La circolazione monetale nel territorio dei Tauriani: i dati dagli scavi archeologici moreLa circolazione monetale nel territorio dei Tauriani: i dati dagli scavi archeologici in R. Agostino (a cura di), Gli Italici a sud del Mètauros, catalogo della mostra, Reggio Calabria 2005, pp. 85-103. |
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Catalogo della Mostra
Museo Nazionale Archeologko di Reggio Calabria
29 aprile ~ 31 ottobre 2005
Sebbene la ricerca archeologica sul ter-
ritorio dei Tauriani sia di epoca relativa-
mente recente, i risultati otienuti dalle in-
dagini consentono di inserire i reperti in
una griglia cronologica relativa di una cer-
ta attendibilila. nonche di delineare un pri-
mo quadro sulla circolazione monetaria in
questo vasto comprensorio. Anche se in
parte prematura, difatti. questa prima edi-
zione dei dati numismatici da scavo per-
mette di arricchire le conoscenze sugli
spostamenti di uomini c di merci lungo un
territorio che. sebbene tutt'altro che secon-
dario in secoli cruciali quali quelli com-
presi tra la fine della guerra annibalica e
l'assestamento deirimpero di Augusto, e
stato quasi completamente ignorato dalle
fonti storiche antiche. Di qui I'interesse e
1'urgenza di rcndere noti risultati che. pure
Oi \ JETfiiiJA
uo oa Taurimji:
AV> AfiCHfOUMJil
di Giorgia Gargano
nel loro carattere preliminare, potranno
fornire un contribute) di novita agli studi.
Verra preso in esame ogni rinvenimento
monetale proveniente dagli scavi archeo-
logici nelle zone che si deduce di poter in-
serire alFinterno dei confini tcrritoriali
abitati dal populus dei Tauriani. L'ambito
cronologico coperto dalle monete e com-
preso tra la fine del V sec. a.C. e l'eta au-
gustea. Si rinvia ad una prossima analisi
per l'esame delle monete note ma fuori
contesto: alludiamo alle monete conserva-
te presso l'antiquarium "Nicola de Rosa"
della Casa della Cultura di Palmi. che ve-
rosimilmente provengono dal territorio di
Taureana, e alia moneta mamertina o brel-
tia rinvenuta da Maggiani nel saggio di
scavo effettuato negli anni '70 a ridosso
della paretc sud del monumcnto di Donna
Canfora (Agostino 2002), oggi dispersa.
NeH"archivio della Soprintendenza Ar-
cheologica della Calabria sono conservate
segnalazioni di rinvenimenti monetali nel
tenitorio comunale di Palmi in agro di
Taureana. ma in nessun caso e possibile ri-
salire alia tipologia delle monete, che ven-
gono genericamente indicate come "anti-
che", "romane" o "bizantine". Merita un
cenno solo Telenco dei reperti sequestrati
al sig. Giuseppe Ciappina nel 1930. che a
Taureana dichiarava di aver trovato otto
monete di bronzo "inconoscibili", romane
e bizantine insieme ad un lingotto di ar-
gento fuso, mentre l'anno precedente ave-
va riferito all'assistente della Soprinten-
denza Claudio Ricca di aver rinvenuto in
proprieia Barone un vaso contenente una
trentina di monete d'argento. II solo rinve-
nimento fortuito di carattere numismatico
dal comune di Scilla, che sia registrato
nell'archivio della Soprintendenza, e rela-
tivo a tre monete d'oro di eta bizantina o
medievale contenute in un vasetto di terra-
cotta airinterno di una sepoltura in contra-
da Sant'Anastasio, nella frazione di Sola-
no superiore. Le tre monete vennero ven-
dutc e fuse da un gioielliere di Reggio Ca-
labria prima che le autorita riuscissero a
entrarne in possesso.
Vengono inline escluse le monete dagli
scavi di Oppido Mamertina. loc. Mella,
gia in gran parte edite da Paolo Visona
(Visona 1997; Visona-Frey Kupper 1998:
Visona 1999 A eB).
In questa sede verra analizzato un cam-
pione di monete da ritenere statisticamen-
te significativo e stratigraficamente affida-
bile, proveniente dalle recenti indagini sui
territori di Palmi. frazione di Taureana, lo-
calita Donna Canfora: Scilla. frazione di
Solano, localita Forche; Oppido Mamerti-
na, fraz. Castellace, localita Torre Cillea.
Tali territori sono accomunati da una fre-
quentazione fitla e continuativa che, an-
corche per lungo tempo supposta sulla
scorta di rinvenimenti casuali e di fonti an-
tiche, solo recentemente e stata sottoposta
aH'accertamento degli scavi.
Non sono documentati finora rinveni-
menti numismatici di eta greca dagli scavi
di Gioia Tauro, mentre una considerevole
quantita di monete di eta imperiale hanno
restituito le indagini effettuate in loc. Pie-
tra da Alfonso de Franciscis (De Franci-
scis 1960) e quelle recenti della Soprinten-
denza Archeologica (Gargano-Sica in
questo volume). Non e finora mai stata do-
cumentata l'attivita di una zecca a Metau-
ros, al contrario della vicina Medma ed e
inoltre noto come non vi sia stata registra-
ta finora alcuna documentazione relativa
ad eta ellenistica, con l'eccezione del rin-
venimento di un tesoretto di monete di
Cartagine in elettro e di Neapolis in argen-
to, genericamente inquadrabile nel IV-III
sec. a.C. e proveniente dall"area del Cimi-
tero Vecchio (Orsi 1902: Igch 1989; Sab-
bione 1990).
Prima di iniziare I'esame dei rinveni-
menti numismatici da Palmi. sara utile rie-
pilogare le principali fasi di occupazionc
del territorio di eta storica registrate dagli
scavi archeologici: la piu antica fase elle-
nistica. definita fase III, inquadrabile tra la
seconda mcta del IV e il III sec. a.C; la fa-
se II, di pieno II sec. a.C, attribuibilc al
populus tauriano; la fase I, epoca della ri-
sistemazione romana dell'abitato italico.
I rinvenimenti numismatici della fase
III devono ritenersi con ogni probability
relativi. piu che alia vita, alia fase di ab-
bandono del primo abitato e alia successi-
va opera di risistemazione: cost e per il
bronzo di Rhcgion con il tipo Artemide/Li-
ra (inv. 20805), la cui cronologia e, come
per gran parte della monetazione reggina
di eta ellenistica, piuttosto controversa, ma
genericamente inquadrabile a partire dal
sccondo quarto del III sec. a.C. , piii pro-
babilmente negli anni della prima guerra
punica1: per il bronzo di Locri (inv.
