L'offerta di monete nelle acque in età romana e tardoantica: alcune riflessioni morePublished in "Acque per l'utilitas, per la salubritas, per l'amoenitas", a cura di M. V. ANTICO GALLINA, Milano 2004 (Itinera 4-5), pp. 273-298 |
143 views |
I PERCORSI DELL'UOMO DALL'ANTICHITA AD OGGI
4-5
ACQUE
PER L'UTILITAS,
PER LA SALUB RITAS,
PER L'AMOENITAS
a cur a di
Mariavittoria Antico Gallina
centro STUD1 beni culturali e ambientali
Progetto scientifico di Mariavittoria Antico Gallina
Redazione del Centro Studi Beni Culturali e Ambientali, Milano
Pubblicazione realizzata con il contributo
della Camera di Commercio di Milano
e deH'Universita Cattolica del Sacro Cuore di Milano per la ricerca scientifica
© Centro Studi Beni Culturali e Ambientali, Milano
2004, Edizioni Et
Corso Indipendenza 12
20129 Milano
Fax 02.70100137
e-mail: edizioni.et@raslwebnet.it
ISBN 88-86752-24-5
In copertina; Fontana a doppio palco. Affresco nella cappella della Vergine della
chiesa di San Michele a Pavia (Giovan Francesco Romani, 1608)
C.RAZIA FACCHINETTI
L OFFERTA DI MONETE NELLE ACQUE IN ETA ROMANA
ETARDOANTICA: ALCUNE RIFLESSIONI*
La sacralita delle acqi ie
Alia base del culto delle acque e indubbiamente 1'importanza che questo ele-
mento. fonte di vita, ha sempre rivestito per gli uomini e gli insediamenti. condizio-
nandoli fortemente con la sua mancanza o la sua eccessiva abbondanza. C'ontro
questi casi. cstremi ma ugualmente nocivi, I'uomo ha ritenulo opportune) protcg-
gersi tramite pratiehe magiche e devozionali, rivolgendo le proprie preghiere diret-
tamentc alle sorgenti,ai fiumi e agli specchi d'acqua. luoghi sacri perche il continuo
rinnovarsi dell'acqua si configura come una ripetizione della ierofania che suscita nuova
sacralita'".
Inizialmente.neirOccidente pre- e protostorico, le divinita legate all'acqua crano
intese come forze natural] astratte, ma nclla religione greco-romana hanno subito una
personilicazione nell'ambito di una piu generale antropomorfizzazione del divino
immanente alle cose e agli esseri viventi.
La vasta popolarita goduta dal culto delle acque in eta romana e attestata nel IV-
V secolo d.C. da Servio (Aen. VII, 83) che afferma: Nulhtsfons non sneer.
Seneca ribadisce tale grande diffusione e collega la condizione sacrale ad acque
che si distinguono per carailci istiche di eccezionalita''.
Plinio il vecchio (tun. XXXI, 2, 4) ,;' evidenzia, inoltre. le virtu medicinal] delle
* II presente lavoro deriva dalla mia Tesi di Specializzazione in Archcologia discussa prcsso
l'Universita Cattolica del S. Cuore di Milano nell'a.a. 2000-2001. relatore prof. C. Perassi
(Fac (hineiti 2000-2001 ).
(1) schauer 1981, pp. 403-404. Sul culto delle acque in eta pre- e protostorica si vedano, ad
esempio: Maringer 1974: Hansen 1997 (per il culto del fiumi): L6pez Cuevillas 1955 (per la
Penisola iberica e la Gallia). Lacort.Galeano,Cano 1997. p. 146;Blazquez,Gelaberi 1997
(Penisola iberica); aebischer 1932; Acque, gtotte, dei;Torbrugge 1972: POGGIANl Keller
1979; Lavrsen 1982; Bergonzi L989-1990; FRONT1N1 2001 (Italia); stjernquist 1987
(Scandinavia).
(2) Sen. epist IV. 41. 3: Magnorum fluminum capita veneramur; subita ex abdito vasti amnis
eruptio aras habet; coluntur aquarian catentium Ionics, et stagna quaedam vel opacitas vel immensa
ultitudo sacravit. La sacralita della sola sorgente dei fiumi attestata da questo brano sembra
trovare conferma nclla descrizionc pliniana delle fonti del Clitumno (jPlin. epist VI11.8). Plinio.
infatti. afferma che la zona sacra e limiiata alia fonte e al primissimo tratto del corso del Bume
fino al ponte che lo varca e costituisce il segnale fisico della fine dell'area santuariale (epist. VIII.
8.6: is (pons) terminus sacri profanique).
(3) Auxilia morborum profttentes et e curictis animalibus kominum teaman causa erumpentes, augent
nuinenun dcoruin nominibus variis urbesque condunt. sicut Putcolos in Campania, Static/las in
273
acque. la loro utilita per la vita umana, il Ioro Iegame con la nascita e lo sviluppo delle
citta'4'e la grande varieta degli dei che a vario titolo sono ad esse legati, attestata anche
dalle fonti epigrafiche<S).
La constatazione empirica dell'utilita di alcune acque nella cura delle malattie ha
introdotto nel culto anche aspctti salutari. Le fonti scritte. infatti, attestano Fap-
prez/amento della idroterapia e della crenoterapia in eta greca e romana"" tanto
che i medici tentarono di distinguere le qualita delle varie acque in base alle carat-
tei istiche organolettiche e di stabilire dei collegamenli fra queste e la cura di parti-
colari affezioni1'1. II frequente rinvenimento di strumenti medici all'interno dei san-
tuari delle acque18' evidenzia. inoltre, come fosse stretto il legame fra acqua e cure
tnediche .
Nelle credenze popolari. invece, le acque erano in grado di guarire le malattie
semplicementc a motivo della presenza al loro interno di divinita1"". Le tracce di
culto presso sorgenti che non presentano alcuna virtu, a parte Pessere potabili"".sono.
Liguria, Sextias in Narbonensi provincia.
(4) Ausonio (Ordo urhium nobilium, XX, vv. 20-34). descrivendo la fonte sacra della citta di
Bordeaux, la chiama urhis genius (v. 32).
(5) Si vedano ad esempio: Bonnard 1908. pp. 156-158; BOURGEOIS 1991. pp. 21-54; Dit / DE
Velasco 1998. pp. 53-129; Sartori 2000; Valvo c.s.
(6) Ad esempio: I l&T.epist I. 15; Vitr.VIII,3,4; Cels. De Med. 1,1-3: II. 17: III. 12.20.22: IV 12,
7: IV 15.31: V 26-28; VI. 6: VII. 26: Plin. nat XXXI, 32,60. Le pratiehe balneari erano conside-
rate uno dei piaceri della vita: Dunbabin 1989. Bagni erano prescritti dai medici greci: Jouanna
1994:Vii i ard 1994: Boi'don 1994:e le acque avevano un ruolo importante nei santuari medi-
cinali nel mondo greco: AUPERT 1994: Lambrinoudakis 1994: Ginouves 1994. In particolare,
le acque calde risultano essere state frequentemente impiegale in cure medicinali: Dvorjetski
1997.
(7) Secondo Plinio le acque sono utili nella cura di numerose malattie gra/ie ai minerali che con-
tengono e port a no giovamento sia immergendosi in esse die respirandone i vapori (nat. XXXI.
2.4-5). Plinio stcsso lornisce una lunga elencazione di sorgenti. specificandone le qualita tera-
peutiche:nat XXXI.3,6;4-8: 14.17. A proposito delle sorgenti calde effettua inoltre una distin-
/ione sulla base delle proprieta chimico-fisico che le rende atte a produrre giovamento per
diverse malattie: P\ia.nat XXXI.32,59. Anche altri autori ribadiscono I'utilita delle acque nelle
cura di molteplici affezioni: Sen. nat. Ill, 1,2 - 2.1: Cels. II, 17 e IV 5; Gal. Meth. med. XIII. 22:
Aecio De Balneis; Antilo in Oribas X. 3. Cassiodoro (van II, 39) ed Ennodio (CCXXIV epist.
5,8) esaltano le virtu salutari del FonsAponi (Montegrotto-AbanoTerme). le eui acque erano
considerate utili in particolare nella cura delPobesita e dei problemi di stomaco grazie alia loro
alta temperatura.che consentiva di effettuare bagni di vapore.e alia presenza di zolfo e sali mine-
rali.
(8) Cfr. BOtJRGEOIS 1991. p. 249 a proposito degli strumenti da oculista. Per i numerosi strumenti
medici rinvenuti ad Aquae llelveticae (Baden. Svizzera): UNZ 1971: Ki n/i 1986: Dvorjetski
1997. p. 469.
(9) ( i6 e. poi. parlicolarmente evidente nei santuari dedicati ad Asclepio/Esculapio nei quali le
indagini archeologiche hanno rivelato la notevole attenzione profusa nella realizzazione degli
impianti idraulici: Argoud 1987; Coarelli 1987, pp. 23-33: Bol don 1994: Ginouves 1994:
Lambrinoi!dakis 1994.
(10) Diez de Velasco 1985. pp. 69-70: Diez de Velasc o 1992. p. 145: Lac ort, Galeano. Cano
1997, p. 146.
(11 ) Si vedano, ad esempio. i casi della Fontaine des Mersans ad Argentomagus, della Fonte di
Glanum 0 del Santuario delle Acque a Nimes in Francia: BOURGEOIS 1991. pp. 141 e 251-253;
pci hi situazione in Italia: Facchinttti 2003. pp. 29-30.
274
in parte, da ricondurre ad una concezione fideistica, in cui l'immersione nell'acqua
del la sorgente o la sua ingestione era il mezzo per consentire Pintervento risanatore
del dio.
La credenza che le sorgenti fossero dimore degli dei influi, inoltre. sulla realizza-
zione di quadri monumentali, portando ad alterare in minima parte le sorgenti11'' e
a rispettare, ad esempio, la forma naturale dei bacini di raccolta delle lonti "'.
L'offerta di monete nelle acque: nascita e diffusione del rito
Una delle piu evidenti manifestazioni del cullo delle acque consiste nella deposi-
zione di oggetti nelle sorgenti e negli specchi d'acqua. In eta romana queste offerte
potevano essere di vario tipo,Ul. Sono stati rinvenuti, infatti, ex-voto in legno, pietra,
metallo e terracotta, appositamente realizzati per essere donali agli dei oppure rifun-
/ionalizzati in vista di questo uso secondario, come nel caso delle monete.
L'uso di offrire csemplari monetali agli dei.attestato da numerose fonti letterai ie
e da altrettanto numerosi rinvenimenti archeologici""\sembra essere stato estrema-
mente diffuso in eta romana e aver sostituito. almeno in parte, I'offerta di altri generi
di volivi. La deposizione di monete nelle acque come dono per gli dei va.dunque, inqua-
drata in un piu generale rituale in cui la moneta,come ha sotlolineato il Desniei . c
il mezzo per lo scioglimento di un contratto vincolante tra 1'uomo e la divinita.
II rito deH'offerta monetale nelle acque pare essere testimoniato in un numero con-
(12) DlEZ m Velasco 1998, p. 7.
(13) Si vedano i casi di Glanum: Roi.land 1958. pp. 89-98; Bourgeois 1992, pp. 224-231: e del
Santuario delle Aeque di Nimes: Bourgeois 1992. pp. 231 -247.
