Rinvenimenti monetali dalle Valli del Natisone: nuovi dati e prospettive di ricerca more

Published in Le Valli del Natisone e dell’Isonzo tra centroeuropea e Adriatico (Atti del Convegno Internazionale di Studi, San Pietro al Natisone, 15-16 settembre 2006), a cura di M. CHIABÀ, P. MAGGI, C. MAGRINI, Roma 2007 (Studi e ricerche sulla Gallia Cisalpina, 20), pp. 267-273

STUDI E RICERCHE SULLA GALLIA CISALPINA 20 Grazia Facchinetti Rinvenimenti monetali nelle Valli del Natisone: nuovi dati e prospettive di ricerca Estratto da LE VALLI DEL NATISONE E DELLTSONZO TRA CENTROEUROPA E ADRIATICO ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI San Pietro al Natisone (UD) 15-16 settembre 2006 EDIZIONI QUASAR - Roma 2007 GRAZIA FACCHINETTI Rinvenimenti monetali nelle Valli del Natisone: nuovi dati e prospettive di ricerca Le monete sostanzialmente inedite che sono state esaminate per questa occasione sono in numero piuttosto limitato (tab. 1): si tratta, infatti, di soli 75 pezzi provcnienti da 11 localita difFerenti a eui possono essere aggiunti novc esem- plari da Gagliano, noti solo attraverso doeumenti d'archivio. Queste monete sono state rinvenute, quasi nella totalita dei casi, in modo occasionalc e in superficic e non e, quindi, possibile inserirle in un contesto archeologico sicuro. Localita Monete preromane Monete roniane repubblicane Monete romane imperiali Monete post-antiche Gagliano, Colle di Sanla Maria delle Grazie 4 5 Dernazzacco 1? Azzida 1 San Mattia di Costne 1 1 1 Lasiz, riparo sotto roccia 7 Lasiz, San Donato 5 1 Monte Barda, qt. 249 m 1 Monte Barda, qt. 291 m 1 12 Monte Roba 4 7 San Pictro al Natisone, San Quirino 23 Corno di Rosazzo, Casali Godia 1 1 Madriolo 7? Tab. 1. Prospefto sintetico dei rinvenimenti monetali dalle Valli del Natisone qui considerati. Solo un gruppo limitato proviene da un sondaggio stratigrafico, effettuato nel 2003 sul Monte Roba in seguito al rinvenimento occasionale di elementi di armatura'. Le scarne informazioni finora disponibili sulle evidenze archeolo- giche rinvenute in questa circostanza, ricondotte a interventi di terrazzamento o di eostruzione di un apparato difensi- vo fra I secolo a.C. e I secolo d.C, non consentono ancora di interpretare correttamentc i dati numismatici. Limpressione ricavabile dalle prime notizie edite e, comunque, che i materiali possano essere stati rimescolati gia in antico. Considerate, quindi, queste limitazioni si e deciso di prendere in considerazione solo alcuni esemplari, ovvero quel- li per i quali e stato possibile, nonostante la scarsita dei dati archeologici disponibili, proporre un'ipotesi di interprc- tazione dei contesti di provenienza. In particolare ci si soffermera, nella prima parte del lavoro, su quelle monete che provengono da probabili luoghi di culto (santuari, semplici edicole o larari). Nella seconda parte si prendera, invece, in esame un gruppo di monete proveniente da una necropoli altomedievale. Le monete dai luoghi di culto Prima di analizzare i dati disponibili sui probabili luoghi di culto delle Valli del Natisone mi sembra opportuno pre- cisare che le monete rinvenute in questi siti non possono essere considerate ipso facto come offerte. Infatti, non sem- pre e facile, specie in assenza di indicazioni archeologiche precise, distinguere fra le monete sicuramcnte donate agli dei e quelle smarrite sia nel corso della frequentazione cultualc sia dopo la fine di questa. 