici monete databili alia fine del III sec. GIORGIA GARGANO a.C, tranne che per una di eta agatoclea, quasi sempre associata, nei contesti di scavo di Caulo- nia, a monete di fine III17. II raggruppamento proposto su base stilistica tro- va couferma nella lettura dei punti di addensameuto ponderale: si notera difatti come rispettivamenle i gruppi A. B e E rappresentino tre insierni distinti e iriternamente omogenei e coerenti (fig. 12.6). Sono i dati archeologici e losservazione dell'evo- luzione dello stile della testa del diritto a suggerire l'ipotesi che il gruppo E debba essere considerato suceessivo ai precedeuti ed essere collocato nel III piuttosto che nel IV secolo a.C, mentre, per tutte le ragioni gia elencate, rimane salda una datazione al priino quarto del IV secolo a.C. per i gruppi A, B e, qualora la moneta sia autentica, C. A Caulonia si configurerebbe una situazione analoga a quel la di Crotone, dove la monetazione enea riveste airinizio una funzione sussidiaria alia moneta divisionale d'argento, in un periodo in cui la zecca crotoniate vive un deciso rallentamento nella produzione, se non proprio una temporanea sospen- sione, coincidente con gli anni della dnminazione di Dionisio di Siracusa'". Anche a Caulonia alcuni tra i piu tardi dioboli argcntei, in base all'impianto cronologico qui proposto, convivono iconografica- mente con il tipo della testa di dio fiuviale adottato, seppure con qualche variatio, come tipo immutato del diritto delle serie bronzee (Noe 231 e Noe 232, del 475-425 a.C. HN Italy. 2050 e 2053). Le prime due serie della moneta difatti si in- seriscono, dal punto di vista iconografico, nella cospicua serie di emissioni di citta greche che scel- gono il dio fiuviale come tipo di diritto tra la fine del V e i prirni del IV sec. a.C. II piu antico bronzo di Caulonia riprende una delle niodalita di rap- presentazione del dio fiuviale, per lo piu imberbe, identificato da uno o due cornetti sulla fronte1'', in numerose zecche siciliane (tra le altre, Agrigento, Adrano, Agyrion, Camarina, Gela, Halesa, Mor- gantina) e dell'ltalia meridionale (Caulonia, Cro- tone, Neapolis)2". II tipo godra di ampia diffusione in Bruttium dalla fine del IV sec. a.C: ad esempio, a Ipponio, dove rappresenta il dio PEQN e a Laos. Nel III secolo si trova nella monetazione di Con- sentia, di Crotone e sullargento dei Bretti21. L'attributo della corona di canne, che si ag- giunge al cornetto, come per conferire un'ulteriore caratterizzazione del dio, e in generate piu tardo (tranne che nel caso di Catana) e ricorre ad Agri- gento, a Gcla, a Ipponio22: in genere, non connota gcnericamente un dio fiuviale, ma direttamente Acheloo, che la adoperava per nascondere il pro- prio corno rotto da Eracle2:l. Questa suggestione pare tanto piu forte in considerazionc della resa cosl inconfutabile e centrale dellattributo sulla moneta cauloniate. che e in questo senso unica nel suo genere, a quanto mi consta: le canne della co- rona conservano tutta la loro consistenza tubolare, sono inequivocabili2'. E superfluo ribadire come, con differenti solu- zioni iconografiche, il tipo della testa di dio fiuviale ricorra nel IV e nel III sec. a.C. nelle zecche rica- denti in territori di pertinenza brettia (e latamen- te italica) con un simbolismo, riscontrabile anche nell'uso del granchio sulle monete, che sottolinea I'imporlanza e la necessita di dominare i fiumi e gli sbocchi sul mare2': pare essere stata, questa, una strategia italica per annettere a s£ una tipolo- gia monetale di origine e uso piu antichi (e, forse, per questo considerati piu prestigiosi). L'aggiunta della corona di canne sulla testa del dio fiuviale del gruppo E, se non e — non sarebbe ammissibile - da intendere come un pleonasmo ri- spetto al cornetto, evidentemente intende ribadire un tipo e contestualmcnte differenziarsi dal pas- sato. Non si tratta piu dell'antica evocazione delle acque dolci, ma di un messaggio nuovo che viene comunicato attraverso il mezzo monetale. Lascio a chi e piu qualificato di me 1'invito ad addentrarsi nell'esegesi su un possibile significato in chiave cra- clea del nuovo tipo (dot, tirannica o antilirannica. forse post dionigiana, come a Crotone)21', che potreb- bero interessare anche la moneta ipponiale, coniata a cavallo tra il IV e il III sec. a.C, quindi negli anni della presenza di Agatocle: anni oscuri per la polis di Caulonia, dato il vacuum di fonti letterarie che riguarda proprio questa fase storica della citta. Tuttavia, anche senza considerare un possibile aspetto mitologico sotteso airimmagine della mo- neta bronzea, la moneta cauloniate ha