(14) In Gallia e attestata I'offerta di ex-voto anatomici in ceramiea, metallo d legno, (amine con
raffigurazioni di occhi per lo piu di bronzo ma anche in argento e oro. statuettefittili. statue di
varie dimensioni in pietra o legno, oggetti metallici vari (martelli, ami. ruote. ...). matrici, vasi
ceramici: Bourgeois 1991. pp. 113-185; Vertei 1992. Nella Pcnisola iberica sono stati rinvenuti
in piu casi oggetti in ceramiea oltre a pochi votivi metallici: DlEZ de Velasco 1998. pp. 134-135.
In Italia sono attestati votivi fittili e bronzei (I a m i n e.statuette), armi, vasi in ceramiea (talvolta
minialuristici) e metallo (anche pregiato) e oggetti di ornamenlo personate: FACCHINl m 2003
(Appendice).
(15) Ad es.:Liv.II.5. 12. 14; XXVII, 37,9; Cio. leg, II.9.21: 16.40; Lukian. Plulons. 20;Varro Men
12,26.
(16) Per I'ltalia settentrionale si veda. ad esempio. quanto scrive Gorini 1994. con particolare
rii'ei imento ai santuari atestini di Reithia e dei Dioscuri. Una stipe, databile al III secolo a.C.,
e stata rinvenuta a Roma sul Campidoglio: Serafini 1943-1945. L'offerta monetale era nota anche
presso i Celti Cisalpini: Pi ana Agostinetti 1989-1990. Ricordo. inoltre. le iscrizione incise su
due assi. Sul primo.segnalato da Babelon (1901. vol. I,coll. 670-680) senza alcuna informazione
sul contesto di provenienza. si legge il graffito FORTVNAI STIPE: Fabretti 1872. p. 169. Su
un asse biunciale rinvenuto in un thesaurum nelle campagne di Castelvecchio Subequo (L'Aquila)
e. invece. impressa al R/ la scritla DIOVIS / STIPE: Pansa 1906. A titolo di curiosita segnalo
che nel 1937 a Glanum e stato rinvenuto un pilastro in forma di altare che reca due iscn/ioni
epigrafiche. In quella piu antica. datata dubitativamente al I secolo d.C un legionario conge-
dato (missicius) dedica un aureo (aureum) a Marte ponendolo su un altare all'ingresso del
tempio. Quasi al centro del testo e una piccola cavita rettangolare in cui la moneta avrebbe
potato essere fissata: Lantii r 1947. p. 225: Rolland 1944. p. 174. n. 14/2.
(17) Di SMi r 1987.
275
siderevole di siti distribuiti in tutto il bacino del Mcditerraneo. La grande diffusione
delPofferta monetale nelle acque ha, percio. suggerito Topportunita di porre alcune
limitazioni di ordine tipologico e geogralico. L'attenzione e stata, infatti. concentrata
suite monete rinvenute nelle acque di sorgenti. fontane e piccoli specchi d'acqua,
trascurando. pertanto. le attestazioni di rinvenimenti monetali in santuari generica-
mente legati alTacqua o a culti salutari che ne potevano prevedere I'uso oppure in
prossimita dei guadi fluviali. Per quanto concerne l'area geografica considerata,si e
scelto di affrontare l'esame dei casi documentati in Italia, nella Penisola iberica e in
Gallia pur tenendone presenti altri che potessero offrire ulterior] elementi per la
comprensione del fenomeno a motivo della loro eccezionalita, sia a livello di quan-
tita che di qualita della documentazione.
L'analisi delle attestazioni di offerte monetali nelle acque della Penisola italiana"*1
ha suggerito di porre Torigine del rito nel VI-V a.C. secolo in ambiente etrusco-ita-
lico, pur se non sono da escludere influenze dal mondo greco e magno greco"" (Fig,
I). La diffusione di questo rituale nel restante territorio italiano e nelle regioni sog-
gette al controllo di Roma appare conseguente ai contatti con il mondo romano, per
non dire alia romanizzazione. come suggeriscono, in Italia, i depositi volivi di Bagno
di Romagna 'JUI e di S. Pietro Montagnon ,:|) dove le monete piu antiche sono data-
bili alia fase in cui il processo di acculturazione in senso romano volge a compi-
mento. Una situazione analoga pare rilevabile anche ad Altino. dove la deposizione
di monete nel pozzo sacro del santuario di localita "Fornace" non sembra essere
anteriore all'eta augustea'-'. Un legame con il processo di romanizzazione emerge,
inoltre. dall'analisi delle attestazioni nella Penisola iberica e in Gallia. Nella Penisola
iberica, infatti, le piu antiche monete offerte nelle acque sono databili al II secolo a.C ' ".
Esse forniscono, pero, solo un terminus post quern per I'inizio del rito di offerta mone-
tale dal momcnto che la loro circolazione pote essere di lunga durata e non consen-
tono di precisare meglio il momento di inizio di questa pratica votiva nella regione1".
La mancanza di dati archeologici relativi al contesto in cui sono stati effettuati i rin-
(18) Per una piu deltagliata trattazione si vedano: FacchinetT! 2000-2001;FaCCHINBTTJ 2003.
(19) Secondo Gorini (1994. pp. 82-83) "il rituale della offerta monetale viene dal mondo italico
e forse dal mondo magnogreco".
(20) 11 deposito votivo, comprendente monete e una statuetta bronzea di offerente (II d.C.) e
datato Era la fine del II secolo a.C. e la mcta del V secolo d.C: Bermond Montanari. Susini
1961; ()rxain 1992. pp. 323-334.
(21) II depositocontiene,oltre a materiali venetici databili a partire daUa seconda meta deU'VIII
secolo a.C, monete emesse fra la seconda meta del II secolo a.C. e la fine IV secolo d.C:
Redditi. Gorini 1992.
(22) Tirelli, Cipriano 2001. pp. 43-44.
(23) (laldas de Vizela: un denario di Bolskan databile fra il 133 e il 72 a.C. (Abad VarELA 1992.
p. 156);Caldes de Malavella (Puig de Sant Grau):due assi emporitani del II secolo a.C. (Serra
Rai ols 1941, p. 314). Hanno resiiiuiio monete tardoiepubblic;ine anche le sorgenti di: Banos
de Montemayor (Abad Varela 1992, pp. 162; Abad Vari i a 1994. p. 636). Font de N'Horta
(Abad varela 1992. pp. 150-152) e Panticosa (Abad Varlla 1992, p. 147).
(24) In tinea generale non e, infatti. possibile determinare sulla base del solo dato numismatico
il momento in cui ogni esemplare e stato sottratto alia circolazione per essere offerlo alle divi-
nita delle acque. Nel caso specifico della Penisola iberica il numero esiguo dei nominal] piu
antichi sembrerebbe suggerire che si tratti di esemplari residuali aU'interno di una massa cir-
276
venimenti, casuali e risalenti per lo piu al XIX o agli inizi del XX secolo. di depositi
votivi comprendenti monete inficia, poi, la possibility di effettuare migliori precisa-
zioni di ordine cronologico. L'uso di offrire monete dovette,comunque,consolidarsi
con Teta imperials come rivela il maggior numero di attestazioni archeologiche data-
bili in questo periodo"5'. In Gallia Finizio di questa ritualita pare, invece, da collocare
intorno alia meta del I secolo a.C.12"1. Le carte di distribuzione dei siti che hanno
restitutio le monete piu antiche evidenzia come questi si collochino lungo le coste del
Medilerraneo o lungo assi fluviali che hanno costituito i canali preferenziali per la
penetrazione roniiina(%. 2-3). In particolare m < laMia I cvidcnie il rUOlO SVOltO dal-
Passe del Rodano. di cui e nota I'importanza come tragitto commerciale e linea di pene-
trazione per la difi'usione di modi di vita e di culto.
La scarsita numerica della maggior parte dei rinvenimenti, la loro casualita e la man-
canza di dati archeologici precisi impediscono di valutare lo sviluppo della fori una
di questo rituale nel corso dell'eta imperials se non nelle sue linee general!. Solo la
sua ampia difi'usione e la presenza di attestazioni ancora in eta tardo-antica, nonche
alcuni rinvenimenti eccezionali per la quantita di esemplari monetali rinvenuti, come
quelli di Bath,:7' e Carrawborough ^'. consentono di intuire la grande popolarita di
questo rito di offerta nelFoccidente del Mediterraneo in eta imperiale.
La raccolta dei dati disponibili in bibliografia ha,infatti,consentito Pindividuazione
di 12 siti in Italia, 19 nella Penisola iberica e 24 in Gallia in cui il rito di offerta mone-
tale nelle acque c sicuramente attestato durante Tela imperiale' "". Almeno per la Gallia
ritengo. pero.che pressoche tutte le attestazioni archeologiche di cui si ha notizia (42
colante di diversa qualita.
(25) Gia in eta augustea e giulio-claudia si registrano 12 casi di offerta monetale, ovvero il
doppio di quelli relativi al periodo precedcnte.
(26) Amelie-les-Bains: generica segnalazione di monete galliche (Henry 1847): Bourbonne-
les-Bains: 1 moneta d'argento di Filippodi Macedonia, monele rOmane repubblicane (gsenier
I960, p. 449): Chamalieres: sei monete galliche databili nella seconda meta del I secolo a.C.
(Vatin 1969. p. 327: POURSAT 1973, p. 439; Bourgeois 1991, pp. 134-136; Bourgeois 1992. pp.
17-19); Genainville: generica segnalazione di monete galliche (Fleury 1972. pp. 309-312;
BOUROI ois 1992. pp. 183-185);Glanuni:monete di bronzodi Marsiglia databili al I secolo a.C
(Km i and L954,p.450;Rolland 1958,p.97);Saint-Amand-Ies-eaux: monete tardorepubblicane
emesse da Genre (Bourgeois 1991, p. 138). Bourgeois (1991,p.215) sottolinea come le stesse
prime attestazioni di vero e proprio culto delle acque in Gallia non paiano anleriori alia roma-
nizzazione.confermando quanto gia supposto dal Bi.anchet (1904) che aveva collegato le ori-
gini dell'offerta di monete alia penetrazione culturale romana.
(27) Nella fonte sacra a Minerva-Sulis sono stale rinvenute 12.615 monete databili fra il I secolo
a»C'. e la fine del III secolo d.C: cunliffe et ul. 1985.
(28) Nel pozzo dedicato a Covenlina erano ollre 16.000 monete databili fra il secondo quarto
del II e il IV secolo d.C: Allason-Jones. McKay 1985.
(29) Di molti dei siti sehedati non si hanno informazioni in merito alia quantita e alia datazione
delle monete rinvenute. II numero complessivo delle attestazioni di cui si e reperita notizia.
comprese Le stipi con sole monete repubblicane e quelle per cui non sono note indicazioni in merito
alia datazione degli esemplari monetali rinvenuti, e: 16 in Italia. 23 nella Penisola iberica,42 in
Gallia. Si noti che i quattro depositi votivi italiani che non comprendono monete imperiali
hanno moment] finali in eta repubblicana: FACCHINETTI 2003, pp. 21, 23-25.41,43; ai siti qui
citati (Casalvieri. Monte I alterona.Civita Castellana-/v//c/7/ Vetcres) va aggiunto Servirola di S.