1 Casagrande, Pessina, Righi 2003; Righi 2004. In questa occasione sono stati rinvenuti: un denario serrato del 103 a.C. (RRC. 311/1 d); rre assi repubblicani genericamente ascrivibili alle emissioni di II-I sec. a.C. di cui uno dimezzato; un probabile asse di eta augu- stea o giulio-claudia; cinque esemplari in AE databili su base pondometrica al IV-V sec. d.C. 268 GRAZIA FACCHINETTI Inoltre, benehe Panalisi della distribuzione spaziale dei rinvenimenti monetali alTinterno delle aree sacre, in par- ticolar modo in alcuni santuari dell'Europa centro-settentrionale\ abbia consentito di riconoscere alcuni centri di attra- zione delle deposizioni come, ad esempio, altari, statue, sorgenti o baeini d'acqua, in modo conforme alle indicazio- ni presenti nelle fonti letterarie', l'esistenza di numerose varianti rende arduo torn ire modelli assoluti di riferimento per l'identificazione delle offerte monetali sulla base del punto di reperimento. Risulta, quindi, di volta in volta neces- sario interrogare le evidenze archeologiche per eercare di comprendere le modalita con cui le monete sono entrate a far parte della stratigrafia. Mi sembra che possano essere riconosciute con certezza come doni agli dei solo quelle monete che siano-state rin- venute in contesti archeologici interpretabili come depositi di offerte4 per la presenza di altri materiali votivi5 oppure in condizioni di giacirura tali da far escludere uno smarrimento o un occultamento volontario a fini di tesaurizzazione, come, ad esempio, nel caso di esemplari provenienti dal condotto di affioramento di una sorgente. Per le monete dalle Valli del Natisone, a queste difficolta interpretative si somma l'incertezza nel riconoscimento dei luoghi di culto, spesso solo indiziati dal rinvenimenti di pochi bronzetti ma mai oggetto di esaustive campagne di scavo. Inoltre, i rinvenimenti non sono pressoche mai stati effetruati in una medesima occasione in modo tale che la connessione fra i bronzetti e le monete si basa solo su una generica provenienza dallo stesso sito. Le monete vanno. quindi, prudenzialmente intese solo come attestazioni di una qualehe forma di frequentazione e come indici di una possibile continuita dei culti nel tempo. 1. Gagliano. Colle di Santa Maria delle Grazie Nonostante queste incertezze, I'uso di offrire monete e sicuramente attestato dal rinvenimento, nel 1870, sul Colle di Santa Maria delle Grazie, presso Gagliano (fig. 1,1), del coperchio - di un thesaurus (fig. 2), ovvero di un contenitore litico destinato alia : Si vedano, ad esempio: Cole, Wiblk 1999; lmnAge Coinage 2005. Per Pltalia: Bf.nedettini, Catalli, De Lucia Broli.i 1999. 3 Deposizione di monete su mensae: Apul., Metam., VIII, 26; Macrob., Saturn.. III. 11. 6. Presso statue: Gioven., Sat., X. 114-117; Pausan., VII, 22, 2-3; Lucian., Philops., 20. In thesauri: Varr., De I. /.. V, 36, 182; Sen., Ep. ad Lucil.. 115, 5. Per le fonti letterarie relati- ve aH'offerta di monete in acqua: FACCHtNBTTl 2003, pp. 15-18. 1 Sullo scorretto utilizzo del lermine "stipe" per indicare gli accumuli di offerte: Hackens 1963; Desnier 1987; Bouma 1996. vol. 1, pp. 43. 49-51; Facchinkiti 2003, p. 14, nt. 4. 