Occupazione e formazione nell'information technology more

Federcomin Anasin Assinform 2002

Occupazione e Formazione nell’ICT Capitolo 1 Il sistema della Formazione per la Net Economy in Italia 1.1 Il perimetro della Formazione ICT La formazione relativa alle tecnologie ICT ed e-business in Italia è un settore articolato su più livelli (istituzionale, professionale, privato) e presso differenti soggetti erogatori (pubblici e privati) che compongono un mondo complesso, rivolto a differenti interlocutori (studenti, lavoratori). Il primo livello della formazione ICT è indirizzato ai giovani che devono entrare nel mondo del lavoro ed è rappresentato innanzitutto dalla formazione istituzionale, in particolare dalla formazione presso le scuole superiori e le Università e in secondo luogo dalla formazione professionale di base e dagli IFTS. Il secondo livello della formazione ICT fa invece riferimento alla formazione privata rivolta alle aziende, i cui interlocutori sono lavoratori che devono aggiornare o riqualificare le proprie competenze. Nell’analisi che segue, importante è comprendere quanto la formazione informatica stia supportando l’ICT, sia nel reperimento di nuove risorse per fare fronte allo skill shortage esistente, sia nel riqualificare le risorse ICT che, alla luce della crescente complessità e della continua evoluzione della tecnologia, necessitano costantemente di aggiornamenti. I contenuti della formazione per la NetEconomy si dovranno dunque declinare da un lato su una formazione iniziale, di base ma di tipo tecnico professionale che permetta ai giovani che entrano nel mondo del lavoro di essere preparati sulle nuove tecnologie e dall’altro sulla formazione continua delle persone già inserite nel mondo del lavoro e che devono costantemente ridefinire, rafforzare e aggiornare le proprie competenze. Dal lato della formazione istituzionale non bisogna dimenticare il ruolo che l’alfabetizzazione informatica deve giocare presso tutto l’apparato scolastico per supportare efficacemente quella ormai crescente parte di power users che, affacciandosi al mondo del lavoro, dovranno quotidianamente utilizzare la tecnologia per il proprio lavoro e non potranno prescinderne. Il ruolo della formazione continua sarà sempre più importante in un mondo in continua evoluzione, nel quale è richiesto alle figure professionali una specializzazione sempre maggiore, e necessiterà sempre più in futuro del supporto di due strumenti: l’e-learning e la certificazione delle competenze. In sintesi, è molto importante che tutti i livelli della formazione della NetEconomy si muovano in modo coerente e programmato, con l’obiettivo comune di colmare i ritardi accumulati nel passato e di essere allineati con il ritmo e la velocità dell’evoluzione tecnologica al fine di non compromettere la competitività dell’intero sistema economico e produttivo italiano. 1.2 L’offerta istituzionale e professionale L’alfabetizzazione informatica presso le scuole italiane L’avvio di un processo di informatizzazione che coinvolga tutte le scuole è assolutamente imprescindibile nella Società dell’Informazione e della Tecnologia. Infatti, lo sviluppo delle tecnologie nel mondo del lavoro ha allargato sempre di più la parte di lavoratori-utenti dei supporti informatici che quotidianamente, per il proprio lavoro, hanno a che fare con applicativi, strumenti di office, terminali, per attività di ricerca di informazioni, elaborazione di documenti, produzione di contenuti, esecuzione di processi. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT E’ dunque importante che l’utilizzo dell’informatica esuli, si allarghi oltre le risorse strettamente ICT e si diffonda presso più larghe fasce di lavoratori. Ed è altrettanto importante che la confidenza con la tecnologia e l’informatica avvenga sin dai primi livelli scolastici. Infatti, a fronte del numero stimato di 3,9 milioni di power users che ad oggi utilizzano i supporti tecnologici per il proprio lavoro e della attesa crescita futura degli utenti dell’informatica, è inevitabile che la scuola formi gli studenti all’utilizzo dell’informatica. Ciò significa: 1. mettere a disposizione degli studenti un numero adeguato di PC, connessioni a Internet, software, attrezzare laboratori 2. formare gli insegnati all’utilizzo degli strumenti e degli applicativi, predisporre corsi di informatica, realizzare aggiornamenti anche attraverso strumenti di e-learning. L’alfabetizzazione informatica deve dunque iniziare a scuola, prendendo confidenza con la tecnologia e in questo obiettivo sicuramente lo sviluppo della certificazione di tipo end user può giocare un ruolo di rilievo e di incentivo, sia per gli insegnanti che per gli studenti. A tale proposito sono state avviate alcune iniziative da parte del Ministero dell’Istruzione, tra le quali il Programma di Sviluppo delle Tecnologie Didattiche avviato nel 1996 che, da una progetto pilota, si è esteso poi a tutte le scuole. Il livello di informatizzazione delle scuole, raggiunto nel 2001, secondo le stime proposte dal Ministero della Pubblica Istruzione, è il seguente: • • • • • • • nelle scuole meno attrezzate dal punto di vista multimediale (elementari e medie e licei) è presente un rapporto medio computer/studenti di 1:21; nelle scuole più attrezzate (tecnici e professionali) il rapporto è di circa 1:9; nelle Università il rapporto è di 1:18; il parco macchine nazionale è di circa 625.000 personal computer, di cui oltre 259.000 nella scuola primaria, 272.000 nella scuola secondaria e 94.000 presso le Università; quasi la totalità degli Istituti tecnici e professionali dispone di collegamento a Internet; nei licei il collegamento è previsto nel 90% mentre circa il 75% delle scuole medie ed elementari dispone di un collegamento. Il 44% delle scuole dispone di un proprio sito web; dal punto di vista della formazione dei docenti, sono stati organizzati corsi di alfabetizzazione informatica in oltre 13.000 scuole e raggiunti circa 450.000 insegnati; le scuole cablate risultano pari al 39%. L’università Se consideriamo gli immatricolati nelle aree riconducibili all’Information Technology, ovvero presso le facoltà di Informatica, Scienze dell’informazione, Ingegneria informatica e, in misura inferiore, Statistica e informatica per l’azienda ed Economia informatica, il numero totale di immatricolati nell’anno accademico 2000/2001 ammonta a 9139 iscritti (pari al 3% del totale degli immatricolati), mentre il totale degli iscritti nel gruppo scientifico-ingegneria ammonta a 31.800 giovani, pari al 10,2% del totale degli immatricolati. C’è da osservare che degli oltre 9000 iscritti in facoltà di Informatica e affini, 3.700 (pari al 40,5%) hanno optato per il diploma di laurea segno che, per le materie tecnico-specialistiche effettivamente lo sviluppo di lauree brevi è la strada da percorrere. I laureati in discipline del gruppo scientifico-ingegneria sono stati 23.990 (contro i 23.603 dell’anno precedente), pari al 15% del totale dei laureati. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Tali facoltà risentono inoltre moltissimo dei fenomeni dell’abbandono e degli studenti fuori corso. Il numero dei laureati nel gruppo scientifico-ingegneria risulta ancora troppo basso, in confronto al totale dei laureati, e non evidenzia progressioni di rilievo nel tempo, anzi in termini percentuali si è passati dal 15,5% dei laureati nelle discipline tecnico-scientifiche nel 1999 al 15% del 2000 (Fig. 65). Fig 1 Laureati e diplomati totali e nel gruppo scientifico-ingegneria, anni 1999/00 e 2000/01 159.897 152.340 +5% +1.6% 15.5% 5.072 18.531 1999-2000 4.586 19.404 2000-2001 15% Gruppo scientifico Ingegneria Fonte: NetConsulting su dati Murst La formazione professionale La formazione professionale in Italia offre specializzazioni post-diploma e post laurea, partecipa alla costruzione della nuova offerta di tipo tecnico-professionale all’interno dell’istruzione superiore (i corsi IFTS), programma corsi di riqualificazione per occupati e sostiene mediante la formazione l’inserimento lavorativo di fasce deboli o di disoccupati. Molteplici sono i soggetti erogatori di corsi di formazione professionale (Fig. 66): privati che operano solo in convenzione con gli Enti pubblici, privati che operano senza ricorrere ai finanziamenti pubblici, Enti pubblici, Cooperative, Camere di Commercio. Molti di tali soggetti hanno fatto ricorso a forme di aggregazione, organizzandosi in federazioni, associazioni, consorzi. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Enti di formazione e loro consorzi Altro 36,7% 17,8% Organizzazioni datoriali C.C.I.A. 0,6% 1,1% 3,7% 4,5% 5,8% 13,5% Associazioni e consorzi di imprese Associazioni, coop non profit 16,3% Ist. Scolastici e Università Enti bilaterali Regioni, Province, Comuni e loro Consorzi Fig 2 Soggetti che erogano formazione professionale, 2000 Fonte: NetConsulting su dati ISFOL- CISEM Complessivamente nel corso dell’anno formativo 1999/2000 sono stati coinvolti da attività di formazione circa 551.400 allievi con una lieve crescita rispetto all’anno precedente. I corsi realizzati sono pari a 34.100 presso le 1.500 sedi operative sul territorio nel campo della formazione professionale. La Lombardia è la Regione più attiva nella realizzazione di corsi di formazione professionale. Rispetto alle attività corsali (Fig. 67), le attività di formazione al lavoro (che comprendono le attività per i giovani, per i soggetti a rischio di esclusione, la attività rivolte ai disoccupati e alle donne) rappresentano la principale componente dei corsi di formazione professionale con il 65%, mentre la formazione sul lavoro rappresenta il 24% della formazione erogata. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 3 Tipologie di formazione professionale, 2000 Formazione sul lavoro 24,0% Attività per i giovani, per soggetti a rischio di esclusione, per disoccupati, condizione femminile Attività per occupati, CFL, apprendisti Tirocini Formazione al lavoro 65,5% 4,8% 5,7% Formazione ex lege Fonte: NetConsulting su dati ISFOL-CISEM Dal punto di vista delle attrezzature e degli strumenti per esercitazioni pratiche (Fig. 68), si evidenzia che sono i laboratori di informatica i più diffusi, presenti in ben l’84,4% delle sedi operative, seguiti dagli audiovisivi (26,4%), mentre solo l’8,7% delle sedi dichiara di non disporre di laboratori. La spesa effettuata dalle Regioni per la formazione professionale risulta in progressione e tra il 1995 e il 1999 è cresciuta del 76%, assestandosi a circa 2 milioni di euro. Per fare fronte a tali spese la formazione professionale non fa riferimento solo a risorse comunitarie FSE (obiettivi 1,2,3,4 e 5b) ma anche ad altri fondi regionali e nazionali. In generale i corsi predisposti dalla formazione professionale mantengono come obiettivo quello di riportare i giovani all’interno del circuito formativo e dell’istruzione, favorendo l’inserimento nel mondo lavorativo e dunque offrendo una formazione di base, ancora poco professionalizzante. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 4 I laboratori a disposizione della formazione, 2000 84,4% 26,4% 22,2% 20,2% 18,5% Informatica Audiovisivi Elettricità / Elettronica Meccanica Dattilografia / Videoscrittura Fonte: NetConsulting su dati ISFOL-CISEM L’istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) All’interno della formazione professionale, molto importante è illustrare la situazione della Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) definita nel suo assetto dal D.M. 436 dell’ottobre del 2000. Tale decreto prevede l’organizzazione di percorsi formativi flessibili programmati dalle Regioni con una durata che può variare tra le 1.200 e le 2.400 ore, con un’attività di stage pari almeno al 30% del complessivo monte ore e rivolti a giovani e adulti anche occupati in possesso di diploma o anche non possessori di diploma ma con accertati percorsi formativi e/o lavorativi. I corsi hanno due obiettivi principali: • • facilitare l’inserimento professionale dei giovani attraverso una formazione altamente professionalizzante dal punto di vista tecnologico e adeguata ai fabbisogni formativi delle aziende; offrire un nuovo canale di formazione tecnica di alto livello utilizzabile anche in percorsi di formazione continua. Sicuramente i corsi IFTS, che si collocano a cavallo tra la formazione istituzionale e quella professionale, vanno nel senso di incrementare gli aspetti professionalizzanti dell’istruzione secondaria e di avvicinare le conoscenze e l’apprendimento a quelle che sono le vere richieste del mercato. La situazione dei corsi IFTS è ancora quella di una fase sperimentale, con un numero di corsi che si attesta, nell’anno scolastico 1999/2000 a 395 (106 erogati al Nord, 70 al Centro e ben 229 nel Sud). E’ interessante osservare l’evoluzione dei corsi erogati per settore di riferimento (Fig. 69) in cui si può osservare come l’area di formazione che fa capo alla informatica, telematica e multimedialità fa registrare un incremento superiore al 70% posizionandosi nel 1999/00 secondo solo rispetto ai corsi afferenti il comparto industriale. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 5 Corsi IFTS ripartiti per settore di riferimento: 1998-2000, valori % 30,8% 11,5% 7,7% 2,0% 7,2% 9,5% 4,1% Beni culturali 6,5% 30,4% 12,2% 10,4% 1,8% Edilizia Trasporti e Qualità e Commercio Sicurezza Servizi Sociali 14,4% 5,4% 7,0% 8,1% 10,0% 6,3% Turismo 10,3% 4,4% Agricoltura Ambiente Telematica, Trasporti Informatica 1999/98 2000/1999 Fonte: NetConsulting su dati Ministero della Pubblica Istruzione Conclusioni La fotografia effettuata sulla formazione istituzionale e professionale evidenzia una situazione poco incoraggiante dal punto di vista delle figure formate in ambito tecnologico-informatico. Se si sommano le figure caratterizzate da un profilo di tipo tecnico-specialistico di tipo medio basso (diplomati delle scuole tecniche e degli istituti professionali) con quelle di tipo elevato (laureati nel gruppo scientifico ingegneria e diplomati IFTS), si può arrivare ad una situazione come quella descritta nella Fig. 86: • in generale il numero dei giovani che escono dal sistema scolastico italiano e che hanno almeno una base di alfabetizzazione tecnico–specialistica diminuisce nel triennio 1999/2002 a causa della contrazione dei diplomati presso le scuole superiori di tipo tecnico-professionale, dovuta da un lato alla contrazione della natalità e dall’altro agli alti tassi di abbandono ancora presenti, in particolare presso questo tipo di scuole superiori. Il numero delle risorse pronte ad entrare nel mondo del lavoro con una buona/elevata preparazione di tipo tecnico-professionale (laureati del gruppo scientifico-ingegneria e diplomati ISFT) è stimato in 25.500 unità circa nel 2001 e 26.500 unità nel 2002 con una crescita di quasi il 4% (Fig. 70). Va osservato che tale stima è comunque per eccesso per quanto riguarda le risorse laureate, in quanto non tutte le figure dei gruppi di laurea considerati dispongono di una formazione tecnico-informatica di tipo elevato. • © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 6 Risorse tecnico-specialistiche disponibili ad entrare sul mercato del lavoro, 1999, 2000 e 2001 286.403 8.6% 271.038 9.4% 266.500 9.9% 91.4% 90.6% 90.1% 1999-2000 2000-2001 2001-2002 Formazione tecnico - specialistica (IFTS - laurea / diploma) Formazione di base (diploma - filiera tecnico / professionale) Fonte: NetConsulting su fonti varie • A livello del sistema formativo esistente, risulta necessario rafforzare la formazione tecnicoinformatica di tipo specialistico mediante la spinta delle lauree brevi e la riconversione della formazione professionale, attraverso l’esperienza degli IFTS, verso corsi a carattere più professionalizzante Inoltre, se l’alfabetizzazione informatica è diventata una condizione imprescindibile per ben il 26,7% dei lavoratori (così detti power users), è necessario che presso il sistema scolastico essa esuli dalle sole scuole tecnico professionali per permeare in modo completo tutti gli ordini e i livelli di istruzione. Per permettere di ridurre lo skill shortage e preparare la futura forza lavoro all’utilizzo della tecnologia è necessario una maggiore concertazione delle parti sociali in campo: Istituzioni, Enti Locali, Associazioni di categoria, aziende. Lo sforzo deve essere indirizzato a fare emergere e trasferire in programmi didattici le esigenze emergenti in termini di figure professionali e relativi skill richiesti dal mercato e a mantenere un monitoraggio costante sull’evoluzione della tecnologia e dunque sulla mappatura delle competenze necessarie. In tal senso sicuramente molto utile e di necessaria attuazione è l’accesso anche presso il sistema formativo istituzionale e professionale degli studenti e dei docenti alla certificazione delle competenze professionali, di entrambi i livelli, alfabetizzazione informatica e professional. La Formazione aziendale: i risultati dell’indagine • • 1.3 Nota metodologica L’analisi relativa all’offerta di formazione aziendale di tipo tecnico – specialistica si avvale dei risultati dell’indagine effettuata da NetConsulting presso i principali operatori del settore, nel periodo maggio/settembre 2002, tramite 17 interviste dirette di tipo quali-quantitativo. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT L’analisi relativa alla domanda di formazione è supportata delle interviste realizzate presso: Ø le principali società fornitrici di Informatica e Telecomunicazioni in Italia Ø le principali società utenti di ICT Ø le principali NetCompanies (vedasi definizione capitolo 1) Il ruolo che la formazione aziendale svolge nella NetEconomy è sempre più importante nel supportare le aziende (Utenti, NetCompanies e Fornitrici ICT), non solo a mantenere il passo con l’evoluzione e con l’aumento della complessità tecnologica, ma anche ad essere promotrici dell’uso di nuova tecnologia e/o di nuovi ambiti di applicazione. La formazione inoltre assume un ruolo fondamentale nella riduzione dello skill shortage. La formazione ICT dunque è strategica a più livelli: Ø a livello individuale, ovvero rispetto alla singola risorsa che, a causa della complessità tecnologica, sarà sempre più specializzata su particolari ambiti/tecnologie/prodotti. In effetti è sempre più difficile trovare risorse ICT con competenze allargate su più aree tecnologiche e/o ambiti applicativi. Tutto ciò, d’altro canto, accentua la necessità di mantenere elevata la professionalità individuale, misurandola costantemente con quanto richiesto dal mercato, ponendo particolare attenzione all’aggiornamento continuo delle competenze, se non, a volte, alla riqualificazione professionale; Ø a livello aziendale, poiché mantenere il passo con la tecnologia, significa mantenere la competitività dell’intera azienda sul proprio mercato e verso i clienti, attraverso una struttura abilitante e processi aziendali efficacemente a supporto dell’attività aziendale; Ø a livello di Sistema Paese, ovvero di competitività dell’intera nazione rispetto all’economia mondiale che permetta non solo, anche in questo caso, di mantenere il passo con i Paesi tecnologicamente più evoluti, ma anche di svolgere un ruolo primario proprio nello sviluppo scientifico e tecnologico, per passare sempre di più da utilizzatore di tecnologia a innovatore, motore (Fig. 71) dell’intera NetEconomy. All’interno di uno scenario siffatto, appare chiaro come la formazione ICT sia assolutamente necessaria e debba essere sostenuta da tutte le parti in causa in modo strategico, ovvero in un’ottica di lungo periodo: la formazione aziendale deve abbandonare l’ottica del supporto alle necessità contingenti dell’azienda per diventare il motore strategico dell’evoluzione delle competenze. La formazione aziendale deve dunque declinarsi in formazione continua. Tra gli strumenti che possono effettivamente svolgere un ruolo di primo piano nella crescita della formazione continua in ambito ICT ci sono l’e-learning e la certificazione tecnologica delle competenze. L’e-learning, che in Italia si trova ancora nella fase iniziale di sviluppo, può effettivamente essere un efficace strumento per lo sviluppo delle competenze ICT grazie alle sue peculiarità che lo rendono molto adatto a una formazione di tipo tecnico-specialistico: la possibilità di effettuare simulazioni di laboratorio, di accedere alle lezioni in qualunque momento e da qualunque luogo, si coniuga molto bene con le necessità di quelle aziende che vivono sulla mobilità, sulla flessibilità e sulla tecnologia. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 7 Il ruolo della Formazione ICT nella NetEconomy Sistema Paese Net Economy Formazione aziendale Aggiornamento competenze Complessità tecnologica Necessità risorse sempre più specializzate Reskill competenze Formazione continua E-learning Certificazione Nuove competenze Velocità evoluzione tecnologica Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform La certificazione delle competenze permette invece di attribuire maggiore valore agli skill tecnologici, un valore riconosciuto dal mercato, non solo domestico ma internazionale, e permette di mantenere le competenze strettamente legate all’evoluzione delle tecnologie e dei prodotti. La struttura dell’offerta Da tale rilevazione, emerge in primo luogo che l’offerta di formazione ICT è composta da numerose tipologie di operatori, con caratteristiche strutturali molto diverse tra loro ma che si trovano a competere direttamente sul mercato dell’alfabetizzazione e della formazione tecnico-specialistica. Senza voler offrire una mappatura esaustiva, la maggior parte degli operatori presenti sul mercato sono riconducibili alle seguenti tipologie: Ø società di formazione tradizionale, il cui business è dunque in primis la formazione in generale e che offrono tra i diversi argomenti anche formazione ICT, in genere alfabetizzazione e corsi per end user. Ø Società di formazione ICT, ovvero focalizzate sulla formazione in ambito ICT. Spesso tali società sono anche enti certificatori di uno o più vendor e si occupano principalmente di formazione ad elevato contenuto tecnico-specialistico. A volte fanno parte di gruppi sviluppati a livello internazionale. Ø Centri di formazione, scuole di formazione, divisioni di fornitori ICT. Di frequente le aziende operanti nell’ICT, che per prime hanno sentito al proprio interno la problematica dello skill shortage e la necessità di supportare le competenze delle proprie risorse attraverso gli strumenti più evoluti della formazione, hanno in seguito messo a disposizione dei propri clienti le attrezzature, gli strumenti e l’esperienza sviluppati nella formazione interna. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Mentre una parte di tali aziende continua a offrire formazione esclusivamente all’interno dei progetti presso i propri clienti, altre si sono spinte fino ad offrire formazione direttamente sul mercato. Ø Scuole regionali, Enti di formazione, Università. Offrono, soprattutto alla Pubblica Amministrazione, sia locale che centralizzata, e a singoli individui, spesso diplomati, corsi di formazione anche finanziati. Si tratta in genere di corsi di alfabetizzazione e di tipo end user. Ø Società di e-learning. Si tratta della tipologia più innovativa dell’offerta di formazione ICT. Fermo restando che anche gli operatori rientranti nelle altre tipologie dispongono spesso di un’offerta di e-learning, in questa categoria rientrano quelle società che sono nate appositamente per sviluppare e offrire sul mercato soluzioni di e-learning. Tali operatori sono spesso spin off di grandi aziende o di altre società di formazione, nascono dunque conoscendo bene il mercato della formazione e le sue dinamiche. Occorre sottolineare che attorno alle società di formazione ICT ruotano inoltre una serie di altre società e/o enti spesso legati alle prime da partnership e che offrono servizi, contenuti, consulenza, tecnologia (Fig. 72). Fig 8 Struttura dell’offerta di formazione per la NetEconomy Società di consulenza Società di Formazione tradizionali Università Software House Società di Formazione ICT Società di direzione aziendale Formazione per la net economy Società di e-learning Partner tecnologici Tecnico - specialistica, alfabetizzazione end user Centri, scuole di formazione, divisione aziende IT Content provider Società regionali, Enti di formazione, Università Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Le dinamiche e i razionali della domanda di Formazione per la NetEconomy L’analisi del mercato della formazione ICT evidenzia una situazione di rallentamento della crescita iniziata alla fine del 2001 e proseguita con l’inizio del 2002. Si sono quindi evidenziati importanti fattori che hanno ostacolato lo sviluppo del mercato, ma si sono evidenziate anche alcune opportunità che gli operatori della formazione intendono sfruttare nel breve periodo per sviluppare il mercato della formazione ICT. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT I fattori che hanno frenato la richiesta di formazione ICT e che hanno determinato uno sviluppo molto contenuto del mercato, sono riconducibili in primo luogo alla contrazione dei budget da parte dei clienti (Fig. 73). Fig 9 Difficoltà da affrontare sul mercato della formazione ICT secondo le società di Formazione del campione, 2002 Contrazione degli investimenti 8,5 Downpricing 8,4 Scarsa attenzione da parte clienti ai piani formativi per le risorse 6,7 Aumento della competition 5,6 Accelerazione dell'evoluzione tecnologica 2,9 Carenza di risorse interne 2,8 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Come diretta conseguenza della riduzione degli investimenti da parte delle aziende clienti, numerose società di formazione, agli inizi del 2002, per contrastare i bassi volumi, hanno proposto decisive riduzioni sui prezzi dell’intero catalogo. A ciò si aggiunge un fenomeno di natura strutturale, riconosciuto da parte di tutti gli operatori del settore, ovvero la scarsa attenzione da parte dei clienti ai piani formativi aziendali, dovuta a motivi culturali per cui in numerose aziende la formazione viene ancora considerata come non strategica ma tattica, una voce di spesa e non un investimento sulle risorse. I fattori che all’opposto hanno trainato, secondo l’opinione degli operatori, la richiesta di formazione ICT nel corso del 2002 (Fig. 74) sono riconducibili innanzitutto all’evoluzione tecnologica e dei prodotti, a conferma che la formazione assolve un ruolo fondamentale nell’aggiornare le competenze rispetto alle nuove e rinnovate tecnologie e allo sviluppo dei prodotti. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 10 Fattori che hanno trainato la richiesta di formazione ICT secondo le società di Formazione del campione, 2002 Integrazione dei processi aziendali Ricerca dell'efficienza (fatturato a breve termine) 8,0% 8,0% Evoluzione della tecnologia e dei prodotti 38,0% 15,0% Certificazione delle figure professionali 31,0% Necessita’ di reskill del personale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Strettamente collegata a questo aspetto risulta la necessità di rinnovare le competenze del personale della NetEconomy. Spesso, come è accaduto nel corso del 2002, si tratta di una vera e propria riqualificazione delle competenze rispetto a nuovi prodotti e nuove tecnologie introdotti sul mercato, e ciò comporta la necessità, ma anche l’opportunità, da parte delle società di formazione, di anticipare il mercato formando i propri formatori sulle novità tecnologiche. Altro aspetto importante è la formazione legata, finalizzata alla certificazione delle competenze, soprattutto per le società fornitrici di ICT. Passando all’analisi del ruolo della formazione ICT presso le aziende Utenti (fig. 75), si evidenzia come esso è considerato strategico per il personale tecnico mentre indispensabile viene vista l’alfabetizzazione informatica dei dipendenti. Le aziende Utenti percepiscono dunque l’importanza in primis della formazione e dell’aggiornamento specialistico dei propri addetti ICT ma anche della formazione di base per tutti i dipendenti. Presso le NetComp, invece, le priorità delle affermazioni si invertono, probabilmente perché in generale la conoscenza tecnologica del personale ICT è abbastanza elevata e diventa prioritaria l’alfabetizzazione del personale non ICT. Sia per gli Utenti che per le NetComp il ruolo della formazione ICT si rivela di media importanza per restare al passo con l’innovazione tecnologica. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 11 Ruolo della formazione ICT presso le aziende Utenti e le NetComp del campione, 2002 Valutazioni da 1: min a 10: max 8,4 Strategica per il personale tecnico 7,2 7,2 7,6 6,6 7,1 6 5,5 5 Importante ma non indispensabile 3,6 Non necessaria 1,6 5,3 Indispensabile per l'alfabetizzazione dei dipendenti Importante per restare al passo con l'innovazione tecnologica Necessaria la formazione ai manager su scenari tecnologici Netcomp Utenti Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Malgrado le considerazioni precedenti sulla strategicità del ruolo della formazione, osservando le politiche adottate per la formazione ICT permane l’impressione, già evidenziata dalle società di Formazione ICT, che l’utenza adotti una visione di breve periodo, ovvero tattica sulle esigenze impellenti dettate dal business e dal mercato. Presso le aziende Utenti infatti (Fig. 76) le politiche di formazione si traducono nel 46% dei casi (e il dato è in aumento rispetto al 2001 e al 2000) nell’adozione di piani formativi a seconda delle necessità contingenti dell’azienda, per il 26,7% nel training on the job e solo per un altro 26,7% in veri e propri piani formativi strutturati secondo le strategie aziendali. Aspetto rassicurante è il fatto però che l’adozione di piani formativi strutturati è cresciuta nel triennio considerato, passando dal 16,7% delle politiche adottate nel 2000 al 18% nel 2001 fino al 26,7% del 2002. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 12 Politiche adottate per la formazione delle professionalità ICT presso le aziende Utenti e le NetComp del campione, 2000 2001 e 2002 Netcomp 22,1% 22,5% 13,2% 15,0% 5,0% 7,8% 59,3% 70,0% 77,4% 3,6% 2,5% 1,6% Piani formativi a seconda delle necessità contingenti Piani formativi strutturati a seconda delle strategie aziendali Training on the job Utenti 41,1% 38,0% 46,7% 16,7% 18,0% 26,7% 40,7% 41,3% 26,7% Politiche decisionali del Gruppo di appartenenza 2000 2001 2002 Ripartizione percentuale sulle citazioni totali Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Le politiche per la formazione ICT presso le NetCompanies sono guidate in primo luogo dalla supremazia del training on the job, in crescita nel tempo e che compone il 77,4% delle politiche di formazione, mentre i piani formativi contingenti passano dal 22,1% nel 2000 al 13,2% nel 2002. Ancora meno diffusa risulta l’adozione di piani formativi strutturati che sono pari al 7,8% delle politiche complessivamente adottate. Per quanto riguarda i Fornitori di ICT invece (Fig. 77), l’adozione di piani formativi strutturati secondo le strategie aziendali è ormai una politica consolidata nel tempo, che compone oltre la metà (51,2%) delle politiche adottate, seguita dal training on the job e dai piani formativi contingenti (entrambi pari al 24,4%). © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 13 Politiche adottate per la formazione delle professionalità ICT presso le aziende Fornitrici del campione, 2000 2001 e 2002 Ripartizione percentuale sulle citazioni totali Piani formativi a seconda delle necessità contingenti 26,7% 27,8% 24,4% Piani formativi strutturati a seconda delle strategie aziendali 25,5% 47,8% 48,9% 51,2% Training on the job 23,3% 24,4% 2000 2001 2002 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Dall’analisi delle tipologie di utenza della formazione ICT emerge la prevalenza delle grandi aziende che risultano i principali interlocutori delle società di formazione ICT maggiormente strutturate. E’ vero però che numerose società leader del mercato iniziano a guardare con interesse anche alle medie aziende. D’altro canto vi sono società di formazione di piccole dimensioni che hanno come mercato di riferimento proprio le piccole medie aziende, supportate anche con la consulenza per accedere a fondi pubblici ed europei. Si nota comunque una forte dicotomia tra grandi aziende/piani di formazione aziendali e piccole aziende/formazione a catalogo che potrebbe essere superata attraverso lo sviluppo di soluzioni di elearning mediante internet/intranet o soluzioni in ASP a cui anche le PMI guardano con interesse. Per quanto riguarda la tipologia di offerta, in genere la maggior parte delle società di formazione (42%) permette al cliente di scegliere tra un’offerta a catalogo, quindi standard, oppure un piano formativo aziendale che viene costruito ad hoc sulle sue esigenze (Fig. 78) © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Entrambe A valore (piani formativi aziendali ad hoc) 33,0% 42,0% 25,0% A volume (catalogo) Fig 14 Tipologia di offerta di formazione ICT del campione Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform L’analisi dei settori maggiormente coinvolti in attività di formazione (Fig. 79) evidenzia, per quanto riguarda la formazione di tipo tecnico professionale, che sono le aziende IT (25,5% dell’intera formazione avanzata) e i grandi gruppi bancari (18,4%) e assicurativi a trainare il mercato della formazione. In particolare questi ultimi, dopo aver avviato negli anni precedenti una massiccia campagna di alfabetizzazione dei propri dipendenti, ora si stanno focalizzando sulla formazione più avanzata. Infine, altro motore della formazione tecnico-specialistica sono le aziende di Telecomunicazione e la PAC (rispettivamente con il 12,6% e il 12,3%) che però hanno leggermente contratto i loro investimenti rispetto al 2001. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 15 Settori che trainano la richiesta di formazione per la NetEconomy secondo le società di formazione del campione, 2001-2002 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Formazione tecnica professionale 8,8% 10,0% 18,4% 16,0% 5,4% 6,2% 3,3% 3,1% 5,4% 3,9% 12,3% 12,9% 6,4% 6,6% 2,0% 2,1% 25,5% 25,5% 12,6% 13,8% Alfabetizzazione 5,1% 1,4% 2,4% 2,9% 1,2% 1,4% 4,8% 8,0% 28,6% 29,3% 40,4% 33,3% 17,5% 23,6% Industria Banche e Ass.ni Servizi Distribuzione Trasporti e Utilities PAC PAL Media Aziende IT Aziende TLC 2001 2002 Dal lato dell’alfabetizzazione è invece proprio la Pubblica Amministrazione, nelle sue componenti Centrale (40,4%) e Locale (17,5%) a svolgere il ruolo di traino, soprattutto alla luce delle numerose iniziative del Governo e del Ministero dell’Innovazione a sostegno dell’egovernment e della Società digitale e dell’informazione. Gli ultimi settori coinvolti da un massiccio fenomeno di alfabetizzazione sono i Trasporti e le Utilities, che devono scontare una forte arretratezza di tipo tecnologico rispetto ai settori più evoluti. Industria, Servizi e Commercio sono invece i settori meno toccati dall’attività di formazione ICT, sia alfabetizzazione che tecnico-specialistica, un po’ a causa della crisi che stanno attraversando, un po’ a causa della maggiore arretratezza tecnologica che li caratterizza rispetto agli altri settori e infine a causa di quella mentalità e di quella cultura che non vedono come strategica la formazione delle risorse. Secondo le aziende di formazione ICT, le figure interne alle aziende (Fig. 80) che hanno ruolo decisionale nella scelta degli investimenti e che dunque rappresentano gli interlocutori privilegiati nella definizione di un intervento formativo, sono in primo luogo la Direzione delle risorse umane seguita dalla Direzione dei Sistemi informativi. In rari casi l’interlocutore appartiene alla Direzione Generale e ad altre Direzioni funzionali. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 16 Figure con ruolo decisionale negli investimenti in formazione ICT secondo le società di formazione del campione, 2002 Valori da 1: min a 10: max 8,8 8,6 3,1 2,6 direzione risorse umane direzione sistemi informativi direzione generale direzioni di funzione (mkg, prod) Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Se si analizzano le risposte delle aziende Utenti, emerge che il ruolo decisionale nella scelta degli investimenti in formazione ICT (Fig. 81) è svolto più spesso dalla Direzione dei Sistemi Informativi, in secondo luogo dalla Direzione Generale anche se non è trascurabile la funzione svolta dalla Direzione delle Risorse Umane. Nel caso delle NetCompanies è generalmente la Direzione Generale a definire gli investimenti. Bisogna osservare che generalmente le NetCompanies hanno una struttura di staff molto snella e in cui la Direzione Generale svolge le veci della Direzione Risorse Umane. Altro decisore di riferimento sugli investimenti in formazione ICT è la Direzione dei Sistemi informativi. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 17 Figure con ruolo decisionale negli investimenti in formazione ICT presso le aziende Utenti e NetComp del campione, 2002 Valori da 1: min a 10: max 9,9 8,8 7,2 6,0 4,6 3,6 3,3 6,9 Direzione Generale Direzione Risorse Umane Direzione Sistemi Informativi Direzioni di Funzione Netcomp Utenti Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Le differenze relative al ruolo decisionale negli investimenti in formazione ICT che emergono confrontando le risposte fornite dalle società di formazione e dalle società utenti, si spiegano considerando la realtà delle aziende Fornitrici di ICT (ancora oggi tra i principali clienti delle società di formazione) che, risultando maggiormente strutturate sia in termini organizzativi, sia sul piano della formazione, privilegiano quale interlocutore delle società di formazione la Direzione Risorse Umane. 1.3.1 I contenuti della Formazione ICT Secondo le società di formazione, le principali aree aziendali coinvolte in progetti di alfabetizzazione presso le aziende clienti (Fig. 82) sono, nel 2002, quelle commerciale, marketing e comunicazione e produzione. Dal lato della formazione tecnica professionale la formazione è ancora abbastanza concentrata sulle aree strettamente ICT, sviluppo e consulenza in particolare. Questo è indice del fatto che le aziende utenti sono ad oggi impegnate in una fase di alfabetizzazione che sembra allargarsi sempre di più su tutte le aree aziendali mentre le risorse ICT sono ancora concentrate nei Sistemi Informativi. Fig 18 Principali aree coinvolte nella formazione ICT presso le aziende clienti secondo le società di formazione del campione, 2002 - % sul totale delle citazioni © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT amm.ne/ finanza /controllo commerciale customer care formazione/risorse umane ICT: consul, pianif, progettazione ICT: sviluppo, implementazione e gestione logistica manutenzione e assistenza MKTG e comunicazione produzione 10,7% 4,3% 21,4% 13,0% 3,6% 13,0% 10,7% 4,3% 7,1% 3,6% 7,1% 4,3% 3,6% 8,7% 14,3% 14,4% 17,9% Alfabetizzazione Formazione tecnica professionale 16,0% 21,7% Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Passando ad analizzare più nel dettaglio la tipologia di contenuti oggetto di formazione ICT presso le funzioni aziendali non tecniche delle aziende Utenti (Fig. 83), si evince che sia la formazione su strumenti di produzione individuale a prevalere, sia come voce di spesa (52,1%), sia come giorni/uomo di formazione erogata (46,9%). Si tratta di un evidente indicatore di quel fenomeno di espansione della tecnologia al di là delle funzioni strettamente ICT e dunque dell’utilizzo quotidiano che ormai molti lavoratori fanno dell’informatica quale supporto alla produttività quotidiana. Una parte consistente della formazione ICT (40,2% del budget e 32,8% dei giorni di formazione) riguarda la formazione più specifica su applicativi “core” implementati in azienda. Bassi rimangono invece gli investimenti sugli scenari tecnologici e soprattutto sulla formazione tecnico specializzata che evidentemente rimane ancora monopolio delle strutture ICT. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 19 Corsi erogati in formazione ICT per le funzioni non ICT presso le aziende Utenti del campione, 2001 N° giorni / anno Formazione tecnica specializzata 4,5% Costi sostenuti / spesa totale Formazione tecnica specializzata Formazione su uso di applicativi "core" dell'azienda Scenari tecnologici Formazione su uso di applicativi "core" 15,9% dell'azienda 2,0% 5,7% Scenari tecnologici 32,8% 40,2% 52,1% 46,9% Alfabetizzazione su strumenti di produzione individuale Alfabetizzazione su strumenti di produzione individuale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform La situazione presso le NetCompanies in relazione ai corsi ICT erogati alle funzioni non tecniche (Fig. 84) vede la forte predominanza della formazione su applicativi “core” cui è destinato il 70% del budget e il 76,3% dei giorni/uomo. L’alfabetizzazione su strumenti di produzione individuale, che probabilmente a causa delle peculiarità di queste aziende è già abbastanza diffusa presso gli addetti, occupa il 14,3% del budget e il 18.9% delle giornate di formazione erogate. La formazione tecnica specializzata riguarda il 4,5% delle giornate e il 14,3% della spesa. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 20 Tipologia di corsi erogati a risorse non ICT presso le NetComp del campione, 2001 N° giorni / anno Formazione tecnica specializzata Alfabetizzazione su strumenti di produzione individuale Costi sostenuti / spesa totale Formazione tecnica specializzata Alfabetizzazione su strumenti di produzione individuale 14,3% Scenari tecnologici 1,4% 4,5% 18,9% 14,3% 0,4% 76,3% Formazione su uso di applicativi "core" dell'azienda Scenari tecnologici 70,0% Formazione su uso di applicativi "core" dell'azienda Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Infine, si illustra l’analisi degli argomenti facenti capo alle principali aree tecnologiche di business, maggiormente coinvolti in progetti di formazione erogati dalle società di formazione ICT nel corso del 2001 e degli inizi del 2002. Nel gruppo delle infrastrutture (Fig. 85), le tematiche più richieste e più erogate riguardano la sicurezza, il networking e le architetture tecnologiche. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 21 Principali argomenti di formazione secondo le società di formazione del campione: Infrastrutture, 2002 sicurezza 7,5 7,3 networking architetture 7,0 6,7 reti private virtuali 5,6 trasmissione dati sistemi e terminali servizi di hosting/housing comunicazione mobile 4,8 4,8 5,4 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform In relazione alle tematiche di e-business (Fig. 86), gli argomenti oggetto di formazione sono stati quelli relativi alla realizzazione e gestione di Intranet ed Extranet, segno dell’interesse delle aziende verso quelle soluzioni di e-business che permettano all’azienda maggiore integrazione e distribuzione di informazione al proprio interno e verso le società partners. In seconda battuta si trovano le tematiche legate alla realizzazione e gestione di siti e di portali e le soluzioni B2B e B2C. Fanalino di coda è rappresentata da tutta l’area relativa all’e-commerce compreso l’e-billing e la gestione del catalogo elettronico, segno che lo smorzarsi della bolla di Internet ha in qualche modo determinato anche una revisione dei contenuti della formazione. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 22 Principali argomenti di formazione secondo le società di formazione del campione: Ebusiness, 2002 Valutazioni da 1: min a 10: max realizzazione intranet/extranet realizzazione e gestione di siti realizzazione e gestione di portali soluzioni B2B soluzioni B2C soluzioni di e-procurement realizzazione e gestione di marketplace gestione pagamenti piattaforma e-commerce servizi di connettività (ISP) gestione catalogo elettronico 4,2 5,2 5,2 5,0 5,0 5,0 4,9 4,7 6,0 5,6 6,7 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform L’area del Supporto è, in generale, un’area poco toccata dagli argomenti della formazione ICT (Fig. 87) in cui l’attività formativa si concentra sugli argomenti legati al customer care © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 23 Principali argomenti di formazione secondo le società di formazione del campione: Supporto, 2002 Valutazioni da 1: min a 10: max customer care 5,3 soluzioni di call center 4,8 servizio di help desk agli utenti interni 4,0 gestione Internet Data Center 2,5 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Le applicazioni (Fig. 88), al contrario, sono state oggetto nel corso dell’ultimo anno di intensa attività di formazione, principalmente rivolta alla gestione dell’integrazione tra back office e front office e in generale all’integrazione aziendale. Intensa attività di formazione è state dedicata ad applicativi specifici, in particolare agli applicativi legati alla gestione delle risorse umane e al document & content management. Seguono le tematiche legate alla implementazione di ERP e successivamente tutte le tematiche legate al CRM, alla supply chain e all’integrazione con il magazzino e la forza vendita. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 24 Principali argomenti di formazione secondo le società di formazione del campione: Applicazioni, 2002 Valutazioni da 1: min a 10: max integrazione back office/front office gestione risorse umane 6,3 6,2 6,8 8,0 document & content Mgt implementazione di ERP soluzioni di SCM gestione logistica/magazzino soluzioni SFA soluzioni di CRM 5,7 5,7 5,5 5,4 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Anche l’area delle tecnologie (Fig. 89) è stata oggetto di un’intensa attività di formazione, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo basato su linguaggi innovativi e tutta l’area del trattamento delle informazioni che va dalla gestione del database alla gestione di datawarehouse e data mining, alle soluzioni di groupware, knowledge management e business intelligence. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 25 Principali argomenti di formazione secondo le società di formazione del campione: Tecnologie, 2002 Valutazioni da 1: min a 10: max svil basato su linguaggi e tool innovativi gestione database datawarehouse e data mining soluzioni di groupware e collaboration soluzioni di business intelligence knowledge management svil basato su linguaggi e tool tradizionali 6,8 8,3 8,8 7,3 7,3 6,6 6,1 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Infine, i servizi di outsourcing (Fig. 90) che risultano in generale abbastanza trascurati dalla formazione privata. Presso le aziende utenti questo potrebbe spiegarsi proprio per la loro caratteristica intrinseca di servizi esternalizzati, mentre è probabile che le aziende fornitrici sviluppino tali competenze all’interno delle proprie strutture. In tal senso gli argomenti più richiesti sono stati quelli relativi al desktop e network management e ai servizi in ASP. Va osservato che in tale area, ma l’osservazione vale anche per l’area del supporto, probabilmente l’offerta delle società fornitrici è poco sviluppata. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 26 Principali argomenti di formazione secondo le società di formazione del campione: Servizi in outsourcing, 2002 Valutazioni da 1: min a 10: max desktop e network management 3,5 servizi ASP 3,5 business process outsourcing 1,0 outsourcing globale 1,0 application management 1,0 servizi di disaster recovery 1,0 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform 1.3.2 La spesa in Formazione ICT Analizzando la spesa media in formazione ICT presso gli Utenti (Fig. 91), si evidenzia come questa si sia mantenuta, in termini relativi, stabile nel biennio 2001-2002, pari a circa lo 0,4% sul fatturato aziendale. E’ un dato che indica come il ruolo della formazione ICT presso queste aziende debba crescere se esse vogliono fare dell’innovazione tecnologica il motore del proprio business. A variare nel tempo è stata la composizione della spesa: coerentemente con gli obiettivi dichiarati per la formazione, è cresciuto infatti il budget dedicato all’alfabetizzazione dei dipendenti (passato dal 26% nel 2001 al 29,8% nel 2002). © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 27 Spesa media per la formazione ICT presso le aziende Utenti del campione, 2002 2001 Alfabetizzazione Alfabetizzazione 2002 26% 29,8% 74% Formazione ICT e tecnica 70,2% Formazione ICT e tecnica 0.4% su fatturato totale 0.4% su fatturato totale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Anche la spesa media per la formazione ICT presso le NetCompanies (Fig. 92), se rapportata al fatturato, assume un’importanza molto ridotta, tra l’altro in calo (dallo 0,4% nel 2001 allo 0,3% nel 2002). Tale calo probabilmente è giustificato dalla situazione di crisi in cui versano numerose NetCompanies e che naturalmente si riversa nel taglio dei budget dedicati alla formazione. In termini di composizione è aumentata sensibilmente la quota di formazione dedicata alla formazione tecnica (dal 77,4% nel 2001 all’87,1% nel 2002) segno di una maggiore focalizzazione sul core business di tali aziende a causa del periodo di difficoltà, che spiega anche la distonia rispetto agli obiettivi dichiarati sul ruolo della formazione ICT. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 28 Spesa media per la formazione ICT presso le NetCompanies del campione, 2002 2001 Alfabetizzazione Alfabetizzazione Formazione ICT e tecnica 2002 22,6% 12,9% Formazione ICT e tecnica 77,4% 87,1% 0.4% su fatturato totale 0.3% su fatturato totale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform La dinamica della spesa in formazione ICT presso i Fornitori evidenzia invece una sostanziale stabilità tra il 2001 e il 2002 (+ 1,7%) dopo un biennio di maggiore crescita (+ 5,3% tra il 20002001). Tale dinamica riflette ancora una volta la difficoltà del mercato ICT che spinge verso budget conservativi anche per quanto riguarda la formazione ICT. In merito alla composizione della spesa in formazione ICT nelle diverse aree aziendali, le aziende Utenti (Fig. 93) concentrano i costi e i giorni di formazione in particolare sull’area di sviluppo, implementazione e gestione (rispettivamente il 60,8% e il 63,5%). A seguire troviamo l’area manutenzione e assistenza, che copre il 19,2% dei costi sostenuti ma solo il 14,2% dei giorni erogati; infine l’area consulenza, pianificazione e progettazione impiega il 18,4% degli investimenti e il 19% delle giornate di formazione. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 29 Composizione della spesa in formazione ICT presso le aziende Utenti del campione, 2002 4,3% 14,2% 1,6% 19,2% l Customer Care l Manutenzione e Assistenza l Sviluppo, Implementazione e Gestione 63,5% 60,8% l Consulenza, Pianificazione, Progettazione 19,0% N° giorni / anno 18,4% Costi sostenuti / totale spesa Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform La composizione della spesa delle NetCompanies (Fig. 94) è sostanzialmente ripartita tra la voce sviluppo, implementazione e gestione (66% dei costi e ben il 72,8% dei giorni erogati) e l’area consulenza, pianificazione e progettazione (28,2% di spesa e 12,4% giorni/uomo). Fig 30 Composizione della spesa in formazione ICT presso le NetCompanies del campione, 2002 l Manutenzione e Assistenza 5,8% 14,8% l Sviluppo, Implementazione e Gestione 66,0% 72,8% l Consulenza, Pianificazione, Progettazione 28,2% 12,4% N° giorni / anno Costi sostenuti / totale spesa Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Più articolata risulta la composizione della spesa delle aziende Fornitrici di ICT (Fig. 95). Le principali voci di spesa sono costituite dall’area sviluppo, implementazione e gestione (31,4% dei costi, 35,4% di giorni erogati), e dall’area consulenza, implementazione e progettazione (32,9% della spesa e 35,1% dei giorni complessivi erogati in formazione), seguite dall’area manutenzione e assistenza che compone il 18.5% della spesa. Tra le altre voci di spesa si evidenzia l’area ricerca e sviluppo alla quale è stato dedicato il 5% dell’intero budget. Fig 31 Composizione della spesa in formazione ICT presso le aziende Fornitrici del campione, 2002 Area Ricerca & Sviluppo Area Customer Care 6,6% 2,8% 10,8% 5,0% 5,0% 18,5% Area Manutenzione e Assistenza Area Sviluppo, Implementazione e Gestione Area Consulenza, Pianificazione, Progettazione Area Commerciale Area Marketing e Comunicazione Area Management 3,9% 2,9% 2,6% N° giorni / anno 3,6% 2,1% 1,4% Costi sostenuti / totale spesa 35,4% 31,4% 35,1% 32,9% Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Infine, una riflessione va fatta sul ruolo dei contributi pubblici e degli sgravi fiscali nell’incentivare l’investimento in formazione ICT delle aziende Utenti e delle NetCompanies. Il quadro che emerge presso entrambi gli utenti della formazione ICT è che effettivamente gli sgravi fiscali ed i contributi possono svolgere un ruolo di stimolo all’investimento in formazione. Infatti, il 75% delle NetComp e il 64,8% delle aziende Utenti guardano con favore a questo tipo di incentivi. Resta fermo il fatto che gli incentivi non devono rimanere legati a momenti di formazione isolati e sporadici ma devono sapere incentivare lo sviluppo della formazione continua, magari attraverso lo stimolo alla strutturazione di piani formativi pluriennali a cui siano associati sgravi o quote di contributi crescenti durante l’intero periodo di formazione. 1.3.3 Le modalità di erogazione L’offerta delle società di formazione si sta orientando sempre di più verso la compartecipazione di diverse modalità di erogazione, quindi in generale verso modalità blended, all’interno di percorsi © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT formativi aziendali che prevedono un diverso mix di formazione tradizionale in aula e di sessioni di autoapprendimento tramite e-learning in modalità sincrona e asincrona. In generale comunque, le modalità di fruizione offerte dalle società di formazione si stanno orientando, nel caso della alfabetizzazione (Fig. 96), verso corsi personalizzati presso il cliente e verso l’utilizzo intenso di modalità di e-learning sia di tipo sincrono che asincrono. Le altre modalità di tipo più tradizionale (corsi standard in aula o presso il cliente, CD Rom, manualistica) manterranno la loro importanza in futuro ma non se ne prevede un maggiore uso, almeno sulla base dell’indagine effettuata. Fig 32 Modalità di fruizione dei corsi di formazione proposti dalle società di formazione: alfabetizzazione, 2002 Valutazioni da 1: poco rilevante a 10:molto rilevante 9,8 8,6 9,0 7,3 6,0 7,0 3,5 4,0 4,5 4,0 5,0 5,0 6,2 4,3 4,3 6,0 corsi std in aula corsi personalizzati in aula corsi std presso la sede del cliente corsi Cd Rom - CBT manualistica corsi tramite corsi tramite personalizzati internet internet presso la modalita modalità sede del sincrona asincrona cliente Previsto Attuale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Nel caso della formazione tecnico-specialistica (fig. 97) la modalità più utilizzata di erogazione permane, e continuerà a rimanere anche nel breve periodo, l’erogazione di corsi personalizzati costruiti in base a piani aziendali, anche se permane elevato il ruolo dei corsi a catalogo. L’aspetto più importante è relativo all’atteso forte sviluppo dell’e-learning, nelle modalità asincrona e sincrona. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 33 Modalità di fruizione dei corsi di formazione proposti dalle società di formazione: formazione tecnica, 2002 Valutazioni da 1, poco rilevante a 10, molto rilevante 8,0 7,5 6,6 6,2 6,6 6,1 5,6 5,4 8,0 6,8 5,9 3,8 4,1 4,3 2,3 2,3 corsi std in aula corsi personalizzati in aula corsi std presso la sede del cliente corsi Cd Rom - CBT manualistica corsi tramite corsi tramite personalizzati internet internet presso la modalita modalità sede del sincrona asincrona cliente Previsto Attuale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform L’analisi delle modalità di fruizione dei corsi di formazione presso gli Utenti (Fig. 98) evidenzia ad oggi la predominanza, che si manterrà anche per il futuro, dei corsi a catalogo, seguiti dai corsi personalizzati presso la sede del cliente. In termini prospettici le maggiori crescite di utilizzo sono individuate nelle modalità di e-learning sincrona e asincrona, mentre i manuali probabilmente saranno sostituiti da un lato proprio dall’e-learning e dall’altro dalla crescita dell’utilizzo di CD Rom. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 34 Modalità di fruizione dei corsi di formazione presso le aziende Utenti del campione, 2002 Valutazioni da 1, poco rilevante a 10, molto rilevante 7,8 5,6 6,6 5,8 5,8 4,6 4,4 4,0 5,2 4,6 4,6 5,4 4,2 4,0 2,4 2,6 Corsi in aula Corsi in aula standard personalizzati Corsi Corsi CD Rom - CBT Manualistica Corsi tramite Corsi tramite standard personalizzati Internet Internet presso la presso la Modalità Modalità vostra sede vostra sede sincrona asincrona Previsto Attuale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Anche presso le NetCompanies (Fig. 99) la modalità predominante di fruizione dei corsi di formazione resta il corso a catalogo, che accrescerà nel breve periodo il suo peso. Un’altra modalità di formazione che assume forte peso presso le NetComp, coerentemente con il forte peso del learning by doing o autoapprendimento tra le politiche di formazione maggiormente utilizzate, è quella della manualistica, che sembra però perdere un po’ della sua importanza nel breve periodo a vantaggio dei CD Rom (e in questo non si vede una forte evoluzione delle politiche di formazione) e soprattutto dello sviluppo dell’e-learning. E’ evidente, nel caso delle aziende Utenti e delle NetCompanies, il gap tra la domanda di modalità formative e l’offerta delle società di formazione: mentre quest’ultime infatti intendono sviluppare e promuovere le modalità di formazione più personalizzate e tecnologicamente più avanzate, le aziende utenti e le NetComp danno, e continueranno a dare, maggior peso alle modalità di formazione standard e d’autoapprendimento. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Valutazioni da 1, poco rilevante a 10, molto rilevante 6,1 6,0 Indipendentemente dai contenuti 80% 3,6 4,0 5,4 5,9 4,8 4,5 3,5 3,1 3,0 2,9 1,6 1,4 1,3 1,3 Corsi in aula Corsi in aula standard personalizzati Corsi Corsi CD Rom - CBT Manualistica Corsi tramite Corsi tramite standard personalizzati Internet Internet presso la presso la Modalità Modalità vostra sede vostra sede sincrona asincrona Previsto Attuale Fig 35 Modalità di fruizione dei corsi di formazione presso le NetCompanies del campione, 2002 Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform La situazione dei Fornitori (Fig. 100) evidenzia la preminenza dei corsi standard presso la sede del cliente, e in secondo luogo dei corsi a catalogo. I corsi personalizzati avranno invece un forte sviluppo in futuro e diventeranno la modalità di fruizione maggiormente utilizzata, segno della raggiunta maturità dei fornitori nel considerare strategico il ruolo della formazione ICT per il proprio business. In generale, tranne le modalità di fruizione più standard, tutte le voci sono in progressione nel futuro, indice della forte intenzione di investire in formazione ICT. Si osservi infine la forte presenza già ad oggi presso le aziende fornitrici dell’e-learning di tipo sincrono. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 36 Modalità di fruizione dei corsi di formazione presso i Fornitori ICT del campione, 2002 Valori da 1: poco frequente a 10: principale modalità di fruizione 8,0 7,5 7,2 7,8 8,3 7,6 8,4 6,0 6,3 5,5 5,8 5,5 4,3 3,8 4,0 2,0 Corsi in aula Corsi in aula standard personalizzati Corsi Corsi CD Rom - CBT Manualistica Corsi tramite Corsi tramite standard personalizzati Internet Internet presso la presso la Modalità Modalità vostra sede vostra sede sincrona asincrona Previsto Attuale Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform 1.3.4 Il ruolo degli indicatori per la valutazione del ritorno degli investimenti in formazione Un ostacolo agli investimenti nella Formazione da parte delle aziende è anche legato alla difficoltà di misurare il ritorno degli investimenti (ROI, Pay back period). La formazione implica numerosi costi, palesi e nascosti, tra cui quello più evidente è rappresentato dal distogliere le persone dai progetti, cui si deve sommare i costi della formazione stessa. Meno definiti ed evidenti sono invece i ritorni della formazione, che vanno comunque valutati nel lungo periodo. Malgrado ciò però la valutazione del ritorno degli investimenti non fa parte in modo strutturato dell’offerta delle società di formazione. Sono pochissime le società, e in contesti molto particolari, quale la realizzazione di un progetto ad ampio respiro di cui la formazione è solo una delle componenti, che calcolano la redditività degli investimenti in formazione. In generale le cause di questa scarsa applicazione sono riconducibili alla difficoltà di misurare le voci di costo e di ricavo legate alla formazione attraverso criteri oggettivi e inconfutabili nel tempo, collegate alla mancanza di indicatori verificati, consolidati e riconosciuti. Generalmente le società di formazione offrono ai propri clienti analisi di fattibilità, analisi dei costi alternativi (ad esempi tra due modalità diverse, l’e-learning e la formazione tradizionale), assessment pre e post formazione per valutare l’apprendimento dei discenti. Negli ultimi tempi, tuttavia, si registra una maggiore sensibilità da parte delle società fornitrici ad accompagnare la proposizione d’offerta con l’evidenziazione di alcuni indicatori. Questo, anche al fine di sollecitare le imprese più restie all’investimento in formazione. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT 1.3.5 Il ruolo della certificazione tecnologica delle figure professionali Si è già detto circa il ruolo che la certificazione delle competenze può e deve giocare come stimolo all’aggiornamento e alla formazione continua, in particolare in ambiti molto specializzati e ad alto contenuto tecnologico, dove l’evoluzione dei mercati e dei prodotti è sempre più veloce. La formazione aumenta il valore della risorsa certificata, ma anche il valore di mercato dell’azienda che certifica le competenze delle proprie risorse. Le aziende fornitrici di ICT percepiscono l’importanza della certificazione di tutte le proprie risorse proprio in relazione al rapporto con i clienti e dunque ai progetti e ai servizi che erogano. Le aree ICT in cui si sente maggiormente l’esigenza di certificare le risorse sono quelle della consulenza e della progettazione e dello sviluppo e implementazione. Gli argomenti maggiormente oggetto di certificazione sono il networking e i tools di sviluppo. Certo, rimane ancora molta strada da fare per diffondere la cultura della certificazione delle competenze, in particolare promuovendo congiuntamente formazione e certificazione. D’altra parte lo sviluppo della certificazione delle competenze si sta ampliando in tutto il mondo: all’inizio del 2000 erano 1,8 milioni le certificazioni rilasciate dai vendor e dalle associazioni (Fonte: OECD Information Technology Outlock, luglio 2002). Lo sviluppo delle certificazioni tecnologiche deve dunque interessare tutte le aziende della NetEconomy, sia per quanto riguarda l’alfabetizzazione informatica, e dunque le certificazioni rivolte agli utenti, ai power user o “superuser”, sia per quanto riguarda la formazione più tecnicospecialistica. 1.3.6 L’e-learning Come già anticipato, la maggior parte degli operatori del mondo della formazione ICT dichiara di attribuire una notevole importanza all’e-learning e di prevedere che una sempre crescente quota della formazione offerta al mercato sarà erogata attraverso modalità di e-learning. Tutti gli operatori dunque pongono molta fiducia nello sviluppo di questa modalità di formazione e hanno già inserito, o intendono farlo a breve, all’interno della propria offerta la disponibilità di formazione attraverso e-learning. Non solo gli operatori della formazione tradizionale stanno arricchendo la loro offerta con l’elearning, ma negli ultimi anni si è assistito alla nascita di numerosi “pure player” per l’offerta di formazione a distanza. Secondo l’indagine “e-Learning 2001” le tipologie di modelli di business di chi opera sul mercato dell’e-learning sono: Ø gli sviluppatori di piattaforme e strumenti software; Ø gli sviluppatori di contenuti su misura e di consulenza, che ricercano sul mercato per conto del cliente tecnologia e contenuti e si occupano direttamente dei servizi; Ø i centri di formazione virtuali che offrono direttamente dal sito web l’intero ciclo di informazione, acquisto e fruizione dei corsi e sono focalizzati sulla fornitura di contenuti e servizi; Ø i global e-learning services providers che hanno la capacità di coprire tutte le fasi di produzione di un prodotto e-learning. Attualmente il modello di business che tende ad affermarsi sul mercato è l’ultimo, ovvero i system integrator dell’e-learning. E’ un processo però che si sta affermando in modo abbastanza peculiare, ovvero attraverso una serie sempre più ampia di partnership che permetta al system integrator di reperire sul mercato, di volta in volta, le competenze, le tecnologie e soprattutto i contenuti richiesti dal cliente. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT La catena dell’e-learning (Fig. 101), composta da infrastrutture abilitanti, piattaforma tecnologica, contenuti, progettazione e servizi vede i competitor concentrare sempre di più l’attenzione sui contenuti e sui servizi, che sono le aree a maggiore valore aggiunto e che possono fare la differenza tra un buon progetto di e-learning e una piattaforma vuota e inutilizzata. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 37 La catena del valore dell’e-learning, 2002 + valore aggiunto (Strutture abilitante) (Offerta a valore aggiunto) Servizi: • Progettazione • Tutoring • Chat/forum • Assessments • ASP • Mobile e-learning • Tracking • ………. Infrastrutture • Server • Rete • PC • ……….. - valore aggiunto Fornitori IT/TLC Ambiente / piattaforma / connettività Contenuti: Multimedialità, Multidisciplina_ rietà Sviluppatori di piattaforme e strumenti software Centri di formazione virtuale Systems Integrator Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform In effetti, la concorrenza che fino a poco tempo fa si giocava soprattutto sulla parte tecnologica legata alla piattaforma, ora si sta sempre di più concentrando sulla progettazione dei contenuti, che si rivela un aspetto molto delicato per tutti i risvolti di multidisciplinarietà, tecnologia e pedagogia che comporta e sull’erogazione di servizi. La piattaforma infatti é sempre più vista come una commodity. Sul mercato gradualmente la numerosa offerta di piattaforme (nell’ordine delle centinaia in tutto il mondo) molto probabilmente si concentrerà fino ad arrivare a circa 5/10 ambienti dominanti. Inoltre, un progetto di e-learning non parte più dalla vendita di una piattaforma ma dall’esigenza del cliente e dai contenuti che rispondono a questa esigenza. In più, si stanno sviluppando sempre più soluzioni Internet o Intranet, nonché in ASP, che esulano dall’acquisto della piattaforma e dunque anche dalla necessità di aggiornamento tecnologico. Posto che i contenuti e la parte progettuale di un piano di e-learning sono un aspetto più critico e complesso rispetto alla formazione tradizionale, i servizi diventeranno nel tempo l’elemento in grado di contraddistinguere gli operatori del mercato. I servizi legati all’e-learning sono molteplici, vanno dalla presenza di un tutor o mentor da consultare durante le lezioni, alla presenza di laboratori virtuali, all’assistenza on line per qualsiasi problema di natura tecnica, alla messa a disposizione di library, chat, forum, comunità virtuali, alla predisposizioni di assessment di verifica, al tracking dell’attività effettuata dagli studenti, alla fornitura di contenuti e/o piattaforme in modalità ASP, all’integrazione con il knowledge management e il document management aziendale, al mobile learning che permetta agli studenti di aggiornarsi in qualsiasi luogo, ecc. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT E’ chiaro dunque che in futuro la capacità di assistere il cliente e di offrire una vasta gamma di servizi differenzierà i competitors e premierà le società più dinamiche e attente alle esigenze nascenti: Ø da una parte permarranno sul mercato operatori di piccole/medie dimensioni, operanti in nicchie di mercato o specializzati su particolari contenuti offerti in modo standard attraverso cataloghi accessibili anche direttamente dal web; Ø dall’altra ci saranno invece i grandi system integrator che opereranno in particolare su progetto ad hoc per i clienti con la compartecipazione di più modalità formative e che si focalizzeranno sui servizi mentre utilizzeranno una serie di partners per la progettazione didattica (Università, web agency, software house, content provider, società di consulenza e di direzione aziendale). Comunque, una tendenza di numerosi operatori della formazione ICT è quella di sviluppare l’offerta di soluzioni blended, che vedono l’utilizzo della formazione tradizionale supportata da sessioni di e-learning. La validità di questa soluzione può risiedere nel prevedere 3 fasi successive di formazione: Ø una prima fase che permetta il livellamento della conoscenza tramite corsi base in modalità e-learning. Si tratta di un’attività pre-aula che consenta agli allievi di partire con una conoscenza uniformata; Ø una fase centrale di formazione in aula; Ø una fase di assessment e di aggiornamenti diluiti nel tempo attraverso l’e-learning. D’altra parte è opportuno comprendere se lo sviluppo previsto dagli operatori del mercato è effettivamente supportato da un interesse della domanda a tali iniziative, anche complesse (un’attività blended potrebbe risultare più articolata e costosa di una modalità di puro e-learning o di sola formazione di tipo tradizionale). Dall’analisi della domanda emerge su questo tema una situazione ben distinta tra le aziende utenti e le NetCompanies da una parte e le società fornitrici ICT dall’altra: Ø la situazione delle aziende utenti appare quella più arretrata e parte da una considerazione ancora non strategica della formazione, che porta a non ritenere utile effettuare piani strutturati, tanto meno con la combinazione di più modalità di erogazione; Ø tra le NetComp, il 7,7% del campione dichiara di utilizzare piani strutturati che prevedono la combinazione di più modalità di formazione, dunque in una logica blended. Il 23,1% delle NetCompanies è pronto a farlo in futuro; Ø le modalità blended sono invece già adottate dal 22,2% dei Fornitori, mentre un altro 20% prevede di implementarle in futuro. Secondo gli operatori della formazione ICT, complessivamente sull’e-learning esiste un effettivo interesse da parte della domanda, coniugato però a grosse difficoltà di start up dei progetti. In generale, le motivazioni che portano la domanda a considerare l’e-learning quale modalità formativa risiedono ancora in un ipotetico risparmio di costi, considerazione che testimonia ancora una visione distorta da parte della domanda di formazione sull’e-learning e anche sull’importanza della formazione continua. In effetti, dall’analisi delle ragioni principali del ricorso all’e-learning (Fig. 102), si evidenzia che sia per le aziende Utenti, sia per le NetComp che per i Fornitori, il motivo primario per ricorrere all’elearning sia il risparmio sui costi. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 38 Ragioni principali di ricorso all’e-learning presso le aziende Utenti, le NetComp e i Fornitori di ICT del campione, 2002 Valori da 1: min a 10: max 7,2 6,1 6,2 5,8 5,4 5,4 6,1 4,5 3,8 4,7 3,0 4,9 Risparmio dei costi Possibilità di gestire i Disponibilità delle risorse Replicabilità dei contenuti tempi di formazione sulla in sede base delle esigenze del singolo Utenti Netcomp Fornitori Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Altri fondamentali motivi per ricorrere all’e-learning sono: per le aziende utenti la possibilità di gestire i tempi di formazione in base alle esigenze del singolo; per le NetCompanies la possibilità di avere disponibili le proprie risorse in sede; per i fornitori la replicabilità dei contenuti erogati. Le aziende ICT, nell’individuare gli argomenti di validità dell’e-learning, fanno riferimento all’aggiornamento tecnologico e alla certificazione delle competenze mentre le figure professionali che possono trovare maggiore valore aggiunto dall’apprendimento on line sono proprio quelle tecniche, in particolare gli sviluppatori e i tecnici di rete. Dal punto di vista dei contenuti di tipo tecnologico, infatti, l’e-learning permette di effettuare simulazioni di laboratorio in modo virtuale, esercitazioni, verifiche, aggiornamenti. D’altra parte, se si guarda al complesso degli investimenti 2001/2002 in e-learning è proprio l’area professional (che include i corsi tecnici di arricchimento delle competenze operative) ad aver assorbito il 44% degli investimenti, seguita dai corsi end user per PC con il 13,5% © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Manag / strategia ebusiness amministrazione 3,6% 4,0% 5,7% Professional Finanza / 5,9% controllo 44,0% 6,5% TLC 7,4% Lingue 9,4% MKTG 13,5% PC Fig 39 Destinazione degli investimenti in e-learning, 2001 e 2002 Fonte: E-learning, 2001 Infine, le tipologie di azienda che potrebbero avere degli effettivi vantaggi dall’utilizzo dell’elearning sono le medie e grandi aziende che potrebbero sfruttare maggiormente i vantaggi di scalabilità, di riusabilità e le economie di scala. Le piccole aziende invece potrebbero maggiormente apprezzare l’e-learning in modalità ASP. Le aziende che ad oggi hanno sviluppato importanti progetti di e-learning sono la Pubblica Amministrazione Locale e Centrale, le Utilities, alcuni gruppi bancari e assicurativi e ovviamente i fornitori ICT. 1.4 La formazione nella PA E’ molto importante analizzare, all’interno della NetEcomony, la situazione della formazione ICT nella PA, a tutti i livelli, sia locale che centrale. Tale analisi è, in particolare, intesa a capire quali gap di tipo tecnologico e formativi siano stati colmati e in quali zone della PA permanga ancora una situazione di arretratezza rispetto alle nuove tecnologie, determinando la necessità di interventi di sviluppo tecnologico e di formazione delle risorse in ambito ICT. Con l’avvio, nel 1999, del Piano eEurope per la Società dell’Informazione e con lo sviluppo, all’interno di questo programma, del Piano d’Azione per l’e-government varato dal Governo italiano nella primavera del 2000, sono stati definiti gli indirizzi, i piani di intervento e le azioni per lo sviluppo dell’era digitale e tecnologica dello Stato e delle sue componenti. Questo processo condurrà la PA italiana verso la modernizzazione e la maggiore competitività rispetto ai Paesi più avanzati, riducendo il digital divide oggi esistente. Gli obiettivi sono, da un lato di migliorare i livelli di efficienza ed efficacia degli apparati statali e locali, dall’altro di garantire determinati standard di qualità nella relazione e nei servizi ai cittadini. Tali obiettivi e i conseguenti cambiamenti previsti si ripercuotono su diversi livelli: Ø il livello organizzativo, con l’esigenza di ripensare processi e procedure; Ø il livello tecnologico e informatico, con la necessità di ridefinire gli standard infrastrutturali esistenti e di sviluppare l’utilizzo di Internet; © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Ø il livello individuale, con la necessità di rendere disponibili una serie di competenze professionali che possano supportare i due livelli di cambiamento precedenti, e che possano permettere ai dipendenti del settore di lavorare nella nuova organizzazione mediante un utilizzo più intenso della tecnologia. Ecco quindi emergere l’importanza del ruolo della formazione in ambito ICT, a cui è espressamente dedicato uno specifico intervento del Piano per l’e-government. 1.4.1 La situazione della formazione nella Pubblica Amministrazione Centrale Nel complesso, presso la Pubblica Amministrazione Centrale (ovvero presso i Ministeri, alcuni Organi dello Stato, numerosi Enti Pubblici e le principali Autorità indipendenti), nel corso del 2001, il 70,7% dei dipendenti (pari a 266.000 risorse) ha partecipato ad almeno un corso di formazione. Si evidenzia in questo dato una forte crescita: nel 1998 solo il 37% delle risorse ha infatti partecipato a corsi di formazione. Mediamente i partecipanti hanno fruito di oltre 50 ore di formazione nel corso del 2001. Le tematiche della formazione nella PAC si sono concentrate, in termini di monte ore complessivo erogato, sui contenuti multidisciplinari (38,8%), sull’organizzazione e il personale (19%), sull’informatica e telematica (13,5%) e sulla formazione tecnico-specialistica (13,4%). In termini di partecipanti, invece, si evidenzia la preminenza dei contenuti tecnico-specialistici (21,5%), dei contenuti multidisciplinari (16,8%) e dell’informatica e telematica (17%). Fig 40 Ore fruite e partecipanti ai corsi di formazione per aree tematiche presso la PAC, 2001 Ore fruite 4,4% 19,0% 0,7% 1,4% 5,5% 0,1% 11,2% 10,5% 2,4% 1,9% 16,8% 13,5% 38,8% 1,7% 0,5% 12,8% Partecipanti 2,7% 0,6% 13,4% 21,5% 3,7% 17,0% Giuridico nornativa generale Comunicazione Informatica e telematica Internazionale Org.ne e personale Economico - finanziaria Linguistica Multidisciplinare Manageriale Controllo gestione Tecnico specialistica Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Per quanto riguarda i contenuti inerenti l’area informatica e telematica, nei Ministeri è prevalente la formazione base sugli strumenti di Office mentre la formazione di tipo specialistico riguarda soprattutto gli applicativi non standard; presso le Autorità e gli Enti Pubblici ha forte rilievo la formazione sulle competenze tecnico-specialistiche (specialisti in IT, sviluppatori e gestori dei processi informatici, specialisti web). Dunque mentre presso Ministeri si è avviato un esteso processo di alfabetizzazione informatica dei dipendenti, presso le Amministrazioni più piccole si sta invece sviluppando la crescita delle competenze interne relative al web e all’Information Technology. Infatti, anche dall’analisi delle tematiche più rilevanti per fare fronte all’intero processo di cambiamento organizzativo che ha investito la PAC (Fig. 105), emerge l’importanza della reingegnerizzazione dei processi interni, oltre al controllo di gestione e alla comunicazione verso l’esterno. Fig 41 Attività di particolare impatto sul processo di riorganizzazione interno presso la PAC Percentuale sul totale delle citazioni 5,8% 10,6% 3,7% 2,5% 19,5% 21,9% 10,5% 9,4% 10,5% 7,5% 17,4% 18,8% 15,3% 11,9% 10,5% 12,5% 6,8% 5,0% Accesso e gestione fondi comunitari e-procurement Reingegnerizzazione processi Rilevamento qualità e customer satisfaction Servizi ai cittadini Controllo gestione Comunicazione pubblica e call center Valutazione progetti e analisi costi benefici Valutazioni prestazioni e posizioni org.ve Citazioni 2001 Citazioni 2002 Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 Entrando nel merito delle modalità organizzative della formazione all’interno delle diverse strutture pubbliche, per quanto concerne la gestione della formazione si è rilevata la presenza di ben 8 scuole interne, mentre in generale predomina la forma dell’ufficio apposito preposto alla formazione o la presenza di una o più unità organizzative preposte anche alla formazione. Le modalità di erogazione evidenziano ancora il ruolo predominante dell’aula (76,9%), mentre per il 20,2% i corsi vengono erogati facendo uso congiunto di aula e laboratorio informatico. Solo per il 2,9% si ricorre all’autoapprendimento e alla videoconferenza o FAD. In relazione al reperimento dei contenuti formativi, le Amministrazioni dello Stato fanno principalmente ricorso a strutture interne, mentre gli Enti Pubblici fanno riferimento in particolare a strutture esterne, soprattutto private. In tal senso, i Ministeri hanno organizzato con l’ausilio delle proprie Scuole nel corso del 2001 circa l’89% della formazione, richiedendo sul mercato privato circa l’8% dei corsi. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Un fenomeno significativo sviluppatosi nel corso del 2001 è stato il crearsi di una domanda interna di formazione presso la PAC, per cui alcuni Enti sono ricorsi ad altre Amministrazioni per organizzare i propri corsi, creando un vero e proprio mercato della formazione pubblica, che opera in parallelo al mercato privato. Infine, la spesa in formazione per la PAC è stata nel 2001 pari a 152 milioni di euro (fonte 5° Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001), con una crescita di oltre il 24% rispetto agli investimenti dell’anno precedente. Rispetto alla spesa complessiva per il personale, l’investimento del 2001 è stato pari allo 0,98%, prossimo, ma non pari, all’obiettivo dell’1%. Le Autority però hanno raddoppiato l’obiettivo, investendo in formazione circa il 2% della spesa per il personale. 1.4.2 La situazione delle Regioni Anche presso le Regioni i cambiamenti determinati dall’innovazione tecnologica hanno comportato, sul fronte della formazione, la modifica dei bisogni formativi, alla luce delle nuove esigenze sia in termini di competenze necessarie per l’utilizzo quotidiano delle tecnologie e degli applicativi, sia in termini di competenze tecnico-specialistiche e in particolare collegate allo sviluppo dei servizi web. Tutto ciò sta portando a una maggiore strutturazione interna della gestione dei piani formativi e al monitoraggio dei fabbisogni e delle competenze acquisite. In totale, le giornate/uomo di formazione erogate nel corso del 2001 presso le Regioni sono state complessivamente 270.320, pari a circa 3 giornate di formazione per dipendente all’anno, il triplo del dato registrato nel 1994. Il numero delle giornate di formazione è stato nel 2001 di 14.471 con una media di 18,7 partecipanti. Significativa è l’analisi dei partecipanti ai corsi di formazione ripartiti per aree di competenza professionale (Fig. 106): ben il 23,4% ha partecipato a corsi di formazione di informatica e telematica, seguiti da 20,9% di partecipanti che hanno assistito a corsi in ambito giuridico. Fig 42 Partecipanti ai corsi di formazione per area di competenza presso le Regioni, 2001 Informatica e telematica Giuridico nornatica generale Org.ne e personale Manageriale Tecnico specialistica Comunicazione Internazionale Economico - finanziaria Controllo gestione Linguistica Multidisciplinare 2,3% 6,8% 5,5% 4,3% 9,3% 8,7% 15,6% 20,9% 23,4% 1,9% 1,3% Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Anche in termini di giornate di formazione complessivamente erogate, le tematiche maggiormente proposte sono quelle relative all’informatica, con il 31,6% delle giornate, seguite dalle giornate dedicate all’area giuridico-normativa. Le metodologie didattiche (Fig. 107) vedono ancora la forte predominanza della formazione tradizionale in aula (87,9% dell’intera formazione) anche se nel tempo tale modalità sta riducendo il proprio peso percentuale a vantaggio di altre forme didattiche. Poco sviluppate risultano ancora le modalità più innovative che compongono solo un residuale 1,2% (ma risultava pari allo 0,3% nel 1998) delle metodologie utilizzate. 0,3% 1998 91,7% 4,9% 2,9% 0,1% 0,1% 1,2% 2001 87,9% 2,3% 7,9% 0,1% 0,6% Formazione frontale (aula) Formazione a distanza e autoformazione Formazione dimostrativa (mostre) Formazione unidirezionale (convegni) Formazione intervento - obiettivo Formazione applicativa (stage) Fig 43 Metodologie didattiche utilizzate per la formazione presso le Regioni, 2001 Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 Per quanto riguarda l’organizzazione e la gestione della formazione, in ottemperanza alla Direttiva sulla formazione e sulla valorizzazione del personale delle Amministrazioni Pubbliche, pubblicato nel gennaio 2002 e che prevede che tutte le amministrazioni debbano predisporre un piano di formazione del personale entro il 31 marzo 2002, si evidenzia che nella prima parte del 2002 solo quattro Regioni non hanno ancora predisposto il Piano di formazione, mentre le altre Regioni hanno già provveduto in parte a predisporlo e in parte ad adottarlo. In particolare, la formazione sta acquisendo sempre più una propria entità e una propria struttura (Fig. 108): il 68,2% delle Regioni e delle Province autonome dispone di un ufficio appositamente dedicato alla formazione, mentre il 27,3% ha strutturato la formazione all’interno di un’altra unità organizzativa e solo il 4,5% non dispone di una struttura dedicata. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 44 Modalità di organizzazione della formazione presso le Regioni, 2002 Ufficio all’interno di unità organizzativa Struttura non dedicata 4,5% 27,3% Ufficio autonomo dedicato alla formazione 68,2% Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 In relazione alla tipologia organizzativa, coerentemente con quanto definito dalla Direttiva sulla formazione, ben l’83,9% della spesa e il 94,2% delle giornate sono dedicate alla formazione programmata e personalizzata sulle esigenze delle Regioni, mentre il restante 16,1% della spesa e il 5,8% delle giornate sono dedicate alla formazione a catalogo. L’analisi dei principali fornitori di formazione (Fig. 109), evidenzia che i soggetti privati sono gli interlocutori privilegiati (64,8% della spesa e 64,3% delle giornate), seguiti dalle Università e da altri soggetti pubblici. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 45 Principali fornitori di formazione in percentuale sulla spesa e sulle giornate presso le Regioni, 2002 Spesa Risorse interne 4,3% Scuola interna 3,7% Scuole regionali 7,8% Formez 7,6% Università e Giornate Scuole regionali 3,9% Scuola soggetti pubblici interna Risorse 11,8% interne 9,1% Formez 7,7% Università e soggetti pubblici 7,0% 8,0% 64,8% Soggetti privati 64,3% Soggetti privati Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 Infine, la spesa in formazione ha registrato un incremento nel tempo rispetto alla spesa complessiva del personale, passando dallo 0,25% nel 1993 allo 0,64% nel 2001, dato significativo anche se non è stato toccato l’obiettivo dell’1%. In particolare, in termini assoluti essa è stata pari a 20, 6 milioni di euro nel 2001 (fonte 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione), mentre la stima della spesa per il prossimo triennio prevede una crescita del 24,2% nel periodo 2001-2004 (Fig. 110). Quota consistente della formazione sarà dedicata all’area informatica e telematica nella quale si prevede di impiegare circa un quinto delle risorse finanziarie. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 46 Spesa prevista per la formazione complessiva e per la formazione ICT presso le Regioni, 2002-2004 (Valori in migliaia di Euro) 5% 10% 25.532 22.105 23.211 21.5% 21.1% 19.1% Prev. 2002 Prev. 2003 Formazione ICT Prev. 2004 Fonte: NetConsulting su dati 5o Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione, 2001 1.4.3 La situazione dei Comuni e delle Province Secondo la recente indagine del Formez “E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali” condotta per conto del Dipartimento della Funzione Pubblica, la situazione della formazione presso i Comuni e le Province evidenzia un buono sviluppo nel corso dell’ultimo triennio: la maggior parte dei Comuni, ovvero il 92% nel 2001, effettuano attività formativa per i propri dipendenti, così come il 98% delle Province. Anche la numerosità del personale coinvolto aumenta, nei Comuni passa dal 21% nel 1999 al 51% nel 2001, mentre nelle Province si passa dal 25% del 1999 al 63% nel 2001. La formazione si sta lentamente spostando dalle funzioni dirigenziali e direttive verso un maggiore coinvolgimento anche della fascia impiegatizia. Anche la spesa in formazione sta lentamente crescendo: nelle Province passa dallo 0,49% del monte retribuzioni nel 1999 allo 0,80% nel 2001, nei Comuni si passa dallo 0,38% del 1999 allo 0,61% nel 2001 (fonte: Lo scenario della formazione nel sistema delle autonomie locali, Formez). La formazione inoltre sta acquisendo sempre più una propria strutturazione anche dal punto di vista organizzativo: stanno crescendo infatti le strutture autonome o integrate presso un’altra struttura organizzativa che si dedicano appositamente alla formazione del personale. La maggiore strutturazione data all’area che si occupa della formazione è sicuramente indice di una scelta di offrire maggiore continuità e sistematicità agli interventi, ciò si denota anche nel sensibile incremento dello strumento del piano di formazione rispetto ad eventi formativi limitati nel tempo: tra i Comuni, dal 20% che dichiarava nel 2000 di elaborare piani di formazione e il 28,6% che dichiarava di programmare solo in parte le scelte di formazione, si è passati nel 2001 al 33,3% che opta per il piano annuale e il 14% che stende un piano pluriennale. La situazione nelle Province è un po’ più arretrata, con il 29,1% che dichiara di pensare nel 2001 a piani annuali e il 18,2% a piani pluriennali. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Anche se la situazione non è ancora ottimale, si possono valutare positivamente le iniziative volte ad incrementare il ruolo strategico e di lungo periodo della formazione. Molto importante è analizzare le tipologie di corsi erogati (Tab. 17) per comprendere l’effettiva evoluzione del ruolo della formazione: presso i Comuni è cresciuta la formazione personalizzata creata ad hoc ed è diminuito il peso della formazione a catalogo. Anche le Province hanno visto ridursi drasticamente il ruolo della formazione a catalogo (dal 54,9% nel 2000 al 44,5% nel 2001) e incrementare quella personalizzata (da 29,5% al 36,4%). In relazione alle modalità utilizzate, si può osservare sia presso i Comuni che presso le Province una forte prevalenza dell’aula. Le altre modalità, la combinazione tra aula e laboratorio informatico, la videocomunicazione e la formazione a distanza, seppur in aumento, mantengono quote residuali. La situazione delle modalità di erogazione utilizzate evidenzia due tipi di problematiche: da un lato la carenza di risorse per erogare una formazione di tipo pratico oltre che teorico; la seconda, più grave e che proprio la formazione dovrà colmare, è la scarsa alfabetizzazione dei dipendenti pubblici che limita ancora molto l’utilizzo degli strumenti multimediali e le nuove tecnologie per l’apprendimento. Se si guarda in effetti alle dotazioni informatiche, ovvero i PC disponibili al personale, si evidenzia che presso le Province in media il 71% del personale dispone di personal computer, con una situazione al Sud di estrema arretratezza (solo 48,9 dipendenti su 100 dispongono di PC, fonte Formez, e-goverment. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali). Presso i Comuni il 52,9% degli addetti dispone di proprio PC (al Sud la percentuale scende al 33,5%). L’analisi dei fornitori dei corsi di formazione evidenzia la supremazia dei soggetti privati, che presso le Province hanno incrementato la loro presenza (dal 53,2% nel 2000 al 62% nel 2002), in secondo piano si trovano le Università ed altri soggetti pubblici, con quote crescenti nel 2001. Tab 1 Tipologia, metodologie e soggetti erogatori della formazione presso Comuni e Province, 2000 e 2001 - % sul totale dei corsi Comuni Da catalogo Su specifiche dell'ente Su domanda dei dipendenti Aula Aula e laboratorio informatico Autoapprendimento Videoconferenza formazioen a distanza Realizzati in proprio Soggetti privati Associazioni di rappresentanza Università + altri soggetti pubblici Altro 2000 42,6% 40,2% 17,2% 82,4% 16,5% 0,3% 0,9% 9,6% 58,7% 11,8% 15,0% 4,8% 2001 39,5% 48,6% 11,9% 82,8% 14,9% 0,9% 1,4% 17,2% 56,8% 5,9% 18,8% 1,3% Province 2000 54,9% 29,5% 15,6% 79,3% 13,5% 1,1% 6,1% 16,0% 53,2% 10,5% 11,3% 9,0% 2001 44,5% 36,4% 19,1% 77,2% 21,1% 1,3% 0,4% 15,3% 62,0% 1,4% 19,7% 1,6% Tipologie Metodologie Fornitori Fonte: Formez, Lo scenario della formazione nel sistema delle autonomie locali, 2001 L’attività formativa erogata nel 2001 per quanto riguarda le principali tematiche (Fig. 111), evidenzia il ruolo importante dell’informatica, che copre presso i Comuni il 16,3% di tutti i corsi © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT erogati e il 26,1% dei giorni totali erogati. La situazione nelle Province vede l’informatica e la telematica occupare il 20,7% dei corsi e il 26% dei giorni erogati. Fig 47 Principali aree tematiche dell’attività formativa di Comuni e Province, 2001 Comuni Province 33,1% 15,3% 16,3% 35,3% Valori in % sul numero totale dei corsi 28,1% 20,7% 12,2% 39,0% 26,1% 32,9% 11,6% 29,4% Valori in % sul totale dei giorni di formazione 26,0% 24,6% 14,8% 34,6% Tecnico specialistica Giuridico - normativa generale Altro Informatica e telematica Linguistica Fonte: NetConsulting su dati Formez, Lo scenario della formazione nel sistema delle autonomie locali, 2001 I fattori critici (Fig. 112) che condizionano lo sviluppo dell’attività formativa derivano, soprattutto per i Comuni, dalla scarsità di risorse finanziarie. Per quanto riguarda le Province è significativo anche il fatto di non riuscire a reperire sul mercato prodotti e servizi formativi adeguati alle esigenze della PAL. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 48 Fattori critici nella gestione della formazione presso Comuni e Province, 2001 Difficoltà di negoziazione con le rappresentanze sindacali interne Ridotto interesse dei dipendenti Scarso ruolo assegnato alle politiche formative Formazione come strumento per incentivazioni e progressioni di carriera Difficoltà ad orientarsi nella scelta dei fornitori Scarso numero delle risorse professionali disponibili Difficoltà a reperire sul mercato prodotti / servizi formativi tarati Scarsità delle risorse finanziarie -50% -40% -30% -20% -10% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Comuni Province Fonte: Formez, Lo scenario della formazione nel sistema delle autonomie locali, 2001 Come già sottolineato, la necessità di formazione presso la PAL deriva sostanzialmente dal piano di sviluppo dell’informatizzazione e dall’introduzione delle nuove tecnologie nei processi e nella gestione dell’attività, che in particolare, per quanto riguarda i Comuni e le Province, si è sostanziato nello sviluppare e implementare il sistema di comunicazione verso l’esterno mediante il web, lo sportello unico e i servizi all’utenza e nel semplificare la gestione dei processi e la comunicazione all’interno. Tali innovazioni hanno dunque determinato la richiesta di nuovi contenuti per la formazione, che per i Comuni (Fig. 113) ha riguardato nel 2001 soprattutto il controllo di gestione e in secondo luogo la comunicazione e i servizi verso l’esterno. Per il 2002 si prevede una crescita ancora maggiore dei contenuti relativi alla comunicazione esterna e alla rilevazione della customer satisfaction e, all’interno, i contenuti si focalizzeranno sulla reingegnerizzazione dei processi. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 49 Contenuti delle attività formative legate al processo d’innovazione realizzate nei Comuni, 2001 e 2002 E-procurement Project management Valutazioni delle prestazioni e delle posizioni organizzative Valutazione progetti, analisi costi – benefici Rilevamenti qualità dei servizi e customer satisfaction Servizi ai cittadini e alle imprese Formazione al ruolo di nuove figure professionali Accesso e gestione dei fondi comunitari Peg e controllo di gestione Nuovo ruolo della dirigenza Comunicazione pubblica Reingegnerizzazione dei processi -50% -40% -30% -20% -10% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Realizzate nel 2001 Da realizzare nel 2002 Fonte: Formez, Lo scenario della formazione nel sistema delle autonomie locali, 2001 Le Province (Fig. 114) hanno focalizzato la formazione del 2001 sui contenuti inerenti la reingegnerizzazione dei processi mentre l’attività prevista per il 2002 evidenzia in primo luogo una forte intensificazione di tutta l’attività formativa sulla reingegnerizzazione dei processi e sulla comunicazione pubblica. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 50 Contenuti delle attività formative legate al processo d’innovazione realizzate nelle Province, 2001 e 2002 E-procurement Project management Valutazioni delle prestazioni e delle posizioni organizzative Valutazione progetti, analisi costi – benefici Rilevamenti qualità dei servizi e customer satisfaction Servizi ai cittadini e alle imprese Formazione al ruolo di nuove figure professionali Accesso e gestione dei fondi comunitari Peg e controllo di gestione Nuovo ruolo della dirigenza Comunicazione pubblica Reingegnerizzazione dei processi -50% -40% -30% -20% -10% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Realizzate nel 2001 Da realizzare nel 2002 Fonte: Formez, Lo scenario della formazione nel sistema delle autonomie locali, 2001 1.4.3.1 La formazione informatica nei Comuni Nel 2000, a fronte di 41,7% Comuni che hanno erogato formazione in generale, il 29% ha erogato formazione informatica. Su un numero di addetti formati, con riferimento alla formazione generale, pari al 31,3% del personale complessivo, l’8,7% ha seguito corsi di formazione informatica. L’analisi della spesa per formazione informatica evidenzia un incremento del 37,2% nel 2002 rispetto al 1999. In particolare è il Sud che investe maggiormente in formazione informatica, anche a fronte di maggiori margini di arretratezza da recuperare, attraverso un incremento più che doppio rispetto alla spesa stanziata nel 1999. Nel 2002 la spesa per formazione informatica nei Comuni dell’indagine raggiungerà il 36,8% della spesa complessiva in formazione (rappresentava il 22,5% nel 1999) (Fonte: Fromez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001). I contenuti IT (Fig. 115) hanno riguardato principalmente l’office di base per il 73,4% dei Comuni, seguiti dagli applicativi non standard, e dall’office avanzato. L’alfabetizzazione e la formazione end user impiegano dunque ancora la gran parte della formazione erogata. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 51 Contenuti della formazione informatica dei Comuni che hanno erogato corsi di Office base 73,4% Applicativi non standard 52,7% Office avanzato 39,0% Applicativi standard 22,5% Specialista IT 19,0% Specialista web 18,4% formazione, 2000 Fonte: NetConsulting su dati Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001 I principali fornitori della formazione in ambito informatico (Fig. 116) sono le società di consulenza e formazione (38,3%) e le società fornitrici ICT. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 52 I principali fornitori della formazione informatica dei Comuni Altri Società produttrici di Hw e Sw Ass.ni di 12,5% rappresentanza 2,7% 34,5% Università 0,5% 11,5% Scuole pubbliche di formazione 38,3% Società private di formazione e consulenza Fonte: NetConsulting su dati Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001 Le modalità formative più utilizzate (Fig. 117) sono, anche nel caso della formazione informatica, in primis l’aula (21,2%) seguita dai laboratori informatici. Si osservi l’elevata quota di formazione usufruita in autoapprendimento. Le politiche formative da seguire per migliorare lo sviluppo delle nuove tecnologie nei Comuni, sono individuate in prima battuta negli obiettivi di miglioramento delle competenze di base e specialistiche, seguite dagli interventi formativi rivolti al personale di front office e dall’attività di sensibilizzazione verso l’informatica dei dirigenti e dei responsabili di settore. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 53 Modalità formative utilizzate per la formazione informatica nei Comuni Aula 21,2% Laboratorio informatico 18,9% Autoapprendimento 14,5% Formazione a distanza con utilizzo di strumenti multimediali e tutor 5,0% Formazione a distanza con utilizzo di strumenti multimediali e aula 4,0% Fonte: NetConsulting su dati Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001 Infine, la stima dei fabbisogni formativi dei Comuni italiani (Fig. 118) identifica in circa 160.000 dipendenti le risorse da formare in informatica (pari al 27,3% del totale del personale in servizio presso i Comuni), in particolare l’84,5% mediante corsi di alfabetizzazione ed end user su Office e l’8,2% mediante formazione tecnico-specialistica, in particolare rivolta alle reti e al web. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 54 Stima degli addetti da inserire nei percorsi di formazione informatica presso i Comuni Tutor informatici (formatori) 2,6% 4,7% Sensibilizzazio ne dei dirigenti Specialisti Web 4,2% Specialisti Reti 4,0% Office di base 38,5% Office di base + Office avanzato 18,7% Stima totale addetti: 162.592 Office avanzato 27,3% Fonte: NetConsulting su dati Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001 1.4.3.2 La formazione informatica nelle Province La spesa per la formazione informatica delle Province è passata da 495 mila di euro nel 1999 a 882 mila euro nel 2000 (fonte Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001), evidenziando un forte dinamismo (+78,2%). L’orientamento allo sviluppo delle competenze ICT del personale è in effetti testimoniata dalla crescita prevista per il biennio 2001/2002 pari a 2,2 milioni di euro, il 28,8% dell’intera formazione erogata. Non si tratta di cifre elevate, ma quello che è interessante notare è la tendenza allo sviluppo della formazione informatica che cresce di ben il 98% tra il biennio 1999/2000 e il biennio 2001/2002. Dall’analisi della tipologia di formazione erogata, emerge che la formazione di base ha coinvolto nel corso del 2000 il 9,7% dell’intero personale delle Province, mentre la formazione tecnicospecialistica ha coinvolto il 7,4% del totale dei dipendenti e la formazione applicativa il 7,1% Il personale formato in informatica (Fig. 119) è stato destinatario, per ben il 40,1%, di formazione di base e per il 29,5% di formazione applicativa. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fig 55 Personale formato in informatica per tipologia di corso presso le Province, 2000 Formazione applicativa 29,5% Formazione di base 40,1% Formazione tecnica 18,9% 11,5% Formazione specialistica Fonte: NetConsulting su dati Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001 Anche per quanto riguarda le Province, i principali fornitori di corsi di informatica si rivelano le società private di formazione e consulenza (57,7% della spesa per tutti i fornitori esterni) mentre a differenza dei Comuni ben il 27,7% della spesa fa capo a soggetti pubblici. Le modalità di erogazione più utilizzate evidenziano come strumento prioritario l’aula (presente nel 78,9% dei corsi), seguita dal laboratorio informatico (71,1%) e dall’autoapprendimento (15,8%). La stima dei profili/competenze necessari alle Province per procedere nella innovazione tecnologica ed informatica evidenzia uno skill shortage di 5.579 risorse, pari al 9,1% dei dipendenti complessivi delle Province (fonte Formez, E-government. Nuovi paradigmi organizzativi e formativi nelle Regioni e negli Enti Locali, 2001). Tale dato in particolare è composto da 1.085 profili specialistici e 4.494 profili di supporto. Si stima che circa un terzo di tale domanda verrà soddisfatta mediante il ricorso al mercato, mentre per il restante 67,7% (pari al 6,1% dei totali dei dipendenti) si farà ricorso alla riqualificazione di personale interno, per cui il ruolo della formazione ICT è destinato a crescere presso le Province nel breve termine. 1.4.3.3 Considerazioni conclusive E’ evidente lo sforzo di tutta la Pubblica Amministrazione nell’accrescere le attività formative rispetto alle esigenze di riorganizzazione e di innovazione tecnologica che permeano tutti i livelli considerati. E’ chiaro anche che la formazione nella PA debba proseguire nei suoi processi di sviluppo rispetto a diverse coordinate: Ø dal punto di vista dell’investimento complessivo e dunque delle risorse finanziarie messe in gioco; Ø dal punto di vista della necessità di maggiore strutturazione e dunque dell’organizzazione di uffici ma anche di piani formativi di lungo periodo; Ø dal punto di vista strategico, attraverso l’elaborazione dei piani formativi pluriennali e dunque nella logica della formazione continua, del potenziamento delle competenze, della mappatura delle competenze, della definizione dei fabbisogni formativi; © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Ø dal punto di vista delle risorse da formare, partendo dalla definizione puntuale delle risorse e degli skill mancanti e dagli strumenti di reperimento, che riguardano in modo massiccio la riqualificazione di personale interno. La formazione quindi può essere effettivamente una leva di cambiamento presso la PA, sia di tipo culturale che di tipo organizzativo. Ovviamente rimangono ancora degli ostacoli da superare, alcune aree di arretratezza, a partire da alcune amministrazioni locali del Centro e del Sud e dalla necessità di una maggiore informatizzazione delle postazioni di lavoro, associata a un maggiore utilizzo della banda larga. Dal punto di vista della formazione informatica, il percorso già intrapreso negli ultimi anni va ulteriormente intensificato e svolto su due fronti, in modo parallelo: il fronte della alfabetizzazione informatica, in cui deve essere coinvolta la quasi totalità del personale, il fronte della formazione tecnico-specialistica, anche attraverso al programmazione di attività di ridefinizione delle competenze del personale interno, in modo da colmare almeno in parte gli skill shortage stimati a livello locale. 1.5 Il mercato della formazione ICT in Italia Il mercato della formazione ICT in Italia sarà pari a 710 milioni di euro alla fine del 2002 (Fig. 120). La crescita prevista, pari al 4,9%, riflette il rallentamento subito dall’intera economia e dal mercato ICT in particolare. Causa di tale andamento è dunque da ritrovarsi nelle riduzioni dei budget da parte delle aziende utenti della formazione e nelle conseguenti politiche di downpricing perseguite da parte degli operatori per sostenere il volume di attività. La quota di formazione erogata tramite modalità di e-learning sarà pari, alla fine del 2002, a 43 milioni di euro, ovvero al 6% dell’intero mercato della formazione. Ovviamente i tassi di crescita di questo segmento sono molto elevati, tipici di un mercato in sviluppo e a valori contenuti. Fig 56 Il mercato della formazione ICT in Italia, 2000-2002 Valori in Milioni di Euro e % 4.9% 710 616 9.8% 677 53.6% 15 mln€= 2.4% 86.7% 28 mln€ = 4.1% 43 mln€= 6% 2000 2001 quota e-learning 2002 prev © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform Per quanto riguarda le componenti della formazione ICT (Fig. 121), si assiste a una forte crescita della componente di alfabetizzazione, conseguente al fenomeno di diffusione dell’informatica presso le aziende utenti e dunque al di fuori dei tradizionali perimetri delle funzioni strettamente ICT, che nel 2002 costituirà il 22% dell’intero mercato dell’ICT. Si assiste invece al rallentamento del mercato della formazione ICT di tipo tecnico specialistica che rappresenterà, comunque, nel 2002 il 78% del mercato ICT. Fig 57 Le componenti della formazione ICT in Italia, 2000-2002 Valori in Milioni di Euro e % 616 677 9.8% 4.9% 710 -2.5% 3.7% 44.4% 59.8% 67,8 2000 108,3 2001 156,4 2002 prev Alfabetizzazione Tecnico - specialistica Fonte: NetConsulting per Federcomin, Anasin, Assinform 1.6 Conclusioni L’aumento della complessità tecnologica, del ritmo e della velocità dei cambiamenti, unitamente all’incremento del suo impatto sui processi aziendali, sull’efficienza e la competitività dell’intero Sistema Paese, hanno rafforzato l’importanza e il ruolo della Formazione ICT, sia nell’aggiornare e nel ridefinire le competenze tecnico-informatiche necessarie, sia nell’incentivare l’innovazione tecnologica. Ciononostante, questa maggiore consapevolezza non è ancora sufficiente. La dimensione attuale del mercato della formazione ICT risulta tuttora contenuto sia in valore, sia negli obiettivi di investimento delle imprese italiane. Pertanto, non risulta ancora compiuto quel necessario passaggio da una economia utilizzatrice di tecnologia a una economia promotrice di nuova tecnologia. In sintesi, è opportuno evidenziare alcuni punti importanti: 1. La formazione ICT deve iniziare nel sistema scolastico. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT Il ruolo della formazione istituzionale è assolutamente fondamentale e deve essere sempre più allineata con le esigenze del mercato del lavoro, rispecchiandone i bisogni e ponendo molta attenzione a eventuali evoluzioni tecnologiche in atto che potrebbero riflettersi in un cambiamento delle competenze necessarie. In particolare è necessario sviluppare l’alfabetizzazione informatica sin dai primi livelli scolastici e all’interno di tutti gli indirizzi scolastici e avviare presso le Università l’effettivo sviluppo delle lauree brevi, incentivando i giovani a intraprendere le carriere tecnico-specialistiche legate all’informatica. E’ opportuno, inoltre, sviluppare anche presso il sistema scolastico il sistema delle Certificazioni professionali, in primis quelle end user. Per tutti questi obiettivi, sistema scolastico e mondo del lavoro (e, dunque, i suoi rappresentanti, Associazioni di categoria e aziende utilizzatrici di tecnologia) devono attivare un dialogo e uno scambio di informazioni continuo, riducendo il divario tra lo studio e il lavoro. 2. La formazione aziendale deve accrescere il proprio ruolo presso le aziende. Il mercato della formazione aziendale IT ha rallentato la sua crescita nel corso del 2002 e incontra ancora forti resistenze allo sviluppo, a causa dell’arretratezza di alcuni attori della NetEconomy: Ø mentre i Fornitori di ICT considerano ormai la formazione assolutamente necessaria e strategica per restare al passo con la tecnologia, progettando piani di sviluppo a lungo termine, le NetCompanies e gli Utenti in particolare rivelano ancora ampie zone d’ombra nel considerare la formazione necessaria e strategica per la propria competitività. Ø La PA, incentivata dal piano per l’e-government, sta procedendo verso lo sviluppo della formazione ICT e dell’alfabetizzazione, ma deve effettuare ancora numerosi sforzi per recuperare l’arretratezza accumulata in passato, sia dal punto di vista dell’informatizzazione del lavoro, sia dal punto di vista dello sviluppo del cambiamento organizzativo. Ø Occorre dunque proseguire nello sviluppo della NetEconomy oltre che con Piani governativi anche con un sistema di incentivi efficace nel supportare i soggetti più deboli dell’economia: le piccole aziende, i settori tecnologicamente più arretrati, le aree geografiche depresse, incentivando la creazione di piani di formazione a lungo termine. 3. Ai fini della riduzione dello skill shortage e della crescita dei lavoratori power user, è opportuno procedere alla riqualificazione del personale occupato mediante interventi di alfabetizzazione e di formazione tecnico specialistica. Questo processo però si deve consolidare nel tempo: a causa della continua evoluzione tecnologica e del processo di allargamento dell’utilizzo della tecnologia presso la forza lavoro (sempre più, sperabilmente, i generc users si trasformeranno in power users) è infatti necessario sviluppare il tema della formazione continua, del life long learning. 4. E-learning e Certificazione sono i due strumenti chiave per lo sviluppo della formazione continua e del mercato della formazione ICT. Dal lato dell’offerta, infatti, gli operatori evidenziano in tali strumenti le opportunità da cogliere nel prossimo biennio, congiuntamente allo sviluppo del mobile learning. Sempre più formazione ICT e alfabetizzazione saranno erogate attraverso soluzioni e-learning e modalità blended e saranno finalizzate al perseguimento delle Certificazioni. Dal lato della domanda, l’e-learning e lo sviluppo del sistema di certificazione delle competenze professionali, potrebbero essere le leve per sviluppare piani di formazione a © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting Occupazione e Formazione nell’ICT lungo termine e aggiornamenti continui rispetto alle esigenze emergenti sul mercato, accrescendo la competitività dell’intero Sistema Paese. Ovviamente, a monte sono necessarie azioni di incentivazione e di sviluppo della cultura della formazione che possano permettere agli strumenti di germogliare su un terreno fertile. 5. Le associazioni, gli operatori della formazione e i fornitori ICT possono avere un ruolo determinante nello sviluppo tecnologico, in quanto: Ø Sono portatori di know how e di innovazione che vengono trasferiti all’intera economia nazionale; Ø Possono effettivamente rilevare le esigenze del mercato del lavoro in termini di competenze e skill necessari; Ø Possono operare congiuntamente con le Istituzioni nella definizione delle necessità formative presso il sistema scolastico, promuovendo la formazione dei docenti, l’informatizzazione delle strutture scolastiche, l’alfabetizzazione degli studenti. Ø Possono sviluppare e indirizzare il sistema della certificazione delle competenze, rendendolo il più possibile congruente con le competenze necessarie sul mercato. Il ruolo della formazione ICT dunque, su più livelli e presso differenti soggetti, è uno strumento fondamentale per lo sviluppo della competitività delle imprese e va sviluppato e potenziato con strumenti fiscali, incentivi e sviluppo della cultura dell’efficienza e dell’efficacia, con l’obiettivo di aumentare la produttività e migliorare la marginalità e la competitività delle aziende italiane. © 2002 Federcomin – Anasin – Assinform in collaborazione con ESDW / UNIMIB – Unioncamere - NetConsulting
x

Log In

or reset password

Reset Password

Enter the email address you signed up with, and we'll send a reset password email to that address

Academia © 2012