sin dai suoi esordi fomito una chiave di lettura duplice, con cui il recupero del tipo piu antico effettuato per il gruppo E di emissioni ben si concilia: il contesto paesaggistico locale si accompagna sempre all'evo- cazione delle divinita che presiedono alia religio- sity greca, che vengono poi a coincidere con una parte del pantheon italico. L'iconografia fiuviale si aggiunge alle sollecita- zioni topografiche gia presenti nella monetazione d'argento a doppio rilievo: ha messo bene in evi- denza Adornato come Piconografia degli stateri LA MONETAZIONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA alluda alia citta e al suo territorio, al rapporto tra temenos e chora. «a sottolineare sacralita dei luo- ghi e luoghi sacri» (Adornato 2004: 344), ricor- dando quelYaulon die e sede della citta, la vallata. cioe, attraversata dai ricchi corsi d'acqua dell'Alla- ro, dell'Assi, della fiumara Precariti e dello Stilaro, seiiza considerare poi i 'rigagnoli' di Paolo Orsi e i canall per la regimentazione delle acque che attra- versavano il centra abitato e facevano quindi parte integrante del paesaggio urbano27. Se a un primo livello di lettura il tipo di rove- scio permette di intravedere la citazione del bosco- so entroterra cauloniate ricordato da Tucidide (7, 25, 1-2), a una piu approfondita analisi il cervo ha da tempo rivelato lallusione al culto di Artemide, forse la Elaphiaia, e potrebbe essere stato adottato in questa piu tarda fase monetaria anche per le sue peculiari assonanze con i'ambiente e la religiosita italica gia presenti nel territorio28. Bisognera anche considerare quale ruolo abbia potuto rivestire una divinita fluviale nel pantheon cauloniate, dato che la scelta del tipo inonetale ri- flette di norma un culto cittadino29. L'esperienza siciliana, dove il dio fluviale in tutte le sue varianti viene raffigurato sin dall'eta arcaica nelle moneta- zioni di poleis sia greche sia indigene sia puniche, documenta la valenza pratica e simbolica dell'ac- qua in quelle societa. Si tratta, in tutti i casi citati e anche nella Grecia propria, di un 'dio minore', il cui culto a Caulonia mi pare finora scarsamen- te attestato, sebbene, proprio per queste caratte- ristiche di 'deuteragonista', possa aver convissuto con pratiche cultuali rivolte ad altre divinita (cfr. quanto osserva Angcletti 2004: 153, con bibl. prec.) - suggestioni in questo senso vengono dai rinvenimenti della vasca cultuale a nord ovest del tempio di Punta Stilo e dai frammento di coropla- stica forse inquadrabile nella classe dei pinakes di Grotta Caruso a Locri"'. Al di la delle questioni iconografiche, che non difficilmente possono stabilire un collegamento con Yelhnos italico dominante dalla fine del IV a.C. su larghe aree del territorio calabrese, andra ricercata una piu precisa collocazione storica per la serie E, per la quale il terminus post quern piu froerico va individuato nella fine della tirannide Aonigiana, o meglio. in quel 357 a.C. che segna la fine della dominazioue di Dionisio II sulla citta da kii rifondata. Secondo Facella, per Caulonia si potrebbe pensare a una sorta di pacifica convivenza di una componcnte italica e di una greca all'inter- no della medesima compagine urbana. L'ultimo atto di questa condivisione di spazi potrebbe essere ipoteticamente ricercato, secondo lo stu- dioso, sulla scorta di Pausania (6, 3, 12), negli anni della guerra di Pirro e i Tarantiui contro i Romani, quando Caulonia dovrebbe essere stata conquistata e rasa al suolo dai Campani alleati di Roma. Se Strabone (6, 1, 10) si riferisce a questa distruzione quando afferma che Caulonia venne abbandonata e «i suoi abitanti infatti furono cac- ciati dai barbari in Sicilia e vi fondarono la Cau- lonia di li», lo storico alluderebbe al fatto che la componente greca, o la maggior parte, della pppo- lazione si sia trasferita in Sicilia, mentre in citta sarebbero rimasti in posizione numericamente (se non politicamente) dominante gli Italici (Facella 2001: 60, 66-67, 91, nota 60). Tale ricostruzione storica trova riscontro in re- centi rinvenimenti di carattere italico nella citta, quale ad esempio due tonibe che parrebbero di connotazione brettia, oltre ai numerosi reperti mo- bili ed epigrafici che da tempo attestano un'influen- te presenza non greca nella polis. In quest'epoca di un possibile sopravanzamento deU'elemento italico-cauloniate su quello greco-cauloniate, si potrebbe forse collocare una nuova fase motietaria del bronzo, cioe del metallo tipicamente battuto da- gli Italici del Bruttium, destinato a piccoli scambi commerciali e a riaffermare l'esistenza e