Polo d'Enza (RE) dove il deposito votivo risulta essere stato collocato in un pozzo. al momento
277
casi) siano da riferire a questo periodo dato che il rito di offerta monetale. che come
sopra ricordato non e attestato prima della meta del I secolo a.C, trova allora la sua
massima difi'usione.
Signii'icaliva mi sembra la grande popolarita raggiunta nella Penisola iberica e
piu ancora in Gallia, regioni in cui, forse, la religione celtica di substrato deve aver
favorito la diffusione dei culti delle acque e le relative pratiche di offerta. Cio sembra
particolarmente evidente nella Penisola iberica dove sono attestati culti e offerte
rivolti allc acque nel periodo preromano' Le prime offerte monetali si verificano,
pero.solo a seguito della conquista romana e le attestazioni piu antiche si collocano
significativamente nelle aree di piu precoce romanizzazione, in particolar modo nella
Hispahia Citeriof®**.
La maggior quantita di attestazioni del rito fuori dalFItalia potrebbe essere da
imputare alia scarsa attenzione rivolta a questo tipo di rinvenimenti nel nostro paese.
Se pero successive indagini confermeranno questo dato si potrebbe ipoliz/.arc una
piu capillare dispersione dei luoghi di culto sul territorio iberico e gallico, forse giu-
stificabile sulla base delle caratteristiche delle religioni di substrato.
TiPOLOGIA DELLE MONETE OFFERTE NELLE ACQUE
L*analisi delle monete rinvenute evidenzia l'assoluta preponderanza deH'offerta
di monete di bronzo rispetto a quelle d'argento e d'oro. Un quantitative significativo
di nominali in argento sembra essere stato rinvenuto solo a Bourbonne-les-Bains, dove
pare che la stipe ne comprendesse ben 265'"Nominali aurei sono stati offerti a
Bagnio di Roinagna'^. in Italia, e a Caldes de Montbuy(,J|, nella Penisola iberica. In
Gallia, monete d'oro sono state rinvenute a Bourbonne-les-Bains. Bully-sur-rArbresle,
Fumades"'1 c forse a Chamalieres, dove, perdj'appartcnenza dell'aureo al deposito
votivo e dubbia'Sni.
La scarsa incidenza percentuale delle offerte di monete in metalli pregiati trova
riscontro anche nelle stipi di Bath e Procolitia, in Gran Brelagna. che risullano essere
campioni particolarmente significalivi per la grande quantita di monete rivenute.
della sua chiusura, nel corso della seconda meta del V secolo d.C: Miari 2000, pp. 86-87,101-
106;Macellari 2002.
(30) Bi AZQUI GARCIA (ill ABERT 1997.
(31) Nella Hispanta C 'iterior si trovano i siti di Caldes de Malavella (Puig de Sant Grau: Serra
RAFOL51941, p. 314). Caldes de Montbuy (Abad Varela 1992, pp. 149-150) e Font de N'Horta
(Abad varela 1992. pp. 150-152). Per i restanti rinvenimenti di monete di I-II secolo si veda
alia nota 23.
(32) bonnard 1908. p. 255. In Grenier (1960. p. 449) i nominali d*argento sono calcolati in
circa 300. Alt re monete d'argento sono state rinvenute. in Italia, a Bagno di Romagna. Casalvieri.
Pertosa. San Pietro Montagnon (FAC01INETI1 2(X)3, p. 21). nella Penisola iberica. a Caldas de Vizcla
i Abad Vari i \ 1992, p. L56) e. in Gallia, ad Ar^cnioniagus (Allain, Fauduet, Dupodx 1987-
1988), Chamalieres (Vatin 1969. pp. 324.327-329) e forse Fumades (Bonnard 1908. p. 256).
(33) Bhrmono Montanari.Susini 1961. p. 245; Ortali.i 1992, p. 326.
(34) Abad Varela 1992, pp. 149-150.
(35) Bourbonne-les-Bains: Bonnard 1908, p. 255: Bully-sur-l'Arbresle: Bonnard 1908. p. 256:
Fumades: Bonnard 1908. p. 256.
(36) Vatin 1969, pp. 327-329.
278
Delle 12.615 monete rinvenute nel primo deposito i nominali in argenlo sono solo
266 (2,1 %) e quelli in oro 4 (0,03 %). A Procolitia, rispetto ai circa 16.000 esemplari
recuperati, le monete in argento sono 184(1,15 %)equelle in oro 4 (0,025 %).Anche
lanalisi di questi casi.quindi. evidenzia una nettissima preferenza per I'utilizzo di nomi-
nali enej da offrire in questo tipo di rito.
Le tonti archeologiche paiono,quindi,in perfetto accordo con quanto emerge dal-
I'esame di quelle letterarie latine'37' dove le monete offerte nelle acque sono sempre
indicate con la parola Stips, termine che fa rilerimento a nominali di basso valore eco-
Qomico
La ragione di questa preferenza e forse da ricercare nel fatto che le forme pre-
monetali. aes rude ed aes signatimi. rinvenute nei depositi volivi italiani di area
etrusca, erano in bronzo. Di questo metallo erano anche le prime monete romane,
cioe l'aes grave, e la moneta per eccellenza. Passe. Nonostante I'introduzione di
monete d argento e d oro a partire dal IV-I1I secolo a.G, la persistenza dell'uso di
nominali enei per fare offerte agli dei potrebbe,quindi,essere interpretata come una
forma di conservatorismo religioso che porta a favorire il primo metallo a cui era slato
assegnata la funzione di unita-riserva di valore. E, poi, da tenere presente la possi-
bility che al momento della scelta del nominale da offrire prevalessero motiva/ioni
di earattere simbolico che portavano a irascurare il valore intrinseco della moneta.
QUALI ACQUE E QUA LI DEI
Dall" esame degli 81 contesti archeologici in Italia, Penisola iberica e Gallia per i
quali sono stale reperite informazioni relative al rinvenimento di monete deposte nelle
acque. si evidenzia la possibility di prestare culto alle acque termali o mincrali ma anche
a sorgenti che non presentano qualita particolari o in strutture artificial] (fontane e
bacini) (tab. 1).
Sorgerite Sdrgente Sorgente Strutture Non
termale minerale ponihile artificial: determinate
Italia 3 2 5 3 3
Penisola if writ a 21 1 1
Gallia 9 7 17 7 2
Totale 33 10 22 10 6
Tab. L. Quali acque
(37) Suet. Aug. 57.1: Sen. nat. IV a 2. 7: Plin. epist. VIII, 8. 1-2. Per un breve commento dei sin-
goli brani si veda: facchinettj 2003. pp. 15-17.
(38) L'esame dei passi in cui la parola appare e le esplicite lestimonianze di I'esto (379.3).
Varrone (/. /. V. 182) e di un passo del Digesto (50,16,27) suggeriscono che con tale termine si
faccia rilerimento a monetine di poco valore. Stips indica, poi, specificamente la moneta offerta
agli dei (Cie. leg. 29,22; Ov. Pom. 1.1.41-42): Desnier 1987 e Facchineiti 2003, pp. 16-17 e p.
279
Nella Penisola iberica le attestazioni di offerte monetali sono pressoche esclusi-
vamente collegate con sorgenti termalilW|, mcntre in Italia e in Gallia si riscontra
una maggiore varieta di situa/.ioni. con una notevole percentuale di casi in cui le
monete. in entrambe le regioni. sono state deposte in semplici sorgenti di acque pota-
bili o in strutture completamenle artificiali.
Per cio che riguarda i contesti monumentali in cui si inquadra l'offerta monetale.
sono noti casi di santuari delle acque come quello di Nimes.di terme come a Caldes
de Malavella (Puig de Sant Grau) e forse a Caldes de Montbuy'e di fonti prive di
qualsiasi apparato monumentale come nel caso di Chamaliere'4" (tab. 2).
Santuario Lttogo di culto "naturale" Impianto terinak' Altro Non determinata
Italia 8 4 4 2 2
Penisola iberica 14 9
Gallia 11 1 9 3 18
Totale 19 5 23 5 29
Tab. 2. Contesto monumentale
La tabella 2 evidenzia come nella Penisola iberica le sorgenti in cui erano offerte
monete fossero molto spesso prossime ad impianti termali mentre non vengono mai
segnalati complessi santuariali nelle vicinanze dei rinvenimenti. In Gallia, invece,
risultano numerosi i complessi santuariali. con una pluralita di soluzioni architetto-
niche volte a sottolineare l'importanza del culto delle acque"121. In Italia, infine, in
quattro casi si ha la compresen/.a di un'area sacra con un'altra a destinazione termale : .
Per quanto riguarda le divinita. Panalisi delle attestazioni epigrafiche che offrono
indicazioni in merito ai culti prestati presso le sorgenti suggerisce che l'offerta di
monete fosse destinata a dei dalle caratteristiche differenti (salutari,ctoni, topici,...),
specificamente legati o non alle acque (tab. 3).
(39) Si constats, inoltre. che nella maggioranza dei casi si tratta di sorgenti sulfuree (Abad
Varela 1992. pp. 177-178), molto apprezzate per le loro qualita terapeutichc (Molto 1992. p.
192).
(40) Caldes de Malavella: Serra RaFOLS 1941, p. 314; Abad Varela 1992. p. 148. ( aides de
Montbuy: Abad Varela 1992, pp. 149-150. In questi casi si tratta sempre M impianti che sfrut-
taUO sDi genli termali o. al limile. mincrali.
(41) Poursat 1973, pp. 439-444; Bourgeois 1991. pp. 134-136: bourgeois 1992. pp. 17-19. A
dispctto della poverta degli apprestamenti cultuali nei bacini di raccolta della Source des Roches
a Chamaliere sono slati rinvenuti numerosi frammenti di votivi ceramici e oltre 3000 ex-voto
in legno, segno di una intensa I'requentazione del luogo di culto.
(42) Bourgeois 1992, in particolare pp. 139-278.
(43) Bagno di Romagna. Casalvieri, San Pietro Monlagnon e Vicarello: I \< < him i n 2003. pp.
40-41:45-47.
280
Itpologia aivinita Nome Italia reiusi 'la ... Cjiillta / ttlith'
divinita iberico
A points i
Aquae Eleteses 1
Aquae sacrae 1
Divinita delle accjiic C lltliltJIIIIK V_ lllHIrtlltt.i I 22
F~ons 1 1 ?
N tmitliac ( ajnircitses ]
Ninlc 2 g o i .*
Sequana i
Apollo 1 2 2
Apollo Maponos i
Divinila "guaritrici" Esculapio i 1
Ercole 1 i i
solus z
Vuleiitdo 1
D tSormanwii^ 1
Borvo 1 + 1 ?
Catuiix 1
Glan 1
Divinita di suhstrato lcovcllanua 1 10
Nemausus 1
Segeta 1
Sirona i
Ura i
Divinita ctonie i 1 l
Anna 1 erenna i i
Diana 1
Giovc i 1
Iside
Lares August! !
Altro Mattes 14
Matt es Ghmicae
Minerva 1
Silvano 1
Vcncrc
n.d. 8 9 30 47
Tab. 3. Quali dei?