20813), databile al 300-268 a.C. rinvenu-
to in un contesto di obliterazione delle
strutture della III fase; e inline per la mo-
neta mamertina (inv. 100436). Le sole mo-
nete attribuibili con certezza alia fase II di
frequentazione del pianoro sono le due
provenienti dal contesto di deposizione del
coltello di ferro e della lucerna: si tratta di
due assi unciali di Roma (inv. 20821 e
20822), che si segnalano per il valore pon-
dcrale quasi standard, dato che solitamen-
te gli assi di quest'epoca sono di peso ri-
bassato. La fase di destrutturazione del-
l'insediamento di II fase. coincidente con
l'impianto piu recente, e quella che ha re-
stituito la maggior parte della documenta-
zione numismatica: sono state rinvenutc
una doppia unita del koinon dei Bretti (inv.
1. Per le principali posizioni dcgli stu-
diosi sulla moneta reggina. si rimanda
alle schede in appendice. che inlegriamo
con le osservazioni di Visona-Frey-
Kupper 1996, p. 77 n. 3 c pp. 83-86.
87
20790) , databile agli anni della seconda
guerra punica; un trias di Rhegion (inv.
20791) , del 203-89 a.C; un pentonkion dei
Mamertini (inv. 20794), databile al 210-
200 a.C: un triens romano di zecca sici-
liana, databile al 211-208 a.C. (inv.
20810); il termine cronologico piii basso e
fornito da un tondello di bronzo dimezza-
to (inv. 100434) che, sebbene del tutto il-
leggibile, e un indicatore di un modo di
riutilizzare vecchie monete pesanti e fuori
corso tipico dell'eta augustea. come verra
meglio specificato in seguito.
La I fase di occupazione del pianoro e
attestata dal monumentale basamento del
tempio e dai muri ad esso relativi, dalla
strada e dalle strutture emerse net saggio n.
8. Nel saggio di scavo lungo la parete ove-
st del tempio e stato individuato uno strato
coperto ma non completamente inquinato
dal riporto di terra moderno, che sigilla
Tabbandono delle strutture di II fase ma
sembra posteriore alia loro distruzione; e
pertanto riportabile alia I fase, anche se
troppo superficiale per poter essere ritenu-
to completamente affidabile. tenendo con-
to che le stratigrafie archeologiche sul pia-
noro di Taureana sono coperte mediamen-
te da non piu di 60 cm. di terra a partire dal
piano di calpestio attuale. Sulla superficie
dello strato e stato rinvenuto un gruzzolo
di monete, di cui quattro ancora impilate.
di estremo interesse cronologico: si tratta
di quattro assi mal conservati di eta augu-
stea (inv. 20782, 20785, 20787, 20788), di
due tondelli illeggibili dimezzati (inv.
20784 e 20786) e di un bronzo di Rhegion
(inv. 20783) inquadrabile tra il 270 e il 203
a.C, che rappresenta il nominate piu anti-
co del gruzzolo. Dallo stesso strato, ma
non dal gruzzolo, proviene un altro asse
romano (inv. 20789). di standard unciale.
Si tratta evidentemente non di un fenome-
no di vera e propria tesaurizzazione, ma di
monete tenute insieme e messe da parte
per Tuso quotidiano. Da uno strato crono-
logicamente affine provengono altre quat-
tro monete: una mezza unita dei Bretti
(inv. 20811), un asse romano del 147 a.C.
(inv. 20812), un pentonkion di Rhegion
del 203-89 a.C. (inv. 20807) e, termine
cronologico piu basso, un asse dimezzato
di Pompeo Magno. battuto nel 45 a.C.
(inv. 20809; Martini 1995). Dallo strato
che sigilla I'abbandono della canalizzazio-
ne con il bollo "TAYPIANOYM" proviene
un sestante romano di standard sestantale
(inv. 20792).
Inline, non possono essere considerate
di un qualche significato stratigrafico le
due monete rinvenute nel riempimento piii
recente della moderna trincea di spoliazio-
ne del lato ovest del tempio. che ha resti-
tuito un pentonkipn dei Mamertini (inv.
20780) e un bronzetto in pessimo stato di
conservazione attribuibile alia zecca di
Scyllaeum (inv. 20781). Analogo discorso
per le monete rinvenute nello strato di ri-
porto recente. tra cui spiccano un "dena-
rio" ben conservato (inv. 100430), un asse
di standard semunciale (inv. 100429) e due
"SEMlssfdi Valentia (inv. 100436 e
20804).
In sintesi, delle trentacinque provenien-
ti dagli scavi di Palmi, il nucleo piu consi-
stente e quello delle dodici monete di Ro-
ma, tra le quali sono: un denario, un se-
stante e un triens di standard sestantale.
quattro assi unciali. un asse semunciale e
quattro assi di eta augustca. A qucsti ultimi
vanno affiancati 1'asse dimezzato di Sesto
Pompeo e i tie tondelli dimezzati illcggibi-
li che, interi, sarebbero altrettanti assi un-
ciali e che, dopo la dimezzatura, sono sta-
ti ridotti ad assi di standard semunciale o a
semissi unciali (la posizione tradizionale
degli studi propende per considerare le
monete dimezzate dei semissi. II Crawford
e il Buttrey tuttavia propendono per L'as-
sociate la dimezzatura delle monete repub-
blicane alia riforma augustea: gli assi on-
ciali dimezzati. cosi. sarebbero venuti cost
a pesare approssimativamente come 1'asse
della riforma augustea, di g. 10,45.
(Crawford 1970; Buttrey 1972). Pur
nella limitatezza del campione, e cosi atte-
stato il flusso costante di moneta romana
documentato in Bruttium lungo tutta 1'eta
repubblicana (Visona-Frey Kupper 1996).
La moneta reggina e attestata in cinque
esemplari. quella mamertina in tre esem-
plari e quelle dei Bretti e di Valentia in due
esemplari ciascuno. Con una sola moneta
sono attestate le zecche di Hipponion, che
restituisce anche il nominale piu antico fi-
nora rinvenuto negli scavi, di Locri e di
Scilla.
II dato che immcdiatamente emerge da
una prima analisi del matcriale numismati-
co da Palmi e la lunga circolazione di no-
minali coniati nel corso del III sec. a.C, il
cui utilizzo prosegue nel corso del II e ft-
2. Cfr. gli esempi di Oppido Mamertina
(Visona 1999 a e 1999 b|. di Castiglio-
ne di Paludi (anche se forse limitata-
meme ad alcuni settori della citta; Luppi-
no-Parise-Polosa 1996: Parise-Polo-
sa 1999: Polosa 1999), di Caulonia
(Gargano c.s.). Per la problematica re-
lativa, cfr. Arslan 1996-1997, Visona
1996-97. p. 240 e Visona-Frey-Kupper
1996 pp. 77-78.
3. Martini 1995. p. 198 con bibl. prec:
VisonA-Frey-Kupper 1996. p. 81. n. 17.
