Corporate elearning e knowledge management in Italia moreIDC 2002 |
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Studio "Corporate eLearning e Knowledge Management in Italia" (Aprile 2002).
Analisti: Sergio Patano, Barbara Dose, Elena Vaciago
Abstract dello Studio
L’evoluzione tecnologica e la rapida trasformazione del business stanno rivoluzionando l’industria del Corporate Training e la stanno portando a adottare nuove metodologie d'apprendimento attraverso una gestione più efficiente dei contenuti ed una delivery più efficace dei corsi. IDC prevede per il Corporate eLearning una forte espansione con tassi di crescita molto sostenuti, dato l’aumentato utilizzo da parte delle aziende italiane delle risorse della rete Internet. In particolare l’eLearning può essere un’interessante soluzione al sempre più pressante problema dello skill shortage sulle competenze IT. Questo studio analizza il trend di crescita dei segmenti che compongono il mercato dell’eLearning, le strategie dei principali operatori italiani di eLearning e i settori che si prevede investiranno maggiormente nei prossimi anni. Sarà inoltre analizzato il rapporto che lega i sistemi di eLearning con il Content Management e più in generale con il Knowledge Management.
Considerazioni generali tratte dallo Studio
L'eLearning è, tra le applicazioni avanzate basate sui protocolli di Internet, quella che forse ha riscosso, durante tutto l'ultimo anno, il maggiore interesse, senza battute d'arresto dovute a fattori esterni come l'andamento dell'economia e il ridimensionamento delle aspettative legate all’eCommerce. I vantaggi dell'eLearning sono principalmente collegati alla possibilità di ottenere economie di scala nell'erogazione dei corsi. Un obiettivo che si sposa bene con le esigenze di società che si trovano, oggi, nella situazione di dover contenere i costi e non poter trovare sul mercato le professionalità richieste. Un altro trend è quello che vede i grandi gruppi e le società tecnologiche investire nella formazione non tanto interna quanto rivolta verso clienti e partner. L'analisi di casi reali di adozione mette in evidenza però come in diversi contesti si preferisce ricorrere all'eLearning (spesso in modalità blended, mista online e aula tradizionale), anche se il numero dei partecipanti non è elevato, per le caratteristiche di • flessibilità, • immediatezza della formazione, • acquisizione diretta sul posto di lavoro. In Italia bisogna considerare come questo tema sia strettamente collegato a quello più generale degli investimenti in formazione delle aziende, tradizionalmente inferiori a quelli fatti negli altri Paesi europei, anche se oggi in aumento grazie al sostegno sia a livello di politiche del lavoro, sia di programmi di finanziamento europei. Secondo le ultime indagini, in Italia soltanto il 32% dei lavoratori effettua qualche attività di formazione nel corso di un anno (considerando come formazione qualsiasi intervento, dalla giornata di corso, al CdRom, alla partecipazione a un convegno). Gli investimenti in Training sono molto più diffusi nella Pubblica Amministrazione, dove la partecipazione oscilla tra il 30% e il 70% dei dipendenti nelle diverse amministrazioni, che non nelle imprese. In particolare, se nelle imprese il valore medio di partecipazione è del 10,6% dei dipendenti, si registrano cifre più alte nelle imprese con più di 250 dipendenti (24,6%) e molto basse invece nelle imprese con meno di 9 dipendenti. Le PMI sono il grande bacino non raggiunto dalla formazione. IDC ha stimato quella che è attualmente la spesa delle aziende italiane in corsi IT: considerando le tre componenti dell'IT Training • alfabetizzazione informatica dei dipendenti; • corsi specifici per il personale tecnico; • corsi su nuove applicazioni introdotte in azienda. si arriva a un valore complessivo per l'Italia di 685 milioni di euro nel 2001.
IDC ha analizzato anche la spesa in corsi Business Skill, una categoria molto ampia, legata a una molteplicità di argomenti non tecnici. In Italia tale mercato è stato stimato da IDC valere 545 milioni di euro nel 2001, con un tasso di crescita previsto per il periodo 2000-2005 superiore a quello dei corsi IT. Il mercato italiano dell'eLearning, se confrontato a questi numeri, ha un valore ancora molto basso, pari a 29 milioni di Euro alla fine del 2001. Il tasso di crescita previsto è però il più alto in Europa (CAGR 2000-2006: 59%) e dovrebbe portare l'Italia a posizionarsi al quarto posto, dopo Germania, Gran Bretagna e Francia, per la spesa delle aziende in eLearning nel 2006. Questa crescita è in gran parte determinata dal recupero previsto per l'Italia, nei prossimi anni, per quanto riguarda l'informatizzazione, la diffusione di infrastrutture a banda larga, il livello di scolarizzazione della popolazione su tecnologie ICT. Dall'analisi IDC emergono i principali fattori che favoriscono la diffusione dell’eLearning: • Possibilità di ridurre i costi dell’azienda; • Diffusione di Internet e delle tecnologie ICT ; • Domanda crescente per soluzioni Blended, con attività di aula ma anche di tecnologie a supporto della docenza tradizionale; • Maggiore attenzione per offerte come outsourcing e ASP; • Continuo miglioramento della qualità dei corsi, dei sistemi di gestione e di delivery per l'eLearning. I fornitori di soluzioni di eLearning e in generale chi vuole entrare in questo mercato devono però valutare attentamente i fattori che possono influenzare negativamente un veloce sviluppo del settore. I fattori che possono limitare la diffusione dell’eLearning sono i seguenti: • In tutta l’Europa non si può parlare di un unico mercato dell’eLearning (come