La circolazione monetale nel territorio dei Tauriani: i dati dagli scavi archeologici more

La circolazione monetale nel territorio dei Tauriani: i dati dagli scavi archeologici in R. Agostino (a cura di), Gli Italici a sud del Mètauros, catalogo della mostra, Reggio Calabria 2005, pp. 85-103.

Catalogo della Mostra Museo Nazionale Archeologko di Reggio Calabria 29 aprile ~ 31 ottobre 2005 Sebbene la ricerca archeologica sul ter- ritorio dei Tauriani sia di epoca relativa- mente recente, i risultati otienuti dalle in- dagini consentono di inserire i reperti in una griglia cronologica relativa di una cer- ta attendibilila. nonche di delineare un pri- mo quadro sulla circolazione monetaria in questo vasto comprensorio. Anche se in parte prematura, difatti. questa prima edi- zione dei dati numismatici da scavo per- mette di arricchire le conoscenze sugli spostamenti di uomini c di merci lungo un territorio che. sebbene tutt'altro che secon- dario in secoli cruciali quali quelli com- presi tra la fine della guerra annibalica e l'assestamento deirimpero di Augusto, e stato quasi completamente ignorato dalle fonti storiche antiche. Di qui I'interesse e 1'urgenza di rcndere noti risultati che. pure Oi \ JETfiiiJA uo oa Taurimji: AV> AfiCHfOUMJil di Giorgia Gargano nel loro carattere preliminare, potranno fornire un contribute) di novita agli studi. Verra preso in esame ogni rinvenimento monetale proveniente dagli scavi archeo- logici nelle zone che si deduce di poter in- serire alFinterno dei confini tcrritoriali abitati dal populus dei Tauriani. L'ambito cronologico coperto dalle monete e com- preso tra la fine del V sec. a.C. e l'eta au- gustea. Si rinvia ad una prossima analisi per l'esame delle monete note ma fuori contesto: alludiamo alle monete conserva- te presso l'antiquarium "Nicola de Rosa" della Casa della Cultura di Palmi. che ve- rosimilmente provengono dal territorio di Taureana, e alia moneta mamertina o brel- tia rinvenuta da Maggiani nel saggio di scavo effettuato negli anni '70 a ridosso della paretc sud del monumcnto di Donna Canfora (Agostino 2002), oggi dispersa. NeH"archivio della Soprintendenza Ar- cheologica della Calabria sono conservate segnalazioni di rinvenimenti monetali nel tenitorio comunale di Palmi in agro di Taureana. ma in nessun caso e possibile ri- salire alia tipologia delle monete, che ven- gono genericamente indicate come "anti- che", "romane" o "bizantine". Merita un cenno solo Telenco dei reperti sequestrati al sig. Giuseppe Ciappina nel 1930. che a Taureana dichiarava di aver trovato otto monete di bronzo "inconoscibili", romane e bizantine insieme ad un lingotto di ar- gento fuso, mentre l'anno precedente ave- va riferito all'assistente della Soprinten- denza Claudio Ricca di aver rinvenuto in proprieia Barone un vaso contenente una trentina di monete d'argento. II solo rinve- nimento fortuito di carattere numismatico dal comune di Scilla, che sia registrato nell'archivio della Soprintendenza, e rela- tivo a tre monete d'oro di eta bizantina o medievale contenute in un vasetto di terra- cotta airinterno di una sepoltura in contra- da Sant'Anastasio, nella frazione di Sola- no superiore. Le tre monete vennero ven- dutc e fuse da un gioielliere di Reggio Ca- labria prima che le autorita riuscissero a entrarne in possesso. Vengono inline escluse le monete dagli scavi di Oppido Mamertina. loc. Mella, gia in gran parte edite da Paolo Visona (Visona 1997; Visona-Frey Kupper 1998: Visona 1999 A eB). In questa sede verra analizzato un cam- pione di monete da ritenere statisticamen- te significativo e stratigraficamente affida- bile, proveniente dalle recenti indagini sui territori di Palmi. frazione di Taureana, lo- calita Donna Canfora: Scilla. frazione di Solano, localita Forche; Oppido Mamerti- na, fraz. Castellace, localita Torre Cillea. Tali territori sono accomunati da una fre- quentazione fitla e continuativa che, an- corche per lungo tempo supposta sulla scorta di rinvenimenti casuali e di fonti an- tiche, solo recentemente e stata sottoposta aH'accertamento degli scavi. Non sono documentati finora rinveni- menti numismatici di eta greca dagli scavi di Gioia Tauro, mentre una considerevole quantita di monete di eta imperiale hanno restituito le indagini effettuate in loc. Pie- tra da Alfonso de Franciscis (De Franci- scis 1960) e quelle recenti della Soprinten- denza Archeologica (Gargano-Sica in questo volume). Non e finora mai stata do- cumentata l'attivita di una zecca a Metau- ros, al contrario della vicina Medma ed e inoltre noto come non vi sia stata registra- ta finora alcuna documentazione relativa ad eta ellenistica, con l'eccezione del rin- venimento di un tesoretto di monete di Cartagine in elettro e di Neapolis in argen- to, genericamente inquadrabile nel IV-III sec. a.C. e proveniente dall"area del Cimi- tero Vecchio (Orsi 1902: Igch 1989; Sab- bione 1990). Prima di iniziare I'esame dei rinveni- menti numismatici da Palmi. sara utile rie- pilogare le principali fasi di occupazionc del territorio di eta storica registrate dagli scavi archeologici: la piu antica fase elle- nistica. definita fase III, inquadrabile tra la seconda mcta del IV e il III sec. a.C; la fa- se II, di pieno II sec. a.C, attribuibilc al populus tauriano; la fase I, epoca della ri- sistemazione romana dell'abitato italico. I rinvenimenti numismatici della fase III devono ritenersi con ogni probability relativi. piu che alia vita, alia fase di ab- bandono del primo abitato e alia successi- va opera di risistemazione: cost e per il bronzo di Rhcgion con il tipo Artemide/Li- ra (inv. 20805), la cui cronologia