Le offerte monetali nel Mitreo di Angera more

Published in "Alle origini di Varese e del suo territorio. Le collezioni del sistema archeologico provinciale", a cura di R. DE MARINIS, S. MASSA, M. PIZZO, Roma 2009 (Bibliotheca archaeologica, 44), pp. 358-361

Le offerte monetali nel Mitreo di Angera Grazia Facchinetti Scavi effettuati nel giugno del 1916 dalla Soprintenden- za agli Scavi e ai Musei Lombardi in una grolta. detta la "Tana del Lout'", sita sul fianco della roeca che domina Angera. hanno posto in luce resti di strutture e reperti di piu epoche, fra i quali tracce di una frequentazione di eta romana a caratterc cultuale che i dali numismatici suggeriscono abbia preso avvio a partire dalla seconda meta del 111 - inizio del IV secolo d.C. Secondo Bion- delli1"4 e Cumont195 la divinita qui venerata andrebbe riconosciuta in Mitra. Questa interpretazione. nono- stante alcune riserve espresse recentementenon mi pare ancora essere stata inficiata. Se. infatti, non esisto- no prove incontrovertibili. ma solo indizi. a suffragio della tcsi proposta, non ci sono nemmeno dementi die certamente vi si oppongono. t, inoltre. da rilevare come la presenza del culto mitraico in Angera sia attestata da due epigrafi, rinvenute purtroppo in condizioni di reimpiego. una dedicata alio stesso Mitra'5'7 e 1'altra a Cautopalesm, ovvero a uno dei due portatori di torcia associati al dio. Gli scavi del 1916 comportarono Pasporlazione di 70 cm di deposito suH'iniera superficie della grotta. Bno a mettere in luce un piano di calpestio in terra battuta e un focolare. collocato solto la nicchia prescnte nella pare- te di fondo. L'indagine dei livelli sottostanti fu eseguita praticando una trincea, di dimensioni non ricordate. tra- svcrsalmcntc aH'ingresso e lino alia parete di fondo. In questo modo si evidenzio una successione di depositi e di elementri strutturali, con la presenza di un secondo pia- no pavimentalc in terra battuta. coperto da un possente Strato di terra contenente ceramica romana, frammenti vitrei e di quarzo cristallino199, ossi animali e numerosis- simc valve di Unio vulgaris. Sulla base delle scarne notizie presenti nella pubblicazione degli scavi a firma di G. Pa- troni2™ sembra die la maggior concentrazione di monete fosse oei depositi sottostanti questo secondo battuto pa- vimeotale in prossimita deH'accesso alia grotta. e «sopra una eslensione relativamente grande. di qua e di la dal muretto fatto in epoca posteriore con avanzi di costru- zioni romane andatc gia in rovina, alio scopo di ridurrc la grotta a stalla o deposito»:"'. Patroni riteneva die potes- sero aver fatto parte di un gruzzolo, occullato dopo Pin- terruzione delfuso della grotta come Mitreo e sconvolto al momento della costruzione del citato muretto*2. In un senso nettamente diflerente si era espresso Lodovico Laf- franchidie pubblicando I'denco delle monete rinve- nute, le aveva considerate tutte come offerte prestate Jai seguaci di Mitra e asseriva die fossero state rinvenute in una sorta di «buca delle oflerte». Patroni e. pero. esplicito nel negare Tesistenza di una simile struttura2w. -Biomhui 186S. p. 527. lav. I. IW Cumont 1896, II, p. 262, n. 109. '"' Sfn\C"hils\ 1995. pp. LIX-L.N. ritienccliosoli> la preseiua di inca.ssi per I'afiissione di lasire nella parele di roccia in cui si aprc Pingresso della >it«i possa orientaiv vei'so riaterpieta/ionecome luogo di cullo. la cui dc- dica a Milra. pur ancora da piovaie sulla base di clemcnti inconlrovcrtibili. sembra ipotizzabile per la seelta della cavita naturale, CIV. onche Grassi 1995, p. 26. Piii recentemente. pur riconoscendo nella "Tana del Louf" un luogo di cullo, ne e siala negaia I"in(erpre(;t7ionc come Mitreo in David. M \rioti i 2ii().