propagan- dare la nuova corrente politica anti conservatrice su territori tradizionalmente greci. E evidente che il ridotto volume di emissioni non potesse giustifi- care una efficace copertura neppure del inercato locale; daltro canto, i rinvenimenti archeologici hanno dimostrato come per le proprie transazioni commerciali i Cauloniati, alia fine del III secolo a.C, si servissero in primis del numerario brettio e della moneta agatoclea, che e quasi sempre in gia- citura con divisionale bronzeo di fine III sec. a.C. Viene battuta dunque una moneta che riaffer- ma i termini religiosi, politici, territoriali che erano stati espressi sin dai piu antico bronzo, con una piccola, ma decisa, aggiunta di riaffermazione del nuovo. La questione non e di secondaria impor- tanza, dato che la monetazione cittadina potrebbe tradire, con remissione del bronzo della serie E, un atteggiamento favorevole all'elemento indigeno e italico e persino presupporre una sostituzione della classe aristocratica, tradizionalinenle oslile all'elemento indigeno (Facella 2001: 94, nota 92, con bibliografia precedente), al govemo della polis. GIORGIA GARGANO e fomire cosl un elemenlo di riflessione in tal sen- so, nella generale poverta di dati storici sulla storia di Caulonia ellenistica. Un'ultima ipotesi & che l'esperienza inonetale del gruppo E vada di pari passo con la certa affernia- zione italica nel territorio cauloniate e sia quindi da collocare negli ultinii due decenni del III secolo a.C, in occasione del conflitto annibalico, quando la citta b certamente in inano brettia (Facella 2001: 67-68). Un elemenlo a favore di questa ipotesi e nel buono stato di conservazione di queste monete, che potrebbero aver circolato a fianco del nunierario brettio. che, come gia detto in precedenza, domina \f Iransazioni locali di fine III sec. e forse anche dci primi anni del II sec. a.C. Talc imposlazionc cronologica sarebbe inoltre in asse con l'emissione crotoniate con i tipi di testa di Aisaros/fulmine, da- tata dall'Arslan a partirc circa dal 277 a.C. fino alia guerra anuibalica (Arslan 2005:127-128). Tale cro- nologia per il gruppo E verrebl>e pertanto ad allinea- re ponderalmente e nelle scelte politiche cittadine il bronzetto cauloniate con i numerosi nominali bron- zei di piccolo taglio che vengono battuti in Bruttium dal la fine del IV sec. e sino alia fine del III sec. a.C: spesso ftuissioni di breve durata. di rohmie ridottO e di matrice politica filoitalica. Moneta spicciola di bronzo, legala alio scambio e all'uso quotidiano, che spiegherebbe lo scarso potere di scambio di questa moneta cauloniate, finora restituita con certezza solo dagli scavi di Caulonia e Crotone. L'esistenza di una zecca cauloniate ancora fun- zionantc o rimessa in funzioi\e incontra difficolta nel presupposto che dovrebbe esserle sotteso. che cioe Caulonia sia eflettivamente e ufficialmente en- trata neUorbita brettia anche prima della seconda guerra punica: dato che. si e visto. a tutt'oggi non si pu& dire accertato. ma plausibile. La zecca di Caulonia potrebbe perfv essere stata almeno episo- dicamente attiva nel III sec. a.C, considerando la provata attivita metallurgica della citta in eta elle- nistica, la presenza di giaeimenti di rame nel suo territorio (Fioravanti 2001: 41) e soprattutto il fatto che una zecca si configure in (ondo semplicemen- te come un'officina metallurgica che ha mandato dal governo cittadino di battere moneta (Cantilena 1989: 29-32). Secondo il Noe «the scanty number of bronze pieces known is indicative of their introduction not long before the destruction of the city» (la distru- zione, cioe, perpetrata da Dionisio I di Siracusa ) Noe 1958: 18). In realta, queste prime ricerche - alle quali di certo potranno essere aggiuuti nuovi dati dagli scavi e da piu approfonditi spogli dei cataloghi di musei e aste internazionali - valgo- no a dimostrare come la monetazione di bronzo di Caulonia possa essere considerata tutt'altro che un'esperienza effimera e di scarso rilievo, dato che gia se ne conoscono ventuno esemplari, il che non b poco relativamente a talune monetazioni magnogreche di bronzo di eta ellenistica. In que- sta direzione, andra dato il giusto peso anche alia maggiore incidenza di monete del gruppo E rispet- to alia somma di tutti gli altri gruppi. Se e valido il quadro cronologico relativo qui proposto, una corretta collocazione storica di que- sta serie si potra certamente fare grazie ai nuovi rinvenimenti archeologici dagli scavi stratigrafi- ci nellabitato della fase ellenistica, aggiungendo nuovi argomenti alia discussione sulla pregnanza dell'elemento italico, in qualita di governante e non solo di componente della popolazione locale, in questo oscuro III secolo cauloniate. Addensamento ponderate delle sene bronzee della zecca di Caulonia ■ GnippoA ■ Gruppo B ■ Gruppo C ■ Gruppo 0 ■ Gruppo f 1 2 3 4 S 6 7 8 0 10 11 12 II 14 15 16 17 18 Catalogo delle monete Gruppo A (fig. 12.1) D/ Testa imberbe di divinita fliwiale a ds., con cor- no sporgente dalla fronte e acconciatura a capelli ondulali; R/ Cervo slante a ds. 1 as Noe 234a: R/ in alto A; 3,10 g; 15 mm; Noe 1958: 57, tav. XVI, 234a; Rutter 1979: 208 (grup- po I). Collezione Gagliardi. 