e, come per gran parte della monetazione reggina di eta ellenistica, piuttosto controversa, ma genericamente inquadrabile a partire dal sccondo quarto del III sec. a.C. , piii pro- babilmente negli anni della prima guerra punica1: per il bronzo di Locri (inv. 20813), databile al 300-268 a.C. rinvenu- to in un contesto di obliterazione delle strutture della III fase; e inline per la mo- neta mamertina (inv. 100436). Le sole mo- nete attribuibili con certezza alia fase II di frequentazione del pianoro sono le due provenienti dal contesto di deposizione del coltello di ferro e della lucerna: si tratta di due assi unciali di Roma (inv. 20821 e 20822), che si segnalano per il valore pon- dcrale quasi standard, dato che solitamen- te gli assi di quest'epoca sono di peso ri- bassato. La fase di destrutturazione del- l'insediamento di II fase. coincidente con l'impianto piu recente, e quella che ha re- stituito la maggior parte della documenta- zione numismatica: sono state rinvenutc una doppia unita del koinon dei Bretti (inv. 1. Per le principali posizioni dcgli stu- diosi sulla moneta reggina. si rimanda alle schede in appendice. che inlegriamo con le osservazioni di Visona-Frey- Kupper 1996, p. 77 n. 3 c pp. 83-86. 87 20790) , databile agli anni della seconda guerra punica; un trias di Rhegion (inv. 20791) , del 203-89 a.C; un pentonkion dei Mamertini (inv. 20794), databile al 210- 200 a.C: un triens romano di zecca sici- liana, databile al 211-208 a.C. (inv. 20810); il termine cronologico piii basso e fornito da un tondello di bronzo dimezza- to (inv. 100434) che, sebbene del tutto il- leggibile, e un indicatore di un modo di riutilizzare vecchie monete pesanti e fuori corso tipico dell'eta augustea. come verra meglio specificato in seguito. La I fase di occupazione del pianoro e attestata dal monumentale basamento del tempio e dai muri ad esso relativi, dalla strada e dalle strutture emerse net saggio n. 8. Nel saggio di scavo lungo la parete ove- st del tempio e stato individuato uno strato coperto ma non completamente inquinato dal riporto di terra moderno, che sigilla Tabbandono delle strutture di II fase ma sembra posteriore alia loro distruzione; e pertanto riportabile alia I fase, anche se troppo superficiale per poter essere ritenu- to completamente affidabile. tenendo con- to che le stratigrafie archeologiche sul pia- noro di Taureana sono coperte mediamen- te da non piu di 60 cm. di terra a partire dal piano di calpestio attuale. Sulla superficie dello strato e stato rinvenuto un gruzzolo di monete, di cui quattro ancora impilate. di estremo interesse cronologico: si tratta di quattro assi mal conservati di eta augu- stea (inv. 20782, 20785, 20787, 20788), di due tondelli illeggibili dimezzati (inv. 20784 e 20786) e di un bronzo di Rhegion (inv. 20783) inquadrabile tra il 270 e il 203 a.C, che rappresenta il nominate piu anti- co del gruzzolo. Dallo stesso strato, ma non dal gruzzolo, proviene un altro asse romano (inv. 20789). di standard unciale. Si tratta evidentemente non di un fenome- no di vera e propria tesaurizzazione, ma di monete tenute insieme e messe da parte per Tuso quotidiano. Da uno strato crono- logicamente affine provengono altre quat- tro monete: una mezza unita dei Bretti (inv. 20811), un asse romano del 147 a.C. (inv. 20812), un pentonkion di Rhegion del 203-89 a.C. (inv. 20807) e, termine cronologico piu basso, un asse dimezzato di Pompeo Magno. battuto nel 45 a.C. (inv. 20809; Martini 1995). Dallo strato che sigilla I'abbandono della canalizzazio- ne con il bollo "TAYPIANOYM" proviene un sestante romano di standard sestantale (inv. 20792). Inline, non possono essere considerate di un qualche significato stratigrafico le due monete rinvenute nel riempimento piii recente della moderna trincea di spoliazio- ne del lato ovest del tempio. che ha resti- tuito un pentonkipn dei Mamertini (inv. 20780) e un bronzetto in pessimo stato di conservazione attribuibile alia zecca di Scyllaeum (inv. 20781). Analogo discorso per le monete rinvenute nello strato di ri- porto recente. tra cui spiccano un "dena- rio" ben conservato (inv. 100430), un asse di standard semunciale (inv. 100429) e due "SEMlssfdi Valentia (inv. 100436 e 20804). In sintesi, delle trentacinque provenien- ti dagli scavi di Palmi, il nucleo piu consi- stente e quello delle dodici monete di Ro- ma, tra le quali sono: un denario, un se- stante e un triens di standard sestantale. quattro assi unciali. un asse semunciale e quattro assi di eta augustca. A qucsti ultimi vanno affiancati 1'asse dimezzato di Sesto Pompeo e i tie tondelli dimezzati illcggibi- li che, interi, sarebbero altrettanti assi un- ciali e che, dopo la dimezzatura, sono sta- ti ridotti ad assi di standard semunciale o a semissi unciali (la posizione tradizionale degli studi propende per considerare le monete dimezzate dei semissi. II Crawford e il Buttrey tuttavia propendono per L'as- sociate la dimezzatura delle monete repub- blicane alia riforma augustea: gli assi on- ciali dimezzati. cosi. sarebbero venuti cost a pesare approssimativamente come 1'asse della riforma augustea, di g. 10,45. (Crawford 1970; Buttrey 1972). Pur nella limitatezza del campione, e cosi atte- stato il flusso costante di moneta romana documentato in Bruttium lungo tutta 1'eta repubblicana (Visona-Frey Kupper 1996). La moneta reggina e attestata in cinque esemplari. quella mamertina in tre esem- plari e quelle dei Bretti e di Valentia in due esemplari ciascuno. Con una sola moneta sono attestate le zecche di Hipponion, che restituisce anche il nominale piu antico fi- nora rinvenuto negli scavi, di Locri e di Scilla. II dato che immcdiatamente emerge da una prima analisi del matcriale numismati- co da Palmi e la lunga circolazione di no- minali coniati nel corso del III sec. a.C, il cui utilizzo prosegue nel corso del II e ft- 2. Cfr. gli esempi di Oppido Mamertina (Visona 1999 a e 1999 b|. di Castiglio- ne di Paludi (anche se forse limitata- meme ad alcuni settori della citta; Luppi- no-Parise-Polosa 1996: Parise-Polo- sa 1999: Polosa 1999), di Caulonia (Gargano c.s.). Per la problematica re- lativa, cfr. Arslan 1996-1997, Visona 1996-97. p. 240 e Visona-Frey-Kupper 1996 pp. 77-78. 