A quelle edile dal Martini vanno aggiun-
ti un asse dimezzato di Sesto Pompeo
del gruppo III Martini da Crotone (Ar-
slan c.s. p. 141. n. 421 (e sedici assi dal-
Tarea del tempio di Capo Colonna. che
Arslan ricollega alia possibility che l'a-
rea sia stata una base di Seslo Pompeo in
Bruttium; sempre da Capo Colonna pro-
vengono "molti asses poco Ieggibili di
standard sestantale o unciale pure di Se-
sto Pompeo" nonche oltre 60 monete di-
mezzate. identiiicabili in assi e semissi
sestantali e unciali. assi di Sesto Pompeo
e monete bronzee greche piu antiche
(Arslan c.s.. pp. 110-111). Ci sembra
da soltolineare anche la presenza di assi
pompeiani dimezzati dal relitto di Capo-
rasocolmo in provincia di Messina (Ma-
stellon1 2001. 279-282). Sull'adesione
agli standard ponderali romani delle
emissioni di Pompeo. cfr. Mastelloni
1997 b, p. 99 con bibl. prec.
no anche al primo sec. a.C: e il caso del
bronzo di Rhegion rinvenuto in fase con
gli assi augustei ma anche - dato ancora
piu interessanle - della mezza unita brettia
in un contesto cronologico posteriorc di al-
meno centocinquanfanni. E abbastanza
rcccnte la problematica sollevata dalla pre-
senza di moneta italica coniata in eta anni-
balica frammista a nominali romani di eta
posteriore: sarebbe stato plausibile che i
Romani, una volta vinta la seconda guerre
punica, avessero messo fuori corso le mo-
nete dcWet linos brettio. il loro piu perico-
loso oppositore in Bruttium, quello che
aveva fomentato gli animi contro la poten-
za romana e. nella seconda fase del con-
flitto, avviato la coniazione di un'articola-
ta produzione monetale che voleva essere
- come effettivamentc fu - un manifesto di
autonomia. I recenti rinvenimenti numi-
smatici in contesti slratigrafici ben indaga-
ti:, invece, vanno dimostrando come il nu-
merario brettio continui a circolare a lungo
a fianco di quello dei vincitori, nell'ottica
di una valutazione della moneta esclusiva-
mente sul peso e sul metallo. Alia carenza
di metallo da monetare o a difficolta del-
l'approvvigionare, da parte di Roma, le
zone periferiche della penisola di numcra-
rio minuto, esigenze cui l'uso prolungato
della moneta piu antica e scnz'altro legato
(ricordiamo che negli anni tra Silla e Ce-
sare Roma cessa temporaneamente di bat-
tere monete di bronzo), deve ricollcgarsi
anche la dimezzatura dei tondelli di mone-
te divenute troppo pesanti per lo standard
in corso. Pratica, questa. attestata gia nelle
monete greche, ma che ebbe una larga dif-
fusione a partire dall'eta tardo-repubblica-
na e augustea. Fatto sta che le monete di-
mezzate circolarono per un tempo lunghis-
simo. tanto che la maggior parte di quelle
conosciute presenta i tipi completamente
evanidi. al punto da apparire come tondel-
li lisci.
II fenomeno della dimezzatura delle
monete interessa particolarmente le emis-
sioni di Sesto Pompeo, di cui gli scavi di
Palmi forniscono un nuovo esemplare. che
va ad aggiungersi a quelli gia editi in Ca-
labria' . Sara forse utile qui ricordare come
una parte delle vicende cruciali della guer-
re tra Ottaviano e Sesto Pompeo si svolse
tra la Sicilia orientale e la Calabria: nel 43
a.C, difatti. Pompeo sbarca in Sicilia e da
luogo ad una serie di emissioni, di cui la
90
moneta da Taureana fa parte: tale emissio-
nc viene considerata dal Martini posterio-
re alia presa di Mylae e Messana da parte
delle truppe pompeiane. avvenuta nel 40
a.C. e, in effetti, un buon numero di tali
monete proviene dalla Sicilia orientale. Si
tratta di monete che circolarono prevalen-
temente Ira i militari e i partigiani al soldo
di Pompeo e alle quali e da attribuire un
accentuato valore propagandistico nel se-
gno della pietas di Sesto. che f'ece raffigu-
rare le sembianze del padre defunto nella
testa gianiforme. E pertanto possibile che
qucste monete siano giunte in Italia meri-
dionale, e in particolar modo nel Bruzio
meridionale tirrenico, in occasione delle
due battaglie navali tra Pompeo c Ottavia-
no di cui il mare di fronte a Scilla fu tea-
tro. La prima si data al 42 a.C. quando la
flotta di Pompeo riusci a sconfiggere quel-
la di Q. Salvidieno Rufo, che era stato in-
viato li da Ottaviano. che, nel frattempo
intendeva forse raggiungere la zona via
terra. Salvidieno. costretto a ritirarsi, trovo
rifugio nel porto di Balarbs, posto a nord
dell'imboccatura dello stretto di Messina.
Ancora nel mare davanti al promontorio
scillese, nel 38 a.C. Sesto Pompeo sconfis-
se la flotta nemica per la seconda volta, fi-
no a che un'altra flotta operante sul mar
Tirreno e al comando dello stesso Ottavia-
no lo indusse a ritirarsi. II giorno dopo.
pero. una furiosa tempesta inflisse tali per-
dite alia flotta, che Ottaviano dovette ri-
nunciare alFimpresa (Turano 1972; Co-
stabile 1985).
Bastano questi accenni per rendersi
conto di come il territorio che era stato, e
forse era ancora, dei Tauriani, si trovo ad
essere nel I sec. a.C. il corridoio delle trup-
pe romane. che almeno sin dagli anni a ri-
dosso della prima guerra punica. si erano
battute per il possesso di questa striscia di
terra strategica per i contatti con la Sicilia
e le isole Eolie (Meister 1987; Musti
1994; Tagijamonte 1994). Una terra, tut-
tavia, non priva di tensioni e che a lungo
aveva mantenuto la propria identita italica
- proprio mentre Rhegion restava. sebbene
alleata dci Romani. di cultura e lingua grc-
ca (Strab. VI. 1,2; Costabile 1993). Un'e-
co della radicata '"italicita" del territorio si
pud forse leggcre nell'appoggio che Spar-
taco, leader della rivolta degli schiavi nel
72-71 a.C, dovette trovare nella "pcnisola
di Reggio", che negli iniziali progetti di al-
leanza con alcuni pirati cilici doveva esse-
re la testa di ponte per la comune conqui-
sta della Sicilia (mentre poi, dopo il tradi-
mento dei Cilici. divenne una trappola, do-
ve Crasso riusci ad assediarlo) e nel tenta-
tivo fallito di un esercito di Italici di impa-
dronirsi di Rhegion durante il bellum so-
dale, nell'88-87 a.C. (Plut., Crass. 10.8;
Diod. XXXVII, 2).
Tanto puo bastare a motivare l'ampia
circolazione di numerario romano di stan-
dard unciale, semunciale e augusteo nella
fascia costiera meridionale del Bruttium.