2 = Noe 234b: D/ Nel campo a ds. eE; fU in alto A; 2,90 g; 15 mm; Noe 1958: 57, 234b; Rutter 1979: 208 (gruppo I). Collezione Gagliardi. Gruppo B(fig. 12.2) D/ Testa imberbe di divinita fliwiale a s., con corno sporgente dalla fronte e acconciatura a capelli on- dulali; R/ Cervo stante a ds. LA MONbTAZIONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA 3 = Elsen 69-90: R/ in alto, KAY; 1,36 g; 11 mm; Casa d'Aste Jean Elsen et ses fils; lotto 90 dellasta n.69. 4 = Noe 233: R/ a ds. KAY dall'alto verso il basso; 1,20 g; 11 mm; Noe 1958: 57, tav. XVI, 233; Rut- ter 1979: 208 (gruppo II). Collezione Gagliardi. 5 = CM 21268: 0,99 g; 11 mm; Monasteracc, Ma- rina, scavi in loe. Casa Matta, inv. 21268. Museo Archeologico di Monasterace Marina. Gruppo C (fig. 12.3) D/ Apollo gradiente verso destra; in basso a ds. cer- vo stante; R/Cervo stante a ds.; in alto kantharos. 6 = Attianese 1598: 2,03 g; Attianese 1980: 271, n. 1597. Collezione privata. Gruppo D (fig. 12.5) D/ Testa imberbe di divinita fliiviale calva con tor- no sporgenle dalla fronte a ds.; R/ Cervo stante a ds. ■ 7 ■ Cimino 237: 2,22 g; 16 mm; Gargano 2004: 589. Museo Archeologico di Monasterace Marina. Gruppo E (fig. 12.4) D/ Testa imberbe di divinita fliiviale a ds., con cor- no sporgente dalla fronte e coronata di canne; R/ Cervo stante a ds. 8 = Attianese 249: 3,56 g; Attianese 1974: 137, n. 249. Collezione privata. 9 = Collezione privata: 2,67 g; 14 mm". 10 = CM 126226: 2,55 g; 15 mm; Monasterace, Marina, scavi in loc. Casa Matta, inv. 126226. Mu- seo Archeologico di Monasterace Marina. 11 = Scaglione: 2,55 g; Fuda 1980: 85-86. Locri, collezione Scaglione. 12 = Giordano: 2,26 g; 13 mm; Fuda 1984: 87-89. Museo Nazionale di Reggio Calabria. 13 = Elsen 1151: 2,25 g; Casa d'Aste Jean Elsen et ses fils; lotto 1151 dell'asta n. 87 dell'll marzo 2006. 14 = Cimino 236: 2,23 g; 16 mm; Gargano 2004: 589. Museo Archeologico di Monasterace Marina. 15 = Ashmolean: 2,19 g; SNG Ashmolean, 1459; Rutter 1979: 208 (gruppo I); ///V Italy: 2069. 16 = Attianese 250: R/ Illeggibile; 2,17 g; Attiane- se 1974: 137, n. 250. Collezione privata. 17 = CM 126222: 1,76 g; 12 mm; Monasterace, Marina, scavi in loc. Casa Matta, inv. 126222. Mu- seo Archeologico di Monasterace Marina. 18 = Cimino 235: 1,36 g; 14 mm; Gargano 2004: 589. Museo Archeologico di Monasterace Marina. Note ' Desidero porgere un sentito ringraziamento alia prof. Lucia Lepore per Pinvito a partecipare al Convegno su Caulonia tra Crotone e Locri e per avernii consentito lo studio delle inonete provenienti dagli scavi in localita S. Marco. Alia dott.ssa Maria Teresa Iannelli, maestra di vita e di lavoro. vanno il mio affetto e la nria gratitudine per le continue sollecitazioni, opportunity e stimoli che da anni mi offre. Inoltre. devo alia disponibilita della pro). Maria Cecilia Parra e del prof. Francesco Cuteri Taver potuto studiare le nionete provenienti dagli scavi al tempio dorico e in localita Casa Matta e S. Marco (lato mare). ' Le zecche attestate negli scavi archeologici cauloniati sono state presentate sinteticamente in occasione del Convegno, ma inserirle all'interno di questo articolo avrebbe richiesto troppo spazio, pertanto se ne rinvia la pubblicazione ad altra sede. Fino al 2007 sono state rinvenute a Caulonia 501 monete (ivi comprese le dodici monete degli scavi Orsi conservate presso il monetiere del Museo Nazionale di Reggio Calabria), 51 delle quali di eta roniana imperiale. La zecca meglio attestata e il koinon dei Bretli, di cui sono state trovate 162 monete bronzee. Seguono le zecche di: Siracusa, con 119 ae, di cui 4 di eta dionigiana, 99 di eta agatoelea (per la crouologia di queste ultime monete e stata seguita I'impostazione di Ross Holloway; le monete con la legcnda IE in esergo, attribute dalla Caccamo C.altabiano al regno di Ierone II, sono 5), una di Iceta e 13 di Ierone II. Roma: 23 ae, lutte frazioni minori dell'asse. di cui quindici di standard semilibrale. due di standard post semilibrale e due di standard sestantale. Locri: 