3. Martini 1995. p. 198 con bibl. prec: VisonA-Frey-Kupper 1996. p. 81. n. 17. A quelle edile dal Martini vanno aggiun- ti un asse dimezzato di Sesto Pompeo del gruppo III Martini da Crotone (Ar- slan c.s. p. 141. n. 421 (e sedici assi dal- Tarea del tempio di Capo Colonna. che Arslan ricollega alia possibility che l'a- rea sia stata una base di Seslo Pompeo in Bruttium; sempre da Capo Colonna pro- vengono "molti asses poco Ieggibili di standard sestantale o unciale pure di Se- sto Pompeo" nonche oltre 60 monete di- mezzate. identiiicabili in assi e semissi sestantali e unciali. assi di Sesto Pompeo e monete bronzee greche piu antiche (Arslan c.s.. pp. 110-111). Ci sembra da soltolineare anche la presenza di assi pompeiani dimezzati dal relitto di Capo- rasocolmo in provincia di Messina (Ma- stellon1 2001. 279-282). Sull'adesione agli standard ponderali romani delle emissioni di Pompeo. cfr. Mastelloni 1997 b, p. 99 con bibl. prec. no anche al primo sec. a.C: e il caso del bronzo di Rhegion rinvenuto in fase con gli assi augustei ma anche - dato ancora piu interessanle - della mezza unita brettia in un contesto cronologico posteriorc di al- meno centocinquanfanni. E abbastanza rcccnte la problematica sollevata dalla pre- senza di moneta italica coniata in eta anni- balica frammista a nominali romani di eta posteriore: sarebbe stato plausibile che i Romani, una volta vinta la seconda guerre punica, avessero messo fuori corso le mo- nete dcWet linos brettio. il loro piu perico- loso oppositore in Bruttium, quello che aveva fomentato gli animi contro la poten- za romana e. nella seconda fase del con- flitto, avviato la coniazione di un'articola- ta produzione monetale che voleva essere - come effettivamentc fu - un manifesto di autonomia. I recenti rinvenimenti numi- smatici in contesti slratigrafici ben indaga- ti:, invece, vanno dimostrando come il nu- merario brettio continui a circolare a lungo a fianco di quello dei vincitori, nell'ottica di una valutazione della moneta esclusiva- mente sul peso e sul metallo. Alia carenza di metallo da monetare o a difficolta del- l'approvvigionare, da parte di Roma, le zone periferiche della penisola di numcra- rio minuto, esigenze cui l'uso prolungato della moneta piu antica e scnz'altro legato (ricordiamo che negli anni tra Silla e Ce- sare Roma cessa temporaneamente di bat- tere monete di bronzo), deve ricollcgarsi anche la dimezzatura dei tondelli di mone- te divenute troppo pesanti per lo standard in corso. Pratica, questa. attestata gia nelle monete greche, ma che ebbe una larga dif- fusione a partire dall'eta tardo-repubblica- na e augustea. Fatto sta che le monete di- mezzate circolarono per un tempo lunghis- simo. tanto che la maggior parte di quelle conosciute presenta i tipi completamente evanidi. al punto da apparire come tondel- li lisci. II fenomeno della dimezzatura delle monete interessa particolarmente le emis- sioni di Sesto Pompeo, di cui gli scavi di Palmi forniscono un nuovo esemplare. che va ad aggiungersi a quelli gia editi in Ca- labria' . Sara forse utile qui ricordare come una parte delle vicende cruciali della guer- re tra Ottaviano e Sesto Pompeo si svolse tra la Sicilia orientale e la Calabria: nel 43 a.C, difatti. Pompeo sbarca in Sicilia e da luogo ad una serie di emissioni, di cui la 90 moneta da Taureana fa parte: tale emissio- nc viene considerata dal Martini posterio- re alia presa di Mylae e Messana da parte delle truppe pompeiane. avvenuta nel 40 a.C. e, in effetti, un buon numero di tali monete proviene dalla Sicilia orientale. Si tratta di monete che circolarono prevalen- temente Ira i militari e i partigiani al soldo di Pompeo e alle quali e da attribuire un accentuato valore propagandistico nel se- gno della pietas di Sesto. che f'ece raffigu- rare le sembianze del padre defunto nella testa gianiforme. E pertanto possibile che qucste monete siano giunte in Italia meri- dionale, e in particolar modo nel Bruzio meridionale tirrenico, in occasione delle due battaglie navali tra Pompeo c Ottavia- no di cui il mare di fronte a Scilla fu tea- tro. La prima si data al 42 a.C. quando la flotta di Pompeo riusci a sconfiggere quel- la di Q. Salvidieno Rufo, che era stato in- viato li da Ottaviano. che, nel frattempo intendeva forse raggiungere la zona via terra. Salvidieno. costretto a ritirarsi, trovo rifugio nel porto di Balarbs, posto a nord dell'imboccatura dello stretto di Messina. Ancora nel mare davanti al promontorio scillese, nel 38 a.C. Sesto Pompeo sconfis- se la flotta nemica per la seconda volta, fi- no a che un'altra flotta operante sul mar Tirreno e al comando dello stesso Ottavia- no lo indusse a ritirarsi. II giorno dopo. pero. una furiosa tempesta inflisse tali per- dite alia flotta, che Ottaviano dovette ri- nunciare alFimpresa (Turano 1972; Co- stabile 1985). Bastano questi accenni per rendersi conto di come il territorio che era stato, e forse era ancora, dei Tauriani, si trovo ad essere nel I sec. a.C. il corridoio delle trup- pe romane. che almeno sin dagli anni