La necessita di metallo fece si che durante
il regno di Augusto le antiche monete con-
tinuassero a circolare ma dimezzate, anche
se, come nel caso delle monete del suo
vecchio avversario Pompeo, intese generi-
camente come bronzi. Le monete dimez-
zate venncro messe fuori corso forse a par-
tire dal regno di Tiberio, ma, seguendo un
uso gia invalso da circa un secolo, dopo
quest'eta i dimezzati pompeiani continua-
rono a essere arricchiti anche di una valen-
za religiosa, come sta a dimostrare il loro
uso come "oboli di Caronte" in contesti fu-
ncrari (Martini 1995).
Per tornare agli scavi taurianesi, I'asse
dimezzato di Pompeo, insieme alle mone-
te del gruzzolo rinvenuto nell'US 60, vie-
ne a configurarsi come un elemento inte-
ressante per la determinazione cronologica
delle stratigrafie pertinenti alia fase I di
occupazione. Si tratta di una prima confer-
ma materiale dell'uso, gia ampiamente
prospettato dall'analisi dei resti monu-
nientali sul pianoro. della vita del territorio
anche in eta post-augustea. Le fila di que-
ste prime deduzioni potranno essere tirate
solo quando sara stato analizzato compiu-
tamente il materiale ceramico, che e at-
tualmente in corso di studio.
Di un certo interesse, sebbene si tratti di
una moneta avulsa da ogni contesto ar-
cheologico, e il rinvenimento del bronzo
di Scyllaeum. in pessimo stato di conser-
vazione e molto corroso (per questo di pe-
so ribassato rispetto alia media ponderale).
Si tratta di un'emissione molto discussa,
specialmente dopo che Daniele Castrizio
ne ha proposto l'attribuzione all'oppidum
di Scyllaeum. confutando. crediamo con
argomenti convincenti, la tradizionale at-
tribuzione alia zecca di Skylletion (oggi
comune di Roccelletta di Borgia; Barf.llo
1992; Castrizio 1995). La moneta presen-
ta al diritto una testa maschile con il pileo
ornato da una corona di alloro e al rove-
scio il mostro anguiforme identificato con
Scilla. II tipo del rovescio e stato a lungo
considerato "parlante" e per questo attri-
buto a Skylletion. anche sulla base del fat-
to - ed e questo rargomento che finora
maggionnente osta alia ricostruzione del
Castrizio - che la totalita di questi esem-
plari e stata rinvenuta sulla costa ionica
della Calabria, e mai su quella tirrenica -
ma mai neppure nel sito dell'antica Skyl-
letion (Arslan 1989; Mastellom 1989;
Visona 1990). Questo dagli scavi di Pal-
mi, a quanto ci consta, e il primo rinveni-
mento in un territorio prossimo a Scilla: un
esemplare molto consunto, al punto da non
potersene leggere il tipo del diritto, e che.
trovato fuori conteslo archeologico. in uno
strato di terra scavata e riportata. purtrop-
po non puo aggiungere, alio stato attuale
delle conoscenze. nulla all'ipotesi crono-
logica che lo presume una coniazione di
eta dionigiana.
Riguardo alle monete provenienti dallo
scavo archeologico in loc. Forche di Sola-
no, bisogna premettere che si e trattato di
un intervento d'urgenza. originato dall"at-
tivita di controllo di un cantiere della
SNAM (Agostino 1996-97). Si e interve-
nuti per caso su un territorio che fino a
quel momento era inesplorato e che ha re-
stituito le tracce ben conservate di un inse-
diamento di eta ellenistica. L"analisi delle
tecniche edilizie suggerisce analogie sia
con quelle riscontrate nell'abitato di Oppi-
do, loc. Mella, che con quelle della fase
piu antica di Taureana di Palmi: un'attri-
buzione deH'insediamento - del quale alio
stato attuale della ricerca si ignora com-
pletamente l'estensione - ne suggerirebbe
la matrice italica. mentre lo spettro crono-
logico coperto dai materiali oscillerebbe
tra il III e il II sec. a.C, da connettere a due
differenti fasi costruttive.
Lo scavo ha restituito solo monete di
bronzo. tutte in pessimo stato di conserva-
zione, fortemcnte corrose, talvolta spezza-
te in piu frammenti, e accomunale dal fat-
to di avere tutte i bordi estremamente cor-
rosi. Per questo, i valori ponderali sono
fortemente ribassati rispetto alia media e
10 stcsso vale per la misurazione dei dia-
metri, che e stata comunicata solo laddove
11 tondello, nonostante l'erosione (talmen-
4. Valentia e Reggio furono le due sole
citla ilalichc risparmiate dall'esproprio
dcllc tcrre italiche deciso da Ottaviano c
Antonio come ricompensa alle truppe
prima della battaglia di Filippi. (App..
B.C. V, 86). Ma l'amicizia tra Roma e
Hipponion potrebbe datarsi ad cpoca piCi
antica. se e vero che nel 237 a.C. i Ro-
man! vi avrebbero dedotto una colonia.
Veil. Pal. i 14.8: Musn 1994. p. 386-
387. Dopo la seconda guerra punica.
pero. il territorio di Hipponion verra
confiscate e trasfomiato in ager publi-
CUS popidi romani (Costabilf. 1994. p.
442). al contrario di quello reggino e
probabilmente di quello tauriano.
te costante in tutte le monete da far pcrsi-
no dubitare che si possa trattare di un'ope-
razione intenzionale di riduzione di peso),
manteneva una forma anche vagamente
circolare.
Delle sedici monete rinvenutc. quattro
sono illeggibili: il nucleo piu eonsistente e
di moneta mamertina (sei penkmkia del
220-200 a.C. di cui quattro con il tipo testa
di Zeus/guerriero con lancia in resta c due
con Apollo/guerriero stante; inv. 20676.
20685. 20687, 29688, 20818, 20678); due
sono emissioni siracusane dell'eta di Iero-
ne II (xm'hemilitra del 275-263 a.C. e un
trias del 217/215-14. rispettivamente inv.
20680 e 20684); sono inoltre presenti una
doppia unita dei Bretti (inv. 20675), un se-
stante romano di standard unciale (inv.
20677) e un semis di Valentia (inv. 20682),
inquadrabile tra il 192 e 1'89 a.C, che se-
gna il termine cronologico piu basso del
gruppo delle monete.
E ad uno stadio troppo preliminare l'in-
dagine sui materiali dello scavo per poter
trarre dalle monete elementi significativi
raffrontabili con il dato stratigrafico e cro-
nologico. Osserveremo solamente come le
monete da Solano, come quelle da Palmi.
si integrino con il circolante gia pubblica-
to rinvenuto a Oppido Mamertina. Credia-
mo che si possa gia delineare un quadro di
economie integrate che vede ammettere
nel comprensorio tauriano, legato politica-
mente sia a Rhegion che a Roma, la mone-
ta romana accanto a quella reggina e ma-
mertina (percentualmente rilevanti sia a
Solano sia a Mella) e le emissioni di Va-
lentia, altro sito "amico" di RomaJ e Locri.
solida allcata romana che aveva celebrato
con un'emissione monetaria la raggiunta
pistis (Caccamo Caltabiano 1978).