17 ae del III sec. a.C. Caulonia: 6 monete di cui uno statere incuso sporadico dall'area del tempio, una frazione d'argento da Casa Matta (///V Italy: 2056) e 3 ae. Rhegion: 8 ae di IV-III sec. a.C. Puniche (da Carthago di Sicilia e di Zeugitania): 12 ae di IV e III sec. a.C. Bruzio-Puniche: 2 ne. Taranto: uno statere (Fischer e Bossert 1999: gruppo 16) da un saggio del 1970 (ANAS) e 6 ae di III sec. a.C. Metaponto: 4 ae di III sec. a.C. Neapolis: 4 ae di III sec. a.C. Crotone: cfr. infra. Laos: una dracma da Casa Matta (///V Italy: 2286) e 2 ae della seconda meta del IV sec. a.C. Egitto: 2 ae di Tolomco II Filadelfo. Romano campane: due didracme (RRC: 31/1), di cui una sporadica e una da Casa Matta. Terina: 1 triobolo da casa Cuarnaccia e un ae di IV-HI sec. a.C. Consentia: 1 ae di IV sec. a.C. Poseidonia: 1 statere da Casa Malta (SNG Milano IV: 199). Agrigento: 1 ae del V sec. a.C. Cos (Caria): 1 ae del III sec. a.C. Una sintesi suulle monete dagli scavi archeologici cauloniati e in Cargano c.d.s. 2 Sui rinvenimenti di contesti anteriori al IV sec. a.C, Gargini 2001: 13-25: Iannelli 2005: 237-243. ' Fa in parte eccezione la collezione Cimino, che e costituita da materiali raccolti nella zona archeologica di Monasterace Marina (Gargano 2004). mentre non e del tutto accertata (anche se estreniamente probabile) la provenienza cauloniate delle monete d'argento sequestrate alia famiglia Gazzera. GIORGIA GARGANO Per i limiti della dociimentazione da collezione nello studio della vita delle zeeche antiche. cfr. da ultimo Arslan 2005: 91-95. 1 Ratter 1979: 208. Potrebbe anclie trattarsi di una lcttera isolata, analogamente agli stateri del gruppo; Noe 1958: 50, 168 sgg.; Kraay (Kraay 1978: 21) considera gli stateri di i|ii«\st(i gruppo lr 111111in■ cmissioni a doppio rilievo della zecea di Caulonia prima deH'internizione dell'attivita, quindi coeve alia prima coniazione del hronzo. 5 Noe 1958: tav. XV, 230. Rutter 1979: 208 segnala ehe l'aceonciatura e tipica di altre monetazioni dell'ltalia meridionale tra tardo V e inizi IV sec. a.C, ad esempio della zecca di Cuma. HN Italy: 2057 (425-420 a.C). 6 HN, Italy. 2054. La lcgenda 0E si trova sugli stateri del gmppo H1 Kraay (equivalenti ai rovesci Noe 155-158), datati al 425-420 a.C, e del gruppo I1 Kraay (diritli Noe 152-153), del 420-407 a.C (Kraay 1960: 55, 64). II Noe invece aveva collocato gli stateri cauloniati a doppio rilievo in un arco di tempo pin ampio, eonipreso tra il 473 e il 389-388 a.C, adottando un criterio di caulela nelle eronologie preferito dalla Breglia (Breglia 1%8: 247-251). Le eronologie dei due gnippi di stateri sono state successivamente ritoccate da Kraay (Kraay 1978: 21). 7 La monela e stata vertduta dalla casa d'aste Jean Elsen & ses Fils s.a. di Bruxelles; lotto 90 dell'asta n. 69. Devo un ringrazianiento a Roselyne Dus e Olivier Elsen, che mi lianno fornito la riproduzione fotografiea dei due bronzi cauloniati a loro noti. Nessuna notizia e stato possibile recuperare sul contesto geografico di provenienza delle monete. che, pur essendo state vendule in due differenti aste, erano parte di un'unica collezione privata. " La parte superiore della testa su quests monela e stata lagliata dal conio, pcrtanto il como non e visibile. 0 La media |>onderale del gruppo non varia nella sostanza escludendo dalla media aritmetica il valore pill alto e piu basso: diventa difatli 2,24 g. '"Gargano 2004: .589; Fuda 1984. Le Ire monete di bronzo di Caulonia erano state donate da Rodolfo Cimino al dott. Roberto Fuda. il quale le ha consegnate alia Soprintendenza An heologica di Reggio Calabria; sono uustodite presso rAntiquarium di Monasterace Marina. " Lotto 1500 dell'asta Triton VI del 13 gennaio 2003: si tratta di una 'vecchia collezione europea' costitnila da 41 monete di bronzo dell'ltalia meridionale, tra le quali una della zecca di Caulonia, venduta dal Classical Numismatic Group. Inc.; informazione tratta dal sito internet: <http:// www.cngcoins.com/ coin.aspx?coinID=28612>; ultimo accesso, 2 agosto 2008. Ringrazio Dale Tatro per essersi adoperato, seppure senza successo, per la ricerca della moneta presso gli ultimi acquirenti. 12 Mastelloni 1993: 206-207. E solo citato nella recente edizione delle monete da scavo di Crotone. Arslan 2004: 49, 117. Devo un ringrazianiento al dott. Alfredo Ruga che ha effettuato la ricerca della moneta nei magazzini del Museo Nazionale di Crotone. " Cfr. contributo di Maria Teresa lannelli in questo volume. " Dall'US 187 provengono: un triobolo di Crotone: pegaso/ tripode (HN Italy. 