Le divinila piu frequentemente attestate sono le Ninfe, specie nella Penisola ibe-
rica dove sono presenti in 8 dei 28 casi per i quali si ha qualche indicazione epigra-
fica sui destinatari del culto. Apollo ricorre sei volte, una volta qualificalo con l'epi-
teto di Maponos. ovvero del nome del dio preromano con il quale e stato identificato.
La tipologia divina piu attestata e quella degli dei legati all'acqua, ma hanno buone
percentuali di presenza anche quelli collegati con la cura delle malaltie e quelli appai-
tenenti al substrato religioso preromano. Non mancano neppure le divinita maggiori
281
come Giove. Marte e Minerva e i semidei come Ercole'44'.
IL S1GNIFICATO DELL'OFFERTA DI MONETE
L'offerta di monete viene di solito spiegata con la possibility che le monele abbiano
valore di ex-voto per la guarigione a opera delle acque,4S|. ipotizzando che la moncia
potesse servire a consolidare un patto fra uomini e dei finalizzato al recupero del la
salute1Diez de Velasco ha, inoltre, suggerito che possano essere la materializzazione
di un generico omaggio agli dei'171. In un*altra sede ho. pcro.avanzato la proposta che
l'offerta di monete possa avere collegamenti con la sfera ctonia14"1, specie in quei
casi in cui avvenga in luoghi,come I'Anfiaraon di Oropo14"' o S. Pietro Montagnon
(oggi MontegrotloTerme)','".dove e attestata un'attivita oracolare legata al mondo
infero'5" e in quelli in cui esislano elementi che rimandano a pratiche magiche.come.
ad esempio, la fonte di Anna Perenna a Roma'"1 o le sorgenti di Bath,Si|. In tali cir-
costanze la moneta viene ad assumere il valore di tramite con Paldila come oggetto
dotato di poteri magiciIM|, in grado di consolidare. ad esempio. il patio stretto fra i maghi
c i dcmoni.di evocare i defunti o. semplicemenle. di entrare in contatto con loro. In
questo caso la deposizione in acqua delta moneta pare di particolare rilievo per il ruolo.
piu volte sottolineato, di confine fra il mondo dei vivi e quello dei morti svolto da questo
elemento.
CON'HNUITA IN ETA TARDOANTICA
L'esame delle attestazioni archeologiche ha posto in evidenza, pur con differenze
regionali. alcuni elementi di continuita del rito di offerta monetale nelle acque in
(44) La presenza di quest'ultimo presso le sorgenti ipertermali di San Pietro Montagnon e stata
posta in relazione con i rapporti che intrattiene nella religiosita venetica con gli dei
deirOltretomba, padroni del tuoco tellurico: Mastrocinoi \ 1991. pp. 217-221.
(45) Cfr. DOLGER 1932a; Abad Varela 1992.
(46) Sulla fun/ione contrattuale della moneta: Desnier I9S7.
(47) Diez de Vei.asco 1997,pp. 100-101.
(4S) FaCCHINETTI 2003. pp. 32-38.
(49) Pausania (1.34.4) atTerma che le monete venivano intrt)dotte nella Ionic sacra ad Anfiarao
da quanti erano stati guariti a seguito di un responso oracolare.
(50) Lazzaro 1981, pp. 48-50 e 145-147. Sulle sortes provenienti da Bahareno della Montagna
(antico toponimo. forse da collegare con S. Pietro Montagnon): Maioli. MASTROCINQUE 1992.
p. 38.
(51) La fonte sacra di Oropo era una vera e propria porta per TAldila dal momento che attra-
verso di essa Anfiarao era ritornato dagli Interi dopo la sua divinizzazione (Pausania 1.34,4).
A S. Pietro Montagnon la divinita oracolare era Gerione di cui sono noti i legami con la sfera
ctonia: Lazzaro 1981. p. 145.
(52) Piranomon ie 2001: nel locus che raccoglie le acque della sorgente sacra ad Anna Perenna
e a lie sue Ninfe sono stati rinvenute nibclhic defixioitum e alcuni contenitori di piombo al cui
interno erano bamboline magiche.
(53) Qui sono. infatti. state rinvenute ben 138 tabellae defixionimi: CuNLlFFE et al. 1985.
(54) Per l'uso delle monete come amuleto o talismano: Per a 1993; Phrassi 1997, pp. 52-53;
Perassi 1999, pp. 52-57.
282
eta tardoantica. Infalti. in Italia qucsta pratica continua almcno fino al V-VI secolo155',
mentre nella Penisola Iberica non sembra superare il V e in Gallia si ferma. trannc
due casi,alla fine del IW^'". In Israelc.perd 1'offerta monetale dura almeno fino al VII
secolo, come attestato nel caso della sorgente di Ein Tzur<57>.
Le fonti archeologiche testimoniano. quindi, la sopravvivenza dei culti legati alle
acque anche in eta tardo anlica. nonostante la messa al bando uffieiale del paganesimo
decretata da Teodosio I negli editti promulgati Era il 391 e il 392 Stando alle
testimonialize numismatiche, solo nella fonte di Anna Perenna a Roma e in Gallia
il rito delTofferta sembra cessare in un momento cronologicamente collegabile alle
disposizioni imperiali. E, pero, da tenere presente la possibility che le monete siano
state offerte anche molto tempo dopo la loro emissione. almeno in Gallia dove le
fonti letterarie attestano la prosecuzione del cullo delle acque almeno fino al VI-
VII secolo, come vedremo. Per quanto riguarda, invece, Tinterruzione deH'offerta
monetale nella fonte di Anna Perenna, dove le monete piu recenti sono a nome di
Teodosio I'"'1, la Piranomonte ha proposto in modo convincente di riconoscervi un
rapporto di consequenzialita eon 1'editto teodosianeo. la cui efficacia potrebbe
essere stata maggiore nellTJrbe e nei centri nevralgici dell'impero rispetto ad altri
siti periferici""".
La continuita del culto delle acque e. comunque, attestata anche da fonti letterarie
(55) A San Pietro Monlagnon la moneta piu recenic | un AE2 di Teodosio 1 (379-383 d.C). a
Bagno di Romagna le ultime monete deposte appartengono alle emission) di Valentiniano III
(425-455 d.C). mentre nella Grotta di Pertosa sono state rinvenute delle monete bronzee di
Oiustiniano (527-565 d.C.) e la Grotta Bella di Avigliano Umbro ha restituito un AE4 di Teodosio
II (408-450 d.C.). Nella fonte di Anna Perenna a Roma le monete piu recenti sono, invece. di
Teodosio I: FaCCHJNETTJ 2003. pp. 28.39-40,43-44. Sul particolare conservatorismo religioso
riscontrabile in Italia: Sotinel 2000.
(56) Nella Penisola iberica contengono monete di IV secolo le sorgenti di: Caldas do Geres
(Diez de velasco 1998, p. 132,tab.5);Caldesde Malavella (Serra Rafols 1941, p. 314; abad
VAR1 i \ 1 992, p. 148); Ontaneda e Alceda (Abad Varela 1992. pp. 141-143). Solo a Caldas de
Monchique sono state rinvenute monete di V secolo (Abad Varela 1992, pp. 172-174: Diez de
Vi i as(o 1998, p. 132, tab. 5). In Gallia sono state rinvenute emissioni di IV secolo a: Aquae
Segetae, le Pi es du Pont Ncuf (Cothenet 1975; Cothenet 1977. pp. 278-279); Aquae Segetae,
Le Preaut (Picard l974,p.3Q4);Argentomagus (Bourgeois L992,ppv71);Bully-sur-PArbresle
(Bonnard 1908, p. 256; Remy-Buisson 1992. p. 235); Camp d'Avord (Cothenet 1975, p. 472;
Cothenet 1977. pp. 279-280: FAUDUE1 1992. p. 200): Chamaliercs (fournier 1961. p. 361):
Chateaubleau (De Kisch 1986. p. 265 e fig. 7 p. 267); Corlier (Remy-Buisson 1992. p. 235);
Divonne-Ies-Bains (Remy-Buisson 1992, pp. 235-236); Genainville (fleury 1972, p.312): Ladoix-
Serrigny (Martin 1960. p. 338): Menthon-Saint-Bernard (Remy, BuiSSON 1992. pp. 236-237):
Reotier (Rossi, Gaitiglia 1992, pp. 258-259); Source de la Seine (Grenier 1960. p. 612;
Boi k(n-<ns 1991. pp. 142-143). Emissioni di fine [V>inizio V erano, invece,nelle sorgenti di
Bourbonne-les-Bains (Gri nii k I960, pp.449) e Fontaines-Salees (I.oi is 1965. tab.: Conn m i
1975, pp. 471-472; Cothene i 1977. p, 278).
(57) Barkay 2000.
(58) (<«l. Tkeod. XVI. 10. 10-12.Tali norme vengono ribadite in un successivo editto del 395 (Cod.
Theod. XVI. 10,13).
(59) Piranomonte 2001; conferenza della dott.ssa Piranomonte (Britisch School at Rome, 20
febbraio 2002).
(60) Opinione espressa in occasione della conferenza tenuta alia British School at Rome il 20
Eebbraio 2002.
283
cristiane, che non parlano, pero, specificamente deH'offerta di monete. S. Agostino.
in una lettera indirizzata a Publicola nel 398 d.C, accenna alle acque che ancora ai
suoi tempi ricevono sacrificiCirca un secolo piu tardi, nonostante precedent?
interventi delle autorita ecclesiastiche |62,,Cesario, vescovo di Aries fra il 502/3 e il 542/3.
in cinque diversi sermoni ripetc la condanna delTuso di rivolgere preghiere alle fonti,
uso ancora praticato anche da Cristiani"'". Le sue ammonizioni non riuscirono, pero,
a far si che queste pratiche cessassero tanto che, nel VII secolo, S. Eligio, vescovo di
Noyon, in un sermone esorta di nuovo i cristiani ad abbandonare le superstizioni
pagane e a non rivolgere preghiere alle fonti Anche in seguito, pero, le autorita
ecclesiastiche e civili si trovarono costrette a replicare le ammonizioni e le sanzioni1"".
Queste testimonianze sembrano. quindi. prospeltare una continuita del culto mag-
giore di quella che i rinvenimenti di monete nelle fonti lascerebbero supporre. atte-
stando come taluni riti pagani siano sopravvissuti a livello di superstizionc
Una siluazione analoga a quella della Gallia traspare dalle fonti relative alia
Penisola iberica. Anche qui le attestazioni letterarie circa una sopravvivenza del
culto delle acque superano ampiamente quelle archeologiche e numismatiche. Infatti.
nel 573. Martino, vescovo di Braga, affronta il tenia del culto pagano delle acque in
due passi del De correctione rusticorum, identificando le Ninfe delle sorgenti, alle quali
gli uomini ignoranti prestano culto e offrono sacrifici, con i ddemonesm. Numerosi
sono, poi. gli interventi delle autorita ecclesiastiche volti a reprimere queste ultime
forme di paganesimo, come, ad esempio, il canone 1 1 del XII Concilio di Toledo
(681) e il canone 2 del XVI Concilio di Toledo (693).
L*insistenza con cui fino a] VII secolo, e oltre"'N\le gerarchie ecclesiastiche e civili
sono costrette a torn a re sul problema,se da una parte puo essere da attribuire a una
sorta di azione preventiva contro il ritorno di queste pratiche. daH'altra dovette
essere motivata dalla loro effettiva continuita.