5 Si utilizza qui il termine "votivi" per indicare le offerte agli dei senza riferimento alia procedura che ha portato alia loro consacrazio- ne. Sulla distinzione fra offerte in seguito a voto e offerte di preghiera: Schf.id 1989-1990. Fig. 1. Carta delle Valli del Natisone con i siti esaminati nel testo: 1. Colle di Santa Maria della Grazie, Gagliano: 2. Grimacco. San Martia di Costne; 3. Lasiz, San Donato; 4. Kobarid, Gradic; 5. San Quirino, San Pietro al Natisone (elaborazione car- tografica di Dorotea Riccobono). Fig. 2. Coperchio di thesaurus dal Colle di Santa Maria delle Grazie. Gagliano (da Di Stefano Manzella 1987). Rirtvenimertti manetali nelle lalli del Natistme: nuoyi dati e prospettive di ricerca raccolta delle offerte monetali, dedicate ad Ercole da C. Ennius cokmus". II corpo del thesaurus, mancante, doveva avere forma parallelepipeda ed essere caratterizzato da una cavita circolare dal momento che ha questa forma il dente, presente nella parte inferiore del coperchio e dcstinato ad assicurare la coesione fra i due pezzi, insieme a due grappe metalliche poste ai lati del contenitore. Nella medesima occasione furono rinvenuti una base di statua con dedica ad Ercole da parte di L. Vitus Sevents7, alcuni bronzetti databili fra il IV e il II secolo a.C.s, non meglio specificati oggetti in bronzo e alcune monete che dovrebbero corrispondere a quelle donate al Museo di Cividale nel 1894 da Luigi Brusini, come attestato da un docu- mento d'archivio". II piccolo nucleo di monete comprendeva quattro denari repubblicani databili fra il 151 e il 63 a.C" e cinque nomi- nali in metallo vile di eta imperiale appartenenti alle emissioni di Caligola, Traiano, Settimio Severo, Gordiano e Costantino". La presenza di una moneta di IV secolo d.C. attesta la frequentazione del site fino almeno a questo perio- do, senza, pero, torn ire indicazioni suH'eventuale sopravvivenza del santuario. Gli dementi che sicuramente provano Tesistenza del luogo di culto non vanno, infatti, oltre la seconda meta del II-III secolo d.C, epoca a cui e da assegna- re, in base alTanalisi epigrafica, l'aretta dedicata ad Ercole. Ritornando al thesaurus, Fanalisi epigrafica e quella tipologica concordano nel porre la sua datazione verso la meta del I a.C. Dal punto di vista tipologico, inoltre, e possibile rilevare alcune affinita con contenitori di area centrottali- ca caratterizzati da un coperchio ogivale, come nel caso deU'esemplare dal santuario di Esculapio a Fregellae12 (fig. " Gregorutti 1884, pp. 413-414; Pais. Sixppl. it.. n. 376; Giavi no 1998, pp. 251-252. II termine colnnus nel teslo cividalese e stato inte- so da GiAvrrro 1998, p. 205 come attribute) indicante il mestiere del personaggio. Suirinterpretazionc del termine efr. Bandelli 1988, pp. 91-92 ent. 157. 7 Gregorutti 1884, p. 413; Pais, Suppl. It., n. 375; Giavitto 1998, pp. 250-251. Cfr. il contribute) di Lisa Zenarolla in questo volume. R CAssola Guida 1989, pp. 40-41, n. 9 e pp. 82-83, n. 32. 0 Lettera indirizzata al Ministero delTIstruzione pubblica datata al 9 aprile 1894, fascicolo "Cippi e lapidi". Ringrazio Lisa Zenarolla per la segnalazione. " RRC, 205/1; RRC, 342/4 o 342/5; RRC, 346/2b; RRC, 413/1. " Le monete di Caligola e di Settimio Severo, di incerta lettura, non hanno potuto essere ricondotte ad una precisa emissione. Traiano: R/C, II, p. 292, nn. 681-682; Gordiano: RIC, IV, 3, p. 51, n. 326; Costantino: RIC, VII, p. 475. n. 52. Lippolis 1986, p. 36. Un ana logo contenitore sempre da Fregellae e ricordato in Colasanti 1906. pp. 101-102. 270 GRAZIA FACCHINETTI 3). o emisferico, come per quello rinvenuto presso il tempio inglobato nella eattedrale di Sora" (fig. 4). Considerata la provenienza di parte del corpo coloniario aquileiese dalfarea eentroitalicaM non mi sembra impossible ipotizzare ehe a questi elementi sia da ascrivere la scelta di un tipo di thesaurus caratteristico, per quanto a noi noto, dei centri di provenienza delle loro genres'5. La datazione del thesaurus di Gagliano costituisce al momento la piii antica attestazione certa deH'offerta mone- tale nell'area in esame e induce a porre la diffusione di quest'uso devozionale nelle valli del Natisone in rapporto con la romanizzazione, in modo analogo a quanto rilevato nel eorso di analoghe ricerche relative all'Italia settentrionale"". 