a ri- dosso della prima guerra punica. si erano battute per il possesso di questa striscia di terra strategica per i contatti con la Sicilia e le isole Eolie (Meister 1987; Musti 1994; Tagijamonte 1994). Una terra, tut- tavia, non priva di tensioni e che a lungo aveva mantenuto la propria identita italica - proprio mentre Rhegion restava. sebbene alleata dci Romani. di cultura e lingua grc- ca (Strab. VI. 1,2; Costabile 1993). Un'e- co della radicata '"italicita" del territorio si pud forse leggcre nell'appoggio che Spar- taco, leader della rivolta degli schiavi nel 72-71 a.C, dovette trovare nella "pcnisola di Reggio", che negli iniziali progetti di al- leanza con alcuni pirati cilici doveva esse- re la testa di ponte per la comune conqui- sta della Sicilia (mentre poi, dopo il tradi- mento dei Cilici. divenne una trappola, do- ve Crasso riusci ad assediarlo) e nel tenta- tivo fallito di un esercito di Italici di impa- dronirsi di Rhegion durante il bellum so- dale, nell'88-87 a.C. (Plut., Crass. 10.8; Diod. XXXVII, 2). Tanto puo bastare a motivare l'ampia circolazione di numerario romano di stan- dard unciale, semunciale e augusteo nella fascia costiera meridionale del Bruttium. La necessita di metallo fece si che durante il regno di Augusto le antiche monete con- tinuassero a circolare ma dimezzate, anche se, come nel caso delle monete del suo vecchio avversario Pompeo, intese generi- camente come bronzi. Le monete dimez- zate venncro messe fuori corso forse a par- tire dal regno di Tiberio, ma, seguendo un uso gia invalso da circa un secolo, dopo quest'eta i dimezzati pompeiani continua- rono a essere arricchiti anche di una valen- za religiosa, come sta a dimostrare il loro uso come "oboli di Caronte" in contesti fu- ncrari (Martini 1995). Per tornare agli scavi taurianesi, I'asse dimezzato di Pompeo, insieme alle mone- te del gruzzolo rinvenuto nell'US 60, vie- ne a configurarsi come un elemento inte- ressante per la determinazione cronologica delle stratigrafie pertinenti alia fase I di occupazione. Si tratta di una prima confer- ma materiale dell'uso, gia ampiamente prospettato dall'analisi dei resti monu- nientali sul pianoro. della vita del territorio anche in eta post-augustea. Le fila di que- ste prime deduzioni potranno essere tirate solo quando sara stato analizzato compiu- tamente il materiale ceramico, che e at- tualmente in corso di studio. Di un certo interesse, sebbene si tratti di una moneta avulsa da ogni contesto ar- cheologico, e il rinvenimento del bronzo di Scyllaeum. in pessimo stato di conser- vazione e molto corroso (per questo di pe- so ribassato rispetto alia media ponderale). Si tratta di un'emissione molto discussa, specialmente dopo che Daniele Castrizio ne ha proposto l'attribuzione all'oppidum di Scyllaeum. confutando. crediamo con argomenti convincenti, la tradizionale at- tribuzione alia zecca di Skylletion (oggi comune di Roccelletta di Borgia; Barf.llo 1992; Castrizio 1995). La moneta presen- ta al diritto una testa maschile con il pileo ornato da una corona di alloro e al rove- scio il mostro anguiforme identificato con Scilla. II tipo del rovescio e stato a lungo considerato "parlante" e per questo attri- buto a Skylletion. anche sulla base del fat- to - ed e questo rargomento che finora maggionnente osta alia ricostruzione del Castrizio - che la totalita di questi esem- plari e stata rinvenuta sulla costa ionica della Calabria, e mai su quella tirrenica - ma mai neppure nel sito dell'antica Skyl- letion (Arslan 1989; Mastellom 1989; Visona 1990). Questo dagli scavi di Pal- mi, a quanto ci consta, e il primo rinveni- mento in un territorio prossimo a Scilla: un esemplare molto consunto, al punto da non potersene leggere il tipo del diritto, e che. trovato fuori conteslo archeologico. in uno strato di terra scavata e riportata. purtrop- po non puo aggiungere, alio stato attuale delle conoscenze. nulla all'ipotesi crono- logica che lo presume una coniazione di eta dionigiana. Riguardo alle monete provenienti dallo scavo archeologico in loc. Forche di Sola- no, bisogna premettere che si e trattato di un intervento d'urgenza. originato dall"at- tivita di controllo di un cantiere della SNAM (Agostino 1996-97). Si e interve- nuti per caso su un territorio che fino a quel momento era inesplorato e che ha re- stituito le tracce ben conservate di un inse- diamento di eta ellenistica. L"analisi delle tecniche edilizie suggerisce analogie sia con quelle riscontrate nell'abitato di Oppi- do, loc. Mella, che con quelle della fase piu antica di Taureana di Palmi: un'attri- buzione deH'insediamento - del quale alio stato attuale della ricerca si ignora com- pletamente l'estensione - ne suggerirebbe la matrice italica. mentre lo spettro crono- logico coperto dai materiali oscillerebbe tra il III e il II sec. a.C, da connettere a due differenti fasi costruttive. Lo scavo ha restituito solo monete di bronzo. tutte in pessimo stato di conserva- zione, fortemcnte corrose, talvolta spezza- te in piu frammenti, e accomunale dal fat- to di avere tutte i bordi estremamente cor- rosi. Per questo, i valori ponderali sono fortemente ribassati rispetto alia media e 10 stcsso vale per la misurazione dei dia- metri, che e stata comunicata solo laddove 11 tondello, nonostante l'erosione (talmen- 4. Valentia e Reggio furono le due sole citla ilalichc risparmiate dall'esproprio dcllc tcrre italiche deciso da Ottaviano c Antonio come ricompensa alle truppe prima della battaglia di Filippi. (App.. B.C. V, 86). Ma l'amicizia tra Roma e Hipponion potrebbe datarsi ad cpoca piCi antica. se e vero che nel 237 a.C. i Ro- man! vi avrebbero dedotto una colonia. Veil. Pal. i 14.8: Musn 1994. p. 386- 387. Dopo la seconda guerra punica. pero. il territorio di Hipponion verra confiscate e trasfomiato in ager publi- CUS popidi romani (Costabilf. 