2127: 525-425 a.C); un hemililron di Siracusa: PersefoneArbro cozzante e IE in esergo. datato da Ross Holloway a eta agatoelea e dalla Caccamo Caltabiano al 275-263 a.C, cioe ai primi anni del regno di Ierone II (Ross Holloway 1979: 94, gruppo 3. Caccamo Caltabiano, Carroccio e Oteri 1995: 202-204); 4 mezze unita dei Bretti: Nike/Zeus nudo che scaglia il fulmine (1 es.: HN Italy: 1982: 214-211 a.C); Nike/Zeus in biga (2 ess.: HN Italy: 1989; 1 es. HN Italy: 1997: 211-208 a.C); un sesto di unita dei Bretti: Atena/Civetta (HN Italy: 19R5: 214-211 a.C). 15 A Caulonia la moneta di Crotone e scarsamente attestata: oltre al triobolo citato, dagli scavi del 1991 in loc. S. Marco proviene un diobolo con i tipi lepre/tripode (HN Italy: 2133: 525- 425 a.C), nientre un bronzo con i tipi Eracle/Aquila proviene da casa Guarnaccia (HN: Italy, 2220: seconda mela del IV sec. a.C). A questa scarsita di circolante croloniatc fa riscontro la rarita di moneta cauloniale dalla citta di Crotone, da dove provengono solo un seslo di statere cauloniale e il bronzo gia citato, menlre nessuna moneta cauloniale e stata ritrovata nell'area di Capo Colonna n£ nel territorio oroloniate (Arslan 2004; Arslan 2005: 95,97, 117). "'Ae di Locri: Atena/Aquila ad ali chiuse a ds. (Pozzi Paolini 1977: I. XXVI, n. 10: 300-268 a.C; SNC CZ II: 571). " Le monete leggibili provenienti dall'L'S 54 sono: due hemilitra di Siracusa: Persefone/Toro cozzante (Ross Holloway 1979: 94, gruppo 2; 310-304 a.C); una litra di Siracusa: Artemide/Fulmine alato (Ross Holloway 1979: 94, gruppo 4; 310-289 a.C); un AE forse di I-ocri: Alena/Crappolo d'uva (SNG CZ H: 577; 300-268 a.C), tradizionalmente considerato battuto in Locride Opuntia (SNG Cop.: 68); un ae di Siracusa: Kore/Pegaso (Morganlina II: 359: 276-269 a.C); un ae di Carthago di Zeugilania: Tanit/eavallo retrospiciente (SNG Agrigenlo: 1015; 221-210 a.C); una senmneia semilibrale di Roma: Mercurio/Prua (RRC: 38/7, 217-215 a.C); due unita di Petelia: Demetra o Hera/Zeus (Caccamo Caltabiano 1976: 1, 86; 215-204 a.C); una mezza unita dei Bretti: Nike/Zeus in biga (HN Italy. 1989, 211-208 a.C); un quarto di unita dei Bretti: divinita femminile/granchio (HN, Italy. 1983: 214-211 a.C). " Rutter 1979: 210-211. Taliercio Mensitieri 1993a: 128. Stazio 1993: 104-105. Sulla circolazione contesluale a Crotone di argenti c bronzi tra gli ultimi decenni del V e il primo quarto circa del IV sec. a.C, Arslan 2005: 97-98. '" Secondo la Caccamo Caltabiano, «le immagini giovanili con piccole corna di toro sulla fronte, che nel corso del V sec. a.C. si affiancarono a quella del toro androprosopo. rappresentavano il corso d'acqua all'atto del suo formarsi nella stagione primaverile» (Caccamo Caltabiano 1999: 12). Secondo Guzzo, invece, l'Achcloo raffigurato come toro dal volto uniano riflelte «la carica travolgenle di un toro in corsa», mentre la raffigurazione del dio giovanile coronato di canne, come si trova ad esempio negli stateri di Pandosia (HN Italy: 2449 del 435-425 a.C, dove il dio e reso a ligura inlera e identificato dalla legenda come Crati) rappresenlerebbe il fiume «inteso nel suo tratto iniziale, nelle vicinanze delle sorgenti» (Guzzo 2003: 39-40). Secondo Givigliano infine la pntenza taurina allude alia «inarrestabile impetuosita delle acque» ma nel corso del tempo la figurazione evolve: da una prima fase in cui il fiume viene raffigurato nel toro come tale, successivamente si passa alia rappresentazionc del toro androprosopo, mutualo dal mito di Acheloo in lotta contra Eracle; infine «si eompleta il processo di antropomorfizzazione con il passaggio a una figura maschile eompletamente umana. o quasi, che mantiene, come ricordo LA MONE IA2IONE Dl BRONZO DELLA ZECCA Dl CAULONIA e conic simbolo. delle coma taurine attaccale alia fronte» (Givigliano 2003: 68, nota 2). 2" Agrigento, SNG Agrigento : 246-254 (415-406 a.C); monete con controniarca a testa di dio fluviale: SNG Agrigenlo: 292, 294 (412-406 a.C. e oltre); Carroccio 2004: 43 (330-287 a.C). Adranum. Agyrion: CNS III: 12/1 ss. (post 339-8 a.C). Gela: SNG Agrigento: 483 (425-420 a.C), 485-487 (420-405 a.C). Cainarina. Halaesa: CNS III: 1 OS/1 (354/3-344 a.C). Morgantina: Castrizio 2000: 84-85, 107, serie I (354/3-344 a.C). SulFiconografia del dio fluviale nella monetazione siciliana, Collin Bouffier 2003: 50-53. Caulonia: HN Italy : 2050 e 2053 (475-425 a.C). Crotone: HN Italy: 2236 (300 ca.-250 ca. a.C. In Arslan (Arslan 2005: 230-246) e datata 277 ca. a.C-gucrra annibalica). Neapolis: HN Italy: 558 (450-420 a.C). 