\ p. 271. (jli autori non pneisano le moiivazioni della loro aQermazione CIL V. 5477: D(eo) .Sin//) Hjmclo) M(ilhrae)lAdmtarl Vakriar{(\ I Pelaliisl t(oto)fl,ecit). m CIL V, 54(>5 = IIS 4259: Catttopati sa\i{um)\ I M{araa) Slalha Nitfer] I Vim Augluslalis) Hjeatus) d(ecMo) d(ecuriomm\) M(ediolanetisiuni) I kgialusH) dendtfophorum} dploniae) A(meliatt) A(ugusiart) Micilinluiiii) I el Gains] Kderha luliuUw>'\ I lama Irgiatf!] \{oiuni\s{olvenan) llibenies) miaiiu). " Secondo la Skna Chiesa (11)95. p. I.X) i sci frammenti di quarzo potrebbero essere un indizio di attivita produttive, torse relative al tick) di lavorazione del \eiro. s\olle aH'intcrno della grolla. Non mi semhra. pero. che una simile ipotesi sia compatible con i (bcolari descritti nel- la rdazione di scavo. Credo. imcce. sia significative il rinvenimenio di analoghi rrammenli di quarzo nel Mitreo di Mariigny (Wibli-: 1995a. p. 12; Cole, Wible 1999. p. 14: WlBLE 2004. p. 143) e nella grotta di Zillts (Rageth 1994: Rageth 2002. p. 427-428,436), per la quale e StltO proposto un uso per il cullo mitraico. in questi casi i rrammenli di quar- zo potrebhero aver fatto parte della decorazione dello spchicum: Wui t 2tHI4.p. 143. -• Hatrom 1918,p. 7. Cfr.ancheBaserga I917-I9IS. M Patroni 1918, p. 9. : •' Patroni 1918, p. It). Propendc per questa interpretazione anche Grassi 1995. p. 26. » L\ri r \m hi 1916. p. 50. -■•"Patroni 1918. p. 9. 2. //museo di Angara. F.iii romana e altomedievale 359 Nonoslante non sia stato possibile riesaminare Ic monete rinvcnute negli scavi del 1916, al momento non reperibili205, ritengo die i dati sui 265 esemplari rinvenu- ti forniti dal Laffranchi, nolo collezionista e studioso di numismatica, possano essere ritenuti ragionevolmenle precisi. I quattro esemplari piu antichi, ovvcro tre assi di Ve- spasiano, Faustina I e Antonino Pio per Marco Aurelio Cesare e un scsterzio emesso a oomc di Otacilia, sono stati trovati all'esterno. presso l'ingresso della grotta. II gruppo di 261 monete rinvenuto all'interno (fig. I) presenta una particolarc conccntrazione di materiali a partire dall'eta post-costanliniana e fino agli anni 80 del IV secolo d.C. Solo un esiguo gruppo di monete appar- tiene alle emissioni di tine IV-inizi V e un singolo escm- plare c ascrivibile a quelle di Valcntiniano 111 fra il 425 e il 455206. La presenza di un numero abbastanza elevato di mo- nete all'interno della grotta non sembra da giustificarc con roccultamento di un ripostiglio. come proposto da Patroni. Infatti, se si trattasse di un unico tesoretto de- posto del V secolo non dovremmo trovarc antoniniani. se non di aicuni dpi qui non prcsenti, come quelli per il DivoQaudio, c. probabilmente, sotto forma di imitazio- nP'7. Inoltre, in linea teorica c ferma restando la verifica deU'evoluzione del circolante nella zona, dovremmo os- servare percentuali piu alte per Ic monete di piu recente emissione, ovvero della prima meta del V secolo. Invece. come evidenziato dal grafico I. sono proprio gli esem- plari piii recenti ad essere presenti in basse percentuali. Un'uitima considerazione porta a dubitare dell'interpre- taziorte come ripostiglio: nell'ipotesi, tutta da verificare. in cui il secondo piano pavimentaJe riconosciuto rap- present i quelle del Mitrco c il muretto sia stato rcaliz- zato dopo la fine della sua frequentazionc. se le monete avessero fat to parte di un gruzzolo rinvenuto nello scavo della fossa di fondazione del muretto, la loro dispersio- Fig. 1 Le moncle rinvcnute nella grotta per periodi di emissione. ne sarebbe dovuta awenire su una superlicie posteriore a quclla usata per il luogo di culto c non sotto di essa. Solo I'auspicata ripresa degli scavi nella grotta e ncH'area antistante potra. pero. consentirci una miglior