1994. p. 442). al contrario di quello reggino e probabilmente di quello tauriano. te costante in tutte le monete da far pcrsi- no dubitare che si possa trattare di un'ope- razione intenzionale di riduzione di peso), manteneva una forma anche vagamente circolare. Delle sedici monete rinvenutc. quattro sono illeggibili: il nucleo piu eonsistente e di moneta mamertina (sei penkmkia del 220-200 a.C. di cui quattro con il tipo testa di Zeus/guerriero con lancia in resta c due con Apollo/guerriero stante; inv. 20676. 20685. 20687, 29688, 20818, 20678); due sono emissioni siracusane dell'eta di Iero- ne II (xm'hemilitra del 275-263 a.C. e un trias del 217/215-14. rispettivamente inv. 20680 e 20684); sono inoltre presenti una doppia unita dei Bretti (inv. 20675), un se- stante romano di standard unciale (inv. 20677) e un semis di Valentia (inv. 20682), inquadrabile tra il 192 e 1'89 a.C, che se- gna il termine cronologico piu basso del gruppo delle monete. E ad uno stadio troppo preliminare l'in- dagine sui materiali dello scavo per poter trarre dalle monete elementi significativi raffrontabili con il dato stratigrafico e cro- nologico. Osserveremo solamente come le monete da Solano, come quelle da Palmi. si integrino con il circolante gia pubblica- to rinvenuto a Oppido Mamertina. Credia- mo che si possa gia delineare un quadro di economie integrate che vede ammettere nel comprensorio tauriano, legato politica- mente sia a Rhegion che a Roma, la mone- ta romana accanto a quella reggina e ma- mertina (percentualmente rilevanti sia a Solano sia a Mella) e le emissioni di Va- lentia, altro sito "amico" di RomaJ e Locri. solida allcata romana che aveva celebrato con un'emissione monetaria la raggiunta pistis (Caccamo Caltabiano 1978). I dati numismatici da scavo accomuna- no Palmi. Solano e Mella nella marginalita della presenza monetale brettia (il 5,7% a Palmi, il 6,25% a Solano, 1'8,80% a Mel- la), che nel centro italico sul pianoro di Taureana potrebbe essere motivata dalla prosecuzione della vita del sito anche nei secoli seguenti la conclusione della secon- da guerra punica. II dato si riscontra anche in altre pbleis che vivono senza soluzione di continuita il passaggio dall'eta "greca" a quella "romana repubblicana": per esem- pio, a Locri, dove dei Bretti non e stato rinvenuto alcun esemplare da scavo (Ba- rello 1993; ma Fuda 1980), e a Crotone 94 citta, dove la moneta brettia costituisce il 2,9 % del numerario da scavo (Arslan c.s). Siti del Bruttium con una storia diffe- rente, che vivono il II secolo a.C, cioe l'eta post annibalica, in decadenza, presentano una rilevante percentuale di numerario brcttio che, evidentemenle, altrove venne riassorbito dopo di allora, forse in conco- mitanza con la crisi monetaria romana che porto all'adozione dcllo standard semun- ciale. Ci riferiamo, ad esempio, alia situa- zione riscontrata negli scavi di Caulonia, per la quale le piii recenti indagini archeo- logiche vanno dimostrando una decisa contrazione dell'abitato collegato alia per- dita di identita politica, ma in alcuni setto- ri la citta continua a vivere fino al II sec. a.C, altrove anche fino ad eta imperiale (Cuteri-Iannelli 2000; Cuteri-Rotundo 2001). I dati numismatici sin qui editi di Caulonia mostrano una presenza di nume- rario brettio pari al 35,40% del circolante locale5. Analogo discorso vale per Scola- cium. centro che pare subire una tempora- nea crisi dopo la fine della guerra anniba- lica, dove delle 28 monete rinvenute e da- tabili tra il IV sec a.C. e la tarda repubbli- ca, il 17,85 % e brettio (Arslan 1989) e per Castiglione di Paludi (cit.). Citiamo in- fine i dati dall'area del tempio di Hera La- cinia a Capo Colonna, che vive una vita parallela alia vicina citta di Crotone, con- notata da una certa vitalita economica sino ad eta protoimperiale: da qui le monete brettie sono il 26,5 del totale (Arslan c.s.). II fenomeno della scarsita di moneta brettia nella zona qui indagata pud proba- bilmente essere relazionato anche con la pratica non occasionale della riconiazione effettuata dalla zecca reggina su monete del koinon (Castrizio 1995). Se, dopo la guerra annibalica, la zecca reggina trovava difficolta nelPapprovvigionarsi del metal- lo necessario per la messa in circolazione di moneta propria, optando per la riconia- zione, e ovvio che le prime monete ad es- sere selezionate fossero quelle non uffi- cialmcnte fuori corso, ma ancora portatrici dell'ideale di una parte politica avversa e ormai sconfitta: le monete brettie innanzi- tutto e le altre emissioni coniate all'inse- gna deH"alleanza bruzio-punica. Rileviamo difatti come a Palmi e a So- lano sia assente tanto la moneta cartagine- se quanto quella dei Cartaginesi in Italia, 5. Treziny 1989. p. 117: Garoano 2(101: Gargano c.s. (poiche qui preme Findagine sul circolante, sono stale escluse dalla statistica le monete brettie d'argento del riposliglio del Vallone Campana, per il quale cfr. Orsi 1924. coll. 486-487 e Novaco Lokaro 1985, pp. 318-319). 