2. Grimacco, San Mattia di Cosine La presenza di un luogo di culto presso la chiesa di San Mattia di Costne, in eomune di Grimacco (fig. 1, 2), e stata suggerita dal rinvenimento di un bronzetto17 e di alcune monete. La mancanza di un contesto archeologico di riferi- mento in questo come nei casi seguenti induce, come anticipate a prudenza nelLinterpretare le monete come risulta- to di atti di ofterta. Di particolare intercsse appare la presenza nel nucleo di monete rinvenute a San Mattia di Costne, che comprende anche un denario delta gens Antestia1*, un asse repubblicano ed un'emissione in metallo vile forse di IV d.C.'v, di un obolo norico databile alia meta del I secolo a.C.:o. La presenza di numerario di questa regione in luoghi di culto dell'ltalia settentrionale trova confronto in santuari posti lungo percorsi corrispondenti a valli fluviali che portano a valichi alpini, ovvero lungo le vie commerciali che permettevano il transito delle merci da e per i territori transalpi- ne1. Cio potrebbe suggerire che anche il luogo di culto che verosimilmente sorgeva a Costne potesse essere connesso con le vie, commerciali e legate alia transumanza", che da Forum Julii seguivano il corso del Natisone e dei suoi affluenti fino alia valle dell'Isonzo, ed essere frequentato anche da quanti le percorrevano e non solo dagli abitanti della zona. A motivo delle gia rilevate difficolta interpretative resta per ora solo un'ipotesi il possibile utilizzo di quest'obolo norico come ofterta ad un'imprecisata divinita. 3. Lasiz. San Donato Parimenti ignota appare la divinita forse venerata presso la chiesetta di San Donato a Lasiz (fig. 1,3). Qui sono stati rinvenuti in modo sporadico e in circostanze difterenti 6 esemplari monetali e tre bronzerti, uno di devota offe- rente < 111—11 a.C), uno di Victoria (I-III d.C.) e il terzo, oggi disperso, di soggetto non precisato23. Gli esemplari mone- tali consistono in quattro assi repubblicani, un denario del 106 a.C.:4 e un'emissione di Marco Aurelio per Faustina 11 e sembrano qui attestare una frequentazione forse dal I secolo a.C. fino ad almeno il II secolo d.C. La presenza dei bronzetti suggerisce, pero, la possibility di riconoscere nel sito un luogo di culto per il quale sembra possibile sugge- rire una vitalita dal 11T—II secolo a.C. fino, forse, alia media eta imperiale, arco cronologico nel quale appare compre- sa l'emissione di tutte le monete qui rinvenute che, quindi, potrebbero essere state smarrite o deposte nel luogo di culto mentre questo era attivo. 4. CaporettO (Kobarid) II rinvenimento di monete celtiche e romane e stato a piu riprese segnalato anche nelTarea del santuario indivi- duato presso Caporetto (Kobarid)15 (fig. 1, 4) e che potrebbe essere connesso con il culto di Ercole2". Purtroppo al 15 Catalli. Scheid 1994. 14 Da ultimo. Chiaha 20(13. Mi riservu di tornare in modo piu dcttagliato sull'argomento in altra sede. Per F influenza esercitata dai coloni centroitalici nelle mani- festazioni religiose di Aquileia: Fontana 1997; Facchinetti c.s. "'• Gorini 1994; Ercoi.ani Cocchi 1994; Facchinetti 2003; Ercolani Cocchi 2004; Facchinetti 2004-2005. 