delinizio- ne della successione degli intcrventi e offrirc risposte agli interrogativi che al momento rimangono aperti. ma alio stato attuale appare piu probabile che le monete costi- luiscano doni presentati a Mitra, come gia proposto dal Laffranchi. Come per molti altri aspetti della ritualita mitraica. ncssuna fonte letteraria ci otTre informazioni suH'oHerta monetale. Solo le evidenze archeologiche ci inducono a riconosceme l'esistenza e ad ipotizzare che venisse efiet- tuata secondo modalita e scopi analoghi a quelli. ben piu noti. relativi ad altri t:pi di culto8". La prova che anche i mystai consacravano somme monetali al loro dio ci e offerta dal rinvenimento nel Mitreo I di Heddernhcim (Germania):"" di un thesaurus lapideo, ovvero di un contenitore per la raccolta delle oflerte, recante una dedica epigratica a Mitra e databile alia seconda meta del II secolo d.C.21". L'utilizzo di cas- : 'Tutii i repcrti rinvenuti furono deposilali presso la Biblioteca eomu- nale di Angcra perche coslituissero l'ossalura di un piccolo museo lex-ale: Paironi 1918, p. 11. Attualmentc non sono. pero. prcscnli nolle colle/ioni museali. come confcrniaio dalla dotioressa Serena Massa, the ringrazio. -"' Non e da cscludere the. nel caso in cui i materiali degli scavi del 1 y16 vengano rilrovali. la rcvisione dei 65 esemplari giudicati scarsa- menie leguibili o illeggibili dal Laffranchi e assegnali al pcriixlo fra Wdentiniano II ed Arcadio, possa modificare, almeno parzialmente, il quadro oggi disponibile, con la possibile identificazione di ufteriori esemplari claiabili alia prima meta del V secolo. -v Arslw c.s. Ringrazio Lrmanno Arslan per aveimi coricscmente conseotito di leggeie il suo lesto in corso di pubblicazionc. Sull'oflcrta monetale, con bibliograria precedeate: Facchineth 2(hi?: I-'acvhinetti 2(K)4: Faitiiini-tii 2ihi4-2(H)>; Facciiinetti 2(K)7. I materiali rinvenuti nei Milrei ailesiano anche offerte di altro tipo, come ad csempio allari (Martig)y: Wible 1995a. pp. 10-11; Wible 1998) e oggciti in meiallo (Ptuj. Mitreo III. CIRMR n. 1598). I frequenti e nu- merosi materiali littili vanno in parte rapportati ai pasti riluali (coppe. piatti, scodclle, brocche e olle) e alle esigenze di illuminazione (luceme), e in parte forse potevano anche costituire elemcnli del rituale. L'anaJisi deU'insieme dei materiali rinvenuti nei Mitrei potrebbe consenlire la ri- coslruzionc di aicuni aspetti dei riti milriaci. come suggerito da akuni recenu' lawri, quab ad esenpio: Roman Miikaism 2t«i4: Martens 2004; Ulbert, Wulfmeier, H( i c-ZeiSCHE 2004. " CIMRM I0S2-1107. In CIMRM 1106 e scgnalato il rin\enimen- to di un numero imprecisato di monete. ;i" CIL XIII. 7363 = CIMRM 1096: D(eo) K,imao) M[Wmu) I M(amu) Terifniius) I Sendcio Ip{eaaua) siuu) pU>suii). CIMRM 1095: Hi i d-Zetnciie I9S6. pp. 17 ss.. tig. 9c e p. 51 nr. 3: Kamihskj 1991. pp. 172-173. lig. 33. 360 A lie origini di Varese c del sun territorio seitc per Ic otTerte in legno sembra, invece, ipotizzabile a Mackwiller in base alia peculiare distribuzione dei rinve- nimenti monetali, con significative concentrazioni presso alcuni altari211. Al di fuori di questi due casi, sembra, pero. che le mo- nete venissero seinplicemente lasciate sul suolo, dal mo- mento che. nella maggior parte del casi. le indagini arche- ologiehe lianno constatalo che le monele erano disperse airinterno dei Mitrei. Tali modalita di rinvenimento. fino ad anni recenti, sono stale considerate il prodotto di atti di distruzione e profanazione compiuti da cristiani che ncl non appropriarsi delle offerte avrebbero reso manife- sto come il loro agire non fosse motivate dall'avidita212. Lo scavo del Mitreo di Martigny e I'accurato studio dei rinvenimenti monetali qui efiettuati hanno mutate questa visione. A. Cole e F. Wible215 hanno. infatti, evi- denziato come gli csempluri piu antichi fossero dispersi all'esterno. mentre quclli piu recenti fossero concentrati aH'interno delfediiicio. Cio ha indotto Wiblc a ipotiz- zare che i devoti lasciassero sul pavimento del Mitreo le loro. offerle, che, a intervalli, venivano raccolte c gettatc nell'area esterna eircostante214. 