6. Per la circolazione della moneta puni- ca in bruzio. cfr. Pennestr] 1986. da ag- giornare con i nuovi ntrovamenti. Se- gnaliamo in proposilo ire monete puni- che da Locri (BaULLO 1993. p. 61); un bronzo bruzio punico. sporadico. da Op- pido Mamertina. scavo 1987 (Visona 1999 a. p. 381); cinque monete puniche vengono da Capo Colonna e sei dagli scavi di Croione (Arslan c.s.. p. 109): un bronzo bruzio punico e quattro bron- zi di Carthago dagli scavi di Casamatta a Caulonia (Gargano c.s.). presente a Oppido solo in un esemplare. mentre in Bruttium, in contesti di III-I sec. a.C, seppure abbastanza rara - ma e noto come il volume di emissioni del bronzo bruzio-punico sia stato estremamente ri- dotto (Visona 1986) - continua ad csscre utilizzata, sempre evidentemente in un'ot- tica di valutazione reale del metallo\ La sola presenza di moneta cartaginese regi- strata in area "tauriana" rimane il tesoretto di elettri e argenti da Gioia Tauro, che po- trebbe inserirsi nella problematica relativa al passaggio e al pagamento di truppe mer- cenarie nel III sec. a.C. La sua dispersione c un dato negativo rilevante per il valore storico che quelle monete avrebbero potu- to suggerire pur nel carattere di ecceziona- lita tipico dei rinvenimenti di tesoretti. mentre non si sarebbe comunque prestato ad osservazioni sul circolante minore. che e il campo di interesse di questa analisi. Una storia della circolazione monetaria nel territorio dei Tauriani inizia cosi a es- sere delineata: non si sottolineera mai ab- bastanza che i dati qui esposti devono es- sere intesi in modo preliminare. in attesa che le associazioni stratigrafiche vengano chiarite. Man mano che si diffonde anche in Calabria una metodologia di scavo rigo- rosa. le monete iniziano a uscire dalla con- siderazione di tipo "antiquario" nella qua- le una lunga tradizione di studi le ha rele- gate, per divenire uno dei materiali che concorrono alia definizione dei termini cronologici entro i quali racchiudere la formazione e Tabbandono di uno strato. Tuttavia, riteniamo che sia la scienza nu- mismatica a giovarsi dcgli appoili dei dati cronologici degli strati, accertati prevalen- temente attraverso 1'analisi dei materiali ceramici: e attraverso la relazione tra cera- mica e moneta. difatti. che si pud risalire al modo di uso del mezzo monetale, alia sua considerazione e valutazione. alle aree di circolazione. e alia durata della sua vali- dita. Mentre difatti una moneta all'interno di uno strato archeologico non puo che se- gnare una cronologia post quern, coprendo archi di tempo anche molto ampi, il suo apparente carattere di residualita in strati- grafie cronologicamente posteriori alia da- ta di emissione ci informa sulla durata del- la sua circolazione e, conseguentementc. sugli standard ponderali in uso c sulle scel- te politiche dei territori in cui quelle date 96 monete circolano. Non e difatti ammissibi- le pensare che, almeno fino al termine del- la seconda guerre punica (quando la realta politico-territoriale del territorio reggino- tauriano e tutt'altro che unilaria), non ci sia stata una qualche forma di regolamen- tazione e regimentazione del numerario in entrata nelle comunita locali. In tempi di pax romana, estendendo questa definizio- ne legata all"eta augustea anche agli anni precedenti, quando il popolo dei Tauriani pare essersi stabilizzato nella sua identita di alleato e amico di Roma, probabilmente l'urgenza di una discriminazione del circo- lante viene a decadere7. E prevalentemente in questa rase storica che veniamo ad ap- prendere con quanta elasticita il mezzo monetale - che pure e stato uno dei piu dif- fusi strumenti di propaganda in possesso degli stati gia a partire da eta greca e, per questo, si direbbc, molto vincolato al pro- prio tempo - abbia in realta goduto per an- ni, talvolta per secoli, di un valore assolu- to, "reale", impensabile per l'cta modcrna. APPENDICE Per la schedatura delle monete del Brut- tium si e fatto riferimento in genere al re- cente HN, sebbene non universalmente condiviso per talune cronologie, e a SNG CZ e agli studi monografici piu reccnti: per le monete mamertine e siciliane alia tradizionale catalogazione Sarstrom e a SNG Agrigento; per la moneta romana re- pubblicana a RRC e a Crawford 1985, tranne che per la moneta di Sesto Pompeo. per la quale si e fatto riferimento a Marti- ni 1995. Scavi archeologici di Palmi, Taureana, loc. Donna Canfora Inv. 100430 DC 1995, US 0 Zecca Ausiliare italiana. 90 a.C. Denarius, g. 2,12, cm. 1.7 D/ Testa di Apollo laureato ad.; a d., segno di controllo; a s. "PANSA"; R/ Minerva in quadriga al galoppo a d. con trofeo nella s. e lancia e redini nella d.; in esergo, "<C>VIBIVS <C.R>" RRC, 342/ 4° (vedi fig. 1) Inv. 20792 DC 1999, US 86 Roma, Post 211 a.C. Sextans, g. 6,20, d. cm. 1,96 D/ Testa di Mercurio a d.; R/ Prua di nave a d. 7. L'indagine sui movimenli monelari nel territorio risente dell"assenza di dati sul circolante dalla citta di Reggio. ecce- zion fatta per i ripostigli cditi in Ma- stellon! 1987, che non sono utili a defi- nire i! quadro de! Husso delta moneta li- quida d*uso quotidiano nel lerritorio piu prossimo a quello dei Tauriani tra il 11 sec. a.C. e il 1 sec. d.C. I ripostigli citati difatti attestano la tesaurizzazione. tra il III e il 1 sec. a.C. quasi esclusiva di mo- nete di zecca reggina e. in misura piii ri- dotta. romana. 