avviene invece per gli USA) perché molti sforzi devono ancora essere fatti dai diversi player per localizzare i propri contenuti tenendo conto di lingue e culture ancora molto diverse; • Le aziende italiane devono ancora arrivare a un livello di informatizzazione e di connettività che permettano di fruire di tutti i vantaggi dell’eLearning; • Un aspetto su cui l’offerta dovrebbe orientarsi maggiormente nel medio termine è quello relativo alla proposta ai propri clienti di una valutazione dell’efficacia del Training svolto in modalità eLearning, cercando di allineare questa misura con quelli che sono gli obiettivi generali del business dell’azienda. Analizzando l'offerta di servizi, contenuti e tecnologie dell'eLearning, a livello italiano, emerge uno scenario molto frammentato, con operatori "vecchi" della formazione e operatori "nuovi" dell'eLearning che convergono verso offerte complete di eLearning in varie modalità, solo online oppure blended, con corsi sviluppati ad hoc per il cliente, corsi standard online (tramite un portale o in modalità ASP), standard ma personalizzabili dal cliente. IDC ha segmentato gli operatori del mercato italiano dell’eLearning in sei categorie principali: • Pure Player: società di formazione il cui core business è interamente legato ad attività che ruotano attorno alla formazione online; • Società di Formazione Tradizionale con offerta di eLearning: società che non considerano il mercato dell’eLearning come un mercato diverso da quello della formazione tradizionale, ma vedono l’eLearning principalmente come una diversa modalità per erogare i corsi; • Business School: strutture appartenenti ad istituti universitari; • Società di Consulenza: società di consulenza direzionale, organizzativa e di processo. Si posizionano nel mercato dell’eLearning con l’offerta di un servizio che ha come obiettivo l’integrazione dei contenuti e dell’infrastruttura applicativa dei vendor IT; • Content Provider: le società media e multimedia che nascono come fornitori di contenuti per il mondo dell'eLearning; • Società ICT: IT vendor e System Integrator con un'offerta consolidata di IT Training. Figura 1 Segmentazione dell'offerta del mercato italiano dell'eLearning
Content Provider
Contenuti
Business School
Pure players
Tecnologie
ICT ietà Soc
Processi
Società di consulenza
S for ociet tra mazio à diz ion ne ale
Fonte: IDC, 2002 Ogni fornitore ha un diverso ruolo all'interno della catena del valore (i Content Provider sono più presenti nelle fasi iniziali di realizzazione dei contenuti, le società di consulenza e i fornitori di formazione tradizionale sono in grado di gestire un progetto dall'inizio alla fine). Inoltre, le dinamiche del mercato mostrano diversi punti di forza e di debolezza per i diversi fornitori. Un aspetto importante, che molti fornitori cominciano a considerare come nuova opportunità di mercato, è quello che riguarda l'integrazione della formazione in modalità eLearning con la gestione delle conoscenze all'interno dell'azienda, o Knowledge Management. Lo studio comprende un'ampia sezione dedicata a valutare quali sono le possibili sinergie tra eLearning e KM, in un'ottica di investimento sul capitale umano dell'azienda. Figura 2 Caratteristiche comuni all'eLearning e al KM
Riduzione delle limitazioni di tempo e risorse
Tecnologia come fattore abilitante
Focus sull’individuo Riduzione tempi di risposta di vendite e servizi di assistenza Disponibilità informazioni nei processi decisionali
Uniformità e qualità dei contenuti trasmessi
eLearning & KM
Facilitazione nell’utilizzo dei processi
Fonte: IDC, 2002
Attualmente, le esperienze di effettiva integrazione di eLearning e KM, in Italia, sono ancora poche: l’implementazione di una soluzione integrata di Knowledge Management ed eLearning presenta infatti notevoli sfide, culturali, “politiche”, organizzative e tecnologiche. Ciò nonostante, è possibile mettere in luce i benefici che derivano dall’integrazione di soluzioni di eLearning e KM: • Arricchimento dell’ambiente di apprendimento; • Creazione di contenuti tempestiva e diretta; • Ottimizzazione della gestione di sistema; • Risparmi sui costi e ritorno sugli investimenti; • Aumento della competitività.
La strada verso una maggiore integrazione di eLearning e KM sembra quindi segnata, e questo dovrebbe favorire entrambi i mercati, in particolare, lo sviluppo di soluzioni KM, ancora molto limitato e circoscritto alle aziende di maggiore dimensione o alle multinazionali, per quanto riguarda l'Italia. A livello mondiale, il mercato dei servizi di Knowledge Management valeva, secondo le analisi IDC, 2.900 milioni di Euro alla fine del 2001, e dovrebbe raggiungere i 10 miliardi di Euro, con un tasso di crescita medio annuo per il periodo 2001-2006 del 28%.
Metodologia
Lo studio "Corporate eLearning e Knowledge Management in Italia" è basato sull'attività di ricerca continuativa IDC, sia a livello di Ricerca Locale in Italia sia internazionale, sul tema dell'eLearning e della formazione ICT nelle aziende, oltre che la sua progressiva diffusione in diversi ambiti (formazione individuale, nell'Education). In termini metodologici, l'analisi ha compreso: Attività di ricerca field, tramite interviste con i principali operatori del mondo dell'offerta di eLearning, volte a individuare • Principali trend in atto • Strategie e ruolo dei diversi operatori, • Segmentazione del mercato, • Swot analysis relativa alle diverse tipologie di offerta Attività di ricerca desk sul tema formazione, investimenti delle aziende, eLearning, volta a individuare i principali indicatori e le tendenze del mercato oltre che i comportamenti e le problematiche dell'utenza.