I dati numismatici da scavo accomuna-
no Palmi. Solano e Mella nella marginalita
della presenza monetale brettia (il 5,7% a
Palmi, il 6,25% a Solano, 1'8,80% a Mel-
la), che nel centro italico sul pianoro di
Taureana potrebbe essere motivata dalla
prosecuzione della vita del sito anche nei
secoli seguenti la conclusione della secon-
da guerra punica. II dato si riscontra anche
in altre pbleis che vivono senza soluzione
di continuita il passaggio dall'eta "greca"
a quella "romana repubblicana": per esem-
pio, a Locri, dove dei Bretti non e stato
rinvenuto alcun esemplare da scavo (Ba-
rello 1993; ma Fuda 1980), e a Crotone
94
citta, dove la moneta brettia costituisce il
2,9 % del numerario da scavo (Arslan
c.s). Siti del Bruttium con una storia diffe-
rente, che vivono il II secolo a.C, cioe l'eta
post annibalica, in decadenza, presentano
una rilevante percentuale di numerario
brcttio che, evidentemenle, altrove venne
riassorbito dopo di allora, forse in conco-
mitanza con la crisi monetaria romana che
porto all'adozione dcllo standard semun-
ciale. Ci riferiamo, ad esempio, alia situa-
zione riscontrata negli scavi di Caulonia,
per la quale le piii recenti indagini archeo-
logiche vanno dimostrando una decisa
contrazione dell'abitato collegato alia per-
dita di identita politica, ma in alcuni setto-
ri la citta continua a vivere fino al II sec.
a.C, altrove anche fino ad eta imperiale
(Cuteri-Iannelli 2000; Cuteri-Rotundo
2001). I dati numismatici sin qui editi di
Caulonia mostrano una presenza di nume-
rario brettio pari al 35,40% del circolante
locale5. Analogo discorso vale per Scola-
cium. centro che pare subire una tempora-
nea crisi dopo la fine della guerra anniba-
lica, dove delle 28 monete rinvenute e da-
tabili tra il IV sec a.C. e la tarda repubbli-
ca, il 17,85 % e brettio (Arslan 1989) e
per Castiglione di Paludi (cit.). Citiamo in-
fine i dati dall'area del tempio di Hera La-
cinia a Capo Colonna, che vive una vita
parallela alia vicina citta di Crotone, con-
notata da una certa vitalita economica sino
ad eta protoimperiale: da qui le monete
brettie sono il 26,5 del totale (Arslan
c.s.).
II fenomeno della scarsita di moneta
brettia nella zona qui indagata pud proba-
bilmente essere relazionato anche con la
pratica non occasionale della riconiazione
effettuata dalla zecca reggina su monete
del koinon (Castrizio 1995). Se, dopo la
guerra annibalica, la zecca reggina trovava
difficolta nelPapprovvigionarsi del metal-
lo necessario per la messa in circolazione
di moneta propria, optando per la riconia-
zione, e ovvio che le prime monete ad es-
sere selezionate fossero quelle non uffi-
cialmcnte fuori corso, ma ancora portatrici
dell'ideale di una parte politica avversa e
ormai sconfitta: le monete brettie innanzi-
tutto e le altre emissioni coniate all'inse-
gna deH"alleanza bruzio-punica.
Rileviamo difatti come a Palmi e a So-
lano sia assente tanto la moneta cartagine-
se quanto quella dei Cartaginesi in Italia,
5. Treziny 1989. p. 117: Garoano
2(101: Gargano c.s. (poiche qui preme
Findagine sul circolante, sono stale
escluse dalla statistica le monete brettie
d'argento del riposliglio del Vallone
Campana, per il quale cfr. Orsi 1924.
coll. 486-487 e Novaco Lokaro 1985,
pp. 318-319).
6. Per la circolazione della moneta puni-
ca in bruzio. cfr. Pennestr] 1986. da ag-
giornare con i nuovi ntrovamenti. Se-
gnaliamo in proposilo ire monete puni-
che da Locri (BaULLO 1993. p. 61); un
bronzo bruzio punico. sporadico. da Op-
pido Mamertina. scavo 1987 (Visona
1999 a. p. 381); cinque monete puniche
vengono da Capo Colonna e sei dagli
scavi di Croione (Arslan c.s.. p. 109):
un bronzo bruzio punico e quattro bron-
zi di Carthago dagli scavi di Casamatta a
Caulonia (Gargano c.s.).
presente a Oppido solo in un esemplare.
mentre in Bruttium, in contesti di III-I sec.
a.C, seppure abbastanza rara - ma e noto
come il volume di emissioni del bronzo
bruzio-punico sia stato estremamente ri-
dotto (Visona 1986) - continua ad csscre
utilizzata, sempre evidentemente in un'ot-
tica di valutazione reale del metallo\ La
sola presenza di moneta cartaginese regi-
strata in area "tauriana" rimane il tesoretto
di elettri e argenti da Gioia Tauro, che po-
trebbe inserirsi nella problematica relativa
al passaggio e al pagamento di truppe mer-
cenarie nel III sec. a.C. La sua dispersione
c un dato negativo rilevante per il valore
storico che quelle monete avrebbero potu-
to suggerire pur nel carattere di ecceziona-
lita tipico dei rinvenimenti di tesoretti.
mentre non si sarebbe comunque prestato
ad osservazioni sul circolante minore. che
e il campo di interesse di questa analisi.
Una storia della circolazione monetaria
nel territorio dei Tauriani inizia cosi a es-
sere delineata: non si sottolineera mai ab-
bastanza che i dati qui esposti devono es-
sere intesi in modo preliminare. in attesa
che le associazioni stratigrafiche vengano
chiarite. Man mano che si diffonde anche
in Calabria una metodologia di scavo rigo-
rosa. le monete iniziano a uscire dalla con-
siderazione di tipo "antiquario" nella qua-
le una lunga tradizione di studi le ha rele-
gate, per divenire uno dei materiali che
concorrono alia definizione dei termini
cronologici entro i quali racchiudere la
formazione e Tabbandono di uno strato.