La testimonianza dei citati brani porta, inoltre, a supporre che fra coloro che offri-
rono monete in eta tardoantica potessero esserci anche alcuni cristiani che conti-
nuavano a praticarc riti di origine pagana. La ragione che ha prodotto queste resi-
stenza pagane e stata indicata dal Manselli""" nel bisogno psicologico deH'uomo di
sentirsi protetto. Mentre. infatti. nel mondo pagano numerose divinita minori popo-
(61) Agost. Ep. 41 A: aliquanda autem sicmittuniursacrificia in aquas, u( ipsis aquis saerifieeiur.
(62) Concilio di Aries (452), canone 23: Si in alicUiUs episcopi territorio infideles ... [antes ... vene-
reum/; si hoe eruere neglexerit, sacrilegii renin are esse cognosced. Dominus out ordinator ipsius,
si admonitu emendare nolueri communione privetut.
(63) Caesarius Serm. XIII, 3 e 5; XIV, 4: LIU. 1; LIV. 5: CCXXIX, 2 vel 4. Sulle attestazioni di
continuita dei costumi e delle superstizioni pagane nei Sermones di Cesario di Aries: Delaoe
1971. pp. 138-142.
(64) Vita S. Eligii auctore S. Audoneo II. 15 {Speeilegiuin d'Achery, vol. II, p. 97).
(65) BERTRAND 1897. pp. 400-406. Nella Capitidatio departibus Saxonie (Monumenta hisioriea
(iermaniae, Legum seetio II. C apnolaria regain franeoruni I. pp. 68-70). emanata da Carlo Magno
fra il 775 e il 790, sono prescritte multe in denaro. o in prestazioni a favore della chiesa.per quanti
ancora venerino le fonti (c. 21).
(66) Sulle resistenze pagane. con particolare riferimento alle campagne: Manselli 1982.
(67) De eon: rust. VIII. 3-4; De eon: rust. XVI. 2.
(68) Bertrand 1897, pp. 400-406: DO] of-r 1932a. pp. 15-16.
(69) Manselli 1982. pp. 64-66,74,83.
284
lavano la natura e accompagnavano i fedeli dalla culla alia tomba,con l'avvento del
cristiancsimo qucsti dei erano stati spazzati via. lasciando gli uomini con una sensa-
zionc di abbandono e di solitudine. La complessa e lcnta transizione dal paganesimo
alia completa cristianizzazione ha comportato. di conseguenza. la necessita di effet-
tuare degli adcguamcnti c dei compromessi che permettessero di colmare questi
vuoti'e di sostituire la nuova alia vecchia religione. Tale fase di passaggio e atte-
stata. ad esempio. in un brano di Gregorio di Tours'7" relativo alia esaugurazione
cristiana del culto delle acquc prestato nel corso di una testa annuale attorno a un
lago sul montc Allcnc. nel sud della Francia. Poiche non era stato possibile persua-
ders le genii che vi partecipavano a interrompere la loro consuctudine. il vescovo della
zona intraprese la costruzione in prossimita dello specchio d'acqua di una basilica alTin-
terno della quale pose delle reliquie di S. llano. In seguito a cio, le offerte,che prima
venivano gettate nel lago, vennero destinate al santo, che si sostitui al precedente
oggetto di culto come fulcro della festa annuale.
Un secondo probabile esempio di esaugurazione cristiana di una fonte sacra e
stato individuato negli scavi del complesso di S. Saturno a Cagliari. NelTarea antistante
al complesso martiriale paleocristiano e stato indagato un pozzo che. Ira VI e VII secolo.
viene dotato di nuove strutture. Nelle sue fondazioni e stato rinvenuto un cranio di
bovino. oft'erta che mollo chiaramente rimanda al mondo pagano e che e stata inter-
pretata come indizio deU'esigenza di riconsacrare un precedente luogo sacro pagano.
convertendolo al cristiancsimo,7:'. Alia luce di cio appare significativo il fatto che
nella passio di S. Saturno e in un ritmo sullo stesso argomento, risalcnti al XII-XIII
secolo. il luogo del martirio del santo sia posto accanto a una sorgente sacra act
Apollo'". che La Pani Ermini.con le cautele del caso. ha accostato al pozzo rinvenuto
nel corso delle indagini archeologiche. In questo caso, dunque, Pesaugurazione cri-
stiana del luogo di culto polrebbe trovare le sue radici nel glorioso martirio di Saturno
e, come sul monte Allcnc. il culto del santo potrebbe sovrapporsi a quello di una
divinita pagana.
Analoghe trasformazioni sono ipotizzabili anche in quei luoghi in cui, presso sor-
genti che avevano ricevuto un culto pagano, sono state successivamentc costruite
delle chiese. Ricordo a questo proposito che una chiesa. dedicata a S. Maria Egiziaca
e. forse. risalente alPeta gota, sorge presso la fonte di Banos de Montemayor all'in-
terno della quale erano state offerte monete(74).
(70) La nuova religione si e. infatti. rapidamente popolala cli angeli. santi e dei loro antago-
nist, i demoni che spesso non sono altro che gli antichi dei degradati come suggerisce il citato
passo di Martino di Braga sulle divinita delle acque. Cfr. Manselli 1982, p. 95,
(71) De Gloria confess. II (Monumenta Germartfae Historica. Scriptores rerum merovingicarum
1,2, pp. 299-300).
(72) Pani Ermini 1992. pp. 69-74.
(73) Acta sanctorum Octobris, vol. XIII. pp. 296-307: Motzo 1926. p. 32: Pani Ermini 1992. pp.
72-73.
(74) L'associa/ione fra il culto mariano e le sorgenti e particolarmentc dil'fuso. Ricordo, ad
esempio.il Santuario di Caravaggio (BCi) che sorge sopra un fontanile.e quello di Lourdes.dove
le acque risanatrici giocano un ruolo preponderante. Ricordo. inoltre. I'importan/a deH'acqua
come reliquia. ad esempio. nel caso del Santuario di San Mena sulle rive del Lago Mareotide.
in Egitlo. Da questo centre famoso per i suoi bagni risanatori praticati dal V al X-XI secolo. i
pellegrini riportavano in patria delle caratteristiche eidoghiai fittili o plumbee piene d'acqua
2NS
L'offerta di Ml inete nf.lle acque sacre c ristiane
Parallelamente alle ultime attestazioni deH'offerta monetale pagana alle acque si
rileva una possibile "cristianizzazione" dell'uso. legata al rito del Battesimo, dal
momenlo che depositi monetali sono stati talora rinvenuti negli scarichi di vasche bat-
tesimali. I dati disponibili in merito a questa pratica devozionale non sono, pur-
troppo. molto ampi. dal momento che le fonti scritte si riducono a una sola attesta-
zioni esplicita e quelle archeologiche a tre casi, ma il loro esame offre alcuni spunti
di riflessione che riassumo qui brevemente avendoli sviluppati in altra sede(7S>.
II Canone 48 del Sinodo di Elvira, in Spagna, attesta 1'uso di depone monete nelle vasche
baiiesimali in occasione della celebrazione del sacramento delKiniziazione cristiana:
Emendariplacuit, in hi qui baptizantur, ut fieri solebat, nmnos in concha non mittant,
no saccrdos quod gratis acccpit pretio distrahere videatur.
II testo, variamente datato dagli studiosi nelParco dei primi due decenni del IV
secolo'7"', e stato recentemente riferito da Jesus Suberbiola Martinez'771 a un con-
cilio ispano-romano tenutosi nel 365.
II canone rivela I'identita di coloro che compiono rofferta, ovvero i battezzandi,
e attesta che Pofferta avveniva tramite la deposizione delle monete,numos, nel fonte.
concha, in concomitanza con il rito battesimale, anche se non e chiaro in quale
momento del rito cio si verificasse, se cioe immediatamente prima, durante e dopo
I'immersione del battezzando nelle acque consacrate. L"espressione utfieri solebat sug-
gerisce, inoltre. che non si tratti di un momento prescritto dalla liturgia ma di una con-
suctudine accettata o tollerata.
II testo del canone. sottolineando il carattere di gratuita del Battesimo, rivela che
la preoccupazione di quanti lo hanno redatto e volta a reprimere un costume che si
prestava a interpretazioni lontane dallo spirito cristiano (ne...videatur).Altri testi.pero,
denunciano come la richiesta di denaro per l*amministrazione del Battesimo fosse pra-
tica diffusa, anche se duramente condannata dalla Chiesa
Per quanto riguarda le attestazioni archeologiche, monete interpretabili come
offerte effettuate in occasione del Battesimo sono state rinvenute nei battisteri di S.
Giovanni alle fonti a Milano, la cui vasca e databile alia fine del V-inizi del VI secolo ".
di Chersoneso in Crimea (V-VI),S'" e nel fonte diTas-Silg a Malta (fine IV-V)'S" (F/c,
4).
(Cardini 1989, p. 101'): L'art copte en Egypte. pp. 40-41,101). analogamcnte a quanto compiono
ancora oggi i pellegrini che si recano a Lourdes.
(75) Fa< chin] n i 2000-2001. pp.64-74: Facchineiti c.s.: Perassi, Fac < iiim i i i c.s.
(76) GaUDEMET 1963, coll. 317-320.
(77) SUBERBIOLA MARTINEZ 1987.
(78) < ickisius. Epistola 14 (Gelasii pupae ad universos episcopos per Lucaniam, /initios <•/ Siciliam
amstitutos).5; Sinodo di Braga, canone 7:Concilio di Emerita. canone 9. DOLGER 1932a. p. 7 cita
anche il capitolo 10 del C'oncilio di Narbonne (1609). In un lavoro successivo (Doic.hr 1936)
ricorda poi che. nella zona di Colonia. ancora aH'inizio del XVIII secolo era uso chiedere un tal-
lero per il primo bambino battezzato in un fonte di nuova consacrazione.
(79) lusuardi Siena et al. 1997 pp.49-50.66: Arslan 1997: Li si ardi Sihna.Sannazaro 2(m)i.
p. 665.
(Mi) I), ii c ,i r 1932b. L'appartenenza a questo tipo di ritualita delle monete rinvenute in una con-
duttura idraulica del battistero di Piacenza (Piva 1997) e dubbia: FacCHINETTI c.s.
(81) Bom in 2000: Perassi 2002.
286
II fatto che le monete siano scmprc state rinvenute negli impianti di scarico sug-
gerisce la loro appartenenza a piccoli nuclei sfuggiti a qualsiasi tentative) di recu-
peret e trascinati dalle acque al momento dello svuotamento del fonte. Nel solo caso
di Milano si puo anche pensare a un intenzionale inserimento delle monete negli
scarichi, dato che una parte degli csemplari c stata rinvenuta nel canale perimetrale
che funge da troppo pieno e che si trova all'altezza del bordo della vasca.
Dal punto di vista cronologico le monete si distribuiscono in lutti i casi in un arco
cronologico che va dal IV al VII secolo'*'', comprendendo monete emesse prima
della costruzione dei battisteri e rimaste a lungo in circolazione prima di essere
offerte aei fonti. Sebbene le monete forniscano solo un terminus post quern per il
momento in cui sono state deposte nelle vasche battesimali. mi sembra significativa
l'assenza di qualsiasi emissione successiva agli inizi deirVITI, ipoteticamente da col-
legare o a un mulamento nella prassi liturgica o, per lo meno in Italia, alia riduzione
del circolante dall'VIII che hanno portato aH'interruzione di questa pratica devo-
zionale(85).