47 RRC. p. 596 (vedi fig. 2) Inv. 20810 DC 2002, US 111 Zecca siciliana, 211-208 a.C. Triens, g. 10, d. cm. 2,28 D/ Testa di Minerva elmata a d.: circolo perlinato; RJ Prua di nave a d.: in alto, spiga di gra- no; in basso, "ROMA"' Crawford 1974, p. 168, 69/4a Inv. 20789 DC 1999, US 60 Roma, post 170 a.C. Asse, g. 12,95, d. cm. 3,01 D/ Testa di Giano; R/ Prua di nave a d.; in basso "ROMA" Tondello dimezzato RRC, pp. 74-75 Inv. 20821 DC 2002, US 116 Roma, post 170 a.C. Asse, g. 25,1; cm. 3,08 D/ Abraso; R/ Prua di nave a d. RRC, pp. 74-75 Inv. 20822 DC 2002, US 116 a sud della strada Roma, post 170 a.C. Asse, g, 24,5; cm. 3,07 D/ Testa di Giano: RJ Prua di nave a d.; a d., segno di valore RRC, pp. 74-75 Inv. 20812 DC 2002, US 82 Roma. 147 a.C. Asse, g. 20,95, d. cm. 3,09 D/ T. di Giano; RJ Prua di nave a d.; a d. segno di valore; sopra. tracce di Vittoria con corona e <C.TERL>VC" II tondello e spezzato e al diritto ci sono fitte concrezioni RRC, 217/2 Inv. 100429 DC 1995, US 0 Roma, post 91 a.C. Asse, g. 8,3, d. cm. 2,2 D/ Testa di Giano; R/ Prua di nave a s. Crawford 1985, pp. 181 ss. Inv. 20809 DC 2002, US 82 Zecca siciliana, 39-38 a.C. Asse, g. 7.7 D/ Testa gianiforme imberbe con i caratte- ri di Cn. Pompco Magno; se nc vede solo la parte sinistra; legenda evanide; RJ Prua a d.; in basso "<I>MP" Tondello dimezzato RRC. n. 479 (zecca in Spagna o in Sicilia: post 45 a.C); Martini 1995, gr. Ill, 4.1 (39-38 a.C.) Inv. 20785 DC 1999, US 60 a contatto con 62 Roma. 23/19 a.C.-14 d.C. Asse, g. 11,25, cm. 3.1 D/ Testa dell'imperatore Augusto a d.; "...AVG.R/ Nel campo "SC"; legenda illeggibile RRC pp. 256 ss. (vedi fig. 3) Inv. 20787 DC 1999, US 60 Roma, 23/19 a.C.-14d.C. Asse, g. 11.18. d. cm. 2,5 D/ Illeggibile; RJ campo abraso; legenda ",..VS IIIVI- RA<AAFF>" RRC pp. 256 ss. Inv. 20788 DC 1999, US 60 Roma, 23/19 a.C.-14d.C. Asse, g. 10,75, d. cm. 2,7 D/ Testa deU'imperatore Augusto a d.; RJ "S<C>" nel campo; legenda illeggibile RRC pp. 256 ss. Inv. 20782 DC 1999, US 60 Roma, 7 a.C. Asse, g. 11,15, d. cm. 1,9 D/ Testa deU'imperatore Augusto a d.; "<CAESAR.AVGVST>PONT<MAX. TRI>BUNI<C. POT>; RJ Nel campo "SC"; "<M. MAECIL>IVS.TVL- LVS.III.VIR. A.A.A.<FF>" Mattingly 1976, 220 Inv. 20811 DC 2002, US 82 Bretti, 1/2 unita, 214-211 a.C. Ae, g. 3,75, d. cm. 1.65 D/ T. di Nike a s.; a s., spiga; a d. "N<IKA>"; RJ Zeus stante a d. fulminante con scettro nella d.: tra le gambe, astro; a d. cornucopia; a s. "BPETTinN"; circolo perlinato SNG CZII, 280 (215-203 a.C); HN, 1982 (vedi fig. 4) Inv. 20790 DC 1999, US 71 Brettii, 211-208 a.C. Ae, Doppia unita, g. 13,57, d. cm. 2,63 D/ Testa elmata e barbuta di Ares a s.; sim- bolo ill.; RJ Hera avanzante a d. con lancia e scudo; a d. in basso bucranio; a s. "BPETTIQN"; circolo perlinato SNG CZ H, 136 (215-203 a.C); HN, 1987 (vedi fig. 5) Inv. 100433 DC 1995, sopra l'US 6 Hipponion. seconda meta IV-inizio III sec. a.C. Ae, g. 2, d. cm. 1,4 D/ Testa di Apollo laureato a s.; RJ La dea Pandina stante frontale con il vollo a s., con attributo nella d. e scettro verticale nella s. SA'G CZ H, t. XLI (320-300 a.C); HN 2252 ss. Inv. 20813 DC 2002, saggio III, US 101 Locri, 300-268 a.C. Ae, g. 2,95. d. cm. 1,5 D/ Illeggibile; RJ Pegaso in volo a s. Pozzi Paolini 1977, n. 7° (III periodo); HN, 2384-2397 Inv. 20805 DC 2002, saggio I, US 4 Rhegion. 270-203 a.C. Ae, g. 5,85, cm. 2,05 D/ Testa di Artemide a d.; c tagliata dal conio la faretra dietro la spalla; circolo perlinato; R/ Lira; a s. e a d. tracce della legenda <"PH~ r|NQN"> Castrizio 1995, p. 145. tav. 1,11 (doppia unita; prima guerra punica); SNG CZ II, 670 (270- 203 a.C.); HN 2546 (260-215 a.C.) Inv. 20783 DC 1999, US 60 Rhegion, 270-203 a.C. Ae, g. 4,28. d. cm. 2.25 D/ Testa di Artemide a d. con faretra dietro la spalla; circolo perlinato R/ Asklepios (o Apollo) giovane stante frontale volto a s. con uccello sul braccio d. teso e s. sull'asta attorno a cui e avvolto serpente; non sono visibili simboli Castrizio 1995, p. 144, tav. I, 9 (doppia unita. al R/ sarebbe da identificare Apollo; serie della prima guerra punica); HN 2547 (260 circa-215 a.C.) Inv. 20791 DC 1999, US 72 Rhegion, 203-89 a.C. Trias, g. 4,01. d. cm. 1.8 D/ Teste affiancate dei Dioscuri a d. con pilco e Stella; circolo perlinato; R/ Demetra stante frontale volta a s. con asta nella s. e spighe nella d. Castrizio 1995, p. 155, tav. II, 14 (serie di II guerra punica. peso semionciale); SNG CZ II, 691-693 (203-89 a.C); HN 2557 (215-150 a.C.) Inv. 100432 DC 1995. USM4 Rhegion, 203-89 a.C Pentonkion, g. 5.55, d. cm. 1.9 D/ T. di Atena a s. con elmo atcniese; R/ Atena stante a s. con elmo corinzio cre- stato e lungo chitone; a d. in basso, scudo: nella d.. Nike con trofeo: lancia appoggia- ta alia spalla s.; sotto a s. "II", con sopra un fulmine vcrticale; circolo lineare; a d. "<PHrtNnN" Castrizio 1995, p. 155, tav. II, 8 (serie di II guerra punica, peso semionciale); HN 2554 (215-250 a.C.) Inv. 20807 DC 2002. US 82 Rhegion. 203-89 a.C. Pentonkion, g. 9,10, cm. 2,5 x 2,7 D/ Testa femminile gianiforme con polos: R/ Asklepios seduto su trono a s. con la d. sul bastone verticale; a s. "II" Castrizio 1995. p. 151. t. II. 5 (serie di II guerra punica, peso onciale); SNG CZ II. 685 (203-89 a.C); HN 2551 (215-150 a.C.) Inv. 20780 DC 1999, US 21 Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Pentonkion, g. 12,20; d. cm. 2,73 D/ Testa laureata di Ares a s.; circolo per- linato; R/ Cavaliere nudo stante con clamide e lunga asta nella s., tiene per la criniera un cavallo al passo a s.; a s. "IT": a d.; circolo lineare; trac- ce di legenda "<MAME>P<T[ NQN>" Sarstrom 1940, s. XI, gr. A; SNG Agrigen- to, 560; Inv. 20794 DC 1999, US 105 Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Pentonkion, g. 11,80: d. cm. 2,38 D/ Testa di Zeus laureato a d.: circolo per- linato; R/ Guerriero nudo all'attacco a d. con scu- do nella s. e asta orizzontale nella d.; a d. ,.n„ Sarstrom 1940, s. XVI, gr. A; SNG Agri- gento, 549 Inv. 100435 DC 1995, US 23 Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Trias, g. 6.5, d. cm.2,1 D/ T. di Apollo laureato a d., con capelli sciolti sulla nuca; circolo perlinato; R/ Nike centrale stante a s. ad ali aperte; in basso a s. tre aste: circolo perlinato Sarstrom 1940. s. XVIII, gr. B (200-35 a.C); SNG