Tuttavia, riteniamo che sia la scienza nu-
mismatica a giovarsi dcgli appoili dei dati
cronologici degli strati, accertati prevalen-
temente attraverso 1'analisi dei materiali
ceramici: e attraverso la relazione tra cera-
mica e moneta. difatti. che si pud risalire al
modo di uso del mezzo monetale, alia sua
considerazione e valutazione. alle aree di
circolazione. e alia durata della sua vali-
dita. Mentre difatti una moneta all'interno
di uno strato archeologico non puo che se-
gnare una cronologia post quern, coprendo
archi di tempo anche molto ampi, il suo
apparente carattere di residualita in strati-
grafie cronologicamente posteriori alia da-
ta di emissione ci informa sulla durata del-
la sua circolazione e, conseguentementc.
sugli standard ponderali in uso c sulle scel-
te politiche dei territori in cui quelle date
96
monete circolano. Non e difatti ammissibi-
le pensare che, almeno fino al termine del-
la seconda guerre punica (quando la realta
politico-territoriale del territorio reggino-
tauriano e tutt'altro che unilaria), non ci
sia stata una qualche forma di regolamen-
tazione e regimentazione del numerario in
entrata nelle comunita locali. In tempi di
pax romana, estendendo questa definizio-
ne legata all"eta augustea anche agli anni
precedenti, quando il popolo dei Tauriani
pare essersi stabilizzato nella sua identita
di alleato e amico di Roma, probabilmente
l'urgenza di una discriminazione del circo-
lante viene a decadere7. E prevalentemente
in questa rase storica che veniamo ad ap-
prendere con quanta elasticita il mezzo
monetale - che pure e stato uno dei piu dif-
fusi strumenti di propaganda in possesso
degli stati gia a partire da eta greca e, per
questo, si direbbc, molto vincolato al pro-
prio tempo - abbia in realta goduto per an-
ni, talvolta per secoli, di un valore assolu-
to, "reale", impensabile per l'cta modcrna.
APPENDICE
Per la schedatura delle monete del Brut-
tium si e fatto riferimento in genere al re-
cente HN, sebbene non universalmente
condiviso per talune cronologie, e a SNG
CZ e agli studi monografici piu reccnti:
per le monete mamertine e siciliane alia
tradizionale catalogazione Sarstrom e a
SNG Agrigento; per la moneta romana re-
pubblicana a RRC e a Crawford 1985,
tranne che per la moneta di Sesto Pompeo.
per la quale si e fatto riferimento a Marti-
ni 1995.
Scavi archeologici di Palmi, Taureana,
loc. Donna Canfora
Inv. 100430
DC 1995, US 0
Zecca Ausiliare italiana. 90 a.C.
Denarius, g. 2,12, cm. 1.7
D/ Testa di Apollo laureato ad.; a d., segno
di controllo; a s. "PANSA";
R/ Minerva in quadriga al galoppo a d. con
trofeo nella s. e lancia e redini nella d.; in
esergo, "<C>VIBIVS <C.R>"
RRC, 342/ 4° (vedi fig. 1)
Inv. 20792
DC 1999, US 86
Roma, Post 211 a.C.
Sextans, g. 6,20, d. cm. 1,96
D/ Testa di Mercurio a d.;
R/ Prua di nave a d.
7. L'indagine sui movimenli monelari
nel territorio risente dell"assenza di dati
sul circolante dalla citta di Reggio. ecce-
zion fatta per i ripostigli cditi in Ma-
stellon! 1987, che non sono utili a defi-
nire i! quadro de! Husso delta moneta li-
quida d*uso quotidiano nel lerritorio piu
prossimo a quello dei Tauriani tra il 11
sec. a.C. e il 1 sec. d.C. I ripostigli citati
difatti attestano la tesaurizzazione. tra il
III e il 1 sec. a.C. quasi esclusiva di mo-
nete di zecca reggina e. in misura piii ri-
dotta. romana.
47
RRC. p. 596 (vedi fig. 2)
Inv. 20810
DC 2002, US 111
Zecca siciliana, 211-208 a.C.
Triens, g. 10, d. cm. 2,28
D/ Testa di Minerva elmata a d.: circolo
perlinato;
RJ Prua di nave a d.: in alto, spiga di gra-
no; in basso, "ROMA"'
Crawford 1974, p. 168, 69/4a
Inv. 20789
DC 1999, US 60
Roma, post 170 a.C.
Asse, g. 12,95, d. cm. 3,01
D/ Testa di Giano;
R/ Prua di nave a d.; in basso "ROMA"
Tondello dimezzato
RRC, pp. 74-75
Inv. 20821
DC 2002, US 116
Roma, post 170 a.C.
Asse, g. 25,1; cm. 3,08
D/ Abraso;
R/ Prua di nave a d.
RRC, pp. 74-75
Inv. 20822
DC 2002, US 116 a sud della strada
Roma, post 170 a.C.
Asse, g, 24,5; cm. 3,07
D/ Testa di Giano:
RJ Prua di nave a d.; a d., segno di valore
RRC, pp. 74-75
Inv. 20812
DC 2002, US 82
Roma. 147 a.C.
Asse, g. 20,95, d. cm. 3,09
D/ T. di Giano;
RJ Prua di nave a d.; a d. segno di valore;
sopra. tracce di Vittoria con corona e
<C.TERL>VC"
II tondello e spezzato e al diritto ci sono
fitte concrezioni
RRC, 217/2
Inv. 100429
DC 1995, US 0
Roma, post 91 a.C.
Asse, g. 8,3, d. cm. 2,2
D/ Testa di Giano;
R/ Prua di nave a s.
Crawford 1985, pp. 181 ss.
Inv. 20809
DC 2002, US 82
Zecca siciliana, 39-38 a.C.
Asse, g. 7.7
D/ Testa gianiforme imberbe con i caratte-
ri di Cn. Pompco Magno; se nc vede solo
la parte sinistra; legenda evanide;
RJ Prua a d.; in basso "<I>MP"
Tondello dimezzato
RRC. n. 479 (zecca in Spagna o in Sicilia:
post 45 a.C); Martini 1995, gr. Ill, 4.1
(39-38 a.C.)
Inv. 20785
DC 1999, US 60 a contatto con 62
Roma. 23/19 a.C.-14 d.C.
Asse, g. 11,25, cm. 3.1
D/ Testa dell'imperatore Augusto a d.;
"...AVG.R/ Nel campo "SC"; legenda
illeggibile
RRC pp. 256 ss. (vedi fig. 3)
Inv. 20787
DC 1999, US 60
Roma, 23/19 a.C.-14d.C.
Asse, g. 11.18. d. cm. 2,5
D/ Illeggibile;
RJ campo abraso; legenda ",..VS IIIVI-
RA<AAFF>"
RRC pp. 256 ss.
Inv. 20788
DC 1999, US 60
Roma, 23/19 a.C.-14d.C.
Asse, g. 10,75, d. cm. 2,7
D/ Testa deU'imperatore Augusto a d.;
RJ "S<C>" nel campo; legenda illeggibile
RRC pp. 256 ss.
Inv. 20782
DC 1999, US 60
Roma, 7 a.C.
Asse, g. 11,15, d. cm. 1,9
D/ Testa deU'imperatore Augusto a d.;
"<CAESAR.AVGVST>PONT<MAX.
TRI>BUNI<C. POT>;
RJ Nel campo "SC"; "<M. MAECIL>IVS.TVL-
LVS.III.VIR. A.A.A.<FF>"
Mattingly 1976, 220
Inv. 20811
DC 2002, US 82
Bretti, 1/2 unita, 214-211 a.C.