Poiche le fonti scritte non forniscono indicazioni sul significato delLofferta di
monete nei fonti battesimali non e agevole comprendere le motivazioni di questa pra-
tica. Non credo, comunque, che sia possibile trovare una risposta univoca. valevole
in tutti i casi. Ritengo, infatti, che come in molti comportamenti e in molte tradi-
zioni. potessero confluire motivi diversi, derivanti dalla cultura dei singoli e delle
comunita locali. Un elemento da tenere nella giusta considerazione e.come gia ricor-
dato. il fatto che le comunita cristiane della tarda antichita vivevano in un mondo per-
meate da usanze di origine pagana che tie influen/avano i riti e gli usi'*". E.quindi,
probabile che anche l'uso di deporre monete nei fonti battesimali possa aver tratto
origine dal mondo pagano, pur con una reinterpretazione in senso cristiano. II
Dolger1"'. infatti. rileneva che la moneta costituisse un ex-volo per la guarigionc dal
peccato come, in precedenza, poteva rappresentare un ex-voto per il ritorno alia
salute del corpo. Mentre. pero, nella concezione pagana tutte le fonti erano sacre""'.
in quella cristiana solo le acque del Battesimo, dal momento che possiedono la gra-
liam Christie sono in gradodi guarire(87).Cid giustificherebbe. quindi.la scelta di inse-
rire le monete nei fonti e non alt rove.
(82) Le monetes pit antiche inserite nei Ire battisteri appartengono alle emission] della mela del
IV secolo a Milano e Chersoneso e degli inizi del IV aTas-Silg. Gli esemplari piu recenti. invece.
sono stati coniati agli inizi del VII per Milano e Chersoneso e alia fine dello stesso secolo per
"Fas Silg.
(S3) I'ac'ci iineiti c.s.; Perassi, Facchinetti c.s.
(84) Si pensi. ad esempio. ai richiami di C'esario di Aries perche i suoi fedeli non eelehrassero
teste di origine pagana, come quelle di ini/io anno (Serin. CXCII; CXCIIhsi veda anche:
Massimo di Torino, Serin. 63: 98: Martino di Braga, De con: rust. 10) e quelle della notte di S.
Giovanni (Serin. XXXIII. 4). non rispeltassero gli alberi sacri (Serm. LIII. 1;LIV,5) e non ricor-
ressero ad amuleti.ad esempio. in ambra (Serin. XIII,5). Ricordo. inoltre, che I'autorita civile
fino almeno alia prima mcta del VI secolo non rispettava il riposo domenicale. tanto che ven-
gono dispensati dall'assistere alia messa quanti detengono una carica pubblica (Serin. LXXIII.
>: 1 XXIV, 4).
(85) Dolger 1932a. p. 24.
(86) Serv. Aen. VII, 83: nullusfons non sneer.
(87) Ambr. Sacr. 1.5. 15.
287
In linen di ipotesi e come suggerimenti per una futura discussione. mi sembra pos-
sibile avanzare alcune proposte interpretative alternative a quella suggerita dal
Dolger. L'offerta di monete potrebbe. infatti. essere collegata con il versamento di
una quota, simbolica, di ingresso nella comunita cristiana come suggeriscono i citati
prowedimenti atti a reprimere le richieste di denaro per Famministrazione del
Battesimo.
In alternativa, la moneta potrebbe anche costituire una sorta di "multa". versata
come risarcimento per ottencre la possibilita di immergersi nelle acque battesimali.
lavare via le macchie del peccato e ottencre eosi la loro remissione,SKI. La moneta
potrebbe. quindi, essere simbolo del risarcimento che porta alia remissione dei pec-
cali,s".
Un'ulteriore possibilita mi sembra essere suggerita dalla presenza nei testi di eta
paleocrisliana del paragone fra il fonte battesimale e la tomba' "". in cui, conforme-
menie aH'immagine paolina''1'. Cuomo vecchio muore per fare posto a quello nuovo.
Cio induce a chiedersi se la moneta non possa avere, come nel caso dell'obolo di
(ai onte, il valore di un simbolo di passaggio, in questo caso. dalla morte del peccato
alia vita nella Grazia di Dio.
Mi sembra. inline, che non sia da escludere la possibilita che la moneta abbia
anche nel caso della deposizione nei fonti battesimali una funzione amuletica. fina-
lizzata ad allontanare dalTacqua consacrata i demoni. E noto. infatti, che nel mondo
antico esisteva la credenza che le monete potessero tenere lontani gli spiriti maligni
per la loro forma rotonda e perche fatte di metallo' "'' e che nel mondo cristiano esi-
stevano tutta una serie di prescrizioni molto minuziose per far si che nelle acque del
fonte battesimale non potessero introdursi dei demonim).
BlBI.IOC.RAFIA
Akai) Vakela M. 1992. La moneda como ofretida en los manantiales, in Termalisnto
antiguo. Actas de la mesa redonda: Aguas mineromedicinales. termas curativas y cui to
;i las aguas en la Peninsula Iberica (Madrid. 28-30 de noviembre de 1991). "ETF
(NX) S. Ambrogio (Exp. Ev. sec. Lucam 7. 157-158). commentando un brano evangelico in cui la
moneta serve a pagare una mulla inflitta dal giudice. paragona il versamento di una somma per
aeeedere alle terme e pulire il corpo a quello del pretinm caritalis per ottenere la possibilita di
mondare l"anima dal peccato.
(89) I a metafora monetale compare in numerosi testi dei Padri della Chiesa. In aleuni brani Gcsii-
moneta perfetta serve per riscattare Puomo (ad es.: Agost. Serm. 231,5;336,4;329,1:296.2: Enarr.
in Ps. 21 (II) 8; 29 (II) 21). in altri il Battesimo e metaforicamente accostato alia riconiazione
ad opera di Dio della moneta-uomo consunla dal peccato (ad es.: Agost. Serm 90. 10) : Radici
Colace 1989; Radici Colac e 1990; Radici COLACE 1998, p. 87.
(90) Ad esempio: Tertull. De earn, resurr. 47; Ambr. De sacr. 3. 1. 1: 2.6. 16-25: 2. 7. 20; 2. 7. 23:
6.2.7: Paulin. hp. 32. Bedard 1951. pp. 4-16,49-51.
(91) Rm 6.3-7.
(92) Pera 1993; Pi.rassi 1997. pp. 52-53: Perassi 1999, pp. 52-57.
(93) Doi c.i r 1932a.p.9,senza considerare il valore amuletico delle monete. riticne che proprio
tale preoccupazione debba indurre ad escludere che potessero essere introdottc prima o durante
lo svolgimento del Battesimo dal momento che potevano essere veicolo per gli spiriti maligni.
2SS
(hist)". V. pp. 133-192.
Abad Varela M. 1994, Posibles ofrendas monetales a las Nymphis a a Salmi en el
balneario hipertermal de Bahos de Montemayor (Cdceres), in VIII Congreso National
de Numismatica (Aviles, 1992), Madrid 1994. pp. 617-652.
Acque, grotte, dei, Acque, grade, dei. 3000 anni di culti preromani in Romagna, Marche
e Abruzzo (Catalogo della mostra. Imola. 5 Aprile-13 Luglio 1997). a cura di M.
Pacciarelll Fusignano 1997.
Acta sanctorum Octobris, Acta sanctorum Octobris. vol XIII (29-31 ottobre), a cura di
J. van HECKE, B. Bossue, V. de Bri ( k. R. db BRU< k. Parigi 1883.
Aebischer P. 1932. Notes et suggestions concemant /'etude du culie des eaux en Etrurie.
in "SE", VI, pp. 123-144.
Allain J., fauduet I.. Dupoux J. 1987-1988. PuitS etfosses de la Fontaine des Mersans
a Argentomugus. Depotoirs on depots votifs?, in "Gallia", 45, pp. 105-114.
Ai i ason-Jones L.. McKay B. 1985, Conventina's Well: a Shrine on Hadrian's Wall.
Chollerford (Clayton Collection, Chesters Museum).
Anathema, Anathema: regime delle offerte e vita dei santuari nel Mediterraneo antieo.
Atti del Convegno (Roma, 15-18 giugno 1989), Roma ("Scienze delPAntichita", 3-
4).
ARGOUD G. 1987, L'utilisation medicale de I'eau en Grece et le plan des sanctuaires
d'Asclepios. in Archeologie et Medecine, VIIes Rencontres internationales d'ar-
cheologie et d'histoire d'Antibes (Antibes, 24-25 octobre 1986), Antibes, pp. 531-536.
Aksi.an E. 1997. Monete provenienti dal canale perimetritic del fame battesimale. in La
cittd e hi sua memoriu, pp. 176-177.
AUPERT P. 1994, L ean curative a Argos, in L'euu, la same et la maladie, pp. 193-200.
B i ()\ \ .. 1 . I'raite des mammies greques et romaines, Paris.
Barkay R. 2000. The Byzantine Period Wishing Spring of Ein Tzur in the Holy Land.
in XII. Internationaler Numismatischer Kangress (Berlin, 1997). hrsg. von B. Kluge.
B. Weisser, Berlin, pp. 855-858.
BliDARD W. M. 1951, The Symbolism of the Baptismal hont in Early Christian Thought.
Washington (The Catholic University of America. Studies in Sacred Theology. 45).
Bergonzi G. 1989-1990, L'offerta votiva in Italia settenirionale durante I'eta del ferro.
in Anathema, pp. 415-436.
Bermond Montanari G.,Susini G. 1961. Bagno di Romagna (Forii), in "Notizie degli
Scavi di Antichila", pp. 240-250.
Beri rand A. 1897. La religion des Gaulois. Les dm ides et le druidisme, Paris.
BLANCHE! A. 1904, Observation sur I'usage de jeter des mommies dans les lacs et tours
d'eauM "BSAF'.p. 184.
15i a/ouez j- M., Garcia Gelabert M. P. 1997. /:'/ cttlto u las agttas en la llispania prer-
romana, in Termalismo antiguo. Actas. I Congreso Peninsular (Arnedillo. la Rioja.
Octubre 1996), ed. M.J. Perex, Madrid, pp. 105-115.
Bonetti C. 2000, Area IX, in Rossignani, Ciasca 2000, pp. 58-59.
\U iward L. 1908. La Gaule ihermale. Sources et stations thermales et ntinerales de la
Guide ti Tipoque romaine. Paris.
Boudon V. 1994, Le role de I'eau dans les prescriptions medicates d'Asclepios chez
Gallien et Aelius Aristide. in L ean, la same et la maludie. pp. 157-168.
15' 'i r< ii i us ('. 1991. Divona I. Divinitiz <•/ ex-voto du mite $allo-romain de I'eau, Pans.
Bourgeois C. 1992, Divona II. Monuments et sanctuaires du culte galla-ramain de
I'eau, Paris.
CaRDINI F. 1989, Reliquie e pellegrinaggi. in Santi e demani nell'Alto Medioevo occi-
289
denude (secoli V-Xl). Spolcto 1989 (Settimane CISAM XXXVI), pp. 981-1035.