11 confronto con quan- to attestato nei Mitrei di Orbe-Bosceaz.215 e di Konig- sbrunn2", ha, inoltre, evidenziato una particolare con- centrazione delle monele presso il fondo dello spelaeum, dove doveva trovarsi la raffigurazione della tauromachia, ed ha consentito a E. Sauer2'7 di proporre che le monete potessero essere lanciatc in questa dirczione dai mysles, distesi sui banconi laterali durante le celebrazioni ed i pa- sti rituali. Le scarse indicazioni sulle modalita di rinvenimen- to delle monete della Tana del Louf non d permettono, purtroppo. di avere elementi per la ricostruzione delle modalita di esecuzione del rituale di oiTerta qui in uso. Nell'ipotesi in cui le quattro monete piu antichc rinvc- nute rappresentino anch'esse delle otTerte a Mitra, il fat- to che provengano dalfarea antistanle all'ingrcsso della grotta potrebbe far pensare che anche ad Angera gli ad- detti al culto periodicamentc pulissero il suolo del Mitreo e gettassero all'esterno quanlo vi si era accumulate. Di particolare interesse appare, in ogni caso. la da- tazione della moneta piu rccentc rinvenuta, ascrilta alle emissioni di Valentiniano 111 del periodo fra il 425 e il 455. Questo esemplare. sempre che sia riconducibile alia frequentazione cultualc della grotla e non a uno smar- rimento posteriore alia line di questo, sccondo Sauer218 costituirebbe I'unico indizio di una continuita del culto mitraico fino alia meta del V secolo. In realta, anche nel Mitreo di S. Giovanni in Duino (TS)21''. presso le foci del Timavo, le monete piu recenti fra i 540 esemplari rinvenu- ti negli scavi effettuati fra il 1965 e il 1975, sono assegna- bili al medesimo arco cronologico22". In questo caso, pero, non solo i reperti monetali ma anche quelli ceramici, in particolare le lucerne221, portano a supporre una continuita nella frequentazione cultuale fino al V secolo inoltrato della grotta naturale. riadalta- ta a Mitreo con la costruzione dei banconi in muratura per gli iniziati forse gia nella seconda meta del I secolo d.C.m, ma sicuramente dalla fine del II d.C, epoca in cui sono databili le piu antichc iscrizioni rinvenute22'. Segna- lo, inoltre. che anche per il Mitreo della Crypta Balbi a Roma non e esclusa una continuita di frequentazione nel corso della prima meta del V secolo 224. Cio induce a riconsiderare non solo la questione della continuita dei culti pagani dopo gli Editti di Teodosio, ma anche quella della possibile convivenza fra paganesi- mo e Cristianesimo in eta tardoantica. ma tali argomenti non possono essere che qui accennati in attesa di poterli riprendere piu compiutamente in altra sede. In conclusione. sc sembra verosimile riconoscere nel- la Tana del Louf di Angera la sede di un culto dedicate a Mitra sulla base della scelta di una grotta e di alcune analogie con altri Mitrei (orientamento 225 e rinvenimen- to di frammcnti di quarzo). le monete qui rinvenute po- trebbero attestare la sua ultima fase di frequentazione e l'adozione anche qui di questo tipo di offerta. '"Sauer 2004, pp. 330-331. !u Sauer 1996; Sai ier 2004. pp. 330 e 338. "'GolE-Wible 1999. :" CoLE-WlBLfi 1999, p. 18: Wibi.k 2004. pp. 140-143. Su questo Mi- treo si vedano anche: WlBli I995u; WlBli 1995b: WlBli 1998. ■'■ LuginbOhl, Monnikr. MOhlemANN 2004. pp. 117-118 e 123. 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