Ae, g. 3,75, d. cm. 1.65
D/ T. di Nike a s.; a s., spiga; a d. "N<IKA>";
RJ Zeus stante a d. fulminante con scettro
nella d.: tra le gambe, astro; a d. cornucopia;
a s. "BPETTinN"; circolo perlinato
SNG CZII, 280 (215-203 a.C); HN, 1982
(vedi fig. 4)
Inv. 20790
DC 1999, US 71
Brettii, 211-208 a.C.
Ae, Doppia unita, g. 13,57, d. cm. 2,63
D/ Testa elmata e barbuta di Ares a s.; sim-
bolo ill.;
RJ Hera avanzante a d. con lancia e scudo;
a d. in basso bucranio; a s. "BPETTIQN";
circolo perlinato
SNG CZ H, 136 (215-203 a.C); HN, 1987
(vedi fig. 5)
Inv. 100433
DC 1995, sopra l'US 6
Hipponion. seconda meta IV-inizio III sec.
a.C.
Ae, g. 2, d. cm. 1,4
D/ Testa di Apollo laureato a s.; RJ La dea
Pandina stante frontale con il vollo a s., con
attributo nella d. e scettro verticale nella s.
SA'G CZ H, t. XLI (320-300 a.C); HN
2252 ss.
Inv. 20813
DC 2002, saggio III, US 101
Locri, 300-268 a.C.
Ae, g. 2,95. d. cm. 1,5
D/ Illeggibile;
RJ Pegaso in volo a s.
Pozzi Paolini 1977, n. 7° (III periodo);
HN, 2384-2397
Inv. 20805
DC 2002, saggio I, US 4
Rhegion. 270-203 a.C.
Ae, g. 5,85, cm. 2,05
D/ Testa di Artemide a d.; c tagliata dal conio
la faretra dietro la spalla; circolo perlinato;
R/ Lira; a s. e a d. tracce della legenda <"PH~
r|NQN">
Castrizio 1995, p. 145. tav. 1,11 (doppia unita;
prima guerra punica); SNG CZ II, 670 (270-
203 a.C.); HN 2546 (260-215 a.C.)
Inv. 20783
DC 1999, US 60
Rhegion, 270-203 a.C.
Ae, g. 4,28. d. cm. 2.25
D/ Testa di Artemide a d. con faretra dietro
la spalla; circolo perlinato
R/ Asklepios (o Apollo) giovane stante
frontale volto a s. con uccello sul braccio
d. teso e s. sull'asta attorno a cui e avvolto
serpente; non sono visibili simboli
Castrizio 1995, p. 144, tav. I, 9 (doppia
unita. al R/ sarebbe da identificare Apollo;
serie della prima guerra punica); HN 2547
(260 circa-215 a.C.)
Inv. 20791
DC 1999, US 72
Rhegion, 203-89 a.C.
Trias, g. 4,01. d. cm. 1.8
D/ Teste affiancate dei Dioscuri a d. con
pilco e Stella; circolo perlinato;
R/ Demetra stante frontale volta a s. con
asta nella s. e spighe nella d.
Castrizio 1995, p. 155, tav. II, 14 (serie di
II guerra punica. peso semionciale); SNG
CZ II, 691-693 (203-89 a.C); HN 2557
(215-150 a.C.)
Inv. 100432
DC 1995. USM4
Rhegion, 203-89 a.C
Pentonkion, g. 5.55, d. cm. 1.9
D/ T. di Atena a s. con elmo atcniese;
R/ Atena stante a s. con elmo corinzio cre-
stato e lungo chitone; a d. in basso, scudo:
nella d.. Nike con trofeo: lancia appoggia-
ta alia spalla s.; sotto a s. "II", con sopra
un fulmine vcrticale; circolo lineare; a d.
"<PHrtNnN"
Castrizio 1995, p. 155, tav. II, 8 (serie di II
guerra punica, peso semionciale); HN
2554 (215-250 a.C.)
Inv. 20807
DC 2002. US 82
Rhegion. 203-89 a.C.
Pentonkion, g. 9,10, cm. 2,5 x 2,7
D/ Testa femminile gianiforme con polos:
R/ Asklepios seduto su trono a s. con la d.
sul bastone verticale; a s. "II"
Castrizio 1995. p. 151. t. II. 5 (serie di II
guerra punica, peso onciale); SNG CZ II.
685 (203-89 a.C); HN 2551 (215-150 a.C.)
Inv. 20780
DC 1999, US 21
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Pentonkion, g. 12,20; d. cm. 2,73
D/ Testa laureata di Ares a s.; circolo per-
linato;
R/ Cavaliere nudo stante con clamide e lunga
asta nella s., tiene per la criniera un cavallo al
passo a s.; a s. "IT": a d.; circolo lineare; trac-
ce di legenda "<MAME>P<T[ NQN>"
Sarstrom 1940, s. XI, gr. A; SNG Agrigen-
to, 560;
Inv. 20794
DC 1999, US 105
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Pentonkion, g. 11,80: d. cm. 2,38
D/ Testa di Zeus laureato a d.: circolo per-
linato;
R/ Guerriero nudo all'attacco a d. con scu-
do nella s. e asta orizzontale nella d.; a d.
,.n„
Sarstrom 1940, s. XVI, gr. A; SNG Agri-
gento, 549
Inv. 100435
DC 1995, US 23
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Trias, g. 6.5, d. cm.2,1
D/ T. di Apollo laureato a d., con capelli
sciolti sulla nuca; circolo perlinato;
R/ Nike centrale stante a s. ad ali aperte; in
basso a s. tre aste: circolo perlinato
Sarstrom 1940. s. XVIII, gr. B (200-35
a.C); SNG Agrigento, 568
Inv. 20781
DC 1999. US 21
Scyllaeum/Skylletion, IV-III sec. a.C.
Ae, g. 3,55, d. cm. 1,61
D/ Illeggibile;
RJ Mostro anguiforme a s.
Castrizio 1995, pp. 101-106 (eta dionigia-
na); SNG CZH, 731 (IV-III sec. a.C); HN
2565 (terzo quarto del IV sec. a.C?)
Valentia, 192-89 a.C.
Ae, Semis, g. 6.61. d. cm. 2
D/ Testa femminile a d. con stephane; cir-
colo perlinato;
R/ Doppia cornucopia; a s., resti della le-
genda; nel campo a d. in alto astro e sotto
"S"
Taliercio Mensitieri 1989, gr. Ill
Inv. 20804
DC 2002, US 0
Valentia, 192-89 a.C
Ae, Semis, g. 6.15. d. cm. 1,98
D/ testa femminile a d.;
R/ Doppia cornucopia; a d. "S" e al di sot-
to cratere
Taliercio Mensitieri 1989, gr. IX
Inv. 20784
DC 1999, US 60
Illeggibile
Ae, g. 13.65. d. cm. 3,1
Tondello dimezzato
Inv. 20786
DC 1999. US 60
Illeggibile
Ae, g. 10,73, d. cm. 2,75
Tondello dimezzato
Inv. 100434
DC 1995, US 9
Illeggibile
Ae, g. 9,3, d. cm. 2,6
Tondello dimezzato
6) Inv. 100436
DC 1995, US 25
Scavi archeologici di Solano,
contrada Forche.
lav. 20677
settore M 3, US 44
Roma. Post 170 a.C.