21 Ipponio: HN Italy: 2247 (seconda meta del IV-inizi del III •sec. a.C.) e Taliercio Mensitieri 1993b: 143-144. Laos: HN Italy: 2307 (seconda meta del IV sec. a.C). Consentia: SNG CZ II: 377-378: Taliercio Mensitieri ritiene clie i gruppi D ed E delle emissioni consenline, collegati dal tipo dalla testina di dio fluviale al diritto. possano essere collocati nella prima meta del III secolo oppure in eta annibalica e che vi possa essere rappresentato il fiume Karkines, la cui radice onomastica riconduce al grancliio. presente sul rovescio delle monete (cfr. nota 25); Taliercio Mensitieri 1993b: 161- 165); Bretti: SNG CZ II: 16 sgg. (211/10-203 a.C); Arslan 1989: 169-171. Per una rassegna delle principal! divinita delle acque oggetto di culti cittadini e sulla concezione animistica a qucsti sottcsa, Arslan 2008: 103-104. n Agrigento: Carroccio 2004: 44. Gela: SNG Agrigento: 495- 496 (210-200 a.C). A Gela il dio fluviale e talvolta coronato di spighe (SNG Agrigento: 488-494). 2:1 Cfr. Ovid., Met. IX, vv. 1-3: Quae gemitus truncaeque deo Neptunius lieros / causa rogat frontis: cum sic Calydonins amnis /coepit, inornatos redimitus liarundine crines («Teseo, l'eroe caro a Nettuno, domandb al fiume di Calidone (Aclieloo) perche1 gemesse e perchS avesse un como rotto. E il dio, con la chioma incoronata di semplici canne, cos) prese a dire [...]») e vv. 98-100: Hunc tamen ablati domuil iactura decoris, / cetera sospes habe.l; capitis quoque fronde saligna / aut super imposita celatur harundine damnum (•< I'Aclieloo pero. anche se avvilito perch6 la mutilazione gli ha sciupato l'aspetto, per il resto e vivo e vegeto. E d'altronde lo sfregio viene celato o con una frasca di salice o mettendoci sopra delle canne»). Sulla rottura del corno di Aclieloo e la possibile relazione con il como di Amaltea ipponiate, riflesso nella nioneta bronzea della seconda fase monetaria di Ipponio. gruppo C, cfr. Vandermersch 1985: 137 e Taliercio Mensitieri 1993b: 139-146. SuH'iconografia di Aclieloo, UMC. s.v. Acheloos (H.P. Isler). Sulla relazione tra Acheloo e Eracle quale protettore delle acque, Carroccio 2004: 192, n. 68. 24 A differenza di corone di canne meno invadenti. quali quella sul quarto di unita dei Bretti, die viene difatti intesa come tale dal Rutter (HN Italy: 1984) ma eonsiderata una corona di alghe in SNG ANS: 68 e di spighe da Arslan (secondo cui il lipo rappresenta una testa di Persefonc. SNG CZ II: 340-344). La corona di canne in Sicilia si trova sulla testa di ninfa di Centuripe (CNS III: 1/1 sgg.; 354/3-344 a.C.) e di Aretusa in un bronzo siracusano coniato dopo il 344 a.C. (CNS II: 78/1 sgg.). In Hruttium si trova sugli stateri di Pandosia e su una serie di Ipponio, precedentemente citali. 25 Cfr. l'ampia discussione della questione in Taliercio Mensitieri 1995: 142-143. Sull'uso di talune tipologic. come appunto le divinita fluviali o il grancliio, legate aU'affermazione dell'identita etnica dei gruppi italici, cfr. Taliercio Mensitieri 1993a: 115 e De Sensi Sestito 1999:109 e sgg. Nella monetazione dei Bretti, che si compie nell'arco di un quindicennio (215-203 a.C), ricorrono la testina di divinita con coprica|x> a forma di grancliio e il granchio stesso, simboli peculiari della moneta brettia e di comunita anelleniche. Non sussistono incertezze sull'identita italica delle citta di Terina (che batte alcune serie mouetali conlraddislinte dal tipo del granchio al rovescio. Taliercio Mensitieri 1993b: 151-155), Consentia, anche negli anni precedenti alia guerra annibalica. e di Laos, citta di confine sia storico che geografico fra il territorio brettio e quello lucano, dove le monete di bronzo gia citate presentano una legenda in caratteri oschi, che ne prova senza margini di dubbio la destiuazione ad ambito indigeno (Taliercio Mensitieri 1993b: 161-165, 168-169; Cantilena 1989: 32- 37). Infine. ricordo le emissioni brettie a leggenda TPAE2 caratterizzate dal tipo del toro androprosopo al diritto. allusione evidente al fiume Trionto (Taliaho Grasso 1995: 197-205). 2,1 Stazio 1993: 103. Tra le connotazioni di Eracle, c'e anche quella di protettore delle fonti e delle acque sorgive. Su una possibile allusione alia contesa del tripode delfico tra Apollo e Eracle rappresentata sul diritto degli stateri cauloniati, Adomalo 2004: 337-340. Cfr. anche Parra 2004: 15, dove Eracle viene proposto come visiting god venerato nel santuario di Punta Stilo. 