17 Rupel 2000, pp. 251-253, 255; RUPEL 2004, pp. 67-69; cfr. il contributo di Lisa Zenarolla in questo volume. Brozzi 19S1, p. 63; Rupel 2000, p. 253; Rupel 2004. p. 67, n. 5.a. ,v Rupel 2004, p. 69 segnala il rinvenimento di "tre monete di epoca tardoantica non classificabili". Non mi e stato possibile verificare tale notizia. " DI DDI?; R/ Kreuztyp (Iaf). Cfr. GObl 1973. :i Monte Altare: Gambacurta, Gorini 2005; Lagole di Calalzo: Gorjni 2001; Monte Calvario di Auronzo di Cadore: Gangemi 2003; Marcer 2006, pp. 272-279. Cfr. il contributo di Lisa Zenarolla in questo volume. 25 Rupel 2000, p. 252, nt. 4; Rupel 2005, pp. 45-46. :t RRC.3\\/\e. * SaSel Kos 2002. p. 29, nt. 11. :' Cfr. il contributo di Lisa Zenarolla in questo volume. Rinvenimenti moneta Ii nelle Valli del Natisonc: nuovi dati e prospettive di ricerea 271 momcnto e disponibile solo Eelenco dclle monete romane rinvenute genericamente sul GradicJ7 e che comprende 15 esemplari repubblicani (III-I a.C.) e circa 360 pezzi di eta imperiale databili fino al primo quarto del V secolo, senza dati archeologici che permettano I'interpretazione di questi dati. Per concludere il discorso sulle attestazioni di monete dai luoghi di culto delle Valli del Natisone, si puo osserva- re come gli esemplari piu antichi, databili al II secolo a.C, non ostino alEipotesi, basata sulla datazione del thesaurus di Cividale, di una connessione fra la diffusione deU'offerta monetale in quesfarea e la romanizzazione. E importan- te, pero, ribadire che le monete possono solo fornire un terminus post quern, rappresentato dalla data di emissions, per il loro utilizzo nelle Valli del Natisone sia come strumento di pagamento sia come dono per gli dei. La lunga perma- nenza in circolazionc delle emissioni repubblicane, in particolare di quelle argentee, non consente, infatti, di esclude- re che il loro arrivo nei luoghi in cui sono state rinvenute possa essere avvenuto anche molto tempo dopo la loro emis- sione. La prosecuzione delle ricerche, specie se supportate da indagini archeologiche, avra, quindi, il compito di appor- tare nuovi e piu affidabili dati sui culti e sui riti devozionali che si svolgevano nelle Valli del Natisone. Le monete come ornamento San Pietro al Natisone. San Quirino Nel 1985 nel corso di lavori di ristrutturazione del la chiesa di San Quirino a San Pietro al Natisone (fig. 1,5) furo- no posti in luce alcuni oggetti in metallo e osso frammisti a ossa umane. II contesto di rinvenimento, seppure scon- volto, fa certo riferimento ad un nucleo sepolcrale, riferito a popolazioni autoctone e datato al VI secolo da Mario BrozzP ma per il quale piu recentementc Lidia Rupel ha segnalato una possibile continuity fino al IX-XI secolo2". Nella stessa occasione furono rinvenute 23 monete di bronzo forate facenti parte verosimilmente di uno stesso oggetto di ornamento. II Brozzi ha ipotizzato che possa trattarsi di una collana ma l'assenza di dati sulle condizioni primarie di giacitura non consente di escludere che costituissero la decorazione di una cintura. Le pessime condizioni di conservazione dei pezzi hanno consentito di riconoscere solo 5 emissioni di Costantino e dei suoi successori che coprono un arco cronologico di circa 40 anni, fra cui onfbllis di Costantino battuto a Ticinum tra il 320 e il 325 per i vicennalia e un AE3 attribuibilc alio emissioni di Giuliano (354-363). Per gli altri pezzi, in alle- sa di poter eseguire un accurato esame autoptico, non si puo che proporre una datazione al IV-V secolo su base pon- dometrica. La datazione delle poche monete leggibili da San