Coarelli F. 1987. I santuari del l.azio in eta repubblicana. Roma.
Cothenet A. 1975. Le bassin cuhitel de Sceaux-du-Gdtinais, in Archeologie miniere.
I me: et Massif Central, Actes du 98e Congres National des Societes Savantes (Saint
Etienne. 1973). Paris, pp. 467-472.
Cothenet A. 1977, Offrandes cuhuelles a Vepoque romaine. in Archeologie Franc-
Comptoise. Archeologie funeraire. Actes du 99e Congres National des Societds
Savantes (Besancon. 1974), Paris, pp. 275-280.
Cunliffe B. et al. 1985, The Temple ofSulis Minerva at Bath. Oxford.
Dl Kisch Y. 1986. Circoscription de l Ile-de-France, in "Gallia", 44, pp. 261-285.
Dl 1 Ac it M.-J. 1971, cesaire d'Arles, Sermons an peuple, tome I (Sermons 1-20),
Paris (Sources chretiennes 175).
Desnier J.-L. 1987, Slips, in "RHR". 204, pp. 219-230.
DlEZ de velasco F. 1985, Balnearios y dioses de las aguas termales en Galicia romana.
in "AEA".58, pp. 69-98.
DlEZ de Velasco F. 1992. Divinites des eaux thermales dans le Nord-Ouest de la pro-
vincia Tarraconensis et dans le Nord de la provincia Lusitania: line approche mi phi-
nomene du thermalisme romain dans I'occident des Provinces Iberiques, in Les eaux
thermales, pp. 133-149.
Diez de Velasco F. 1997. Termalismo y religion: consideraciones generates, in
Termalismo Antiguo. Actas. I Congreso Peninsular (Arnedillo. La Rioja, Octubre
1996), ed. M. J. Perex. Madrid, pp. 95-103.
Diez de Velasco F. 1998. Termalismo y religion. La sacralization del agua termal en
la Peninsula Iherica y el norte de Africa en el mundo antiguo, Madrid 1998 Cllu.
Monografi'as 1).
dolger F.J. 1932a, Die Miinze im Taufbecken und die Munzen-Fundc in I Icilqucllcn
der Anlike. Kultur- und Religionsgeschichtliches z.um Kanon 48 der Synode von
Elvira in Spanien. in "Antike und Christentum", III, pp. 1-24.
dolger F. J. 1932b. Miinz.cn in einem Baptisierium der Halbinsel Krim. in "Antike
und Christentum", III, pp. 149-150.
Dolger F. J. 1936, Der Kolner Tauftaler und die Miinze im Taufbecken, in "Antike und
Christentum". V. p. 293.
Dunbabin K. M. d. 1989. Baiarum grata voluptas: Pleasures and Dangers of the Baths.
in "PBSR".57.pp. 6-46.
Dvorjetski E. 1997. Medicinal Hot Springs in the Greco-roman World, in Y. FliRSCi ll eld,
The Roman Bath of flam/nut Gader, Jerusalem, pp. 463-476.
Fabre G., Mainjonet M. 1965, La trouvaille monetaire des Fontaines-Salees (Yonne).
in "Gallia". 23. pp. 151-233.
FABRETTI A. 1872, Prima supplement!) alia raccolta delle antichissime iseriz.ioni ita-
liehe can I'uggiunta di alcune osservazioni paleagra fiehe e grammaticali,Torino.
FaCCMNETTI G. 2000-2001. L'offerta di monete nelle acque. Aspetti del rito nelle fonti
letterarie, epigrafiche e archealogiche di eta romana.Tesi di Specializzazione discussa
presso PUniversita Cattolica del Sacro Cuore di Milano, relatore Prof.ssa C. Perassi.
Facchinetti G. 2003. Iactae stipes: l'offerta di monete nelle acque nella Penisola Italiana.
in "RIN".pp. 3-45.
Facchinetti G. c.s., L'offerta di monete nei fonti battesimali in eta paleocristiana. in La
fontana della vita. Ricerche suU'ediJieio battesimale nel tardoantico e ncU'Altomedioevo.
a cura di M. Sannazaro, Milano.
Fahdcet I. 1992. Sanctuaires associes a I'eau en Gaule Centrale, in Les eaux thermales.
290
pp. 199-216.
Fleury M. 1972, Circonscnprion de la Region Parisienne, in "Gallia", 30, pp. 301-312.
Fournier P.-F. 1961, Circoscription de Clermont Ferrant, in "Gallia", 19, pp. 355-367.
Frontini P. 2001, Aspetti rituali delle deposizioni di mini durante I'Eta del Bronzo in
Italia settentrionale:alcuni spunti, in Secondo Convegno Internazionale di Archeologia
rupestre. Archeologia e one rupestre. L'Europa - LeAlpi - La Val Canoniea. Atti del
convegno di Studi (Darfo Boario Terme. 2-5 ottobre 1997), Milano, pp. 1 13- 120.
Gaudemet J. 1963, s. v. Elvire II, Le Concile d'Elvire. in Dictiorinaire d'Histoire. et de
Geographic ecclesiastique, 15. Paris, coll. 317-348.
Ginouves R. 1994, L'eau dans les sanctuaires medicaux, in L'eau, la sante et la maladie.
pp. 237-246.
Gorini G. 1994, L'offerta di monete nei santuari: il caso di Este, in Culti pagani nellItalia
settentrionale, a cura di A. Mastrocinque, pp. 69-84,Trento.
Grenier A. 1960. Manuel d'archeologie gallo-romaine IV: Les monuments des eaux,
villes d'eait et sancutaires de Lean, Paris.
Hansen S. 1997. Sacrificia ad flumina. Gewiisserfunde im bronzezeitlichen Europa, in
Gaben an die Gotter, Schdtze der Bronzezeit Europas, a cura di W. Menghin, B.
Hansel, Berlin, p. 31 (Bestandskataloge 4).
henry 1847, Lettre d M. Prisse d'Avenues sur des insciptiones recuellis aux sources mine-
rales d'Amelie-les-Bains, in "RA", 4. pp. 409-414.
Jouanna J. 1994, L'eau, la sante et la maladie dans le trade hippocratique des Airs,
eaux, lieux. in L'eau, la sante et la maladie, pp. 25-40.
Kunzl E. 1986. Operationsraume in romischen Thermen, in "BJ", 186. pp. 491-509.
Lacort Navarro P. J., Galeano Cuenca G, Cano Montero J. I. 1997. Documentos
arqueologicos y epigrdficos a cultos de agua de epoca romana en la provincia de
Cordoba, in Termalismo Antiguo. Actas. 1 Congreso Peninsular (Arnedillo. La Rioja.
Octubre 1996), ed. M. J. Perex, Madrid, pp. 141-147.
La cittd e la sua memoria. La citta e la sua memoria. Milano e la tradizione di
Sant'Ambrogio (Catalogo della mostra, Milano 3 aprile - 8 giugno 1997). Milano 1997.
Lambrinoudakis V. 1994. L'eau medicate a Epidaure. in L'eau, la sante et la maladie,
pp. 225-236.
Lantier R. 1947, Recherches archeologiques en Gaule en 1944-1945, in "Gallia", 5, pp.
197-227.
L'art copte en Egypte, L'art copte en Egypte. 2000 ans de christianisme (Exposition
presentee a Tlnstitut du monde arabe, Paris du 15 mai au 3 septembre 2000 et au
musee de TEphebe au Cap d'Agde du 30 septembre 2000 au janvier 2001), Milano
2000.
Lavrsen J. 1982, Weapons in Water. A European Sacrifical Rite in Italy, in 'ARID", XI,
pp. 7-25.
Lazzaro L. 1981, Eons Aponi. Abano e Montegrotto nelt'antichita, Abano Terme.
L'eau, la sante et la maladie, L'eau, la sante et la maladie dans le monde grec. Actes du
colloque (Paris, 25-27 novembre 1992), ed. par R. Ginouves, A.-M. Guimier-
Sorbets, J. Jouanna, L. Villard. Athenes 1994 ("BCH Suppl.", XXVIII).
Lopez Cuevillas F. 1955. Armas de bronce ofrendadas al no Sil, in "Zephyrus". 6, pp.
233-240.
Louis R. 1965. Note sur la decouverte: la nature du depot, in Fabre, Mainjonet 1965.
pp. 168/?/'v-168/er.
Lusuardi Siena S. et al. 1997, Le nuove indagini archeologiche nell'area del Duomo,
in La cittd e la sua memoria, pp. 40-67.
291
Lusuardi Siena S., Sannazaro M. 2001. / battisteri del complesso episcopate Milanese
alia luce delle recenti indagini archeologiche. in L'edificio battesimale in Italia. Aspetti
e problemi, Atti VIII Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana (Genova.
Sarzana. Albenga. Finale Ligure. Venlimiglia. 21-26 settembre 1998), a cura di D.
Gandou-i. Bordighera. pp. 675-684.
Macellari R. 2002, Campo Servirola di S. Polo d'Enza (Reggio Emilia), "Pozzo del
margine". in / lingotti con il segno del Ramo Secco. Considerazioni su alcuni aspetti
socio-economici nell'area etrusco-itatica durante il periodo tardo-arcaico, a cura E.
Pellegrini, E. Macellari, Pisa-Roma (Biblioleca di "Studi etruschi", 38), pp. 41-
47.
Maioli M. G. Mastrocinque A. 1992. La stipe di Villa di Villa e i culti degli antichi
Veneti, Roma.
Manselli R. 1982. Resistenze dei culti antichi nella pratica religiosa dei laid nelle cam-
pagne, in Cristianiz.zaz.ione ed organizzazione ecclesiastica delle campagne nell'alto
medioevo: espansione e resistenze, Spoleto 1982 fSettimane CIS AM XXVIII). pp. 57-
108.
Maringer .1. 1974, Flussopfer and Flussverehrung in vorgeschichtlicher Zeit, in
"Germania". 52, pp. 309-318.
Martin R. 1960, Circonscription de Dijon, in "Gallia". 18, pp. 328-364.
Mastrocinque A. 1991, Culti di origine preromana nell'Italia settentrionale. in Die
Stadt in Oberita/ien und in Nordwestlichen Provinzen des Romischen Reiches.
Deutsch-Ttalienisches Kolloquium im Kulturinstitut Koln, hsgb. von W. Eck, H.
Galsterer, Mainz am Rhein. pp. 217-226.
Miari M. 2000, Stipi votive dell'Etruria Padana. Roma (Corpus delle stipi votive in Italia
XI. Regio III. 3 = Archeologica 128).
Molto L. 1992. Aguas minero-medicinales en los yacimientos termales de Hispania. in
"Caesarodunum", XXVI, pp. 117-131.
Motzo B. R. 1926. San Satumo di Cagliari. in "ASSard", XVI. pp. 3-32.
Ortalli J. 1992, Acque e culti salutari dell'Appennino romagnolo. II complesso ter-
male di Bagno di Romagna, in Les eaux thermales, pp. 317-347.
Pani Ermini L. 1992, // complesso martiriale di S. Satumo. in La "civitas Christiana".