27 Iannelli 2005: 232-234. Sul rapporto tra valenza funzionale e valenza culturale dell'ac(|ua in Magna Grecia. Barra Bagnasco 1999a: 28-36. a De Sensi Sestito 2004: 322-328. Sul culto di Artemide a Caulonia, Parra 2001: 239, con bibl. prec: Parra 2004: in part. 12-14; Gargini 2004: 106-108 per la relazione tra Artemide e il culto delle acque. Sulla possibile localizzazioue dell'antica Arteniision neH'entroterra di Caulonia. De Sensi Sestito 2004: 327-28. Sull'identificazione deU'animale rappresentato nelle monete d'argento in un cervo e non in una cerva o altro, Adomato 2004: 342-343. L'antico parasemon del cervo rimanda a un legame con l'ambiente boschivo anche negli stateri del gruppo G di Noe, dove 1'animale viene accompagiialo dal simbolo dei rami e dcgli uccelli. Stando a quanto afferma Tucidide, i Siracusani si sarebbero fermati nel territorio di Caulonia per bruciare del leguame per la costruzione di navi: una fonte di importanza primaria per la nienzione deU'enlroterra boschivo cauloniate come una delle risorse della polis. il che darebbe una ragione in piii anche per spiegare l'interesse dei Bretti intorno a questa piccola citta, se, come gli scavi vanno senipre meglio dimostrando, nel III sec. a.C. la presenza brettia a Caulonia e tutt'altro che sporadica e casuale. II cervo stesso e stato accostato, anche se talora con qualche eccesso filologico. ad alcuni aspetti della vulgata sui Bretti per il suo legame con la dea Artemide (9orella dell'Apollo che si deve riconoscere nella divinita raffigurata sul diritto delle monete d'argento) in qualita di protettrice degli schiavi fuggilivi. quali sarebbero i Bretti in origine - «douloi» per Diodoro (XVI, 15) e «privi di eleutherla» per Strabone (VI, GIORGIA GARGANO 1, 4, 255) - (sebbene il koinon non potesse avere alcun interesse a sottolineare le proprie origini servili). Sull'ipotesi di relazione Ira Artemide, cervo e Brelti. cfr. Pugliese Caratelli 1983: 24sgg.; Guzzo 1989: 54-55. Contra, Poccetti 1988: 31; Mele 1995: 25. Puo essere utile inserire in questa discussione una rarissinia emissione monetale, che presenta al D/ una testa di cervo a ds. e nel campo. a s. e a ds., K-A; al R/ un aratro a s.; in basso l'enigmatica legenda BPEII": nel campo a ds. il monogramma B(retrogrado)A. Morcom ha correttamente messo in relazione questa emissione con le mniiete pubblicate da Taliano Grasso citate alia nota 25, raffiguranti al diritto la protome del toro androprosopo con la legenda TPAEZ. allusiva con ogni probability al fiume Trionlo; al rovescio una spiga con foglia - stilisticamente vicina a quella delle serie nietapontine - e in alto la legenda BPE o BPETT. a ds. in alto una cornucopia e in basso un monogramma clie non e stato sciolto ma che mi pare simile a quello edito da Morcom e reso come BA. Le due serie monetali sono accomunate dalla legenda BPEII". che Taliano Crasso, come si diceva. legge BPETT (Taliano Grasso 1995; Morcom 2000: 159-161). Le fotoedite in entrambi gli articoli non sono sufficienti a propendere per una o l'altra lettura della legenda: qualora fosse corretla la seconda, avremmo I'associazione della testa di cervo con l'etnico dei Bretti. che potrebbe arditamente collegarsi con Caulonia per le lettere K-A, presenti anche nella serie monetale con il fiume Trionto. Alio stato attuale delle conoscenze, non mi sembra si possa aggiungere altro per una collocazione di una zecca che, per la moneta TPAE2. sulla base dell'incidenza di rinvenimenti monetali da quel terrilorio. dovrebbe trovarsi a nord di Strongoli. • Su 'chi' siano le divinita delle acque, Barra Bagnasco 1999a: 45-48. m Gargini 2004; Angeletti 2004: 142, 156-157. A questo proposito va considerato il rapporto che lega il culto di Apollo, per esempio nella sua accezione di guaritore, ull'uso dell'acqua, elemento imprescindibile di qualunque antica terapia medica; oppure nella sua accezione di protettore degli oracoli, ove l'acqua e centrale per la sua valcnza purificatrice. Al culto dell'acqua e legata anche Artemide, la 'ninfa' pereccellenza. Barra Bagnasco 1999a: 42, 47, 51, n. 9. " Devo un ringraziamento al professor Giovanni Gorini per la segnalazione di questa moneta e al collezionista. che me l'ha cortcsemenle mcssa a disposizione per questo studio. Nelle more di stampa, £ stato individuato un nuovo bronzetto del gruppo E nella collezione numismalica "Vito Capialbi" di Vibo Valentia. L'esemplare pesa g. 1,59 e misura mm 13 di diametro. LA MONETAZIONE Dl BRONZO DELL A ZECCA Dl CAULONIA Fig. 12.1 Monete del gruppo A: poi sopra la moneta Noe 234a (n. 2). Fig. 12.2 Monete del gruppo B: sopra le monete come da menabo Elsen 69-90 (n. 3); Noe 233 (n. 4); CM 21268 (n. 5). Fig. 12.3 Monete del gruppo C: poi sopra la moneta Attianese 1598 (n. 6). Fig. 12.4 Monete del gruppo D: sopra le monete come da menabd Attianese 249. Rg. 115 Monete dei gruppo E: poi sopra la moneta Gmino 237 (n. 17)
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