Quirino fornisce, quindi, un terminus post quern per la realizza- zione del monile alia meta circa del IV secolo d.C, anche se non e agevole avanzare ipotesi sul momento e sul luogo della trasformazione in ornamento delle monete dal momento che le emissioni romane di IV-V secolo d.C. sembrano essere rimaste a lungo in circolazione'". Uelevato grado di usura della maggior parte degli esemplari testimonia, d'al- tra parte, una pennanenza in circolazione non breve delle monete o, forse, un uso non limitato nel tempo come orna- mento prima delTutilizzo come elemento di corredo, ipotesi entrambe che concordano con la possibile datazione al VI secolo del nucleo cimiteriale. L'utilizzo di monete forate in metallo vile con funzione ornamentale, ben attestata in eta romana" quando Tuso appare connesso con la credenza che la moneta fosse in grado di difendere dal fascinum e dagli spiriti maligni':, trova numerosi confronti, specie in relazione al costume femminile, anche in eta altomedievale", quando sembrerebbe aver avuto ancora significato apotropaico14. La deposizione in sepolture, inoltre, sembra aver costituito, specie nel caso di emissioni in metallo pregiato equiparabili a gioielli, una forma di esibizione della ricchezza e del prestigio individua- le e famigliare che venivano riaffermati al momento del funerale'5. E possibile che una simile funzione sia stata svol- :7 FMRSI, III, 6; IV, 4; V, 3. » Brozzi 1986-1987. RiiPBL 2000, p. 257. ,0 Saccocci 1997. " Una moneta di Claudio forata e stata rinvenuta, nell'area qui presa in esame, in una sepoltura, verosimilmente di I d.C, a Brischis: Rupel 2000, p. 257. B Pera 1993. ' Rieordo, ad esempio, l'utilizzo come pendagli ornamentali della cintura delle monete romane rinvenute nella tomba femminile 79 dalla necropoli di Romans d'Isonzo (inizi del VII sec: /Longobardi 1990, pp. 433-438) e nella tomba 1 di Collegno (ultimo trentennio del VI sec: Giostra 2004, pp. 85-86; Barello 2004, p. 153 con ulteriori confronti). M Giostra 2004, p. 85. H Su questa funzione del rito funerario: La Rocca 1998, pp. 79-80. 272 GRAZIA FACCHINETTI ta anchc dalle monete di San Quirino, dal momento che il loro valore, non elevato in termini assoluti. non doveva, comunque, essere trascurabile per famiglie che non dovevano appartenere aW elite altomedievale come quelle che tro- varono qui sepoltura. POVZETEK Novate najdbe v Nediskih dolinak: novi podatki in raziskovalne moenosti Darovanje novcev bogovom je gotovo izpricano v Nediskih dolinah od sredine I. st. pr. Kr. dalje. kot dokazuje najdba pokro- va thcsaurusa v Gijanu (Gagliano). Nekaj novcev so nasli na najdiscih, ki jih vsaj hipoteticno povezujemo s kultom. vendar ni mogoce dolociti, ali gre res za kultne daritve. Skupino poznoanticnih novcev iz grobnega konteksta pa lahko s prccejsnjo gotovo- stjo razlagamo kot amulete ali znake druzbenega statusa. ABSTRACT Coin finds in the Natisone I alleys: new data and researeh perspectives The usage of coins offering to the gods is testified surely in the Natisone Valleys since the mid 1" Century B.C. by a thesau- rus' lid found in Gagliano. More coins have been found in sites hypothetically interpreted as worship places, but it is not possible to be sure whether they were actual offerings. On the other side, it is quite certain that an assemblage of late-ancient coins found in a burial area can be interpreted as an amulet and a display of status. BIBLIOGRAFIA Benedettini M. G., Catalli E, De Lucia Brollt M. 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