Sextans, g. 3,16, d. cm. 1,85
D/ Testa di Mercurio a d.;
R/ Prua di nave a d.
RRC, pp. 74-75
Inv. 20675
settore M 3, US 44 sotto il crollo 18
Bretti, 211-203 a.C.
Doppia unita, g. 11,10, d. cm. 2,55
D/ Testa di Ares a s.; circolo perlinato;
R/ Hera avanzante a d. con lancia e scudo:
nessun simbolo: circolo perlinato
SNG CZII, pp. 32-40 (215-203 a.C); HN,
pp. 160-161 (211-203 a.C.)
Inv. 20682
US 44 lato est
Valentia, 192-89 a.C.
Semis, g. 0,72
D/ Testa femminile a d.;
R/ doppia cornucopia; "<VALE>NTIA"
Tondello spezzato e conservato solo per
meta
Taliercio Mensitieri 1989. passim
Inv. 20679
US 44
Rhegion, 270-203 a.C.
Ae, g. 3,65
D/Testa di Apollo d.; circolo perlinato;
R/ Tripode; circolo perlinato
Tondello danneggiato c spezzato
Castrizio 1995, p. 145, tav. I, 10 (doppia
unita; serie di prima guerru punica); SNG
CZ II, 663-664 (270-203 a.C); HN, 2540
(280-260 a.C.)
Inv. 20687
US 26, lato est di 11
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Pentonkion, g. 6.89, d. cm.2.52
D/ Testa di Apollo laureato a d.;
R/ Guerriero nudo stante a s.
Sarstrom 1940. s. XIII, gr. A; SNG Agri-
gento, 562
Inv. 20688
27/4/95, q. M3 lato sud, -1,96, q. 0
Mamertini di Messana, 220-200 a.C.
Ae, Pentonkion, g. 2,34 (peso ribassatissi-
mo)
D/ Testa di Apollo laureato a d.;
R/ Guerriero nudo stante a s.
Tondello danneggiato ai bordi e spezzato
Sarstrom 1940, s. XIII, gr. A; SNG Agri-
gento, 562
Inv. 20818
US 32
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Pentonkion, g. 8,46; cm. 2,4
D/ Testa di Zeus laureato a d.;
R/ Guerriero nudo alKattacco a d. con scu-
do nella s. e asta orizzontale nella d.; a d.
"IT"
Cattivo stato di conservazione
Sarstrom 1940, s. XVI, gr. A; SNG Agri-
gento, 549
Inv. 20676
settore M 2, US 15
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Ac, Pentonkion, g. 4.86, d. cm. 3
DI Testa di Zeus laureato a d.; circolo per-
linato;
R/ Guerriero avanzante verso d. con lancia
in resta orizzontale, scudo ed elmo cresta-
to: a d. in basso, "II"; a s. "MAMEP-
TINQN"; circolo perlinato
Tondello spezzato in due punti
Sarstrom 1940, s.XXII, gr. A; SNG Agri-
gento, 565-567 (vedi fig. 7)
Inv. 20678
US 44 lato est
Mamertini di Messana, 210-200 a.C.
Pentonkion, g. 4,10
DI Testa di Zeus laureato a d.: circolo per-
linato:
R/ Guerriero avanzante verso d. con lancia
in resta orizzontale, scudo ed elmo cresta-
to; a d. in basso,"!!"; circolo perlinato
Tondello tnolto danneggiato sui bordi e
spezzato
Sarstrom 1940, serie XVI, gr. A; SNG
Agrigento, 565-567
Inv. 20685
US 26 a ridosso di US 11
Mamertini di Messana, 220-200 a.C.
Ae, Pentonkion, g. 3,33
DI Testa di Zeus barbato a d.;
R/ Guerriero avanzante verso d. con lancia
in resta orizzontale, scudo ed elmo cresta-
to
Tondello danneggiato sui bordi
Sarstrom 1940, serie XVI, gr. A; SNG
Agrigento, 565-567
Inv. 20860
US 5 a ridosso di US 45
Siracusa; 275-263 a.C.
Hemilitra; g. 2,60; cm. 1,82 x 1,4
DI Testa di Persefone coronata di spighe a
d.;
R/ Toro cozzante as.; in alto, clava
Tondello di forma globulare perche taglia-
to su due lati
Caltabiano-Carroccio-Oteri 1993. pp. 195-
279; SNG Agrigento. 806
Inv. 20684
settore Ml, US 15 a ridosso di 22
Siracusa, 217/215-214 a.C.
Trias, g. 2,22, d. cm. 1,5 x 1,68
DI llleggibile;
Rl Tridente tra due delfini
Tondello danneggiato lungo i bordi
Caltabiano-Carroccio-Oteri 1993. pp. 195-
279; SNG Agrigento 1999, tav. 28, 83 ss.
Inv. 20674
ad est di US 44
llleggibile
Ae, g. 1.87
Tondello spezzato in tre pezzi
Scavi archeologici di Oppido Mamerti-
na, loc. Palazzo
Inv. 20814
Loc. Palazzo, sporadica
Bretti, 213-203 a.C.
Unita, g. 9,45; cm. 2.4
DI Testa di Zeus laureato a d.: senza sim-
bolo; circolo perlinato;
8. La monela e dispersa. Ringrazio il dr.
Massimo Brizzi. che me ne ha dato noli-
zia, e il dr. Federico Barcllo chc ne ave-
va fatto la scheda di calalogo.
R/ Aquila su fulmine a s„ circolo perlina-
to; "BPET/TION"; senza simbolo
SNG CZII, 181 (215-203 a.C); HN, 2010
(vedi fig. 8)
S.N. 8
Loc. Palazzo, US 103, amb. 8elta. ang. NE
Brettii, 215-203 a.C.
Unita, g. 7,84, d. cm. 2,5
D/ Tesla di Zeus laureato a d.; senza sim-
bolo; circolo perlinato: R/ Guerriero nudo,
elmato, incedente a d., regge con la s. lo
scudo e con la d. una lancia. Davanti, sim-
bolo non identificabile. "BPE/TTIflN"
SNG Milano, IV, 2, p. 32 nn. 103-115
(205-203 a. C.)
Scavi archeologici di Castellace, Torre
Cillea
Inv. 20816
Torre Cillea, US 12
Rhegion, 494/3 - 487/6 a.C.
Dracma, g. 3,55, d. cm. 1.5
D/ Testa di leone frontale
R/ Illeggibile
Caccamo Caltabiano 1993. serie 1 A
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