Agrigento, 568 Inv. 20781 DC 1999. US 21 Scyllaeum/Skylletion, IV-III sec. a.C. Ae, g. 3,55, d. cm. 1,61 D/ Illeggibile; RJ Mostro anguiforme a s. Castrizio 1995, pp. 101-106 (eta dionigia- na); SNG CZH, 731 (IV-III sec. a.C); HN 2565 (terzo quarto del IV sec. a.C?) Valentia, 192-89 a.C. Ae, Semis, g. 6.61. d. cm. 2 D/ Testa femminile a d. con stephane; cir- colo perlinato; R/ Doppia cornucopia; a s., resti della le- genda; nel campo a d. in alto astro e sotto "S" Taliercio Mensitieri 1989, gr. Ill Inv. 20804 DC 2002, US 0 Valentia, 192-89 a.C Ae, Semis, g. 6.15. d. cm. 1,98 D/ testa femminile a d.; R/ Doppia cornucopia; a d. "S" e al di sot- to cratere Taliercio Mensitieri 1989, gr. IX Inv. 20784 DC 1999, US 60 Illeggibile Ae, g. 13.65. d. cm. 3,1 Tondello dimezzato Inv. 20786 DC 1999. US 60 Illeggibile Ae, g. 10,73, d. cm. 2,75 Tondello dimezzato Inv. 100434 DC 1995, US 9 Illeggibile Ae, g. 9,3, d. cm. 2,6 Tondello dimezzato 6) Inv. 100436 DC 1995, US 25 Scavi archeologici di Solano, contrada Forche. lav. 20677 settore M 3, US 44 Roma. Post 170 a.C. Sextans, g. 3,16, d. cm. 1,85 D/ Testa di Mercurio a d.; R/ Prua di nave a d. RRC, pp. 74-75 Inv. 20675 settore M 3, US 44 sotto il crollo 18 Bretti, 211-203 a.C. Doppia unita, g. 11,10, d. cm. 2,55 D/ Testa di Ares a s.; circolo perlinato; R/ Hera avanzante a d. con lancia e scudo: nessun simbolo: circolo perlinato SNG CZII, pp. 32-40 (215-203 a.C); HN, pp. 160-161 (211-203 a.C.) Inv. 20682 US 44 lato est Valentia, 192-89 a.C. Semis, g. 0,72 D/ Testa femminile a d.; R/ doppia cornucopia; "<VALE>NTIA" Tondello spezzato e conservato solo per meta Taliercio Mensitieri 1989. passim Inv. 20679 US 44 Rhegion, 270-203 a.C. Ae, g. 3,65 D/Testa di Apollo d.; circolo perlinato; R/ Tripode; circolo perlinato Tondello danneggiato c spezzato Castrizio 1995, p. 145, tav. I, 10 (doppia unita; serie di prima guerru punica); SNG CZ II, 663-664 (270-203 a.C); HN, 2540 (280-260 a.C.) Inv. 20687 US 26, lato est di 11 Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Pentonkion, g. 6.89, d. cm.2.52 D/ Testa di Apollo laureato a d.; R/ Guerriero nudo stante a s. Sarstrom 1940. s. XIII, gr. A; SNG Agri- gento, 562 Inv. 20688 27/4/95, q. M3 lato sud, -1,96, q. 0 Mamertini di Messana, 220-200 a.C. Ae, Pentonkion, g. 2,34 (peso ribassatissi- mo) D/ Testa di Apollo laureato a d.; R/ Guerriero nudo stante a s. Tondello danneggiato ai bordi e spezzato Sarstrom 1940, s. XIII, gr. A; SNG Agri- gento, 562 Inv. 20818 US 32 Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Pentonkion, g. 8,46; cm. 2,4 D/ Testa di Zeus laureato a d.; R/ Guerriero nudo alKattacco a d. con scu- do nella s. e asta orizzontale nella d.; a d. "IT" Cattivo stato di conservazione Sarstrom 1940, s. XVI, gr. A; SNG Agri- gento, 549 Inv. 20676 settore M 2, US 15 Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Ac, Pentonkion, g. 4.86, d. cm. 3 DI Testa di Zeus laureato a d.; circolo per- linato; R/ Guerriero avanzante verso d. con lancia in resta orizzontale, scudo ed elmo cresta- to: a d. in basso, "II"; a s. "MAMEP- TINQN"; circolo perlinato Tondello spezzato in due punti Sarstrom 1940, s.XXII, gr. A; SNG Agri- gento, 565-567 (vedi fig. 7) Inv. 20678 US 44 lato est Mamertini di Messana, 210-200 a.C. Pentonkion, g. 4,10 DI Testa di Zeus laureato a d.: circolo per- linato: R/ Guerriero avanzante verso d. con lancia in resta orizzontale, scudo ed elmo cresta- to; a d. in basso,"!!"; circolo perlinato Tondello tnolto danneggiato sui bordi e spezzato Sarstrom 1940, serie XVI, gr. A; SNG Agrigento, 565-567 Inv. 20685 US 26 a ridosso di US 11 Mamertini di Messana, 220-200 a.C. Ae, Pentonkion, g. 3,33 DI Testa di Zeus barbato a d.; R/ Guerriero avanzante verso d. con lancia in resta orizzontale, scudo ed elmo cresta- to Tondello danneggiato sui bordi Sarstrom 1940, serie XVI, gr. A; SNG Agrigento, 565-567 Inv. 20860 US 5 a ridosso di US 45 Siracusa; 275-263 a.C. Hemilitra; g. 2,60; cm. 1,82 x 1,4 DI Testa di Persefone coronata di spighe a d.; R/ Toro cozzante as.; in alto, clava Tondello di forma globulare perche taglia- to su due lati Caltabiano-Carroccio-Oteri 1993. pp. 195- 279; SNG Agrigento. 806 Inv. 20684 settore Ml, US 15 a ridosso di 22 Siracusa, 217/215-214 a.C. Trias, g. 2,22, d. cm. 1,5 x 1,68 DI llleggibile; Rl Tridente tra due delfini Tondello danneggiato lungo i bordi Caltabiano-Carroccio-Oteri 1993. pp. 195- 279; SNG Agrigento 1999, tav. 28, 83 ss. Inv. 20674 ad est di US 44 llleggibile Ae, g. 1.87 Tondello spezzato in tre pezzi Scavi archeologici di Oppido Mamerti- na, loc. Palazzo Inv. 20814 Loc. Palazzo, sporadica Bretti, 213-203 a.C. Unita, g. 9,45; cm. 2.4 DI Testa di Zeus laureato a d.: senza sim- bolo; circolo perlinato; 8. La monela e dispersa. Ringrazio il dr. Massimo Brizzi. che me ne ha dato noli- zia, e il dr. Federico Barcllo chc ne ave- va fatto la scheda di calalogo. R/ Aquila su fulmine a s„ circolo perlina- to; "BPET/TION"; senza simbolo SNG CZII, 181 (215-203 a.C); HN, 2010 (vedi fig. 8) S.N. 8 Loc. Palazzo, US 103, amb. 8elta. ang. NE Brettii, 215-203 a.C. Unita, g. 7,84, d. cm. 2,5 D/ Tesla di Zeus laureato a d.; senza sim- bolo; circolo perlinato: R/ Guerriero nudo, elmato, incedente a d., regge con la s. lo scudo e con la d. una lancia. Davanti, sim- bolo non identificabile. "BPE/TTIflN" SNG Milano, IV, 2, p. 32 nn. 103-115 (205-203 a. C.) Scavi archeologici di Castellace, Torre Cillea Inv. 20816 Torre Cillea, US 12 Rhegion, 494/3 - 487/6 a.C. Dracma, g. 3,55, d. cm. 1.5 D/ Testa di leone frontale R/ Illeggibile Caccamo Caltabiano 1993. serie 1 A 104
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