Urbanistica delle citta italiane fra tarda antichita e altomedioevo: aspetti di archeologia
urbana, I seminario di studi (Torino 1991), a cura di P. Demeglio, C. Lambert.
Torino 1992 (Mediterraneo tardoantico e medievale, Quaderni I), pp. 55-81.
Pansa G. 1906, La stipe tributaria dei Vestini ed un asse biunciale con iscrizione votiva.
in "BCAR", pp. 224-234.
Pera R. 1993, La moneta antica come talismano, in Moneta e non moneta. Atti del
Convegno internazionale di studi numismatici (Milano, 11-15 maggio 1992). a cura
di V. Cubelll D. Foraboschi. A. Savio, Milano ("RIN". 95). pp. 347-361.
Perassi C. 1997, Le monete, in Aeterna domus. II complesso funerario di eta romana
del Lugone - Said, a cura di S. Massa. Said, pp. 41-78.
Perassi C. 1999, Monete nelle totnbe di eta romana imperiale: cast di scelta intenzionale
sulla base dei soggetti e delle scritte?, in Trouvailles monetaires de tombes. Actes du
deuxieme colloque international du Group suisse pour Tetude des trouvailles mone-
taires (Neuchatel, 3-4 mars 1995). ed. par O. F. Dubuis, S. Frey-Kupper, G. Perret,
Lausanne, pp. 43-69.
Perassi C. 2002, // deposito monetule dal santuario di Tas-Silg a Malta. Notizie preli-
minari, in L Africa romana. Atti del XIV Convegno Internazionale di studi: Lo
spazio maritlimo del Mediterraneo occidentale. Geografia storica ed economia
292
(Sassari, 7-10 dicembre 2000), Roma 2002. pp. 1073-1083.
Perassi C, FacCHINETTJ G. c.s., Mittere in concha: Vofferta di monete e il rito del
Battesimo in eta paleocristiana, in Atti del XIII Convegno Internazionale di
Numismatica (Madrid. 15-19 settembre 2003).
Pi ana AciosTlNETTl P. 1989-1990. Torques d'oro e monete eome offerte votive dei Celti
Cisalpiiu. in Anathema, pp. 437-464.
Pic ard G. Ch. 1974, Circoscription du Centre, in "Gallia", 32. pp. 299-317.
Piranomonte M. 2001. v. Annae Perennae. Nemns. in A. La Regina. Lexicon
Topographicwn Sitbnrbanum. vol. i (A-B). a cura di V. Fiocchi Nicolai, M. G.
Granino Cecere, Z. Mari, Roma, pp. 59-63.
Poggiani Keller R. 1979, Cidto delle acque netta grotta * Tomba dei Polacchi» (Comime
di Rota /magna - Bergamo), in Atti del VI Convegno archeohgico benacense. Rassegna
di stitdi paletnologici ed archeologici (Cavriana, 10 settembre 1978), Cavriana
("Annali Benacensi" 5), pp. 173-182.
Poursat J.-Cl. 1973, Circoscription d'Auvergne. in ••Gallia". 31. pp. 439-450.
Radici Colace P. 1989, L'uomo = nummus nella teologia agostiniana r/t'//'Iinago Dei,
in Polyanthema. Studi di letteratnra cristiana antica offerti a Salvatore Costanza, vol.
2, Messina (Studi tardoantichi VIII), pp. 401-417.
Radici Colace P. 1990. Moneta. Unguaggio e pensiero nei Padri delta Chiesa fra tra-
dizione pagana ed esegesi biblica, in "Koinonia", 14, pp. 47-64.
Radici Colace P. 1998, Comunicare con le monete. in I.a 'parola' delle immagini e delle
forme di scrittura. Modi e tecniclie della conumicazione net mondo antico. Messina
(Pelorias 1), pp. 75-91.
Redditi, Gorini 1992, San Pietro Montagnon: tin gruppo di monete conservate al
Museo Bottacin di Padova, in "Quaderni di Archeologia del Veneto". 8, pp. 143-
149.
Ri \n 15.. hi iss<>\ A. 1992. Sources sacrees, cultes des eaux et earn thermales duns in
region Rhone-Alpes: essai d'inventaire. in I.es eaux thermales, pp. 229-249.
R( )i land 11. 1944, Inscriptions antiques de GUtnum (Saint-Rcmy-de-Provence). Revision
et complement dit Corpus Inscriptionnm I.atinarum, in "Gallia", 2, pp. 167-223.
Rolland H. 1954, Bouches -du-Rhdne. in "Gallia". 12, pp. 448-452.
Rolland H. 1958, Fouilles de Glamtm. 1947-1956. Paris ("Gallia suppl". 11).
rossi M., Ga'ITIGLIA A. 1992. Les eaux thermales du Briitnconnais: etat de la question.
in Les eux thermales, pp. 251-271.
Rossignani M. P., Ciasca A. 2000, Scavi e ricerehe della Missione Archeologica Italians.
a Malta, in "Malta Archeological Review" 4, pp. 51-67.
Sartori A. 2000, Una nuova divinita actptatica lomhurdu. in Epigraphai. Miscellanea
in onore di Lidio Gasperini. a cura di G. pac i.Tivoli, pp. 943-956.
SCHAUER P. 1981, Urnen felderzeitliche OpferpUitze in Uohlen und Felsspaltcn. in Sludien
zttr Bronzezeit. Festschrift fur W. A. v. Brunn. Mainz, pp. 403-418
Seraeini c 1943-1945, Tesorefto di monete d'etu repubblicana riuvenuto sul Cuinpidoglio,
in "BCAR". 71. pp. 109-112.
Serra Rafols J. de C. 1941. Las lennas romanas de Caldas de Malavella. in "AEA",
43. pp. 304-315.
Sotinel C. 2000, L'abandon des lieux de culte paiens, in Les cultes polytheistes dans
I'Adriatiquc romuine. ed. par Ch. Delplace, F.Tassaux, Bordeaux (Ausonius publi-
cations. Etudes 4), pp. 263-274.
Spccilcgium d'Achlry. Specilegium sive collectio veterum aliquot scriptorum qui in
Galliae bih/iotfiecis delituerant ohm editum operae ac studio D. Lucae d'Achery,
293
Presbyteri ac Monachi Ordinis Sanctis Benedicti, Congregationis S. Mauri. Nova
editio priori accuralior, et infinitis prope mende adfidem MSS. Codicum, quorum varias
lectiones V. C. Stephanas Baluze, ac R. P. D. Edmundus Martene collegerunt, cxpur-
gata. per Ludovicum - Franciscum - Joseph De la Barre, Tonecensem. Parisiis 1723
(ripr. facs. Farnborough 1967).
stjernouist B. 1987, Spring-cults in Scandinavian prehistory, in Gifts to the Gods,
Proceedings of the Uppsala Symposium (Uppsala, 1985), edd. T. Linders, G.
Nordquist. Uppsala, pp. 149-157.
Suberbiola Martinez J. 1987, Nuevos concilios hispano-romanos de los siglos III y
IV. La coleccion de Elvira. Malaga.
TiRELLi M.. Cipriano S. 2001, II santutuio a/tinate in localitd "Fornace", in Orizzonti
del sacro. Culti e santuari antichi in Altino e nel Veneto orientale (Venezia, 1-2
dicembre 1999). a cura di G. Cresci Marrone, M.Tirelli. Roma (Studi e ricerehe
sulla Gallia Cisalpina, 14;Altinum. Sludi di archeologia, epigrafia e storia,2), pp. 37-
60.
torbrugge W. 1972, Vor- und frugeschichtliche Fluflfunde. Zur Ordnung und
Bestimmung einer Denkmalergruppe. in "BRGK", 52-53, pp. 1-145.
Unz C. 1971. Romische Militarfunde aus Baden-Aquae Helveticae, in "Jahresbericht.
Gesellschal'l pro Vindonissa", pp. 41-45.
Valvo A. c.s., Fruizione e culto delle acque salutari in eta romana nel territorio lombardo.
in Fruizione e culto delle acque salutari in Italia. Atti del Convegno internazionale
di studio (Roma-Viterbo.29-31 ottobre 1993), a cura di L. Gasperini, Roma, pp. 21-
36.
Vatin Cl. 1969, Circonscription d'Auvergne et Limousin, in "Gallia", 27, pp. 317-341.
Vertet H. 1992. Monies de potter decouverts dans des sources et des puits, in Les eaux
thermales. pp. 77-84.
Villard J. 1994. Le bain dans la medecine hippocratique. in L ean, la same et la maladie.
pp. 41-60.
2 "4
Fig. 1. Italia. Carta di distribuzione (* indica i siti con le attestazioni pit) antiche).
1. Altino; 2. Aviglia.no Umbro; 3. Bagni di Pervalle; 4. Bagno di Romagna; 5.
Casalvieri; 6. Civita Castellana; 7. Fonti del Clitumno; 8. Monte Falterona, Lago
CUiegeto; 9. Narni; JO. Pergine Valdarno; 11. Pertosa; 12. Roma: Fonte di Anna
Perenna; 13. Roma: Lacus Curtius: 14. S. Pietro Moniagnon; 15. Servirola di S.
Polo d'Enza; 16. Vicarello.
295
Fig. 2. Gallia. Carta di distribuzione f* indica i siti con le attestazioni piu antiche).
1. Aguessac;2. Amelie-les-Bains:3. Aquae Segetae, le Pres du Pont Neuf;4. Aquae
Segetae, le Preaut; 5. Argentomagus; 6. Augers-en-Brie; 7. Bagnols-sur-Ceze; 8.
Bains-les-Bains; 9. Barzan; 10. Bois-lAbbe; 11. Bourbon-/Archambault: 12.
Bourhonnc-les-Bains: 13. Bully-sur-l Arbresle; 14. Camp d'Avord; 15. Chamalieres;
16. Chateaubleau; 17. Coren; 18. Corlier; 19. Couffy; 20. Desaignes; 21. Divonne-
les-Bains; 22. Flavigny; 23. Fontaines-Salees; 24. Fumades; 25. Genainville; 26.
Glanutfi; 27. Ladoix-Serrigny; 28. Menthon-Saint-Bernarnd; 29. Merignat; 30.
Metz;31. Mont-Dore; 32. Montlay-en-Aaxois; 33. Nemausus; 34. Niederbronn; 35.
Nierstein;36. Plombieres;37. Re.otier;38. Saint-Alban-les-Eaux;39. Saint-Amand-
les-Eaux; 40. Saint-Honore-les-Bains; 41. Septeuil; 42. Source de la Seine.
296
Fig. 3. Penisola iberica. Carta di distribuzione f* indica i siti con le attestazioni
piu antiche).
I. Balneario dc Retortillo; 2. lianas de Bande;3. Ba/ws de Ledesma; 4. Bancs de
Molgas; 5. Bahos de Montemayor; 6. Cabeca de Vide; 7. Caldas das Taipas; <S'.
Caldas de Cuntis; 9. Caldas de Monchique; 10. Caldas de Vizela; 11. Caldas do
Cra; 12. Caldas do Ceres; 13. Caldes de Malavella; 14. Caldes de Monlbuv; 15.
Fitera; 16. Font de N'Horta; 17. Moledo; 18. Monte Real; 19. Ontaneda e Alceda;
20. Panticosa; 21. Retortillo; 22. Tiermas; 23. Velil/a del Rfo Carrion.
297